martedì 20 ottobre 2020

Il muro dell'idiozia e il senso dei confini

Articolo del 1919, ma da incorniciare.
La parola d’ordine del Cretino Planetario per farsi riconoscere e ammirare è: vogliamo ponti, non muri. Appena pronuncia la frase, il Cretino Planetario s’illumina d’incenso, crede di aver detto la Verità Suprema dell’Umanità, e un sorriso da ebete trionfale si affaccia sul suo volto. Non c’è predica, non c’è discorso istituzionale, non c’è articolo, pistolotto o messaggio pubblico, non c’è concerto musicale, film o spettacolo teatrale che non sia preceduto, seguito o farcito da questa frase obbligata. L’imbecille globale si sente con la coscienza a posto, e con un senso di superiorità morale solo pronunciando quella frase. Il cretino planetario diverge solo nella pronuncia, a seconda se è un fesso napoletano, un bobo sudamericano o un lumpa siculo. In Lombardia c’è un’espressione precisa per indicare chi si disponeva ai confini per mettersi al servizio dei nuovi arrivati, dietro ricompensa: bauscia.

lunedì 19 ottobre 2020

L’ultimatum di Trump:”arrestate Obama e Biden per lo spygate”. In arrivo il colpo definitivo al deep state?

È iniziato tutto la scorsa settimana. Trump in un tweet esplosivo annuncia di aver autorizzato la declassificazione dei documenti che riguardano due degli scandali più grandi degli ultimi anni, ignorati o minimizzati dai media ordinari. 
Sono rispettivamente i casi dello spygate, già noto come la bufala del Russiagate, e le email di Hillary Clinton che l’ex segretario di Stato ai tempi del suo mandato sotto l’amministrazione Obama ha ospitato sul suo server privato. Successivamente la Clinton cancellò dal suo computer personale ben 33mila email che contenevano informazioni vitali per la sicurezza nazionale, in quella che è stata una violazione clamorosa delle leggi federali americane. 
Ora Trump ha fatto capire chiaramente che non c’è più tempo e che è giunto il momento di fare luce su questi scandali e di portare a processo i responsabili.

mercoledì 14 ottobre 2020

Trump contro tutti. L'America (e l'Occidente) al bivio

Un estratto di Trump contro tutti. L'America (e l'Occidente) al bivio (Historica-Giubilei Regnani) di Stefano Graziosi e Daniele Scalea

Questo saggio di Stefano Graziosi e Daniele Scalea è letteralmente prezioso: merita di essere studiato con attenzione, e tenuto a portata di mano fino alle elezioni del 3 novembre. Infatti, in un panorama “informativo” tutto schiacciato da una sola parte, che non esita a descrivere Donald Trump come un mostro da abbattere, come un fantasma da esorcizzare, come una parentesi da chiudere, questo libro svolge una funzio ne essenziale: ricostruisce in modo razionale gli eventi dal 2016 a oggi; mostra le ragioni sociali profonde che determinarono l’inatteso successo di Trump; descrive la campagna ossessiva – mediatica, giudiziaria e del lo stato profondo – scatenata per quattro anni contro l’attuale inquilino della Casa Bianca; demistifica bugie e false narrazioni, pur senza nascondere errori e peculiarità caratteriali di Trump; e soprattutto mette in luce le due sfide strategiche che si preparano all’orizzonte, chiunque sia il vincitore del prossimo confronto elettorale statunitense.
Prima sfida: sul piano globale, la dittatura comunista cinese, con il suo espansionismo, il suo militarismo, la sua attitudine alla repressione della libertà non solo entro gli immensi confini nazionali, le sue pratiche commerciali scorrette, la sua capacità “acquisitiva” e di esercizio di influenza geopolitica.

lunedì 12 ottobre 2020

Il passaparola è: addomesticare i sovranisti

Ci risiamo. È ripartita la campagna per addomesticare i sovranisti, assorbirli e neutralizzarli nell’establishment, accucciarli all’ombra del potere. A partire da Capitan Salvini che vogliono trasformarlo in Capitan Findus, una specie di surgelato fritto, un tenero bastoncino di pesce. Ormai è un pendolo: prima delle elezioni, media e poteri presentano le opposizioni populiste come il peggio del peggio, si disegnano scenari terribili in caso del loro successo, ben riassunti dall’acuto Zingaretti: se foste stati al governo voi saremmo tutti morti col covid. Ammazza che lucido ed equilibrato argomentare… E nessuno dai Palazzi che gli abbia obbiettato: dai su, ora stai un po’ esagerando. 
Poi, quando è scampato il pericolo del voto ed è finita la campagna elettorale comincia l’operazione inversa: su, sovranisti, deponete le armi e gli scarponi, venite in ginocchio, fatevi mansueti come il lupo di Gubbio. La trafila di parole chiave e di raccomandazioni è ben nota: moderati, liberali, svoltate al centro, tornate in Europa, dite sì al Mes e no alla Le Pen, arrendetevi ai popolari, giocate alla playstation cioè alla rivoluzione liberale. E la prassi vuole che prima vengano fuori sui media i dissensi e i malumori interni ai populisti sovranisti, veri o presunti; poi si monti il maldipancia vero o presunto dei Giorgetti e degli Zaia, carpendo frasi al volo per costruire il teoremino della svolta. E subito dopo parte l’ondata: su, moderatevi, fate i bravi cioè gli europei, fate i buoni, cioè i centristi. Arriva l’autunno, mettetevi la maglia di lana, rientrate a capo chino nella Casa. Non vedete Di Maio come è diventato tenero e prono, alza la zampina a comando e gli diamo lo zuccherino. 

venerdì 9 ottobre 2020

In difesa delle città identitarie

Le città identitarie sono le città che hanno una loro personalità spiccata. Sono città che conservano viva l’impronta della loro storia, della loro arte, della loro tradizione civile e religiosa. Sono città che hanno un’anima, uno spirito civico, dove gli avi sono presenti e gli invisibili si palesano nella bellezza delle opere. Se la cultura è “un modo di vivere”, come sosteneva Yukio Mishima ne La difesa della cultura (ed. Idrovolante), la cultura rispecchia il modo di vivere di una città. Non solo pietre, muri e altari ma anche stile, linguaggio, relazioni di vita e costume. Di solito le città identitarie sono assediate dalle periferie anonime e uniformi che li circondano, coi loro caseggiati privi di anima e grazia, e sono insidiate al loro intero dall’incuria e dal degrado.
Resistono meglio le piccole città identitarie, fuori dai tracciati, mentre sopravvivono come relitti in piena decadenza alcuni tratti identitari nelle grandi città, sommersi tra quartieri brutti e gonfi, palazzoni tristi, luoghi malfamati, dove si dimostra il nesso mortale tra bruttura e delinquenza, tra degrado urbano e degrado umano. I centri storici, gli insediamenti preistorici, le cattedrali e le mura sono gli ultimi recinti, le estreme vestigia, che resistono strenuamente ai barbari di fuori e di dentro.

mercoledì 7 ottobre 2020

Memoria per non essere manipolati

« (…) il valore fondamentale della patria e della nazione consiste proprio nel fatto che patria e nazione sono uno spazio di memoria. Le memorie delle generazioni passate, delle loro sofferenze e sconfitte, dei loro successi, delle esperienze sofferte nelle situazioni storiche, dei valori portanti per la vita – queste memorie creano comunità e indicano ai singoli le strade della vita. Senza memoria, senza radici non può vivere né la comunità né la singola persona. La memoria ci dona le radici dalle quali prendiamo il senso della vita. Una civiltà puramente razionale e controllabile non può sopravvivere, perché priva dei criteri fondamentali della vita. I valori che vanno oltre la razionalità immediata si perdono e così l’uomo stesso diventa manipolabile. Dove non si conosce più il passato si perde anche il futuro in favore di un presente vuoto » 
(Dall’Introduzione di Joseph Ratzinger a Giovanni Paolo II, Memoria e identità, Rizzoli, 2005).

martedì 29 settembre 2020

La Meloni brilla anche in Europa: è la nuova leader dei Conservatori a Bruxelles

Per Giorgia Meloni sembrerebbe essere un momento magico. Dopo il buon risultato alle elezioni regionali, adesso la leader di Fratelli d’Italia ha ottenuto un importante riconoscimento personale anche a livello europeo.
All’unanimità il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) ha eletto la Meloni come nuovo presidente del gruppo che, dopo le elezioni europee del maggio 2019, al momento conta ben 62 europarlamentari di cui 6 di Fratelli d’Italia. 
Giorgia Meloni così è il primo politico italiano designato a guidare un gruppo parlamentare europeo, con i Conservatori che con una nota hanno sottolineato come “la sua indicazione è stata approvata all’unanimità nella riunione del Consiglio di lunedì 28 settembre”.
Ieri ho avuto il grande onore di essere stata eletta presidente di ECR, il partito dei conservatori europei che raggruppa più di 40 partiti europei e occidentali - ha scritto l’ex ministro su Facebook - Continueremo insieme a lavorare e a batterci per un’Europa confederale di Stati liberi e sovrani, contro lo strapotere dei tecnocrati e dei burocrati”.

