lunedì 20 gennaio 2020

In Francia migliaia in piazza contro l’utero in affitto (ma nessuno ne parla)

Continuano quindi le manifestazioni di piazza a Parigi contro il progetto legislativo che vuole estendere la procreazione medicalmente assistita anche a donne lesbiche e single, la cosiddetta “PMA per tutti”. Domenica 19 gennaio decine di migliaia di manifestanti, infatti, hanno marciato nella capitale francese contro il disegno di legge sulla bioetica che verrà esaminato al Senato martedì prossimo. 

Provenienti da tutta la Francia, 41.000 persone, secondo i dati della prefettura, – 26.000 invece secondo quelli del Consiglio dei Ministri – sono stati richiamati dal collettivo “Marchons enfants”, composto da ventidue associazioni. Tra queste la “Manif pour tous”, il cui ex presidente Guillaume de Prémare dichiara: “Questa legge porta alla distruzione della famiglia e alla mercificazione dell’embrione e ciò equivale a consegnare la madre e il bambino al mercato”. 

domenica 19 gennaio 2020

Craxi non è morto latitante. È morto esule

È stato chiesto a Claudio Martelli cosa rimanga oggi di Bettino Craxi. Ha risposto: "Il socialismo tricolore". 
Tanti anni fa, un signore anziano mi disse: "Quella tra cattolici e comunisti è la peggiore miscela possibile". L'incontro tra molti cattolici ed i post-comunisti poteva avvenire solo su un punto: l'universalismo, il mondo senza Patrie. Gli uni e gli altri si definiscono con orgoglio "cittadini del mondo". 
Non abbiamo mai avuto una Chiesa così poco amata dai cattolici e così tanto amata da agnostici e miscredenti. Non abbiamo mai avuto una classe dirigente così "universalista" e visceralmente antiitaliana. Il cattocomunismo, che trova la sua personificazione compiuta in Romano Prodi, ha vinto su tutta la linea. Il socialismo tricolore di Craxi era l'ultimo ostacolo al definitivo trionfo di questo mostro a due teste. No, Craxi non è morto da latitante. È morto esule. Per riscattare l'Italia si potrà ricominciare solo dal tricolore. (Mauro Ammirati)

martedì 14 gennaio 2020

“Fidesz potrebbe uscire dal PPE”, la minaccia di Orbán

“L’Ue può aver bisogno di una nuova iniziativa cristiano-democratica” ha dichiarato il primo ministro ungherese. I popolari europei decideranno a febbraio se espellere il partito del premier 
Bruxelles – “Il Partito Popolare Europeo non è interessante per noi se rimane così com’è oggi. Ci interessa il suo futuro, ma dev’essere differente”. Lo ha detto Viktor Orbán, primo ministro ungherese, in una conferenza stampa giovedì 9 gennaio. Orbán ha detto che prenderà una decisione sull’appartenenza del suo partito, Fidesz, all’interno del PPE solo dopo aver incontrato Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della CDU tedesca, Donald Tusk, ex presidente del Consiglio europeo e attuale presidente del PPE, e Alexander Kurz, cancelliere austriaco.
“Il PPE si sta indebolendo e si sta spostando verso posizioni più centriste e liberali”, ha detto Orbán. “Se non cambierà direzione, penso che in Europa ci sarà bisogno di una nuova iniziativa cristiano-democratica. Nel caso non dovessimo riuscire a cambiare il gruppo dall’interno allora faremo partire noi una nuova iniziativa”. Secondo alcuni giornalisti lo scopo del premier ungherese è quello di posizionarsi dal lato opposto del quadro politico europeo rispetto a Emmanuel Macron, attualmente una delle personalità politiche che più sta spingendo verso una maggiore integrazione europea.

lunedì 13 gennaio 2020

Scruton, conservare è una virtù

È morto ieri all’età di 75 anni il filosofo conservatore Roger Scruton. Nonostante fosse inglese, professore in un mucchio di università angloamericane e con una chioma rossa indisponente, da vecchia signora con pessimo parrucchiere, Scruton si è cimentato a scrivere il Manifesto dei conservatori, come fecero Prezzolini e Barry Goldwater negli anni Settanta. Ma il manifesto dei conservatori è una contraddizione in termini, perché i conservatori non manifestano, e spesso non si manifestano; raramente teorizzano, più spesso vivono i loro principi e la loro sensibilità immersi nel dolce e amaro rumore della vita. Di solito si è conservatori per indole e per senso pratico, amore della realtà, direi quasi in natura; perciò è difficile censire i conservatori se sono i primi a non dichiararsi all’anagrafe.
Lo stesso Scruton riconosce nel suo Manifesto dei conservatori che il conservatorismo non ha le sue radici in una teoria, o peggio in un’ideologia ma nel retaggio dei ceti alti, nel pacato buon senso e nelle abitudini senza pretese della gente comune; sottolineando come l’esperienza, le consuetudini, i pregiudizi, come pensava già Burke, siano il sostituto pratico della riflessione. Perché il conservatorismo, ha ragione Scruton, non è un’ideologia ma una visione del mondo. Intendiamoci, Scruton non è un pensatore politico, ha scritto lucidi saggi sulla bellezza e sull’arte, sulla scienza e perfino sugli animali. Il suo pensiero esula dai circuiti militanti, raggiunge anche i mass media e la cultura riconosciuta.

