lunedì 10 agosto 2020

L'Occidente incolpa a torto se stesso per la schiavitù dilagante in Africa e in Medio Oriente

Gli Stati Uniti hanno abolito la schiavitù 150 anni fa e hanno promosso delle politiche di tutela dei diritti delle minoranze. È il Paese che ha eletto due volte un presidente nero, Barack Obama! Eppure, un nuovo movimento sta abbattendo un monumento storico dopo l'altro, come se gli Stati Uniti stessero ancora schiavizzando gli afro-americani. A Washington, D.C., gli attivisti hanno perfino preso di mira un memoriale dell'emancipazione, raffigurante il presidente Abraham Lincoln, che pagò con la vita la liberazione degli schiavi.
Oggi, la schiavitù esiste ancora in molte parti dell'Africa e del Medio Oriente, ma l'opinione pubblica occidentale che si autoflagella è focalizzata ossessivamente solo sul passato occidentale degli odierni schiavi africani anziché sulla reale schiavitù in corso, che è viva e vegeta – e ignorata. Per gli schiavi di oggi, non ci sono manifestazioni di piazza, non c'è alcuna pressione politica internazionale e la stampa non si interessa a loro.

domenica 9 agosto 2020

Sapelli: l’intervento Usa sul governo italiano ora è inevitabile

Si accende lo scontro tra Stati Uniti e Cina, che riguarderà anche il Mediterraneo. Anche l’Italia e il suo Governo ne saranno coinvolti
Gli Usa hanno reso manifesto, alla fine di luglio di questo anno, una trasformazione del loro orientamento geopolitico che più chiara non poteva essere. A tutti è evidente il significato delle esercitazioni navali che si sono contemporaneamente svolte nell’Oceano Indiano, in cooperazione con la Marina indiana, e nello stesso tempo nel Pacifico in stretta cooperazione con la Marina giapponese. Esse sono dirette contro la Cina.
Inizia un nuovo corso della politica estera mondiale che vede gli Usa porre le basi, nello stesso tempo, sia dell’abbandono dell’unilateralismo rovinoso su cui David Calleo ha scritto anzitempo pagine antiveggenti, sia nel contempo di una nuova Guerra fredda. Essa, mentre ha la Cina come bersaglio, non potrà non portare a un inarrestabile rafforzamento dell’avvicinamento degli Usa con la Russia di Putin. L’Indo-Pacific Command, con sede nelle Hawaii, tiene sotto controllo il 52% delle acque del pianeta e più di ogni altro esempio rende manifesto il potere talassocratico (marittimo) degli Usa. Contemporaneamente, più a est, nel Mare delle Filippine, la Marina americana si è impegnata, come dicevo, in una manovra che ha visto unite la Royal Australian Navy e la Forza navale d’autodifesa giapponese. Tutto si è svolto su quel varco orientale del quadrante del Mar Cinese Meridionale che il Pentagono e ora – a quanto pare – anche il Dipartimento di Stato hanno individuato come antemurale di contenimento di Pechino. L’accordo bipartisan Usa è sancito, nonostante il durissimo confronto elettorale.

lunedì 3 agosto 2020

1000 tagliagole del jihad infiltrati in Europa

Un migliaio di mercenari e tagliagole del jihad trasferiti dai turchi in Libia per sostenere le milizie di Fayez al-Serraj si sarebbero infiltrati in Europa e in particolar modo in Italia, salpando dai porti di Tripoli, Sabratha e Zuwara, tutte zone controllate dal Gna. È quanto reso noto dal maggiore-generale Ahmed al-Mismari, portavoce del Libyan National Army del generale Khalifa Haftar.
Secondo quanto dichiarato da al-Mismari, soltanto nella giornata di martedì sarebbero 483 i “siriani” fuggiti verso le coste italiane, aggiungendo che i clandestini avrebbero addirittura utilizzato le imbarcazioni fornite al Gna per controllare le coste. L’Europa rischia così di trovarsi centinaia di tagliagole con esperienza sul campo di battaglia a piede libero sul proprio territorio, traghettati con quelle stesse barche fornite da Bruxelles all’esecutivo di al-Serraj.
Infine, il portavoce dell’Lna ha puntato il dito contro la Turchia, accusandola di avere tutto l’interesse a portare avanti e diffondere la crisi nell’area.

domenica 2 agosto 2020

Se dici Europa a cosa pensi?

Dici Europa e cosa ti viene in mente? Contabilità, solo contabilità. Dare soldi, avere soldi. Pagare debiti, avere crediti. Vedi ventisette figure che un tempo si sarebbero chiamati statisti, che in un padiglione asettico e ovattato, fuori della vita reale, stanno lì giorni e giorni a tirare sul prezzo. Con loro ci sono alti funzionari, macro-dirigenti, eurocrati. L’unione, come la divisione, è sempre sui soldi. Dici migranti e l’Europa non sa cosa rispondere, ognuno balbetta per sé. Dici crisi libica, egemonia turca, invasione cinese, repressione di Hong Kong e mille altre cose che riguardano il mondo, e l’Europa non dice, non fa, non ha mai un pensiero unitario ma solo sottopensieri subnazionali, o meglio subdolo nazionali. Dici 5G, commercio con l’est asiatico, veti americani, pandemia e ancora l’Europa non parla, ciascuno farfuglia a livello locale.