lunedì 28 settembre 2020

Caro Visco, ecco errori e sviste di chi invoca il Mes

La rassegna stampa di questo fine settimana lascia poco spazio a dubbi: il prestito del Mes è ormai invocato “coram populo”. Se dopo i soliti Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, perfino il neopresidente della Liguria, Giovanni Toti, si spinge ad invocarlo, allora significa che la lettera di richiesta è ormai sul tavolo del ministro Roberto Gualtieri. 
Il sigillo finale a questa offensiva mediatica è stato apposto dalle parole del governatore della Banca d’Italia Vincenzo Visco che al festival dell’economia di Trento ha dichiarato – con una incredibile invasione di campo in un tema oggetto di decisione squisitamente politica – che “dal punto di vista economico il Mes dà solo vantaggi. Consente di non andare sul mercato, è a lunga scadenza, a condizioni buone e la condizionalità è solamente spendere i soldi nel settore per il quale è stato disegnato questo fondo. Non vedo gravi problemi a usarlo: l’unico — ha sottolineato — potrebbe essere quello dello stigma, ma quello stigma è legato a un cattivo utilizzo dei fondi o a una cattiva comunicazione. Mi chiedo perché uno ha paura di mostrare che utilizza bene dei fondi, anzi se lo mostra ha maggiori facilità di raccolta sul mercato a condizioni migliori di quelle che ora, pur migliorate, non sono ancora vicine a Spagna e Portogallo». la Troika non c’è, non esiste”.

giovedì 10 settembre 2020

Un piano partito da lontano

Stralci da affermazioni dell'economista banchiere francese Jacques Attali, globalista convinto, prestigioso rappresentante degli interessi della finanza sovranazionale.

Già dall'ottobre del 2008 Attali, parlando del suo libro appena uscito "La crisi, et après?", dichiarava: "Siamo lontani dalla fine del primo tempo... c'è molta ragione di credere che la recessione, la depressione ancora si aggraveranno per qualche tempo... Oggi c'è un governo mondiale assente, mentre c'è una globalizzazione del mercato non c'è una globalizzazione del diritto, i veri responsabili sono i politici che non hanno messo in atto il sistema di diritto di cui abbiamo bisogno. I responsabili poi sono i finanzieri, che si sono accaparrati l'essenziale della ricchezza... Prima di tutto negli Stati Uniti e poi su scala mondiale si è vissuto a scapito delle generazioni successive, cioè si è vissuto in base al debito... invece di ridurre il debito si è aumentato il debito... oggi ci si trova in un sistema che ancora non ha cominciato a risolvere le difficoltà fondamentali, e che cerca di uscire, di venirne a capo ma non ci riesce, perché ancora non si risolve la causa più profonda, le banche, tutte le banche del mondo oggi, tranne qualche eccezione, sono praticamente in fallimento... Innanzitutto le regole devono essere completamente mondiali, perché se c'è un buco tutti vorrebbero infilarsi in questo buco per evitare le regole. La prima regola: bisognerebbe impedire alle banche di avere un effetto di leva troppo importante. Cioè bisognerebbe dare in prestito meno per ciascun investimento, e il rapporto tra i soldi davvero investiti e i soldi dati in prestito sia minore... La seconda regola molto importante è che quando una banca fa prestiti, non deve potersi sbarazzare del prestito presso un altro al cento per cento. Cioè il rischio non può essere ceduto a qualcun altro... e infine, bisogna evitare tutti i rischi di frode fiscale, e di riciclaggio di denaro. Quindi trasparenza assoluta del sistema bancario..."

Il sultano vuole prendersi il Mare Nostrum

“Il Mediterraneo passo dopo passo”: con questa espressione il ministro turco dell’Energia, Fatih Dönmez, in un suo tweet ha annunciato che la nave di ricerca idrocarburi Oruç Reis ha poggiato i cavi sul fondo del mare per scandagliare 1750 km di fondale conteso tra Creta e Cipro.
La lotta per il potere nel Mediterraneo potrebbe spostarsi nei prossimi giorni dalla Libia alle acque orientali di questo mare, dopo che la Turchia ha iniziato nuove operazioni di prospezione con una sua nave di ricerca sismica in un’area marina contesa con i suoi acerrimi nemici, Grecia ed Egitto, in risposta a un accordo sulla demarcazione dei rispettivi confini marittimi stipulato da Atene e Il Cairo la scorsa settimana.
Nel Mediterraneo orientale è in corso una vera e propria guerra energetica tra attori regionali: non più solo tra Turchia, Grecia e Cipro, ma con la presenza di altri paesi come Egitto e Israele.

mercoledì 9 settembre 2020

La padella e la brace del referendum

Volete voi tagliare il numero dei parlamentari ed eliminare 345 indennità? Figuriamoci se gli italiani non sono d’accordo, eccetto i parenti stretti dei parlamentari e pochi altri. Sono d’accordo pure io, perché reputo così importante il ruolo di deputato o senatore che non 345 ma almeno il doppio sarebbero degni di essere mandati a casa con procedura d’urgenza e destinati ai lavori, se non forzati, quasi. Perché sono del tutto inadeguati al ruolo. Poi penso al referendum e divento più amletico. Non mi piacciono i promotori grillini del taglio e non mi piacciono nemmeno i difensori dello status quo.
I grillini vogliono tagliare i parlamentari per una ragione demagogica e una esoterica. La ragione demagogica è plateale, vistosa, quella che dicevo prima: è di grande popolarità proporre il taglio dei parlamentari, significa vincere facile. La ragione esoterica è che i 5Stelle sono emanazione di una piattaforma della setta di grillology il cui disegno è scalzare la pseudo-democrazia parlamentare sostituendola con la finta democrazia elettronica, quella della rete. Dove un piccolo campione militante e veicolato decide e designa fingendo che sia espressione del popolo sovrano. Ma la democrazia della rete è ancora più delegata, deviata e dequalificata della democrazia parlamentare.

lunedì 10 agosto 2020

L'Occidente incolpa a torto se stesso per la schiavitù dilagante in Africa e in Medio Oriente

Gli Stati Uniti hanno abolito la schiavitù 150 anni fa e hanno promosso delle politiche di tutela dei diritti delle minoranze. È il Paese che ha eletto due volte un presidente nero, Barack Obama! Eppure, un nuovo movimento sta abbattendo un monumento storico dopo l'altro, come se gli Stati Uniti stessero ancora schiavizzando gli afro-americani. A Washington, D.C., gli attivisti hanno perfino preso di mira un memoriale dell'emancipazione, raffigurante il presidente Abraham Lincoln, che pagò con la vita la liberazione degli schiavi.
Oggi, la schiavitù esiste ancora in molte parti dell'Africa e del Medio Oriente, ma l'opinione pubblica occidentale che si autoflagella è focalizzata ossessivamente solo sul passato occidentale degli odierni schiavi africani anziché sulla reale schiavitù in corso, che è viva e vegeta – e ignorata. Per gli schiavi di oggi, non ci sono manifestazioni di piazza, non c'è alcuna pressione politica internazionale e la stampa non si interessa a loro.

domenica 9 agosto 2020

Sapelli: l’intervento Usa sul governo italiano ora è inevitabile

Si accende lo scontro tra Stati Uniti e Cina, che riguarderà anche il Mediterraneo. Anche l’Italia e il suo Governo ne saranno coinvolti
Gli Usa hanno reso manifesto, alla fine di luglio di questo anno, una trasformazione del loro orientamento geopolitico che più chiara non poteva essere. A tutti è evidente il significato delle esercitazioni navali che si sono contemporaneamente svolte nell’Oceano Indiano, in cooperazione con la Marina indiana, e nello stesso tempo nel Pacifico in stretta cooperazione con la Marina giapponese. Esse sono dirette contro la Cina.
Inizia un nuovo corso della politica estera mondiale che vede gli Usa porre le basi, nello stesso tempo, sia dell’abbandono dell’unilateralismo rovinoso su cui David Calleo ha scritto anzitempo pagine antiveggenti, sia nel contempo di una nuova Guerra fredda. Essa, mentre ha la Cina come bersaglio, non potrà non portare a un inarrestabile rafforzamento dell’avvicinamento degli Usa con la Russia di Putin. L’Indo-Pacific Command, con sede nelle Hawaii, tiene sotto controllo il 52% delle acque del pianeta e più di ogni altro esempio rende manifesto il potere talassocratico (marittimo) degli Usa. Contemporaneamente, più a est, nel Mare delle Filippine, la Marina americana si è impegnata, come dicevo, in una manovra che ha visto unite la Royal Australian Navy e la Forza navale d’autodifesa giapponese. Tutto si è svolto su quel varco orientale del quadrante del Mar Cinese Meridionale che il Pentagono e ora – a quanto pare – anche il Dipartimento di Stato hanno individuato come antemurale di contenimento di Pechino. L’accordo bipartisan Usa è sancito, nonostante il durissimo confronto elettorale.

