lunedì 18 marzo 2019

Fiumi di odio e menzogne sul Congresso di Verona

Diceva la buonanima di Winston Churchill "se nessuno ti odia non ti sei mai battuto per nessuna causa". Da qui si deduce il secondo assioma: battiti per una causa solo se sei in grado di resistere all’odio, e battiti per una causa importante da cui dipendono la felicità e la vita di migliaia di persone solo se sei in grado di resistere a fiumi di odio. In questo momento fiumi di odio si stanno riversando sul Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona da venerdì 29 a domenica 31 marzo.

Non è vero che vogliamo inchiodare le donne alla maternità. Scusate, ma per curiosità, come sarebbe possibile? Vogliamo che le donne abbiano la possibilità di diventare madri, che possano avere un numero di mesi decente di astensione dal lavoro, almeno dodici, che possano avere un solido aiuto economico. Scusate, ma una giovane donna di venticinque anni disoccupata ha la libertà di abortire, garantita da tutti inclusi i sindacati, ma ha la libertà di diventare madre? Questa libertà non ha valore? Siamo certe che ogni donna possa essere chirurgo o amministratore delegato: vogliamo solo avvertirla che la potenza arcaica e totale della maternità è 1000 volte più grande dell’essere chirurgo o amministratore delegato, vogliamo dirglielo prima che sia troppo tardi.

La Grande Bufala dei cambiamenti climatici causati totalmente dell'uomo

Le elezioni europee si avvicinano e i partiti del Sistema delle lobby, della grande finanza, delle menzogne liberal, immigrazionisti, antirazzisti, omosessualisti non sono messi bene. Ecco allora la riesumazione di una vecchia "arma di distrazione di massa": l'ecologia.
Contemporaneamente in tutta Europa (non suona un po' sospetto?) scendono in piazza "fanciulli chiassosi tipo Greta e i suoi seguaci gretini [...] ignoranti come travi" scrive oggi Vittorio Feltri. Tirano la volata, elettoralmente, alle "nuove sinistre", ai verdi, vogliono far dimenticare l'emigrazione selvaggia (che in altri paesi d'Europa continua), la Grande Sostituzione dei Popoli, l'inverno demografico, la dittatura sogghignante dell'Unione Europea, la distruzione della famiglia, la verità naturale che esistono solo gli uomini e le donne (il resto è perversione o malattia) e così via.

venerdì 15 marzo 2019

"Così potete avere il reddito". In rete l'esultanza islamica

Sul web video in arabo per il sussidio. Il leader Piccardo: "Va a 241mila famiglie, non male...". E parte l'assalto
In 9 ore lo hanno già visualizzato oltre 5.500 persone: il video dev'essere davvero ben fatto e il curatore indica dettagliatamente la documentazione necessaria a chiedere il sussidio, riportando accuratamente i link ai quali reperire «il protocollo» e tutte le informazioni necessarie. Su Youtube, un altro video di istruzioni, pubblicato il 15 gennaio, ha già ottenuto 45mila click e una serie di commenti soddisfatti: «Grazie mille per le informazioni», per esempio. Nella schermata campeggia il sorriso inconfondibile del ministro del Lavoro e vice premier, Luigi Di Maio, sovrastato da una scritta rossa in arabo e da una bianca in campo nero, in italiano: «Il reddito di cittadinanza di 780 euro».

giovedì 14 marzo 2019

Congresso Mondiale delle Famiglie, parla il vicepresidente Coghe: «Il cambiamento dell’Europa passa da qui».

Assieme a Toni Brandi, sarà il principale “anfitrione” del Congresso Mondiale delle Famiglie, in programma a Verona, dal 29 al 31 marzo 2019. Jacopo Coghe, 34 anni, presidente di Generazione Famiglia, ha assunto alcuni mesi fa l’incarico di vicepresidente del Congresso Mondiale. Generazione Famiglia e Pro Vita onlus, hanno stretto un’alleanza che, alla lunga, potrebbe rivelarsi vincente, perché sostenuta dal basso, dalla gente comune. Nel frattempo, però, c’è molto da lavorare e sullo sfondo c’è il passaggio cruciale delle elezioni europee. «Un’Europa che non scommette sulla famiglia non ha alcun futuro», afferma Coghe, che, a colloquio con Scenari economici, si è espresso a chiare lettere su cosa c’è in gioco.

Manca meno di un mese allo svolgimento del Congresso Mondiale delle Famiglie, a che punto sono i preparativi?