Dici famiglia e non solo coppie omo, trans e lesbiche, o dici natura, difesa della natura e non solo dell’ambiente, e l’Europa si assenta, non dice, sono fatti vostri. E peggio succede se il discorso prende una piega più alta, diciamo storica, religiosa, culturale e civile. Se dici civiltà europea ti guardano interdetti e traducono che vuoi difendere l’uomo bianco, sei suprematista, razzista, negriero. E peggiora se precisi che civiltà europea vuol dire civiltà cristiana, greca e romana. La civiltà europea è solo l’antiquariato della civiltà occidentale, ma subito devi dissociarti dalle sue nefandezze, il colonialismo e la colonizzazione culturale, l’egemonia dei suoi valori nel mondo, le crociate e le scoperte. Dunque civiltà occidentale si traduce in senso di colpa e l’Europa è l’archeologia della colpa.

venerdì 31 luglio 2020

Mattarella e le “fake news” secondo il 'pensiero unico'

Vorrei chiedere ragione a Mattarella della sua dichiarazione favorevole al contenimento delle  “fake news” (anche il Capo dello Stato, ormai, non parla più l’italiano...) attraverso una commissione parlamentare d’inchiesta d’ispirazione inquisitoria, mentre insiste a tacere sullo scandalo dei magistrati politicizzati (caso Palamara) e sulla autoritaria decisione di tenere secretati i verbali della Commissione tecnico-scientifica. 
Come è possibile chiedere trasparenza e legalità se poi il garante supremo dei valori costituzionali, mostra di non vedere, non sentire e non pretendere verità? 
Noi vogliamo il presidente non solo sopra le parti, ma dentro le cose che affliggono l’Italia.  E non sono certo le “fake news” ma la spudoratezza di chi giudica e non è giudicato, e l’inconsapevolezza e l’irresponsabilità di chi governa nell’arbitrio.
Il presidente della Repubblica deve reprimere i fatti dolosi, non le notizie. (Vittorio Sgarbi)

giovedì 30 luglio 2020

Nuovo altolà della Casellati al governo: basta con la decretazione d’urgenza e i voti di fiducia

Adnkronos Pubblicato il: 29/07/2020 12:46
"Il Paese può vincere" le sfide che lo attendono "se governo e Parlamento sapranno fare la loro parte. E' però necessario che ciò avvenga nel rispetto delle reciproche prerogative e dei ruoli che la Costituzione affida a ciascuno. ​E la Costituzione dice che le Camere sono il centro dell’azione legislativa e il Parlamento l’interlocutore primo e insostituibile del governo.​​ Una questione di metodo democratico su cui pesa, certamente, l’avere gestito tutte le fasi dell’emergenza con un ricorso esagerato a Dpcm, emanati senza preventiva e dovuta consultazione con un voto del Parlamento. Ma su cui grava, soprattutto, avere sostanzialmente privato una delle due Camere della possibilità di incidere realmente sui principali decreti-legge, anche di natura economica, e su cui grava il ricorso troppo frequente al voto di fiducia come strumento ordinario per la loro approvazione". 

lunedì 27 luglio 2020

Arrivano i soldi ma lo Stato non c’è

Tutta la commedia intorno ai soldi europei, tutta la pantomima dei premier e degli eurocrati, tutte le promesse di rilancio ruotano intorno a un asse che non c’è: lo Stato. Dov’è lo Stato che dovrebbe pompare sangue al paese, ai paesi, ai popoli, all’economia stremata dopo la pandemia? Dov’è lo Stato-Cuore che dovrebbe rimettere in moto la società, dare ossigeno ai settori boccheggianti, colpiti dall’emergenza, incentivare l’iniziativa e la ripresa, aiutare i bisognosi e coloro che possono poi far fruttare gli aiuti, renderli produttivi? Lo avete visto voi, in questi anni, in questi mesi, lo identificate in qualcosa, in qualcuno, in un ceto? Non dico statisti, ma almeno apparati, procedure funzionanti, sistema consolidato.
Manca lo Stato con la sua gerarchia e la sua solida intelaiatura e vengono fuori le task force, ovvero le task-farse, fabbricate direttamente a Forcella. Solo fumo per poi gestire il potere indisturbati. Manca lo Stato e a occuparsi della redistribuzione sociale ed economica dovrebbe essere il ceto politico meno attrezzato e meno formato al senso dello Stato di sempre, quel circo equestre di grillini più fondi di magazzino della sinistra. Avete presente?