lunedì 3 agosto 2020

1000 tagliagole del jihad infiltrati in Europa

Un migliaio di mercenari e tagliagole del jihad trasferiti dai turchi in Libia per sostenere le milizie di Fayez al-Serraj si sarebbero infiltrati in Europa e in particolar modo in Italia, salpando dai porti di Tripoli, Sabratha e Zuwara, tutte zone controllate dal Gna. È quanto reso noto dal maggiore-generale Ahmed al-Mismari, portavoce del Libyan National Army del generale Khalifa Haftar.
Secondo quanto dichiarato da al-Mismari, soltanto nella giornata di martedì sarebbero 483 i “siriani” fuggiti verso le coste italiane, aggiungendo che i clandestini avrebbero addirittura utilizzato le imbarcazioni fornite al Gna per controllare le coste. L’Europa rischia così di trovarsi centinaia di tagliagole con esperienza sul campo di battaglia a piede libero sul proprio territorio, traghettati con quelle stesse barche fornite da Bruxelles all’esecutivo di al-Serraj.
Infine, il portavoce dell’Lna ha puntato il dito contro la Turchia, accusandola di avere tutto l’interesse a portare avanti e diffondere la crisi nell’area.

domenica 2 agosto 2020

Se dici Europa a cosa pensi?

Dici Europa e cosa ti viene in mente? Contabilità, solo contabilità. Dare soldi, avere soldi. Pagare debiti, avere crediti. Vedi ventisette figure che un tempo si sarebbero chiamati statisti, che in un padiglione asettico e ovattato, fuori della vita reale, stanno lì giorni e giorni a tirare sul prezzo. Con loro ci sono alti funzionari, macro-dirigenti, eurocrati. L’unione, come la divisione, è sempre sui soldi. Dici migranti e l’Europa non sa cosa rispondere, ognuno balbetta per sé. Dici crisi libica, egemonia turca, invasione cinese, repressione di Hong Kong e mille altre cose che riguardano il mondo, e l’Europa non dice, non fa, non ha mai un pensiero unitario ma solo sottopensieri subnazionali, o meglio subdolo nazionali. Dici 5G, commercio con l’est asiatico, veti americani, pandemia e ancora l’Europa non parla, ciascuno farfuglia a livello locale.

Dici famiglia e non solo coppie omo, trans e lesbiche, o dici natura, difesa della natura e non solo dell’ambiente, e l’Europa si assenta, non dice, sono fatti vostri. E peggio succede se il discorso prende una piega più alta, diciamo storica, religiosa, culturale e civile. Se dici civiltà europea ti guardano interdetti e traducono che vuoi difendere l’uomo bianco, sei suprematista, razzista, negriero. E peggiora se precisi che civiltà europea vuol dire civiltà cristiana, greca e romana. La civiltà europea è solo l’antiquariato della civiltà occidentale, ma subito devi dissociarti dalle sue nefandezze, il colonialismo e la colonizzazione culturale, l’egemonia dei suoi valori nel mondo, le crociate e le scoperte. Dunque civiltà occidentale si traduce in senso di colpa e l’Europa è l’archeologia della colpa.

venerdì 31 luglio 2020

Mattarella e le “fake news” secondo il 'pensiero unico'

Vorrei chiedere ragione a Mattarella della sua dichiarazione favorevole al contenimento delle  “fake news” (anche il Capo dello Stato, ormai, non parla più l’italiano...) attraverso una commissione parlamentare d’inchiesta d’ispirazione inquisitoria, mentre insiste a tacere sullo scandalo dei magistrati politicizzati (caso Palamara) e sulla autoritaria decisione di tenere secretati i verbali della Commissione tecnico-scientifica. 
Come è possibile chiedere trasparenza e legalità se poi il garante supremo dei valori costituzionali, mostra di non vedere, non sentire e non pretendere verità? 
Noi vogliamo il presidente non solo sopra le parti, ma dentro le cose che affliggono l’Italia.  E non sono certo le “fake news” ma la spudoratezza di chi giudica e non è giudicato, e l’inconsapevolezza e l’irresponsabilità di chi governa nell’arbitrio.
Il presidente della Repubblica deve reprimere i fatti dolosi, non le notizie. (Vittorio Sgarbi)

giovedì 30 luglio 2020

Nuovo altolà della Casellati al governo: basta con la decretazione d’urgenza e i voti di fiducia

Adnkronos Pubblicato il: 29/07/2020 12:46
"Il Paese può vincere" le sfide che lo attendono "se governo e Parlamento sapranno fare la loro parte. E' però necessario che ciò avvenga nel rispetto delle reciproche prerogative e dei ruoli che la Costituzione affida a ciascuno. ​E la Costituzione dice che le Camere sono il centro dell’azione legislativa e il Parlamento l’interlocutore primo e insostituibile del governo.​​ Una questione di metodo democratico su cui pesa, certamente, l’avere gestito tutte le fasi dell’emergenza con un ricorso esagerato a Dpcm, emanati senza preventiva e dovuta consultazione con un voto del Parlamento. Ma su cui grava, soprattutto, avere sostanzialmente privato una delle due Camere della possibilità di incidere realmente sui principali decreti-legge, anche di natura economica, e su cui grava il ricorso troppo frequente al voto di fiducia come strumento ordinario per la loro approvazione". 

lunedì 27 luglio 2020

Arrivano i soldi ma lo Stato non c’è

Tutta la commedia intorno ai soldi europei, tutta la pantomima dei premier e degli eurocrati, tutte le promesse di rilancio ruotano intorno a un asse che non c’è: lo Stato. Dov’è lo Stato che dovrebbe pompare sangue al paese, ai paesi, ai popoli, all’economia stremata dopo la pandemia? Dov’è lo Stato-Cuore che dovrebbe rimettere in moto la società, dare ossigeno ai settori boccheggianti, colpiti dall’emergenza, incentivare l’iniziativa e la ripresa, aiutare i bisognosi e coloro che possono poi far fruttare gli aiuti, renderli produttivi? Lo avete visto voi, in questi anni, in questi mesi, lo identificate in qualcosa, in qualcuno, in un ceto? Non dico statisti, ma almeno apparati, procedure funzionanti, sistema consolidato.
Manca lo Stato con la sua gerarchia e la sua solida intelaiatura e vengono fuori le task force, ovvero le task-farse, fabbricate direttamente a Forcella. Solo fumo per poi gestire il potere indisturbati. Manca lo Stato e a occuparsi della redistribuzione sociale ed economica dovrebbe essere il ceto politico meno attrezzato e meno formato al senso dello Stato di sempre, quel circo equestre di grillini più fondi di magazzino della sinistra. Avete presente?

domenica 26 luglio 2020

È l'era della dittatura democratica. Ci siamo quasi

La dittatura non è mai un fatto riconducibile ad un solo uomo. Essa è il frutto, come sempre è accaduto nella storia, di due fattori alternativi tra loro, talvolta complementari: la reazione dal basso o quella dall'alto.
Nel primo caso viene sovvertito l'ordine costituito, nel secondo caso tale ordine viene blindato, anche attraverso il rispetto formale delle regole costituzionali. In fin dei conti anche Augusto mise fine alla Repubblica conservando le istituzioni repubblicane (in primis il Senato) e rispettando le regole formali. Ma di esempi storici ce ne sono a centinaia.
La pandemia ha creato le condizioni per una reazione dall'alto. Col popolo agli arresti domiciliari prima e in libertà vigilata adesso, opportunamente terrorizzato a dosi ben equilibrate a seconda del momento, l'establishment ha potuto avviare una fase - direi irreversibile - di blindatura dello stato emergenziale, che da provvisorio sta per diventare ordinario.

martedì 21 luglio 2020

Il Recovery Fund è un MES che ce l’ha fatta. Ecco come funziona

MES. È bastato cambiargli il nome per farlo accettare agli italiani. Quelli più avveduti obtorto collo a causa di un governo inetto se non venduto e dunque non senza preoccupazione per il futuro.