mercoledì 1 gennaio 2020

UE missione compiuta: La Grecia verso l'estinzione

Attenzione, questa è la fine che ci si prepara se non cade questo governo, che resta in piedi con la connivenza del Colle nonostante i media di regime, commentando il discorso di fine anno, non abbiano fatto che ripetere che il Colle è super partes. Come se gli italiani fossero dei minus habentes e non siano in gran parte immuni nonché arcistufi di narrazioni ideologiche addomesticate dal politicamente corretto... La notizia sulla situazione greca non ci lascia indifferenti e continuiamo a chiederci come non si sia fatto nulla per impedirlo e non si faccia nulla per correre ai ripari per quanto possìbile. Anche qui sono le nostre radici! Mala tempora...

L’Unione Europea sta raggiungendo il proprio obiettivo per la Grecia: l’estinzione.

A partire dal 2011, quando è iniziata la crisi del debito sovrano, la popolazione della Grecia ha iniziato a calare, come potete vedere da questo grafico di tradineconomics:
Dal 2011 al 2018 la popolazione greca è cala di 380 mila unità, e questo nonostante il flusso migratorio dall’Asia Minore. La tendenza è anche peggiore con la perdita di oltre mezzo milione di abitanti dal 2011 al 2020. Il 5% della popolazione greca scompare.

domenica 29 dicembre 2019

Questo è l'andazzo. Urgono patrioti

Costituzione della neo-Repubblica - Articoli 1-6

Ieri
Oggi
Art. 1
L'Italia è una Repubblica oligarchica, fondata sull'intrigo.
La sovranità appartiene ai parlamentari che, eletti a destra, passano a sinistra o che, eletti a sinistra, passano a destra.
La Repubblica riconosce ai primi il titolo di Cavalieri della Democrazia e ai secondi quello di Traditori del Popolo.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, a cominciare dalla presunzione di colpevolezza per finire con lo sputtanamento tramite stampa o social media.
Art 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, salvo quelli non nati, quelli in coma, i cattolici senza complessi d'inferiorità, Salvini e Berlusconi.
Art. 4
La Repubblica riconosce ai cittadini il diritto di evitare di lavorare o di lavorare a nero grazie a un sistema di prebende e mance di stato a carico dei fessi che non ne approfittano.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso dei fattacci suoi.
Art.5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, garantendo a Regioni e Comuni l'assoluta irresponsabilità nell'uso del pubblico denaro. Tanto qualcuno pagherà i debiti. La Repubblica riconosce altresì a Mafia, 'Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita il governo di Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Tali organizzazioni possono svilupparsi anche al di là dei confini delle regioni loro assegnate. [Ponti d'oro anche alla Mafia Nigeriana su tutto il territorio nazionale fin quando potrà dirsi tale].
Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. E vaffanculo agli italofoni.
(Biagio Buonomo)

martedì 24 dicembre 2019

“Ecco come sono sfuggita al velo integrale e al salafismo”

Mentre le Sardine lasciano spazio agli islamici e una musulmana iraniana ricorda loro qual è il vero male" [qui], riprendiamo li'struttivo testo che segue.

(Parigi) Vestita di cuoio nero, elegante e sfuggente ma con il sorriso pronto appena gli occhi nocciola si posano sull’interlocutore. Henda Hayari appare così, appassionata ma prudente, con lo sguardo sempre circospetto mentre racconta la sua vicenda che oggi è diventata un esempio illuminante per centinaia di altre donne musulmane oppresse dalla violenza radicale di padri e fratelli. Per riuscirci però ha dovuto attraversare l’inferno: le pressioni, l’abiura, le minacce, finanche la sottrazione dei figli. La sua vicenda la narra in un libro intitolato J’ai choisi d’être libre, survivée du salafisme en France, edito da Flammarion, un libro che racconta il suo viaggio nel cuore del salafismo, la fuga da un marito radicale ed opprimente, l’abiura della famiglia e del suo entourage, il lento percorso per liberarsi dall’indottrinamento, la strada tracciata per altre donne desiderose di sfuggire ad un destino di sottomissione ed oppressione. Noi l’abbiamo incontrata nella hall di un hotel a Parigi.