domenica 26 luglio 2020

È l'era della dittatura democratica. Ci siamo quasi

La dittatura non è mai un fatto riconducibile ad un solo uomo. Essa è il frutto, come sempre è accaduto nella storia, di due fattori alternativi tra loro, talvolta complementari: la reazione dal basso o quella dall'alto.
Nel primo caso viene sovvertito l'ordine costituito, nel secondo caso tale ordine viene blindato, anche attraverso il rispetto formale delle regole costituzionali. In fin dei conti anche Augusto mise fine alla Repubblica conservando le istituzioni repubblicane (in primis il Senato) e rispettando le regole formali. Ma di esempi storici ce ne sono a centinaia.
La pandemia ha creato le condizioni per una reazione dall'alto. Col popolo agli arresti domiciliari prima e in libertà vigilata adesso, opportunamente terrorizzato a dosi ben equilibrate a seconda del momento, l'establishment ha potuto avviare una fase - direi irreversibile - di blindatura dello stato emergenziale, che da provvisorio sta per diventare ordinario.

martedì 21 luglio 2020

Il Recovery Fund è un MES che ce l’ha fatta. Ecco come funziona

MES. È bastato cambiargli il nome per farlo accettare agli italiani. Quelli più avveduti obtorto collo a causa di un governo inetto se non venduto e dunque non senza preoccupazione per il futuro.

Il normale strumento di finanziamento di uno Stato è rappresentato dalla collocazione dei titoli del debito pubblico sul mercato primario (i titoli di stato battuti mensilmente dal Tesoro), con una Banca centrale a garanzia che funga da prestatrice illimitata di ultima istanza. Esattamente come avviene negli Stati Uniti d’America, in Giappone e in Gran Bretagna. A dire il vero, seppur limitato al mercato secondario (per i titoli già in circolazione, oggetto di trattative tra privati), è ciò che sta facendo anche la Banca centrale europea negli ultimi anni.
Quel debito rappresentato dai titoli di stato, con una banca centrale a garanzia, in sostanza non è debito. Semmai, nella peggiore delle ipotesi, lo Stato non restituisce mai il capitale, ma solo gli interessi. Se dopo dieci anni l’investitore rivuole il capitale, lo Stato rivende quel titolo ad un altro investitore, cosicché l’esborso in conto capitale è zero. Idem se l’investitore rinnova il titolo. In entrambi i casi lo Stato paga solo gli interessi.

lunedì 20 luglio 2020

Un mostro omotransgiuridico in Parlamento

Trovo surreale e anche offensivo, in un momento così grave per la vita degli italiani, che il Parlamento sia impegnato martedì a varare una legge per punire il reato di omotransfobia. Una parola che già nel suono è assurda, oltre che cacofonica.
Giro alla larga dagli scalmanati e dai fanatici e provo a ragionare su questa legge firmata da Alessandro Zan che sintetizza ben cinque proposte in merito, tra cui spiccano quelle di Ivan Scalfarotto e dell’ineffabile Laura Boldrini. La legge prevede “la punibilità per atti discriminatori sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”; punisce “l’odio omotransfobico”, inclusa la misoginia. E come ciliegina sulla torta istituisce un’ennesima giornata nazionale dedicata a gay, trans, lesbiche. Non riprenderò la posizione dei Vescovi italiani contro questa legge liberticida, non riporterò le opinioni contrarie dei sovranisti (Berlusconi anche in questo caso è un po’ qui un po’ là, in posizione trans) e non ripeterò la battaglia di Pro Vita e Famiglia e di quanti sono scesi in piazza l’altro giorno a Roma davanti al Parlamento in difesa della libertà e della famiglia. Questa norma si salda con le precedenti leggi Mancino, Fiano, Cirinnà & C. tra antirazzismo e antifascismo per rinchiudere la società in un perimetro di filo spinato. 

La piaga dell'invasione attraverso i 'porti aperti' e i confini colabrodo

Voi difensori dell'immigrazionismo ditelo chiaramente: a noi non  importa una cippa delle sorti dei nostri lavoratori e della integrità sociale della nostra nazione  (nonché della nostra identità, cultura e civiltà)

Continua a crescere il numero degli sbarchi e degli arrivi irregolari nel nostro territorio nazionale e le forze governative – e filo governative – semplicemente se ne sbattono, se non addirittura plaudono. Esprimendo così una totale e colpevole incomprensione per ciò che sta avvenendo. Avranno poi poco da gridare al razzismo queste sciagurate e irresponsabili parti quando la situazione si esprimerà non soltanto con mugugni; allora dovranno solo rispondere di alto tradimento verso le classi lavoratrici e popolari. Perché sono queste a subire più direttamente le conseguenze nefaste delle politiche immigrazioniste, anche se la faccenda riguarda l’intera nazione poiché l’immigrazionismo induce alla degradazione l’intero tessuto sociale.

lunedì 13 luglio 2020

Santa Sofia è il simbolo della fragilità del Cristianesimo e dell'aggressività islamista.