Il normale strumento di finanziamento di uno Stato è rappresentato dalla collocazione dei titoli del debito pubblico sul mercato primario (i titoli di stato battuti mensilmente dal Tesoro), con una Banca centrale a garanzia che funga da prestatrice illimitata di ultima istanza. Esattamente come avviene negli Stati Uniti d’America, in Giappone e in Gran Bretagna. A dire il vero, seppur limitato al mercato secondario (per i titoli già in circolazione, oggetto di trattative tra privati), è ciò che sta facendo anche la Banca centrale europea negli ultimi anni.
Quel debito rappresentato dai titoli di stato, con una banca centrale a garanzia, in sostanza non è debito. Semmai, nella peggiore delle ipotesi, lo Stato non restituisce mai il capitale, ma solo gli interessi. Se dopo dieci anni l’investitore rivuole il capitale, lo Stato rivende quel titolo ad un altro investitore, cosicché l’esborso in conto capitale è zero. Idem se l’investitore rinnova il titolo. In entrambi i casi lo Stato paga solo gli interessi.

lunedì 20 luglio 2020

Un mostro omotransgiuridico in Parlamento

Trovo surreale e anche offensivo, in un momento così grave per la vita degli italiani, che il Parlamento sia impegnato martedì a varare una legge per punire il reato di omotransfobia. Una parola che già nel suono è assurda, oltre che cacofonica.
Giro alla larga dagli scalmanati e dai fanatici e provo a ragionare su questa legge firmata da Alessandro Zan che sintetizza ben cinque proposte in merito, tra cui spiccano quelle di Ivan Scalfarotto e dell’ineffabile Laura Boldrini. La legge prevede “la punibilità per atti discriminatori sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”; punisce “l’odio omotransfobico”, inclusa la misoginia. E come ciliegina sulla torta istituisce un’ennesima giornata nazionale dedicata a gay, trans, lesbiche. Non riprenderò la posizione dei Vescovi italiani contro questa legge liberticida, non riporterò le opinioni contrarie dei sovranisti (Berlusconi anche in questo caso è un po’ qui un po’ là, in posizione trans) e non ripeterò la battaglia di Pro Vita e Famiglia e di quanti sono scesi in piazza l’altro giorno a Roma davanti al Parlamento in difesa della libertà e della famiglia. Questa norma si salda con le precedenti leggi Mancino, Fiano, Cirinnà & C. tra antirazzismo e antifascismo per rinchiudere la società in un perimetro di filo spinato. 

La piaga dell'invasione attraverso i 'porti aperti' e i confini colabrodo

Voi difensori dell'immigrazionismo ditelo chiaramente: a noi non  importa una cippa delle sorti dei nostri lavoratori e della integrità sociale della nostra nazione  (nonché della nostra identità, cultura e civiltà)

Continua a crescere il numero degli sbarchi e degli arrivi irregolari nel nostro territorio nazionale e le forze governative – e filo governative – semplicemente se ne sbattono, se non addirittura plaudono. Esprimendo così una totale e colpevole incomprensione per ciò che sta avvenendo. Avranno poi poco da gridare al razzismo queste sciagurate e irresponsabili parti quando la situazione si esprimerà non soltanto con mugugni; allora dovranno solo rispondere di alto tradimento verso le classi lavoratrici e popolari. Perché sono queste a subire più direttamente le conseguenze nefaste delle politiche immigrazioniste, anche se la faccenda riguarda l’intera nazione poiché l’immigrazionismo induce alla degradazione l’intero tessuto sociale.

lunedì 13 luglio 2020

Santa Sofia è il simbolo della fragilità del Cristianesimo e dell'aggressività islamista.

La decisione del Presidente turco Erdogan di riconvertire la Cattedrale di Santa Sofia a moschea è la parabola della fine del cristianesimo e della vittoria dell’islam. Erdogan è considerato un “musulmano moderato”, che sta reislamizzando la Turchia, promuovendo la riesumazione del Califfato ottomano, finanziando la proliferazione delle moschee e la diffusione dell’islam in Europa e nel mondo. Nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l’islam come religione dentro casa nostra. Anche gli italiani e gli europei che legittimamente la pensano diversamente da me, sappiano che siamo tutti sulla stessa barca: o ci liberiamo tutti dall’islam o saremo tutti sottomessi all’islam.
La decisione del Presidente turco Erdogan di riconvertire la Cattedrale di Santa Sofia a moschea è la parabola della fine del cristianesimo e della vittoria dell’islam nel nostro Mondo in preda alla decadenza della civiltà laica e liberale.
È successo in passato quando i musulmani hanno imposto con la violenza il loro potere sulle popolazioni cristiane nel Mediterraneo.
Succede ora sia nei territori dove i musulmani sono diventati la maggioranza della popolazione sia in un’Europa scristianizzata dove gli stessi cristiani vendono le chiese ai musulmani per trasformarle in moschee.
Succederà sempre più in futuro ovunque nell’Occidente formalmente civilizzato ma sostanzialmente sottomesso, vittima del relativismo che ha legittimato l’islam a prescindere dalla sua incompatibilità con le leggi, le regole e i valori di uno Stato di diritto e democratico, precipitato nel baratro dell’odio di se stesso concependosi come l’incarnazione di tutti i mali del mondo, razzismo, schiavismo, colonialismo e totalitarismo, da espiare mettendosi in ginocchio e cancellando la propria Storia.

domenica 12 luglio 2020

L'occhio di Alice non vale quello di Daisy. Attenti a non tirare troppo la corda

Alice Tarquini è una bellissima ragazza romana di 32 anni, (per quanto col “difetto” di essere bianca e bionda) e, come confermato da varie fonti, ha appena perso l’occhio sinistro perché un immigrato irregolare indiano le ha tirato gratuitamente un sasso in faccia. L’assurda censura di giornali e tv su questo caso è l’ennesima tonnellata di dinamite accumulata sotto la diga della pazienza degli Italiani. Il rischio è, infatti, che a qualcuno torni in mente lo psicodramma mediatico per l’uovo lanciato sul viso della atleta di colore Daisy Osakue nel 2018. La vicenda suscitò un enorme sdegno per una presunta ondata xenofoba, salvo poi finire in un balbettìo imbarazzato, quando si scoprì che il pericoloso “neonazista lanciauova” era il figlio di un esponente del Pd.
Così, da una parte, abbiamo oggi una ragazza italiana, caucasica, col viso fracassato e accecata definitivamente da una pietra scagliatale da un clandestino di colore, non nuovo a gravissimi episodi criminosi. Dall’altra, un’italiana di seconda generazione, nera, colpita da un uovo lanciato “per goliardia” da un incensurato figlio di papà italiano. Per fortuna, oggi, la bella Daisy non mostra alcun segno permanente di quella disavventura. Non così sarà per Alice.

Sulla vulgata del Leopardi libertino e senza Dio

Tentiamo di rendere giustizia di quella opinione, di conio liberale, divenuta poi giudizio storico e letterario indiscutibile, sul presunto ateismo di Giacomo Leopardi. A fugare ogni dubbio qui dovrebbe bastare una lettura non distratta de “L’Infinito”; nondimeno di seguito riportiamo un estratto di “Cento problemi di fede”, di Pier Carlo Landucci, donde si evince una vera e propria attività di occultamento ai posteri della fede inquieta del Poeta, condotta post-mortem dal di lui coinquilino Antonio Ranieri, al fine di renderne la figura gradita - ma distorcendone con evidenza la sostanza - a quei circoli, liberali e massonici, impegnati nella indefessa fabbricazione di miti, o, per così dire, di santi laici (celebre il caso di Giordano Bruno) di cui vi era una strenua necessità legittimante per conferire credito all’Italia in fieri e forgiare gl’Italiani. Le medesime forze che ieri agivano per demolire il trono e l’altare, mentre oggi lottano per erigere il “totalitarismo della dissoluzione”, secondo la pregnante definizione di Del Noce, cioè un universalismo desacralizzato e fortemente ideologico, un vero e proprio Cattolicesimo rovesciato, che assuma gli spazi di ogni residuo particolarismo identitario.
“Il pessimismo [di G. Leopardi], leva fondamentale della sua crisi, era più capace d’indurre a disperazione che a mancanza di fede vera e propria, era più capace di coprire la fede che di spegnerla.(…)

sabato 11 luglio 2020

Stato di emergenza fino al 31/12? Il tentativo del tiranno di tirare a campare fino al semestre bianco

Conte ci aveva provato a maggio col Decreto Rilancio, ma Mattarella aveva sventato il colpo di mano. L’ex avvocato del popolo ci riprova adesso. Stiamo parlando del prolungamento dello “stato di emergenza” dichiarato il 31 gennaio dal Consiglio dei Ministri, che il premier vorrebbe prorogare sino al 31 dicembre, ovviamente su consiglio del Comitato tecnico-scientifico. Quello stesso Comitato che a fine aprile aveva detto che a giugno avremmo avuto centocinquantamila persone ricoverate in terapia intensiva. La realtà è che ad oggi abbiamo in tutta Italia 74 persone ricoverate in terapia intensiva e in parecchie regioni non vi sono nemmeno più contagiati. Inoltre, sono più che raddoppiati i posti letto in terapia intensiva e sono state scoperte terapie – si pensi alla cura del plasma – capaci di evitare in futuro le morti che vi sono state tra marzo e aprile. Anche l’eventuale presenza di focolai in autunno potrebbe essere gestita con mezzi ordinari e non più eccezionali. Insomma, non ci sono ragioni oggettive, documentabili, per dichiarare la prosecuzione dello stato di emergenza. La “seconda ondata” è al momento una invenzione politica pura e semplice.

