giovedì 9 agosto 2018

Savona: uscire dall’euro? Sull’Italia potrebbero decidere altri, pronti a ogni evenienza.

Vi è necessità di «una stretta connessione tra architettura istituzionale dell’Ue e politiche di crescita se si vuole che l’euro sopravviva». Ed è necessario che la Bce abbia «poteri pieni sul cambio». Lo ha detto il ministro degli Affari Europei Paolo Savona, parlando alle Commissioni Ue di Camera e Senato per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero.
E ha annunciato: «Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro. Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica. Io ero stato delegittimato dai media e non mi sono mosso fino a questo momento per questi precisi motivi». L’incontro con il governatore della Banca centrale dovrebbe avvenire «nei prossimi giorni, se mi riceve» ha aggiunto Savona, precisando che la questione dello statuto Bce «è uno dei punti fondamentali».

mercoledì 8 agosto 2018

Dannata Europa senza Vangelo

Europa che sembri alla fine della decadenza e che guardi passare piccoli e grandi barbari neri, o ambrati dal sole feroce del deserto, mentre componi editoriali pensosi, tweet ironici, post commossi, tutti ugualmente inutili, ti scrivo. Europa che hai lasciato circondare il castello di Bouillon, in Belgio, da gruppi di donne fazzolettate: me lo racconta, turbato, un amico che lavora in Lussemburgo e che nel tempo libero visita le senescenti province di Fiandre e Vallonia. Come e quando tante maomettane sono arrivate nel pittoresco, verdeggiante paese? Goffredo di Buglione, "il capitano / che il gran sepolcro liberò di Cristo", scese da quelle mura per scalare quelle di Gerusalemme: ma tu Europa non leggi più Torquato Tasso e la nemesi ti punisce. Europa decrepita che dimostri valida la tesi di Todd Buchholz, l’economista di "The price of prosperity": "Con l’aumento della ricchezza, la natalità crolla e l’età media della popolazione cresce. Questo richiede un flusso di nuovi operai e comporta l’apertura delle frontiere agli immigrati che hanno il potenziale per frantumare la cultura prevalente". Io venni internettianamente lapidato quando scrissi che una delle cause del crollo demografico è l’istruzione universitaria femminile: Buchholz lo conferma, non è con l’aumento della povertà che aumentano le iscrizioni delle ragazze alla Bocconi, alla Sorbona o alla London School of Economics. Ed Erasmus, vista la sua efficacia nel ritardare, ostacolare, impedire la maternità di migliaia di giovani europee, potrebbe essere il nome di una marca di preservativi.

domenica 26 giugno 2016

Dopo Brexit. Ritroviamo la nostra identità

L'esito del Brexit dovrebbe aiutarci a prendere le distanze da questa Europa, che non è l'Europa delle nostre Radici tanto giudaico-cristiane quanto greco-romane, che hanno forgiato la civiltà che permette agli invasori di accampare diritti che nei paesi d'origine non hanno, nella suicidaria inerzia di governanti assoggettati al pensiero unico mondialista.
Questa è l'Europa delle élites transnazionali e tecnocratiche che stanno soffocando le identità nazionali, operando concretamente per il meticciato globalista, con l'inusitato avallo persino dei vertici ecclesiali...
Di fatto tuttavia il Regno Unito, col Brexit, ma prima ancora, si trova già in condizioni diverse dalle nostre, in una sudditanza ridotta. E probabilmente, oltre ai residuati del Commonwealth, conserva anche l'aggancio agli U.S.A. Tutto da vedere dunque come si configureranno le azioni/reazioni politiche ed economiche.
In ogni caso questo è un momento di svolta. Speriamo che prevalgano le forze autenticamente Europee, che vadano oltre la finanza senza etica e riaffermino i valori. Non quelli illuministi, che hanno portato al nichilismo attuale, ma quelli cristiani - validi anche per chi conservi onestà intellettuale a prescindere dalla confessione religiosa - che hanno forgiato la vera civiltà europea. Questa è la nostra sfida per il futuro.
Nelle reazioni di esponenti del pensiero unico dominante, assistiamo a reazioni scomposte che stupiscono per la loro sfrontatezza, ma rivelano con chi (e con quali poteri) abbiamo a che fare. Una per tutte, la sconcertante dichiarazione di Mario Monti: «Non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica. Le dico di più. Sono contento che la nostra Costituzione, quella vigente e quella che forse verrà, non prevede la consultazione popolare per la ratifica dei Trattati internazionali».
Quando eravamo noi cattolici a dire che il divorzio, l'aborto, le tematiche bioetiche non possono essere messe ai voti in quanto verità oggettive, eravamo degli oscurantisti, fascisti, retrivi, ecc, e ora che succede? Che i sedicenti democratici (ma costituenti il popolo esiguo degli "illuminati", non il popolo reale) vengono a dirci che ci sono tematiche che non possono essere messe ai voti? L'aborto si può votare e la Brexit no?
Comunque c'è il rischio che l'effetto-domino provochi reazioni "di pancia". Invece per uscire da "questa" Europa occorrono risorse e progetti alternativi di tutto rispetto e leader adeguati che non siano arruffapopolo, altrimenti le conseguenze potrebbero essere difficilmente governabili. Non mi azzardo neppure a immaginarle. La soluzione alternativa (sapremmo come ma non con chi ché all'orizzonte cominciano solo ora a intravvedersi forze di reazione sane e non strumentali) è quella dell'Europa delle Nazioni cementata da valori condivisi, che non siano livellati al basso ma che corrispondano ai principi universali e perenni oggi così misconosciuti... Infatti "valori condivisi" ormai è diventato uno slogan e fa pensare più a opinioni comuni ma di conio orizzontale, senza il respiro metafisico. Se non si reintroduce una formazione che faccia conoscere e amare i valori perenni, non si potranno recuperare le nuove generazioni e la nostra civiltà.
Al di là del Referendum, che la nostra Costituzione non consente, aspettiamo dai nostri politici più responsabili proposte concrete ed efficaci. (Maria Guarini)