La decisione del Presidente turco Erdogan di riconvertire la Cattedrale di Santa Sofia a moschea è la parabola della fine del cristianesimo e della vittoria dell’islam. Erdogan è considerato un “musulmano moderato”, che sta reislamizzando la Turchia, promuovendo la riesumazione del Califfato ottomano, finanziando la proliferazione delle moschee e la diffusione dell’islam in Europa e nel mondo. Nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l’islam come religione dentro casa nostra. Anche gli italiani e gli europei che legittimamente la pensano diversamente da me, sappiano che siamo tutti sulla stessa barca: o ci liberiamo tutti dall’islam o saremo tutti sottomessi all’islam.
La decisione del Presidente turco Erdogan di riconvertire la Cattedrale di Santa Sofia a moschea è la parabola della fine del cristianesimo e della vittoria dell’islam nel nostro Mondo in preda alla decadenza della civiltà laica e liberale.
È successo in passato quando i musulmani hanno imposto con la violenza il loro potere sulle popolazioni cristiane nel Mediterraneo.
Succede ora sia nei territori dove i musulmani sono diventati la maggioranza della popolazione sia in un’Europa scristianizzata dove gli stessi cristiani vendono le chiese ai musulmani per trasformarle in moschee.
Succederà sempre più in futuro ovunque nell’Occidente formalmente civilizzato ma sostanzialmente sottomesso, vittima del relativismo che ha legittimato l’islam a prescindere dalla sua incompatibilità con le leggi, le regole e i valori di uno Stato di diritto e democratico, precipitato nel baratro dell’odio di se stesso concependosi come l’incarnazione di tutti i mali del mondo, razzismo, schiavismo, colonialismo e totalitarismo, da espiare mettendosi in ginocchio e cancellando la propria Storia.

domenica 12 luglio 2020

L'occhio di Alice non vale quello di Daisy. Attenti a non tirare troppo la corda

Alice Tarquini è una bellissima ragazza romana di 32 anni, (per quanto col “difetto” di essere bianca e bionda) e, come confermato da varie fonti, ha appena perso l’occhio sinistro perché un immigrato irregolare indiano le ha tirato gratuitamente un sasso in faccia. L’assurda censura di giornali e tv su questo caso è l’ennesima tonnellata di dinamite accumulata sotto la diga della pazienza degli Italiani. Il rischio è, infatti, che a qualcuno torni in mente lo psicodramma mediatico per l’uovo lanciato sul viso della atleta di colore Daisy Osakue nel 2018. La vicenda suscitò un enorme sdegno per una presunta ondata xenofoba, salvo poi finire in un balbettìo imbarazzato, quando si scoprì che il pericoloso “neonazista lanciauova” era il figlio di un esponente del Pd.
Così, da una parte, abbiamo oggi una ragazza italiana, caucasica, col viso fracassato e accecata definitivamente da una pietra scagliatale da un clandestino di colore, non nuovo a gravissimi episodi criminosi. Dall’altra, un’italiana di seconda generazione, nera, colpita da un uovo lanciato “per goliardia” da un incensurato figlio di papà italiano. Per fortuna, oggi, la bella Daisy non mostra alcun segno permanente di quella disavventura. Non così sarà per Alice.

Sulla vulgata del Leopardi libertino e senza Dio

Tentiamo di rendere giustizia di quella opinione, di conio liberale, divenuta poi giudizio storico e letterario indiscutibile, sul presunto ateismo di Giacomo Leopardi. A fugare ogni dubbio qui dovrebbe bastare una lettura non distratta de “L’Infinito”; nondimeno di seguito riportiamo un estratto di “Cento problemi di fede”, di Pier Carlo Landucci, donde si evince una vera e propria attività di occultamento ai posteri della fede inquieta del Poeta, condotta post-mortem dal di lui coinquilino Antonio Ranieri, al fine di renderne la figura gradita - ma distorcendone con evidenza la sostanza - a quei circoli, liberali e massonici, impegnati nella indefessa fabbricazione di miti, o, per così dire, di santi laici (celebre il caso di Giordano Bruno) di cui vi era una strenua necessità legittimante per conferire credito all’Italia in fieri e forgiare gl’Italiani. Le medesime forze che ieri agivano per demolire il trono e l’altare, mentre oggi lottano per erigere il “totalitarismo della dissoluzione”, secondo la pregnante definizione di Del Noce, cioè un universalismo desacralizzato e fortemente ideologico, un vero e proprio Cattolicesimo rovesciato, che assuma gli spazi di ogni residuo particolarismo identitario.
“Il pessimismo [di G. Leopardi], leva fondamentale della sua crisi, era più capace d’indurre a disperazione che a mancanza di fede vera e propria, era più capace di coprire la fede che di spegnerla.(…)

sabato 11 luglio 2020

Stato di emergenza fino al 31/12? Il tentativo del tiranno di tirare a campare fino al semestre bianco