venerdì 10 luglio 2020

Obamagate, Trump colpisce duro su pedofilia e satanismo

Ieri in Italia sono scattate perquisizioni in tutto il territorio nazionale che hanno coinvolto 15 regioni, in ognuna delle quali sono state individuate alcune reti di pedofili impegnate a scambiarsi e a produrre materiale pedopornografico osceno e finanche sanguinario. Oltre 50 le perquisizioni e gli arresti per detenzione, diffusione e in alcuni casi addirittura produzione di materiale definito dai media ‘sadico’. Ma è appropriato parlare di certi fenomeni limitando il tutto alla sessualità e al sadismo, oppure i media italiani potrebbero voler attuare una scientifica disinformazione ossequiosa verso le ‘buone creanze’ radical chic, limitandosi nell’uso di un aggettivo non asettico politicamente?
Narrare certi fenomeni di malvagità assoluta chiaramente satanista, relegandole a delle semplici manifestazioni di sadismo, a me pare voler riconoscere un qualche riguardo verso le elite coinvolte, che infatti sono intrise di cascami ideologici esoterici, pregni di livore anticristiano che il mainstream cerca di sottacere.

sabato 27 giugno 2020

Il terrorismo psicologico “Forza Covid” punta alla proroga dello stato di emergenza. E l’opposizione sembra non capirlo

Da quando i dati mostrano con irrefutabile evidenza che in Italia – primo paese europeo a essere investito massicciamente dal Covid – l’epidemia è sostanzialmente finita, e i pochi casi positivi rimasti sono quasi tutti asintomatici, il governo Conte, il suo comitato tecnico-scientifico e i media che lo sostengono hanno scatenato una potente campagna di terrorismo psicologico, inventandosi ogni giorno paurosi “focolai” dovunque in Italia, rovinose esplosioni dell’infezione in tutto il mondo, “seconde ondate” pronte a seminare strage in autunno.
Inutile dire che si tratta di una montagna di sciocchezze in malafede. I famosi focolai italiani producono qualche decina di casi positivi (non di malati! Quelli si contano sulle dita di una mano e non sono gravi), e dopo qualche giorno non se ne sente più parlare. Qualcuno ricorda il famoso contagio di mase dei rom in Molise? Oggi quanti malati di Covid ci sono in Molise? E il Lazio? Dopo il caso tutto interno alle strutture sanitarie del San Raffaele, quanti contagi giornalieri ci sono oggi nella regione? Quasi zero, come quasi ovunque. E così finirà a Mondragone e in tanti altri luoghi oggi sbattuti in prima pagina. Soprattutto perché il virus, anche quando viene rilevato, ormai fa ben pochi danni. Per non parlare del ridicolo indice Rt, totalmente indecifrabile, adottato apposta, sembrerebbe, per non far capire niente a nessuno ma generare una oscura paura, per cui anche nelle regioni dove il Covid non esiste più ci si senta sempre sotto una spada di Damocle.
E in quanto alla situazione della pandemia in altri paesi, europei o extraeuropei, la valutazione andrebbe fatta caso per caso, in relazione alla fase della “curva” in cui quel paese si trova e all’incidenza del contagio in termini di mortalità e di peso sui sistemi sanitari, senza sparare anche in questo caso nel mucchio.

giovedì 25 giugno 2020

Considerazioni sulla ricetta Savona. Investimenti e debito irredimibile, non il MES.

In un’intervista a La Verità il professor Paolo Savona entra nel merito delle possibili rimedi per l’uscita dalla crisi economica, e dà due consigli che vengono dati, ovviamente “Rebus sic Stantibus”, a bocce ferme ed attuali, senza valutare eventuali variazioni future dello scenario istituzionale internazionale che, ovviamente, sarebbero fuori luogo, vista la sua carica.
Le soluzioni che il professore propone sono, in fondo, semplici nella forma, anche se un po’ complesse nella realizzazione:
  • titoli irredimibili con un rendimento annuo del 2%;
  • investimento in aziende italiane di piccole / medie dimensioni che competono sul mercato internazionale.
Il primo punto è collegato agli obiettivi di inflazione della BCE: questa si impegna ad un obiettivo di inflazione del 2% che però non viene raggiunto da 10 anni. Un titolo del genere avrebbe un rendimento del 2,6% superiore a quello dei titoli di stato tedesco, quindi un ottimo rendimento considerando anche che la non rimborsabilità, in pratica, non cambierebbe molto per un investitore: i titoli del debito pubblico sono emessi e rinnovati regolarmente e regolarmente rinnovati. alla fine, cosa cambierebbe per il risparmiatore che, fra l’altro avrebbe indietro il proprio capitale investito in 35 anni? Nulla! Cambierebbe moltissimo per lo stato che, invece, non contabilizzerebbe i titoli irredimibile all’interno del rapporto debito/PIL, quindi permetterebbero un riavvicinamento ai parametri di Maastricht. Al contrario ogni debito, anche a lungo temine, come i centennali, dovrebbe essere contabilizzato nel debito e quindi all’interno dei rapporti debito/PIL. Questo comprende anche gli eventuali prestiti del MES, che sono sempre prestiti, quindi comunque conteggiati nel debito, ed eventuali fondi in prestito dal SURE o dal Recovery Fund. Unica parte che non farebbe parte del debito sarebbero i fondi del Recovery Fund conteggiati come “Grant”, ma sappiamo che questi comunque sarebbero pagati dalle tasse dei cittadini.

mercoledì 24 giugno 2020

Le ironie sull’Italia e lo sfarzo degli Stati generali: uno scivolone sull’immagine del Paese?

A chi la guarda dall’estero mentre cerca di reagire al trauma pandemico e di far ripartire la sua economia dopo anni di declino, l’Italia suscita stupore e ironia. L’immagine mediatica delle ultime settimane è stata imbarazzante. Mentre l’Europa offriva aiuti e sollecitava piani per attivare i finanziamenti disponibili, nel momento in cui rapidità e concretezza avrebbero dovuto essere le priorità assolute, venivano convocati sedicenti «Stati generali». Sui notiziari scorrevano le vedute della bella villa seicentesca (inevitabili le battute sulla «dolce vita»), della sfilata di ministri con le loro macchine blu, del ricco contorno di personale di sicurezza e di supporto. Solo coreografica la presenza del governatore della Banca d’Italia e di alte personalità internazionali: non potevano che ripetere cose già dette.

sabato 20 giugno 2020

Anatomia del fondamentalismo politicamente corretto

"Parti per difendere una vittima di colore, passi per razzie e assalti ai polli della globalizazione consumistica, arrivi a buttar giù statue a casaccio: sarebbe il movimento AntifàBlack Lives Matter”, sponsorizzato da trafficanti e divi di Hollywood, che fa a gara di emulazione dell’Isis: giù i monumenti di Churchill e Lincoln. Uno salvò l’Inghilterra dal nazismo razzista, l’altro abolì la schiavitù e ne ebbe una palla in fronte. Ma che fa? La mandria fanatica non conosce limiti e decenze, aborre la storia e la cultura come le Sardine disciolte del Mattia che dice: ora rieducare gli italiani. Ci pensa lui, col cerchietto? E dove, in appositi campi? Black Lives Matter in sé non esiste, esiste il fondamentalismo del politicamente corretto, sempre più furibondo, sempre più intollerante, al quale “le vite dei neri” offrono magnifico pretesto.

venerdì 19 giugno 2020

Incontro Conte-Colle, scatta l'ira della Meloni: "Superato limite decenza"

Il Consiglio Ue di oggi è «informale», eppure premier e ministri sono andati a ricevere ordini dal Colle. Ma senza mandato parlamentare, Conte sarà disarmato con Bruxelles. Di seguito: Giorgia Meloni:deriva autoritariadel premier chenon possiamo avvallare

Incontro Conte-Colle, scatta l'ira della Meloni: "Superato limite decenza"

Non era un incontro informale e per questo è stato impedito al Parlamento di votare gli atti di indirizzo al governo, come invece prevede la Legge?", attacca la leader di Fratelli d'Italia
Prima si impedisce al Parlamento di esprimersi mediante voto sul consiglio europeo in programma per il prossimo venerdì 19 giugno, con Giuseppe Conte che come ormai divenuta
prassi si limita a leggere un'informativa parlando di un incontro di "natura solo consultiva per fare emergere convergenze e dissensi", poi improvvisamente il peso della riunione aumenta dato che Sergio Mattarella convoca il premier ed alcuni ministri proprio per discutere di essa.
Una situazione che ha fatto montare su tutte le furie Giorgia Meloni dopo che già ieri, in seguito alla comunicazione dell'ennesima informativa, Fratelli d'Italia aveva disertato i banchi di Montecitorio e la Lega li aveva abbandonati in corso d'opera.

