venerdì 14 giugno 2019

Quella terna tra Roma e Bruxelles

Un, due, Tria. Tra i grillini e i leghisti in campo c’è una terna arbitrale gradita al Quirinale e a Bruxelles. L’arbitro è l’Avvocato, professor Giuseppe Conte da Volturara Appula, i segnalinee sono il ragionier Filini in arte Giovanni Tria e il segnaposto-ombra Enzo Moavero Milanesi. È il Trio Carbone del governo e dovrebbe servire a eliminare i molesti gonfiori intestinali della Commissione europea. È la zona grigia tra il governo italiano e la commissione europea, il cuscinetto a tre punte in mezzo ai due; la piccola azienda artigianale in cui si rattoppano e si modificano i prototipi, adattandoli alla sagoma del cliente. Sono i tre stranieri della nazionale di governo, tre tecnici con permesso temporaneo di soggiorno, tre marziani spopulisti che non stanno né di là né di qua, e che nella mitologia governativa rappresentano le Parche del Compromesso.

lunedì 10 giugno 2019

PERCHE’ I MINIBOT STANNO MANDANDO IN CORTO CIRCUITO LA SINISTRA ED IL FINTO CENTRODESTRA

Una discussione semplice come quella sui minibot sta mandando nel pallone la sinistra ed anche quella parte della destra, ormai in dismissione ed in trasferimento verso i Paesi Bassi, che ne è alleata e soccube, oltre che una fetta notevole della élite-kaviar che è pronta a sfilare per il gay pride, ma non a  versare una lacrima per un imprenditore suicidato.

Cerchiamo di chiarire alcuni concetti. I miniBOT non suono nuovo debito, ma cartolarizzazioni in forma differente di debiti esistenti. Non creano nuovo debito senza controllo perchè le spese che vanno a coprire, debiti dello stato nei confronti dei fornitori, sono state già autorizzate da norme che hanno superato lo  scoglio dell’approvazione parlamentare con copertura ex art 81 cost. Quindi NON cambia assolutamente nulla rispetto a prima e la copertura delle spese è necessaria.

sabato 8 giugno 2019

L'Italia s'è desta con l'elmo di una sovranità ritrovata. Anche se non mancheranno ostacoli

L’Italia con poche righe, approvate all’unanimità dal Parlamento nei giorni scorsi, si è riappropriata della sua sovranità senza chiedere permessi di impossibile realizzazione nella posizione subalterna subita a causa di troppi governi proni ai diktat sovranazionali della tecnocrazia apolide e privi di alcuna reazione alle scorrette alchimie franco-tedesche. Non mancheranno ostacoli; ma qui si parrà la coesione e la tenuta di un governo anomalo che, tuttavia, proprio in quest'ultima possibilità per il nostro Paese di non soccombere, potrebbe fare la differenza.

Vi spiego in breve cosa sono i minibot (ideati già da diversi anni dall'amico Claudio Borghi A, attuale presidente della Commissione bilancio alla Camera), sui quali sono anni che scrivo articoli e analisi. L'ultimo articolo è di pochi giorni fa su Libero (a firma mia e di P. Becchi).
  1. Sono Titoli di Stato di piccolo taglio espressi in euro (taglio da 1, 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro). Ma, a differenza dei BTP (che sono titoli del debito pubblico), i minibot non costituiscono altro debito perché sono senza scadenza e senza interessi. Hanno valore intrinseco, cioè con essi si possono pagare tasse e imposte;
  2. sono emessi dal Tesoro a pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, circa 70 miliardi di euro (salvo rinnovi);
  3. non hanno corso forzoso, quindi sono compatibili con i Trattati europei (non contrastano con gli artt. 127 e 128 Tfue). La loro accettazione nello scambio di beni e servizi tra privati avviene esclusivamente su base volontaria. E su base volontaria avviene anche l'accettazione di cittadini e imprese del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione da parte dello Stato;
Ciò detto, quando Draghi dice che costituiscono nuovo debito, dice una enorme schiocchezza. Punto.
Qualcuno contesta anche il fatto che non sarebbero accettati nelle transazioni. Altra vulgata senza fondamento. Il valore intrinseco ne rende conveniente l'accettazione (per ovvi motivi). Ma non solo. Se sulla stessa via ci sono tre panettieri ed uno solo di essi accetta i minibot, cosa faranno gli altri due dopo che vedranno i loro clienti andare via dai propri negozi?
Il resto lo capite da soli. (Giuseppe Palma)