Conte ci aveva provato a maggio col Decreto Rilancio, ma Mattarella aveva sventato il colpo di mano. L’ex avvocato del popolo ci riprova adesso. Stiamo parlando del prolungamento dello “stato di emergenza” dichiarato il 31 gennaio dal Consiglio dei Ministri, che il premier vorrebbe prorogare sino al 31 dicembre, ovviamente su consiglio del Comitato tecnico-scientifico. Quello stesso Comitato che a fine aprile aveva detto che a giugno avremmo avuto centocinquantamila persone ricoverate in terapia intensiva. La realtà è che ad oggi abbiamo in tutta Italia 74 persone ricoverate in terapia intensiva e in parecchie regioni non vi sono nemmeno più contagiati. Inoltre, sono più che raddoppiati i posti letto in terapia intensiva e sono state scoperte terapie – si pensi alla cura del plasma – capaci di evitare in futuro le morti che vi sono state tra marzo e aprile. Anche l’eventuale presenza di focolai in autunno potrebbe essere gestita con mezzi ordinari e non più eccezionali. Insomma, non ci sono ragioni oggettive, documentabili, per dichiarare la prosecuzione dello stato di emergenza. La “seconda ondata” è al momento una invenzione politica pura e semplice.

venerdì 10 luglio 2020

Obamagate, Trump colpisce duro su pedofilia e satanismo

Ieri in Italia sono scattate perquisizioni in tutto il territorio nazionale che hanno coinvolto 15 regioni, in ognuna delle quali sono state individuate alcune reti di pedofili impegnate a scambiarsi e a produrre materiale pedopornografico osceno e finanche sanguinario. Oltre 50 le perquisizioni e gli arresti per detenzione, diffusione e in alcuni casi addirittura produzione di materiale definito dai media ‘sadico’. Ma è appropriato parlare di certi fenomeni limitando il tutto alla sessualità e al sadismo, oppure i media italiani potrebbero voler attuare una scientifica disinformazione ossequiosa verso le ‘buone creanze’ radical chic, limitandosi nell’uso di un aggettivo non asettico politicamente?
Narrare certi fenomeni di malvagità assoluta chiaramente satanista, relegandole a delle semplici manifestazioni di sadismo, a me pare voler riconoscere un qualche riguardo verso le elite coinvolte, che infatti sono intrise di cascami ideologici esoterici, pregni di livore anticristiano che il mainstream cerca di sottacere.

sabato 27 giugno 2020

Il terrorismo psicologico “Forza Covid” punta alla proroga dello stato di emergenza. E l’opposizione sembra non capirlo

Da quando i dati mostrano con irrefutabile evidenza che in Italia – primo paese europeo a essere investito massicciamente dal Covid – l’epidemia è sostanzialmente finita, e i pochi casi positivi rimasti sono quasi tutti asintomatici, il governo Conte, il suo comitato tecnico-scientifico e i media che lo sostengono hanno scatenato una potente campagna di terrorismo psicologico, inventandosi ogni giorno paurosi “focolai” dovunque in Italia, rovinose esplosioni dell’infezione in tutto il mondo, “seconde ondate” pronte a seminare strage in autunno.
Inutile dire che si tratta di una montagna di sciocchezze in malafede. I famosi focolai italiani producono qualche decina di casi positivi (non di malati! Quelli si contano sulle dita di una mano e non sono gravi), e dopo qualche giorno non se ne sente più parlare. Qualcuno ricorda il famoso contagio di mase dei rom in Molise? Oggi quanti malati di Covid ci sono in Molise? E il Lazio? Dopo il caso tutto interno alle strutture sanitarie del San Raffaele, quanti contagi giornalieri ci sono oggi nella regione? Quasi zero, come quasi ovunque. E così finirà a Mondragone e in tanti altri luoghi oggi sbattuti in prima pagina. Soprattutto perché il virus, anche quando viene rilevato, ormai fa ben pochi danni. Per non parlare del ridicolo indice Rt, totalmente indecifrabile, adottato apposta, sembrerebbe, per non far capire niente a nessuno ma generare una oscura paura, per cui anche nelle regioni dove il Covid non esiste più ci si senta sempre sotto una spada di Damocle.
E in quanto alla situazione della pandemia in altri paesi, europei o extraeuropei, la valutazione andrebbe fatta caso per caso, in relazione alla fase della “curva” in cui quel paese si trova e all’incidenza del contagio in termini di mortalità e di peso sui sistemi sanitari, senza sparare anche in questo caso nel mucchio.

giovedì 25 giugno 2020

Considerazioni sulla ricetta Savona. Investimenti e debito irredimibile, non il MES.