Come usciremo dalla pandemia? Attesa dei soldi dall’Ue, deriva antiparlamentare e magistratura politicizzata: un mix esplosivo

La diagnosi spietata del professor Carinci sul dopo pandemia: attesa dell’Ue, deriva antiparlamentare, magistratura politicizzata ‬

C’è un gran parlare di come il Paese uscirà dalla pandemia, facendo gli scongiuri perché non ve ne sia una ripresa nella stagione autunnale. Siamo cambiati in meglio, come sostengono i molti buonisti, oppure torneremo ad essere quelli di prima, sempre in bilico fra il bene e il male? La storia, che pur ne ha conosciuto di grandi tragedie, ci insegna che dopo i te deum e le processioni di ringraziamento per la fine delle pestilenze, con tanto di petti battuti e di buoni propositi, gli intenti e i comportamenti sono tornati ad essere gli stessi, dato, poi, che nel continuo passaggio di generazioni, le lezioni passate sfumano lentamente ma inesorabilmente. Il che, a dire il vero, non guasta, perché portarsi dietro tutto il passato, facendosene come una colpa, è fatica troppo pesante perché non si abbia la tentazione di spogliarsene. Insomma, una sana smemoratezza è la condizione prima di una attiva sopravvivenza.
Quello che è stato battezzato come il diritto all’oblio vale per il singolo, ma anche per una intera collettività, perché altrimenti si sarebbe condannati a camminare sempre con lo sguardo rivolto alle spalle, correndo il rischio di scivolare nella prima buca si apra davanti. Cosa questa ben poco compresa da chi si ostina a credere che sia sufficiente insistere ossessivamente su scenari, anche mostruosi, del passato per mantenerli vividi ben oltre le vite dei sopravvissuti. È un mondo che si è così accelerato, che due generazioni successive non hanno niente in comune: padri e figli non si conoscono più, non coltivano gli stessi interessi, non parlano gli stessi linguaggi, se pur la crisi post-epidemica li costringerà a stare insieme, come separati in casa, anche se non più per prevenzione rispetto al virus, ma per mancanza di lavoro e di reddito.

giovedì 18 giugno 2020

C'è aria di guerra civile in Italia

C'è aria di guerra civile in Italia. Una brutta aria di odio e d' insofferenza. Si sta scavando un fossato incolmabile tra italiani. Riassumo gli ingredienti o le stazioni che portano all' odio radicale. In primis le restrizioni e i divieti anche assurdi hanno lasciato un segno e una scia sul corpo e la mente degli italiani; poi le carenze sanitarie più elementari unite alle clamorose cialtronerie di commissari, ministri e task force; aggiungi la mancanza assoluta di strategia, prevenzione e test per governare il futuro ma tutto è affidato ai cittadini e alle loro limitazioni.
Poi la drammatica situazione economica e sociale per famiglie e imprese, le tante aziende che non apriranno, i tanti che non riavranno il lavoro, l' impossibilità di far rinascere esercizi con quelle restrizioni, quei costi e quelle cadute. Intanto una legge libera fior di delinquenti dalle carceri e persino criminali in cella d' isolamento, che non erano a rischio di contagio; proprio mentre venivano inseguiti sulle spiagge come criminali innocui bagnanti, sporadici avventori o isolati corridori. Unisci questo quadro alla vanesia, fanfarona, irritante esibizione del governo, gli show inconcludenti su aiuti che non arrivano mai.

Diego Fusaro: Ci prendono in giro! Agli Stati Generali niente mascherine e distanze per le élite

Circola una foto, che li ritrae operosi agli Stati Generali indetti dal re giallofucsia. Sono tutti senza mascherina e senza distanze, loro. Perché loro sono l'aristocrazia, noi siamo la plebe contagiata e contagiosa. Nella foto si vede una sola persona con la mascherina. È un usciere, pare. Non uno di loro, dunque. Forse un "inferiore", come magari loro appelleranno chiunque non sia della loro élite. Élite che impone a noi mascherine e distanziamento sociale, essendone però essa stessa esente. "Collettivismo oligarchico", lo potremmo chiamare con Orwell.
Di seguito il video dell'intera interessante riflessione di Diego Fusaro
Diego Fusaro: Ci prendono in giro! Agli Stati Generali sono senza mascherine e distanze (17.6.2020)

mercoledì 17 giugno 2020

Un ricordo del vero Montanelli

"La lettera di assunzione con cui Indro Montanelli mi prese a lavorare nella sua bottega è una delle cose di cui vado più orgoglioso. Per un ragazzo che sognava di fare il giornalista essere ammesso alla corte del Migliore era come per un aspirante pittore entrare nel laboratorio di Picasso o per un giovane attore essere scelto per il cast di Charlie Chaplin. Anche loro, tutti e due, avevano un debole per le minorenni, senza un contesto di guerra che li giustificasse, ma sono sempre piaciuti ai Torquemada della doppia morale e quindi niente quadri e film dati alle fiamme e niente statue da abbattere. Ce n’è una a Malaga del primo e una a Los Angeles del secondo, al massimo, nonostante il deprecabile vizietto degli scolpiti, chi passa di lì si fa un selfie sorridente.
Di Indro mi ricordo i fiori che mandò a mia moglie Consilia il giorno del matrimonio, un paio di comici viaggi in ascensore con lui, lo sguardo di tenerezza verso il ragazzo che ero quando per la prima volta fui spedito alla riunione dei capi perché il mio dello sport non si era sentito bene ed io, per caso, ero l’unico in redazione. Lui che quel giorno non disse una parola, mi chiese con chi giocasse la Fiorentina. Lo sapeva già ma voleva farmi sentire importante davanti a tutti. «Con il Genoa, direttore…» Rivolse la parola solo a me e se ne andò.
Ero entrato nella famiglia.

martedì 16 giugno 2020

Vandalismo su Montanelli. L’ipocrisia e le spose bambine

Il blitz vandalico contro Indro Montanelli è un gesto violento e codardo. Ma anche la richiesta di rimuoverne la statua non è seria e non ha vera dignità politica. Certo, i fautori della rimozione ora prendono le distanze dall’imbrattamento, precisano che la loro «proposta civile» «non contemplava altro» e dichiarano che «non c’è nessuna violenza nell’esprimere il proprio pensiero».
Con altrettanta libertà possiamo dire che quella proposta denota solo ipocrisia. I promotori della rimozione straparlano di «violenza sulle donne» e parlano di «cultura patriarcale», addebitandola a Montanelli che nel 1935 – durante la guerra in Abissinia – si unì in una sorta di matrimonio con una giovane donna locale. La Fondazione Montanelli ha spiegato che «non ci fu alcuna violenza né tanto meno atteggiamenti razzisti da parte di Indro», ma l’adesione alla pratica del cosiddetto «madamato», oggi «deprecabile» ma allora in uso. Ma anche dando per buona e non lo è – l’assurda pretesa di giudicare oggi un fatto di 85 anni fa astraendolo dal suo contesto, come mai a sinistra si è improvvisamente risvegliato quest’interesse per l’episodio? Possibile che questa radicalità sia frutto di sincera intransigenza? Ovviamente no.
Infatti chi rivolge quest’attenzione ossessiva alla presunta «cultura patriarcale» di un uomo che nel ’35 aveva 25 anni si disinteressa totalmente di casi più gravi che accadono oggi, 21° secolo.
Nessuno per esempio – se non il centrodestra con Matteo Forte – ha proferito parola quando il più importante coordinamento di associazioni islamiche di Milano ha indetto un bando per borse di studio in collaborazione con la Diyanet, l’Agenzia turca per gli Affari religiosi, quella che ha abbassato a 9 anni l’età minima per sposarsi. Non ci sono state lettere o dichiarazioni: silenzio assoluto. A dimostrazione del fatto che siamo di fronte al solito doppio standard. E il doppiopesismo è sempre rivelatore di un inganno.
(Riprendiamo dal GIORNALE - Milano di oggi, 15/06/2020, a pag.1, con il titolo "Spose bambine, bugie di sinistra e doppiopesismo", il commento di Alberto Giannoni)

sabato 13 giugno 2020

Si dovrebbe tagliare il superfluo, il rimandabile, l’inessenziale. Ma il sistema economico occidentale si basa sul superfluo, il rimandabile e l’inessenziale.