Meloni a «Libero»: «Non è democratico chi non accetta la scelta dei britannici: il popolo deve poter decidere»

L’intervista di Matteo Pandini: «Bene Libero, vogliamo scegliere»

«Se sono d’accordo? Certo che sono d’accordo». Giorgia Meloni, ospite alla Leopolda lumbard organizzata da Salvini in quel di Parma, plaude all’iniziativa di Libero: referendum consultivo per capire cosa ne pensano gli italiani dell’Unione europea.
Onorevole Meloni, dopo la Brexit sembra che chiedere un parere ai cittadini sia diventata una specie di bestemmia. Lei cosa ne pensa?
«Penso sia giusto che il popolo possa votare, e anche per questo siamo contrari alla riforma costituzionale di Renzi. Non ha voluto accettare la nostra proposta per estendere le materie soggette a referendum abrogativo, oltre ad altre cose come l’elezione diretta del capo del governo».

venerdì 4 dicembre 2015

‘Nozze’ gay: trappola Ue sventata da Polonia e Ungheria

Se non ci fossero state Polonia e Ungheria, la frittata sarebbe fatta ed ancora una volta l’Ue avrebbe tradito le radici ed i Valori, su cui per millenni il Continente è stato costruito. Come riferito dal quotidiano spagnolo Abc, grazie al loro intervento, invece, è stato bloccato il 3 dicembre l’accordo all’esame del consiglio dei ministri dell’Interno europei, accordo che avrebbe permesso di riconoscere i diritti patrimoniali di tutte le unioni registrate, comprese quindi le cosiddette "nozze" gay e le coppie di fatto, affidando al giudice la decisione ultima, caso per caso, anche di fronte a divorzi tra partner di diverse nazionalità. Ovviamente, col vincolo di riconoscere poi in qualunque Stato europeo, le sentenze emesse.
Chi ha proposto tutto questo, sapeva bene come ciò sforasse rispetto alle competenze dell’Unione, ma ha sperato di farla franca, contando sulla compiacente complicità di tutti e rassicurando i dubbiosi, suggerendone, a parole, un’applicazione «ampia e volontaria». E invece no: c’è chi nel tranello non è cascato, ha alzato la mano ed ha eccepito come tale provvedimento violi il principio fondamentale di sussidiarietà, interferisca con le identità nazionali e calpesti il diritto di famiglia dei singoli Stati membri, andando contro le loro «tradizioni ed i loro valori» in materia. È stato facile, per Polonia ed Ungheria, smontare il giocattolo, ma tanto di cappello per avere avuto il coraggio di farlo in aula.

Soli Deo placere cupiens. Sulla questione delle radici cristiane dell’Europa

Ci sia consentito dirlo con franchezza: il dibattito politico e teorico intorno alla questione delle radici cristiane dell’Europa ci convince poco.

Occorre anzitutto non confondere alcuni piani, tra loro essenzialmente distinti ma ugualmente appartenenti alla modernità politica, con la vera dimensione ontologica del problema.