In un’intervista a La Verità il professor Paolo Savona entra nel merito delle possibili rimedi per l’uscita dalla crisi economica, e dà due consigli che vengono dati, ovviamente “Rebus sic Stantibus”, a bocce ferme ed attuali, senza valutare eventuali variazioni future dello scenario istituzionale internazionale che, ovviamente, sarebbero fuori luogo, vista la sua carica.
Le soluzioni che il professore propone sono, in fondo, semplici nella forma, anche se un po’ complesse nella realizzazione:
  • titoli irredimibili con un rendimento annuo del 2%;
  • investimento in aziende italiane di piccole / medie dimensioni che competono sul mercato internazionale.
Il primo punto è collegato agli obiettivi di inflazione della BCE: questa si impegna ad un obiettivo di inflazione del 2% che però non viene raggiunto da 10 anni. Un titolo del genere avrebbe un rendimento del 2,6% superiore a quello dei titoli di stato tedesco, quindi un ottimo rendimento considerando anche che la non rimborsabilità, in pratica, non cambierebbe molto per un investitore: i titoli del debito pubblico sono emessi e rinnovati regolarmente e regolarmente rinnovati. alla fine, cosa cambierebbe per il risparmiatore che, fra l’altro avrebbe indietro il proprio capitale investito in 35 anni? Nulla! Cambierebbe moltissimo per lo stato che, invece, non contabilizzerebbe i titoli irredimibile all’interno del rapporto debito/PIL, quindi permetterebbero un riavvicinamento ai parametri di Maastricht. Al contrario ogni debito, anche a lungo temine, come i centennali, dovrebbe essere contabilizzato nel debito e quindi all’interno dei rapporti debito/PIL. Questo comprende anche gli eventuali prestiti del MES, che sono sempre prestiti, quindi comunque conteggiati nel debito, ed eventuali fondi in prestito dal SURE o dal Recovery Fund. Unica parte che non farebbe parte del debito sarebbero i fondi del Recovery Fund conteggiati come “Grant”, ma sappiamo che questi comunque sarebbero pagati dalle tasse dei cittadini.

mercoledì 24 giugno 2020

Le ironie sull’Italia e lo sfarzo degli Stati generali: uno scivolone sull’immagine del Paese?

A chi la guarda dall’estero mentre cerca di reagire al trauma pandemico e di far ripartire la sua economia dopo anni di declino, l’Italia suscita stupore e ironia. L’immagine mediatica delle ultime settimane è stata imbarazzante. Mentre l’Europa offriva aiuti e sollecitava piani per attivare i finanziamenti disponibili, nel momento in cui rapidità e concretezza avrebbero dovuto essere le priorità assolute, venivano convocati sedicenti «Stati generali». Sui notiziari scorrevano le vedute della bella villa seicentesca (inevitabili le battute sulla «dolce vita»), della sfilata di ministri con le loro macchine blu, del ricco contorno di personale di sicurezza e di supporto. Solo coreografica la presenza del governatore della Banca d’Italia e di alte personalità internazionali: non potevano che ripetere cose già dette.

sabato 20 giugno 2020

Anatomia del fondamentalismo politicamente corretto

"Parti per difendere una vittima di colore, passi per razzie e assalti ai polli della globalizazione consumistica, arrivi a buttar giù statue a casaccio: sarebbe il movimento AntifàBlack Lives Matter”, sponsorizzato da trafficanti e divi di Hollywood, che fa a gara di emulazione dell’Isis: giù i monumenti di Churchill e Lincoln. Uno salvò l’Inghilterra dal nazismo razzista, l’altro abolì la schiavitù e ne ebbe una palla in fronte. Ma che fa? La mandria fanatica non conosce limiti e decenze, aborre la storia e la cultura come le Sardine disciolte del Mattia che dice: ora rieducare gli italiani. Ci pensa lui, col cerchietto? E dove, in appositi campi? Black Lives Matter in sé non esiste, esiste il fondamentalismo del politicamente corretto, sempre più furibondo, sempre più intollerante, al quale “le vite dei neri” offrono magnifico pretesto.

venerdì 19 giugno 2020

Incontro Conte-Colle, scatta l'ira della Meloni: "Superato limite decenza"

Il Consiglio Ue di oggi è «informale», eppure premier e ministri sono andati a ricevere ordini dal Colle. Ma senza mandato parlamentare, Conte sarà disarmato con Bruxelles. Di seguito: Giorgia Meloni:deriva autoritariadel premier chenon possiamo avvallare

Incontro Conte-Colle, scatta l'ira della Meloni: "Superato limite decenza"

Non era un incontro informale e per questo è stato impedito al Parlamento di votare gli atti di indirizzo al governo, come invece prevede la Legge?", attacca la leader di Fratelli d'Italia
Prima si impedisce al Parlamento di esprimersi mediante voto sul consiglio europeo in programma per il prossimo venerdì 19 giugno, con Giuseppe Conte che come ormai divenuta
prassi si limita a leggere un'informativa parlando di un incontro di "natura solo consultiva per fare emergere convergenze e dissensi", poi improvvisamente il peso della riunione aumenta dato che Sergio Mattarella convoca il premier ed alcuni ministri proprio per discutere di essa.
Una situazione che ha fatto montare su tutte le furie Giorgia Meloni dopo che già ieri, in seguito alla comunicazione dell'ennesima informativa, Fratelli d'Italia aveva disertato i banchi di Montecitorio e la Lega li aveva abbandonati in corso d'opera.