V, W, L. Sono i tre modelli di evoluzione della crisi economica in atto nei paesi guida del sistema mondiale, ma anche del sistema mondiale nel suo intero. Crisi a V significa che seguendo il primo braccio vai giù, poi rimbalzi in su. Crisi a W sta per crisi su e giù a montagne russe, una specie di sincronia tra andamento economico ed andamento delle varie epidemie. Crisi ad L sta per scendi giù e ci metti poi molto, ma molto tempo a ritirarti su, solo dopo molto il braccio orizzontale della L tenderà a risalire, lentamente. Il consenso previsionale degli analisti verte sempre più sulla crisi ad L.
L’altro giorno, FED ha detto che ci vorrà parecchio per la ripresa dell’economia americana, ancora includendo la crescita dell’anno prossimo, a fine 2021 non si sarà ancora tornati a livelli febbraio 2020. Per cui denaro a zero fino ad allora ed oltre. Trump vorrebbe addirittura tassi negativi e non è detto che fra un po’ FED non li conceda. OCSE invece, ha pochi giorni fa rivisto le stime Pil 2020, peggiorandole. Le contrazioni più forti saranno quella francese, britannica ed italiana, tutte e tre intorno a -11% o -14% con seconda ondata Covid. Ma la media UE sarà a -9% quindi è faccenda sistemica e non solo europea visto che Giappone che non ha avuto nessuna seria pertubazione virale, è dato a -6%.

Distruggere i monumenti per delegittimare le nazioni. L’analisi di Capozzi

L'"emergenza razzismo" esplosa in queste ultime settimane è costruita in laboratorio dalle élites progressiste borghesi per sradicare le democrazie occidentali. La distruzione di monumenti e di simboli tradizionali ha lo scopo di delegittimare nazioni e istituzioni fino alla loro totale disintegrazione. L'analisi di Eugenio Capozzi
Il movimento sedicente “antirazzista” inscenato da alcune sigle dell’estremismo di sinistra statunitense (Black Lives Matter e Antifa) – e prontamente esportato nelle altre capitali occidentali da un'”internazionale” ribellista sostenuta da un incessante “tam tam” mediatico – è l’ennesimo episodio di un costante attacco frontale lanciato dalle élites progressiste alla democrazia occidentale in nome dell’ideologia “politicamente corretta”, che si articola oggi in tre grandi filoni: teoria gender, “gretismo” (ambientalismo antiumanista) e multiculturalismo immigrazionista.
Le minoranze sociali che in Occidente promuovono con ogni mezzo l’agenda politicalcorrettista, disponendo di enormi mezzi finanziari e di un dominio straripante nella rete della comunicazione digitale, appartengono all’alta borghesia hi tech, finanziaria, burocratica, e controllano largamente quella intellettuale-accademica. Esse hanno come obiettivo una grande buro-tecnocrazia globale, in cui il rigido controllo sociale (assicurato dal connubio tra “catechismo” civile, pieno dominio della tecnica sulla “nuda vita” e pubblici sussidi a ceti marginali o improduttivi) si accoppi ad una totale libertà di azione dei grandi capitali di rendita, spesso concentrati in grandi organizzazioni “filantropiche”. Un mondo “fluido” in cui si possano spostare facilmente risorse economiche e manodopera semi-schiavistica a basso costo, e nel contempo sperimentare soluzioni sempre più audaci di gerarchizzazione biopolitica in senso “trans-umano” e “post-umano” (abolizione della famiglia; selezione darwiniana di massa attraverso aborto, manipolazione genetica ed eutanasia; precarizzazione lavorativa ed esistenziale; trasformazione delle élites in minoranze di “highlanders” bio-tecnologici in grado di auto-perpetuarsi).

martedì 9 giugno 2020

L’ULTIMA MOSSA TEDESCA/ Senza la firma del Mes l’Italia non avrà più aiuti dalla Bce

Possibile che il popolo italiano debba inesorabilmente continuare a rimanere in mano ai propri aguzzini interni ed esterni?

L’Italia, grazie al governo Conte, entrerà – o meglio, dovrà entrare – nel Mes per non vedersi rifiutare gli acquisti di Btp dalla Banca centrale europea. È un rovesciamento di prospettiva: finora gli avversari del vincolo esterno si sono opposti al Mes contando sugli acquisti della Bce. C’è la Bce, dunque il Mes non ci serve. Ma se la Bce dovesse interromperli? Lo scenario è l’ingresso dell’Italia nel Mes come contropartita degli acquisti: il nostro paese dovrebbe entrare nel Meccanismo europeo di stabilità per consentire la prosecuzione degli acquisti illimitati. Con Alessandro Mangia, ordinario di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano, cominciamo dalla fretta che Christine Lagarde ha messo ieri alla Commissione. La presidente della Bce ha chiesto di approvare rapidamente il Bilancio 2021 e il Recovery Fund. Come dire, sbrigatevi, perché il gioco non può continuare.

lunedì 8 giugno 2020

La Corte di Giustizia si pronuncerà sul denaro contante. All’ombra di Bill Gates…

Verso metà giugno, dopo Karlsruhe, e sempre per iniziativa dei tedeschi, un altro giudice potrebbe emettere una pronuncia in materia monetaria. Un verdetto determinante non tanto sul piano economico generale, quanto su quello dei diritti individuali. Questa volta, in effetti, non si parla di quantitative easing e di BCE e i magistrati protagonisti non saranno i togati rossi della Corte Costituzionale teutonica. Il tema è quello dell’uso del denaro contante e i magistrati sono quelli della Grande Camera della Corte di Giustizia europea.
La Corte del Lussemburgo sarà chiamata a pronunciarsi sul diritto inalienabile di un cittadino di poter pagare le tasse – e, per estensione, qualsiasi cosa – in “moneta sonante”. E sul correlativo dovere dello Stato – e, per estensione, di chiunque – di accettare la suddetta modalità di pagamento. Il principale tribunale amministrativo tedesco, il Bundersvelwatungsgericht, ha ritenuto fondate le ragioni del ricorrente, ma ha rimesso la palla ai colleghi europei per una valutazione del caso in chiave comunitaria.

BTP Il ritardo sulle emissioni è stato doloso?

“Quel ritardo appare doloso, volto a precostituire una condizione di crisi di liquidità”: non usa mezzi termini Alberto Bagnai, economista e senatore della Lega, in un’intervista al quotidiano La Verità, parlando dei ritardi del governo, e specificatamente del ministero dell’Economia, nell’emettere una dose adeguata di Btp nelle prime fasi della crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia di coronavirus.
Nel corso dei primi mesi del 2020 l’Italia ha avuto non poche difficoltà a star dietro alla domanda di titoli di Stato nel corso di una serie di emissioni che hanno visto un differenziale tra l’offerta delle emissioni e la richiesta degli investitori a favore della seconda per oltre 190 miliardi di euro. Indicativo, in tal senso, il boom del Btp Italia studiato dal Tesoro che ha mobilitato oltre 14 miliardi di risparmio delle famiglie. Da più parti la richiesta di aumentare le emissioni di Btp, che consentono un finanziamento favorevole grazie anche alla sponda della Banca centrale europea, è stata avanzata come soluzione più adatta per procacciarsi risorse contro la crisi: ma il Tesoro ha troppe volte tergiversato, muovendosi con incertezza e senza affondare. Solo da maggio si è assistito a un pur sempre timido cambio di passo, mentre nel corso rimo trimestre del 2020 la differenza tra titoli italiani emessi e titoli andati in scadenza è stata di soli 13 miliardi di euro, cifra ridimensionata da un saldo negativo di marzo (-23 miliardi), mese in cui la ritirata degli investitori stranieri dai titoli di Stato italiani ha coperto un valore di titoli pari a 51 miliardi di euro, per la quale Bagnai ora accusa il ministro Roberto Gualtieri, ritenuto favorevole a una forma di “vincolo esterno” che prenderebbe le sembianze del Mes.

venerdì 5 giugno 2020

Oltraggio alla dignità di un Popolo ...e risate dal mondo!!

Il coronavirus (COVID-19) ha messo a nudo la precarietà della nostra vita e la nostra umana debolezza psicologica, anticamera di un appannamento ancora più grave della nostra capacità di reagire alla sudditanza etica a cui il Conte di Cerignola ci costringe con tecniche subliminali sfocianti in un mobbing sociale. Causa scatenante di paure ansiotiche e depressive che certamente si protrarranno nel tempo anche dopo la fine “stabilita per legge” di questa equivoca pandemia. Affrontata inizialmente con superficialità (i ridanciani Zingaretti e Gori docunt!) e gestita con grave imperizia politica e colpevole disattenzione.
Una sudditanza etica impensabile in uno Stato di Diritto in cui ogni Italiano è per definizione e per Costituzione “un Cittadino tra i Cittadini”.