«La lista dei partecipanti è ormai definitiva, siamo davvero in dirittura d’arrivo. Sia Generazione Famiglia che Pro Vita hanno accumulato un bagaglio di esperienze importanti negli ultimi 4-5 anni: tante battaglie per la famiglia e per la vita ci hanno portato a marciare fianco a fianco in numerose occasioni. Perché allora non unire le forze? La vera carta vincente del nostro Congresso, però, sarà l’alleanza che stingeremo con le famiglie che incontreremo a Verona. I partecipanti e gli uditori contano almeno quanto gli esperti che saliranno sul palco. L’organizzazione del Congresso non è un club elitario che vuole orientare il popolo. Noi, al contrario, raccogliamo le istanze della gente e, per l’appunto, delle famiglie, con le qualivogliamo cooperare. Famiglie che, da troppi anni, si sentono abbandonate, che faticano più che in passato a mantenere il loro ruolo di timone e motore della società. Siamo sicuri che la tre giorni di Verona rappresenterà una gigantesca iniezione di speranza per noi e per loro. Ci sarà da lavorare duro ma il sold out di prenotazioni al Congresso è un chiaro segno che siamo partiti col piede giusto».

mercoledì 13 marzo 2019

L'Italia vende i porti ai cinesi, l'economista Sapelli: "Strategia studiata dai comunisti per invaderci"

L'articolo risale al 2017 ma non ha perso di attualità. Ѐ di questi giorni la bomba-Cina che rischia di esplodere sul governo a causa della "via della Seta", il memorandum sullo sviluppo infrastrutturale euro-asiatico di cui il premier Conte e il vice Di Maio appaiono grandi sostenitori, nonostante le ripercussioni con le inquietudini degli USA e della UE. Al momento non risultano le dovute cautele che possono esser introdotte in una giusta e proficua relazione con un partner ineludibile come la Cina senza correre il rischio di consegnare ad esso l'economia italiana, tra infrastrutture, porti e scalate finanziarie ai gioielli di casa nostra. Dunque è bene tener desta l'attenzione e soprattutto sperare che restino vigili gli allegati leghisti. Intanto appare rassicurante la dichiarazione di Salvini: « Via della seta con la Cina? Non abbiamo pregiudizi, ma molta prudenza. Siamo favorevoli al sostegno e all’apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture. Non vorremmo - ha aggiunto Salvini - diventare una colonia. Laddove, e si è visto, la Cina ha effettuato investimenti, ha aperto il suo mercato nel Paese che lo ha ospitato. Pertanto - ha concluso il vicepremier - molta prudenza ».

I cinesi vogliono i porti italiani. Ci avevano già provato due anni fa con Taranto ma, a causa anche delle consuete incrostazioni burocratiche, si erano spostati sul Pireo. Però non hanno dimenticato l’Italia acquistando il 40% della piattaforma logistica di Vado Ligure.
Ora vogliono andare avanti perchè, nonostante siano passati otto secoli e nel frattempo Cristoforo Colombo abbia scoperto che la terra è rotonda, il collegamento migliore fra la Cina e l’Europa resta quello tracciato da Marco Polo. Non a caso Pechino ha varato un progetto gigantesco da 113 miliardi di dollari e l’ha chiamato Via della Seta: una via di terra e l’altra per mare. «Ma il collegamento di terra - dice Giulio Sapelli economista e docente alla Statale di Milano - è un progetto fragile. Deve attraversare troppe frontiere. Più efficiente la rotta marittima».

Macron ha preso uno sputo in faccia. Da Berlino

“Insuccessi”  del governo italiano? Dilettantismo? Grossolani errori in politica estera?  Figure di m…?  I nostri media ne stano parlano nelle stesse ore in  cui , se c’è  una figura di m.  da registrare, è  quella di Macron. Ha appena ricevuto uno sputo in faccia dalla vice-Merkel,  e quasi certamente futura cancelliera,   la signora  Annegret Kramp-Karrenbauer  (d’ora in poi AKK).