venerdì 7 giugno 2019

Spolpare l’Italia: solo Salvini e Meloni contro il piano-Draghi

Solo Matteo Salvini e Giorgia Meloni potrebbero scongiurare l’avvento a Palazzo Chigi di Mario Draghi, invocato da Berlusconi per affondare il traballante governo gialloverde e recuperare così un ruolo politico ammiccando alla tecnocrazia europea. Lo afferma Gianfranco Carpeoro, che ha accesso a fonti riservate nell’ambito del circuito massonico internazionale.
Autore del saggio “Dalla massoneria al terrorismo”, che mette a fuoco la “sovragestione” che pilota i destini europei (con l’Italia il più delle volte nel ruolo di vittima), Carpeoro era stato il primo, alla vigilia delle europee, a lanciare l’allarme-Draghi: la supermassoneria reazionaria, in cui il presidente della Bce milita, sta aumentando la pressione su Super-Mario perché accetti di formare un governo “lacrime e sangue”, come quello di Monti. Le premesse ci sono tutte: l’alleanza gialloverde è al capolinea, e la   crisi economica – già seria, anche a causa del mancato ampliamento del deficit – è destinata ad aggravarsi in modo artificioso, attraverso la sapiente regia politica dello spread. La solita tenaglia finanziaria, preannunciata direttamente dai tecnocrati di Bruxelles: lo provano le fughe di notizie sulle “letterine” della Commissione Europea che prospettano una severa punizione per il nostro paese, costretto a tagli sanguinosi e al probabile aumento dell’Iva. 

mercoledì 29 maggio 2019

Una nuova Europa può nascere senza traumi

Rilancio volentieri il commento a caldo di Magdi che a mio parere ha centrato in pieno la questione.

I risultati alle europee sono stati straordinari per la Lega e Fratelli d’Italia.
Il PD ha fatto quello che nel gergo finanziario si chiama “il rimbalzo del gatto morto”, cioè dopo il tracollo alle politiche ha intercettato una piccola parte dei voti dei delusi dai 5 stelle che, dato che erano venuti dal PD al PD sono tornati, perché vengono da cittadini ancora “telelobotomizzati” dai media e giornaloni che dipingono Lega e Salvini come fascisti e disumani (mentre il vero fascismo è quello mediatico con il continuo martellamento di Fake News pro globalismo, liberismo e finanza speculativa imposto mediaticamnte come dogma teologico che macella intere fasce sociali in nome della competitività e del mercantilismo).
La sintesi di Magdi è perfetta perché, come ritengo anch’io, ora viene il difficile:

domenica 26 maggio 2019

I Mostri di oggi, i Draghi di domani

In una domenica di maggio travestito da novembre arrivò finalmente il giudizio di Dio, l’ordalia elettorale che dovrà decidere i sommersi e i salvati, o se preferite, i salvini e i dannati. Giorno importante dal punto di vista simbolico, prima che politico. Ma come è stato raccontato questo 26 maggio dai media e dai poteri storti? Come il giorno dei mostri. Euromostri da abbattere, detti sovranisti, presentati come un pericolo per l’umanità, per l’Europa e per i singoli paesi.

Ma per sostituirli come, con chi, con che cosa? Ecco, questo è il mistero glorioso di questa tornata elettorale. In Italia tutti sanno bene che non ci sono alternative praticabili in campo, nessuno degli avversari del Mostro a due teste ha la possibilità di vincere e poi di cambiare il governo del nostro paese. Sono forze che nella migliore delle ipotesi raccolgono la quinta parte dei votanti o che sono largamente al di sotto, e non ci sono cartelli di alleanze alternative.

domenica 19 maggio 2019

SeaWatch, Patronaggio ordina lo sbarco dei clandestini

Ѐ incredibile che l'Italia sia tenuta in scacco da navi private, come quelle delle ONG, che arbitrariamente fanno la spola nel Mediterraneo incentivando le partenze dalle coste africane di persone senza documenti e senza visto di cui non si conosce nulla, identità, status sanitario e penale. E forzano le autorità italiane con il ricatto morale umanitario e la claque della sinistra nostrana a farli sbarcare in violazione di ogni regola. Ѐ una macchinazione che potrebbe continuare all'infinito con costi incalcolabili e pertanto deve essere quanto prima bloccata.
Ma sarebbe ingeneroso far cadere su Salvini la responsabilità dell'ennesimo sbarco di migranti. Salvini non ha fatto altro che ribadire il suo tassativo divieto mentre altri esponenti del Governo, purtroppo, hanno fatto ripetute dichiarazioni di apertura. Ora chi ha permesso lo sbarco se ne assumerà le responsabilità di fronte agli italiani. La decisione è del procuratore di Agrigento (peraltro lo stesso che aveva incriminato Salvini per sequestro di persona). Di positivo c'è che sia il Comandante della nave che l'equipaggio ora sono indagati sia per la condotta della ONG Tedesca sia per traffico illegale di esseri umani e favoreggiamento dell'immigrazione. Il punto però è un'altro: in una precedente occasione, trascorso qualche giorno, è finito tutto in una bolla di sapone... Se ci fosse ancora il Governo di sinistra di ONG ne arriverebbero a decine e tornerebbe la politica che ha fatto si che il nostro Paese subisse l'invasione che sembrava inesorabile e invece può e deve essere governata. Per questo non resta che votare Giorgia Meloni o Matteo Salvini, altrimenti rischiamo, tra l'altro, di diventare un Califfato Islamico.