Il patriottismo dei mascalzoni

Su, finitela con questa mascherata. Da quando, il 1° giugno, Sergio Mattarella ha invocato l’unità del paese allo scopo di delegittimare la manifestazione dell’opposizione del giorno dopo, la Cupola italiana – quell’intreccio di poteri che occupa istituzioni, governo, scena politica, media di stato e giornaloni, poteri giudiziari e sanitari – ripete ogni giorno il mantra di restare uniti contro il virus, la destra e la piazza, che poi ai loro occhi coincidono. La chiamano unità ma intendono uniformità. La chiamano comunità ma intendono conformità.
Ho speso una vita a difendere l’unità d’Italia e a cercare, al di là delle ragioni di parte, quell’essenza nazionale e comunitaria che ci porta bene o male, a sentirci uniti in uno stesso destino di popolo. Erano idee forti, fino a qualche tempo fa, la comunità come destino, l’unità del popolo; e chi le usava – come me – veniva guardato con sospetto di fascioreazionario e nazionalpopulista: oggi vengono usate, anzi sbandierate, per salvare il governo Conte, il regime sanitario in vigore e gli assetti di potere vigenti. Quelle parole del gergo identitario le usa perfino il presidente Mattarella e i suoi organi di stampa e di riproduzione (della sua voce) le ripetono a pappagallo.

lunedì 1 giugno 2020

Il Piano Colao. Arriva la shock economy di Friedman (e senza golpe militari)

La notizia più importante del giorno ce la dà Milano Finanza: la Commissione Colao istituita al di là di qualsiasi processo democratico, per fare un piano anticrisi – ha presentato il suo Dossier.
Il Punto fondamentale descritto dall’articolista di MF è il seguente: “Il sostegno all’economia dovrebbe passare attraverso la creazione di un Fondo per lo Sviluppo che avrà una dotazione compresa tra i 100 e i 200 miliardi di euro. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni conferiranno al Fondo immobili, partecipazioni in società e titoli. (…) Secondo quanto si apprende verrà poi sondata anche la possibilità di attingere a parte delle riserve auree di Bankitalia. È previsto che il fondo verrà gestito da CdP. Le sue quote dovrebbero essere messe a garanzia dei crediti erogati alle imprese e dunque assegnate alle banche e vendute agli investitori internazionali e alla stessa Bce”. Cosa possiamo dedurre? Vediamo brevemente:

sabato 30 maggio 2020

Sugli olandesi potrei dire che...

Leggiamo: Copertina choc dall'Olanda: "Lavoriamo per pagare vacanze al Sud Europa" [qui]
Potrei dire che parlano un brutto dialetto germanico; che il loro secolo d’oro non fece di Amsterdam la capitale della democrazia europea, che era e resta Londra, ma solo la piazza continentale più ricca del mercato degli schiavi; che Erasmo è muto senza Atene e Roma; che Rembrandt è un dettaglista che non ha mai avuto una sua maniera; che Van Gogh vale un quarto di Boccioni, che però aveva, per sfortuna postuma, il cervello a posto. 
Potrei dire mille cose ancora. Che gli olandesi possono ammazzarsi con il permesso e l'aiuto dello stato anche per un fastidioso acufene e che i loro medici  vengono assolti se fanno fuori un vecchio con l'Alzheimer; che le loro libertà sono lo spinello libero e le prostitute in vetrina; perfino che il calcio olandese è stata una della truffe tattiche meno vincenti del calcio europeo. E che detesto i tulipani. 
Ma scenderei al loro livello. E dunque dirò solo che gli olandesi son razzisti. Come i loro padroni tedeschi. (Biagio Buonomo)

venerdì 29 maggio 2020

Il 'golpe' della magistratura contro Salvini sta venendo fuori in tutta la sua dimensione

Le intercettazioni dei messaggi tra Luca Palamara (Unicost) e Giovanni Legnini (in quota PD), rispettivamente all'epoca dei fatti consigliere e vice-presidente del CSM, apparse questa mattina su "La Verità", sono da far accapponare la pelle.
Il vice-presidente del CSM, che in sostanza è il presidente facente funzioni visto che la carica di presidente del Capo dello Stato è per lo più formale, scrive il 24 agosto 2018 a Luca Palamara: "Luca domani dobbiamo dire qualche cosa sulla nota vicenda della nave [...] etc etc" (vedi pag. 5 de La Verità di ieri).
Cosa gliene fregava al vice-presidente del CSM di prendere posizione su una questione meramente politica nei confronti dell'ex Ministro dell'Interno Salvini? Legnini, come tutti i vice-presidenti del CSM, aveva il compito di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, non mettersi a fare politica o prendere posizioni politiche contro i membri del governo o del parlamento.
Dalle nuove intercettazioni emerge anche - a seguito del messaggio di Palamara a Luigi Patronaggio (il PM che indaga Salvini): "Carissimo Luigi, ti chiamerà anche Legnini, siamo tutti con te" - che in effetti Legnini chiama Patronaggio, tant'è che quest'ultimo scrive a Palamara: "Mi ha già chiamato e mi fa molto piacere".
Perché Legnini chiama Patronaggio? Che gliene frega? E perché Patronaggio dice che gli fa molto piacere? Chiaramente sono domande retoriche; le risposte sono intuitive.
Siamo al golpe giudiziario. Schifo senza fondo.
Cosa aspetta Mattarella a sciogliere il CSM? Non vorrei che sia vero - MA NON CI VOGLIO CREDERE, NON CI VOGLIO CREDERE - quello che Palamara scriveva ad Antonello Venditti in un messaggino: "Mattarella è uno di noi". Voglio ancora credere che non sia vero.
Questa magistratura va completamente azzerata. [Giuseppe Palma]

E la dittatura impose il reato di vivere

L’Italia si avvia a diventare un regime totalitario temperato dall’inefficienza e dal ridicolo. Con la scusa della salute è stato introdotto il divieto di sbarco agli italiani in piazza, al bar, al ristorante, sulle spiagge; ora mitigato da libertà provvisoria, con la condizionale. I veri clandestini sono gli italiani, sorpresi a consumare all’aperto il più losco dei crimini: il reato di vivere. L’eversione ha un nome preciso: movida. Acchiappatelo, fa la movida. È pericoloso, ha un’arma in pugno, lo spritz.
Gli unici che hanno diritto di sbarco sulle nostre coste senza dover prenotare lo scoglio né il tavolo o stare a distanza regolamentare, sono i migranti, che è reato chiamare clandestini. Appena sbarcano ricevono la mascherina vanamente cercata dagli italiani per mesi. Difatti hanno ripreso a sbarcare in massa, incoraggiati dalle aperture dell’Italistan e dall’imam che si professa papa. In omaggio ai nuovi arrivati le nuove mascherine promesse dal floppista Commissario agli Interventi Immaginari, detto Arcuri, saranno burqa o chador; ma in virtù della parità dei diritti non saranno riservati alle donne ma estesi pure ai maschi e agli asmatici che così potranno soffocare liberamente per strada, nella loro anidride carbonica.

giovedì 28 maggio 2020

Bagnai: Vedremo cosa c'è veramente dietro il New Generation Fund

Ecco quello che ha detto il senatore Alberto Bagnai dopo aver ascoltato la presentazione del Recovery Fund, o meglio il New Generation Fund.
“L’annuncio delle nuove risorse europee ‘Next generation EU’ ha suscitato un grande entusiasmo nelle fonti di Governo, ma deve essere valutato con attenzione”. Lo afferma il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai. “I 750 miliardi annunciati ancora non ci sono, perché devono essere raccolti sul mercato con emissione di titoli – spiega il senatore della Lega – inoltre, questi fondi saranno inseriti nel quadro del bilancio settennale dell’UE, e quindi non saranno disponibili prima del 2021, come ha confermato il Commissario Hahn. Infine, anche la parte teoricamente distribuita a fondo perduto in pratica dovrà essere rimborsata attraverso nuove tasse su produzione e consumi”. 
Stando a Bagnai, “il beneficio per il nostro Paese, che è un contribuente netto al bilancio comunitario, è piuttosto incerto, visto che nello stesso bilancio le risorse destinate alla politica agricola e a quella marittima, di cui l’Italia beneficia, verrebbero compresse a vantaggio di risorse destinate alla transizione ecologica, necessaria all’industria tedesca. Ma soprattutto l’esplicito riferimento al semestre europeo come quadro di erogazione di questi fondi chiarisce che la loro spesa sarà condizionata all’adozione da parte del Paese delle consuete riforme ‘strutturali’.

Come immaginare una “resistenza cattolica” allo strisciante totalitarismo post-moderno

Bisogna ipotizzare tre scenari.

Il primo è quello di un vero e proprio cataclisma a livello economico, politico e sociale. È il più apocalittico dei tre e richiamerebbe quello che è accaduto alla fine dell’Impero romano, quando una civiltà oramai in pieno declino e al culmine della parabola discendente è implosa sotto il peso di una gravissima e irreversibile crisi economica, politica e sociale. In questo caso i cristiani, esattamente come nel VI secolo dopo Cristo, dovrebbero ricostituirsi come piccole comunità di famiglie attorno a centri di spiritualità. Allora furono i monasteri, grazie alla grande intuizione di San Benedetto da Norcia, nel nostro secolo potrebbero essere singoli sacerdoti, santuari, comunità religiose, movimenti laicali e ogni altro luogo dove poter vivere la fede come vera esperienza di vita. Più o meno ciò che Rod Dreher delinea nella sua opera Opzione Benedetto.