In primo luogo, le difficoltà intorno alle quali arranca il progetto istituzionale dell’Europa unita sono essenzialmente difficoltà di costituzione di un soggetto politico, che nella modernità non può che essere formale ed astratto. Il difetto di un demos europeo non costituisce per sé un problema, dacché si danno ormai unità politiche ed istituzionali anche in assenza di un corrispondente, ed invero un po’ romantica, idea di unità politico-nazionale. In fondo l’intero costrutto della sovranità moderna non è altro che una neutralizzazione formale di ogni complessità sociale ed etico-spirituale.;

venerdì 17 aprile 2015

Maria Guarini di 'Chiesa e post-Concilio' interverrà al 25 aprile radiospadista

Un atto di forza, di serietà e di coraggio.

Non lasciandosi intimidire dalle polemiche, Maria Guarini – storica animatrice del sito Chiesa e post-Concilio – interverrà alla “Giornata della cultura radiospadista” del prossimo 25 aprile, introducendo Danilo Quinto. Quindi non solo l’evento è pienamente confermato ma si arricchisce di una nuova figura di rilievo nazionale.

Maria Guarini è autrice de “LA QUESTIONE LITURGICA – Il Rito Romano usus Antiquior e il Novus Ordo Missae a 50 anni dal Concilio Vaticano II“, con presentazione di Mons. Brunero Gherardini.

[Fonte: Radio Spada]
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Il Libro: «Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae a 50 anni dal Concilio Vaticano II», Solfanelli, Chieti 2015, pag.136 11 €
Lo scenario della Chiesa di oggi, riformata secondo le applicazioni del Concilio Vaticano II, presenta un mosaico di “criticità” che non sfuggono ai fedeli ed agli studiosi più coinvolti. Esse non hanno risparmiato — anzi vi trovano il loro focus — la Liturgia, culmine e fonte della vita di fede nella sua espressione sacramentale (SC, 10), funzione primaria della Chiesa: santificante oltre che docente e guida per i fedeli. In vista dell’annuncio e della testimonianza di Cristo al mondo.
Nel presente saggio viene analizzato sul piano filosofico e teologico lo status quaestionis, in ambito liturgico, della crisi che viene da lontano ma caratterizza l’ultimo cinquantennio. Vengono quindi sviluppati in termini essenziali alcuni dei punti rilevanti di un dibattito ancora aperto, da diffondere ed allargare, al fine di alimentare una “pastorale” secondo la Tradizione che è vita e giovinezza della Chiesa.
 
L'autore: Maria Guarini, laureata in teologia ed esperta in Comunicazione e nuove tecnologie, ha diretto per anni la Biblioteca e le Relazioni al Pubblico del Ministero delle Comunicazioni. Continua a svolgere un’attività di Operatore dell’Informazione a livello internazionale.
È da tempo impegnata a testimoniare la presenza della Chiesa sulla Rete Internet, nuova frontiera di libertà e crogiolo per la formazione di correnti di pensiero svincolate dalle culture dominanti e tendenti al vero, in quanto radicate nella Tradizione perenne, ritrovando e rivendicando il primato della verità sull’azione, della conoscenza sulla prassi ateoretica.
I suoi interventi si sono tradotti in articoli, saggi, convegni e nei libri: La Chiesa e la sua continuità. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II (DEUI, Rieti 2012) [vedi] e Agorà Telematica (Edizioni Vivere in, Roma 2001) [qui oppure Ibs Libri ].

sabato 11 aprile 2015

EUROPA. EUTANASIA DELLA CHRISTIANITAS

25 aprile 2015, Reggio Emilia:
una giornata di conferenze non conformi,
targata RADIO SPADA.
 
 

domenica 1 febbraio 2015

Gänswein: Europa silenziosa davanti agli attacchi ai cristiani

Il Prefetto della Casa Pontificia, Monsignor Georg Gänswein ha denunziato questa domenica a Einsiedeln (Svizzera) la mancanza di risposta da parte dei governi agli attacchi che si registrano in tutto il continente contro i cristiani, atti che si moltiplicano da Nord a Sud in tutta l’Europa.
In una conferenza organizzata dalla "Aiuto alla Chiesa che Soffre" svizzera (Kirch im Not) nel convento di Einsiedeln , Monsignor Gänswein ha ricordato gli atti di vandalismo contro le chiese e i simboli cristiani a Roma, in Germania, in Austria, e Ungheria o le discriminazioni nei posti di lavoro in Inghilterra e Norvegia. Secondo il rapporto 2012 dell’Osservatorio contro l’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (OCIDE), citato dal Prefetto, si sono registrati "soltanto in Svezia 285 delitti contro la religione, 250 contro i cristiani".