domenica 26 giugno 2016

Dopo Brexit. Ritroviamo la nostra identità

L'esito del Brexit dovrebbe aiutarci a prendere le distanze da questa Europa, che non è l'Europa delle nostre Radici tanto giudaico-cristiane quanto greco-romane, che hanno forgiato la civiltà che permette agli invasori di accampare diritti che nei paesi d'origine non hanno, nella suicidaria inerzia di governanti assoggettati al pensiero unico mondialista.
Questa è l'Europa delle élites transnazionali e tecnocratiche che stanno soffocando le identità nazionali, operando concretamente per il meticciato globalista, con l'inusitato avallo persino dei vertici ecclesiali...
Di fatto tuttavia il Regno Unito, col Brexit, ma prima ancora, si trova già in condizioni diverse dalle nostre, in una sudditanza ridotta. E probabilmente, oltre ai residuati del Commonwealth, conserva anche l'aggancio agli U.S.A. Tutto da vedere dunque come si configureranno le azioni/reazioni politiche ed economiche.
In ogni caso questo è un momento di svolta. Speriamo che prevalgano le forze autenticamente Europee, che vadano oltre la finanza senza etica e riaffermino i valori. Non quelli illuministi, che hanno portato al nichilismo attuale, ma quelli cristiani - validi anche per chi conservi onestà intellettuale a prescindere dalla confessione religiosa - che hanno forgiato la vera civiltà europea. Questa è la nostra sfida per il futuro.
Nelle reazioni di esponenti del pensiero unico dominante, assistiamo a reazioni scomposte che stupiscono per la loro sfrontatezza, ma rivelano con chi (e con quali poteri) abbiamo a che fare. Una per tutte, la sconcertante dichiarazione di Mario Monti: «Non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica. Le dico di più. Sono contento che la nostra Costituzione, quella vigente e quella che forse verrà, non prevede la consultazione popolare per la ratifica dei Trattati internazionali».
Quando eravamo noi cattolici a dire che il divorzio, l'aborto, le tematiche bioetiche non possono essere messe ai voti in quanto verità oggettive, eravamo degli oscurantisti, fascisti, retrivi, ecc, e ora che succede? Che i sedicenti democratici (ma costituenti il popolo esiguo degli "illuminati", non il popolo reale) vengono a dirci che ci sono tematiche che non possono essere messe ai voti? L'aborto si può votare e la Brexit no?
Comunque c'è il rischio che l'effetto-domino provochi reazioni "di pancia". Invece per uscire da "questa" Europa occorrono risorse e progetti alternativi di tutto rispetto e leader adeguati che non siano arruffapopolo, altrimenti le conseguenze potrebbero essere difficilmente governabili. Non mi azzardo neppure a immaginarle. La soluzione alternativa (sapremmo come ma non con chi ché all'orizzonte cominciano solo ora a intravvedersi forze di reazione sane e non strumentali) è quella dell'Europa delle Nazioni cementata da valori condivisi, che non siano livellati al basso ma che corrispondano ai principi universali e perenni oggi così misconosciuti... Infatti "valori condivisi" ormai è diventato uno slogan e fa pensare più a opinioni comuni ma di conio orizzontale, senza il respiro metafisico. Se non si reintroduce una formazione che faccia conoscere e amare i valori perenni, non si potranno recuperare le nuove generazioni e la nostra civiltà.
Al di là del Referendum, che la nostra Costituzione non consente, aspettiamo dai nostri politici più responsabili proposte concrete ed efficaci. (Maria Guarini)

Meloni a «Libero»: «Non è democratico chi non accetta la scelta dei britannici: il popolo deve poter decidere»

L’intervista di Matteo Pandini: «Bene Libero, vogliamo scegliere»

«Se sono d’accordo? Certo che sono d’accordo». Giorgia Meloni, ospite alla Leopolda lumbard organizzata da Salvini in quel di Parma, plaude all’iniziativa di Libero: referendum consultivo per capire cosa ne pensano gli italiani dell’Unione europea.
Onorevole Meloni, dopo la Brexit sembra che chiedere un parere ai cittadini sia diventata una specie di bestemmia. Lei cosa ne pensa?
«Penso sia giusto che il popolo possa votare, e anche per questo siamo contrari alla riforma costituzionale di Renzi. Non ha voluto accettare la nostra proposta per estendere le materie soggette a referendum abrogativo, oltre ad altre cose come l’elezione diretta del capo del governo».