Come usciremo dalla pandemia? Attesa dei soldi dall’Ue, deriva antiparlamentare e magistratura politicizzata: un mix esplosivo

La diagnosi spietata del professor Carinci sul dopo pandemia: attesa dell’Ue, deriva antiparlamentare, magistratura politicizzata ‬

C’è un gran parlare di come il Paese uscirà dalla pandemia, facendo gli scongiuri perché non ve ne sia una ripresa nella stagione autunnale. Siamo cambiati in meglio, come sostengono i molti buonisti, oppure torneremo ad essere quelli di prima, sempre in bilico fra il bene e il male? La storia, che pur ne ha conosciuto di grandi tragedie, ci insegna che dopo i te deum e le processioni di ringraziamento per la fine delle pestilenze, con tanto di petti battuti e di buoni propositi, gli intenti e i comportamenti sono tornati ad essere gli stessi, dato, poi, che nel continuo passaggio di generazioni, le lezioni passate sfumano lentamente ma inesorabilmente. Il che, a dire il vero, non guasta, perché portarsi dietro tutto il passato, facendosene come una colpa, è fatica troppo pesante perché non si abbia la tentazione di spogliarsene. Insomma, una sana smemoratezza è la condizione prima di una attiva sopravvivenza.
Quello che è stato battezzato come il diritto all’oblio vale per il singolo, ma anche per una intera collettività, perché altrimenti si sarebbe condannati a camminare sempre con lo sguardo rivolto alle spalle, correndo il rischio di scivolare nella prima buca si apra davanti. Cosa questa ben poco compresa da chi si ostina a credere che sia sufficiente insistere ossessivamente su scenari, anche mostruosi, del passato per mantenerli vividi ben oltre le vite dei sopravvissuti. È un mondo che si è così accelerato, che due generazioni successive non hanno niente in comune: padri e figli non si conoscono più, non coltivano gli stessi interessi, non parlano gli stessi linguaggi, se pur la crisi post-epidemica li costringerà a stare insieme, come separati in casa, anche se non più per prevenzione rispetto al virus, ma per mancanza di lavoro e di reddito.

giovedì 18 giugno 2020

C'è aria di guerra civile in Italia

C'è aria di guerra civile in Italia. Una brutta aria di odio e d' insofferenza. Si sta scavando un fossato incolmabile tra italiani. Riassumo gli ingredienti o le stazioni che portano all' odio radicale. In primis le restrizioni e i divieti anche assurdi hanno lasciato un segno e una scia sul corpo e la mente degli italiani; poi le carenze sanitarie più elementari unite alle clamorose cialtronerie di commissari, ministri e task force; aggiungi la mancanza assoluta di strategia, prevenzione e test per governare il futuro ma tutto è affidato ai cittadini e alle loro limitazioni.
Poi la drammatica situazione economica e sociale per famiglie e imprese, le tante aziende che non apriranno, i tanti che non riavranno il lavoro, l' impossibilità di far rinascere esercizi con quelle restrizioni, quei costi e quelle cadute. Intanto una legge libera fior di delinquenti dalle carceri e persino criminali in cella d' isolamento, che non erano a rischio di contagio; proprio mentre venivano inseguiti sulle spiagge come criminali innocui bagnanti, sporadici avventori o isolati corridori. Unisci questo quadro alla vanesia, fanfarona, irritante esibizione del governo, gli show inconcludenti su aiuti che non arrivano mai.

Diego Fusaro: Ci prendono in giro! Agli Stati Generali niente mascherine e distanze per le élite

Circola una foto, che li ritrae operosi agli Stati Generali indetti dal re giallofucsia. Sono tutti senza mascherina e senza distanze, loro. Perché loro sono l'aristocrazia, noi siamo la plebe contagiata e contagiosa. Nella foto si vede una sola persona con la mascherina. È un usciere, pare. Non uno di loro, dunque. Forse un "inferiore", come magari loro appelleranno chiunque non sia della loro élite. Élite che impone a noi mascherine e distanziamento sociale, essendone però essa stessa esente. "Collettivismo oligarchico", lo potremmo chiamare con Orwell.
Di seguito il video dell'intera interessante riflessione di Diego Fusaro
Diego Fusaro: Ci prendono in giro! Agli Stati Generali sono senza mascherine e distanze (17.6.2020)

mercoledì 17 giugno 2020

Un ricordo del vero Montanelli

"La lettera di assunzione con cui Indro Montanelli mi prese a lavorare nella sua bottega è una delle cose di cui vado più orgoglioso. Per un ragazzo che sognava di fare il giornalista essere ammesso alla corte del Migliore era come per un aspirante pittore entrare nel laboratorio di Picasso o per un giovane attore essere scelto per il cast di Charlie Chaplin. Anche loro, tutti e due, avevano un debole per le minorenni, senza un contesto di guerra che li giustificasse, ma sono sempre piaciuti ai Torquemada della doppia morale e quindi niente quadri e film dati alle fiamme e niente statue da abbattere. Ce n’è una a Malaga del primo e una a Los Angeles del secondo, al massimo, nonostante il deprecabile vizietto degli scolpiti, chi passa di lì si fa un selfie sorridente.
Di Indro mi ricordo i fiori che mandò a mia moglie Consilia il giorno del matrimonio, un paio di comici viaggi in ascensore con lui, lo sguardo di tenerezza verso il ragazzo che ero quando per la prima volta fui spedito alla riunione dei capi perché il mio dello sport non si era sentito bene ed io, per caso, ero l’unico in redazione. Lui che quel giorno non disse una parola, mi chiese con chi giocasse la Fiorentina. Lo sapeva già ma voleva farmi sentire importante davanti a tutti. «Con il Genoa, direttore…» Rivolse la parola solo a me e se ne andò.
Ero entrato nella famiglia.