Il 5 marzo, Macron ha reso pubblica una napoleonica Lettera agli Europei [qui] dove ha lanciato “un appello  urgente” per una Europa più forte e unita .  Contro i “populisti”. Qui i punti salienti:

Ebbene:   la signora AKK, in una lettera sul Welt am Sontag, ha risposto picche a tutte le richieste  del piccolo Eliogabalo dell’Eliseo. Egli proponeva passi avanti verso gli Stati Uniti d’Europa, la centralizzazione più spinta. Lei risponde:

martedì 12 marzo 2019

Cancellano la memoria per cancellare la nostra civiltà – Antonio de Felip

Il violento attacco in corso contro la nostra civiltà europea, greco-romana e cristiana da parte delle forze liberal, decostruzioniste, sostenute e incarnate dall’alleanza tra alta finanzia e una feroce ideologia della “correttezza politica” procede, con tappe progressive, su diversi fronti tra loro collegati: l’immigrazione/invasione che mira alla Grande Sostituzione dei Popoli; la distruzione sistematica della famiglia e della morale naturale attraverso il denatalismo, l’abortismo, l’omosessualismo e l’ideologia gender; il sovvertimento dottrinario e morale della Chiesa dal concilio in poi; la corruzione del linguaggio e l’introduzione di parole-truffa (come “razzismo”, “antirazzismo”, “omofobia” e molte altre ancora) imposte per impedire il libero pensiero (perché “si pensa con le parole”).

Ma tutto ciò non è sufficiente per l’obiettivo di distruzione finale della nostra civiltà. Per costruire una società-mondo fatta da consumatori-schiavi resi meticci, standardizzati nei pensieri, nei desideri e nelle azioni, dimentichi di ogni valore tradizionale e identitario, per la riuscita del più gigantesco e malvagio progetto di ingegneria sociale mai ideato, occorre distruggere sistematicamente, se necessario anche con la violenza e leggi liberticide, ogni retaggio culturale, storico, civile, obliterando la memoria e l’identità dei popoli.

domenica 10 marzo 2019

Parla il padre degli euroscettici: “Ecco come andranno le europee”

Parlare di Europa con Václav Klaus significa confrontarsi con chi il continente l’ha visto diviso, frammentato, depredato dalle ideologie del Novecento e infine riunito sotto quella bandiera blu a stelle che ha criticato fin dal primo momento. Da quando, cioè, ha iniziato a gettare il seme dell’euroscetticismo, sia da primo ministro cecoslovacco che da presidente della Repubblica Ceca (dal 2003 al 2013). Il suo potrebbe essere definito un pensiero proto-sovranista, anche se come profilo accademico si mostra da sempre come un liberale convinto. Semplicemente, nel modo più politicamente scorretto possibile, sostiene che per salvare l’Europa come entità sia necessario smantellare l’Unione europea come sovrastruttura e passare ad una libera cooperazione tra i paesi che attualmente ne fanno parte, preservando la libertà di movimento senza abolire i confini. Gli Occhi della guerra lo hanno incontrato in occasione della sua visita a Roma, ospite con il suo libro Comprendere l’immigrazione (Giubilei Regnani) del convegno Europa Sovranista organizzato il 9 marzo dal think tank Nazione Futura.

Presidente Klaus, superata la dicotomia destra/sinistra, le prossime elezioni europee saranno quelle del popolo contro le élite?
“Sebbene la divisione fondamentale della politica di oggi abbia una dimensione verticale non credo che categorie come destra e sinistra siano superate. E non lo saranno nemmeno in futuro. Cambiano solo forma”.

venerdì 8 marzo 2019

Paura del futuro - Marcello Veneziani

Quarant’anni fa, di questi tempi, finiva la storia, finiva la modernità e cessava di battere il novecento, come l’avevamo conosciuto fino allora. Il nome che indicava questo congedo o questo collasso, diventò presto virale: postmodernità. Si intitolava La condizione postmoderna il libro-segnaepoca di Jean-Francois Lyotard, uscito nel 1979 che aprì le danze e la fuga dalla storia e dall’ideologia del progresso. Il postmoderno non designava solo una concezione artistica, ma segnava la liquidazione del secolo furioso, delle ideologie e dei grandi racconti, la fine dello spirito pubblico, il ritorno del privato che allora si chiamò Riflusso, che oggi ha solo un significato gastro-esofageo. Nel postmoderno tornava sotto false spoglie l’antico, come un nonno travestito da nipote, era il cortocircuito della storia, il comunismo si faceva catarroso per poi mostrare il segno della sua disfatta, il terrorismo politico finiva la sua stagione aurea che poi concise con gli anni di piombo. Era ormai sepolto il Novecento di due guerre mondiali, grandi rivoluzioni e guerre civili, irruzione delle masse e genocidi. “Con la storia mi accendo la pipa” annunciava Roland Barthes. Poi fu Gianni Vattimo a certificare nel pensiero “la fine della modernità”.