martedì 16 giugno 2020

Vandalismo su Montanelli. L’ipocrisia e le spose bambine

Il blitz vandalico contro Indro Montanelli è un gesto violento e codardo. Ma anche la richiesta di rimuoverne la statua non è seria e non ha vera dignità politica. Certo, i fautori della rimozione ora prendono le distanze dall’imbrattamento, precisano che la loro «proposta civile» «non contemplava altro» e dichiarano che «non c’è nessuna violenza nell’esprimere il proprio pensiero».
Con altrettanta libertà possiamo dire che quella proposta denota solo ipocrisia. I promotori della rimozione straparlano di «violenza sulle donne» e parlano di «cultura patriarcale», addebitandola a Montanelli che nel 1935 – durante la guerra in Abissinia – si unì in una sorta di matrimonio con una giovane donna locale. La Fondazione Montanelli ha spiegato che «non ci fu alcuna violenza né tanto meno atteggiamenti razzisti da parte di Indro», ma l’adesione alla pratica del cosiddetto «madamato», oggi «deprecabile» ma allora in uso. Ma anche dando per buona e non lo è – l’assurda pretesa di giudicare oggi un fatto di 85 anni fa astraendolo dal suo contesto, come mai a sinistra si è improvvisamente risvegliato quest’interesse per l’episodio? Possibile che questa radicalità sia frutto di sincera intransigenza? Ovviamente no.
Infatti chi rivolge quest’attenzione ossessiva alla presunta «cultura patriarcale» di un uomo che nel ’35 aveva 25 anni si disinteressa totalmente di casi più gravi che accadono oggi, 21° secolo.
Nessuno per esempio – se non il centrodestra con Matteo Forte – ha proferito parola quando il più importante coordinamento di associazioni islamiche di Milano ha indetto un bando per borse di studio in collaborazione con la Diyanet, l’Agenzia turca per gli Affari religiosi, quella che ha abbassato a 9 anni l’età minima per sposarsi. Non ci sono state lettere o dichiarazioni: silenzio assoluto. A dimostrazione del fatto che siamo di fronte al solito doppio standard. E il doppiopesismo è sempre rivelatore di un inganno.
(Riprendiamo dal GIORNALE - Milano di oggi, 15/06/2020, a pag.1, con il titolo "Spose bambine, bugie di sinistra e doppiopesismo", il commento di Alberto Giannoni)

sabato 13 giugno 2020

Si dovrebbe tagliare il superfluo, il rimandabile, l’inessenziale. Ma il sistema economico occidentale si basa sul superfluo, il rimandabile e l’inessenziale.

V, W, L. Sono i tre modelli di evoluzione della crisi economica in atto nei paesi guida del sistema mondiale, ma anche del sistema mondiale nel suo intero. Crisi a V significa che seguendo il primo braccio vai giù, poi rimbalzi in su. Crisi a W sta per crisi su e giù a montagne russe, una specie di sincronia tra andamento economico ed andamento delle varie epidemie. Crisi ad L sta per scendi giù e ci metti poi molto, ma molto tempo a ritirarti su, solo dopo molto il braccio orizzontale della L tenderà a risalire, lentamente. Il consenso previsionale degli analisti verte sempre più sulla crisi ad L.
L’altro giorno, FED ha detto che ci vorrà parecchio per la ripresa dell’economia americana, ancora includendo la crescita dell’anno prossimo, a fine 2021 non si sarà ancora tornati a livelli febbraio 2020. Per cui denaro a zero fino ad allora ed oltre. Trump vorrebbe addirittura tassi negativi e non è detto che fra un po’ FED non li conceda. OCSE invece, ha pochi giorni fa rivisto le stime Pil 2020, peggiorandole. Le contrazioni più forti saranno quella francese, britannica ed italiana, tutte e tre intorno a -11% o -14% con seconda ondata Covid. Ma la media UE sarà a -9% quindi è faccenda sistemica e non solo europea visto che Giappone che non ha avuto nessuna seria pertubazione virale, è dato a -6%.

Distruggere i monumenti per delegittimare le nazioni. L’analisi di Capozzi

L'"emergenza razzismo" esplosa in queste ultime settimane è costruita in laboratorio dalle élites progressiste borghesi per sradicare le democrazie occidentali. La distruzione di monumenti e di simboli tradizionali ha lo scopo di delegittimare nazioni e istituzioni fino alla loro totale disintegrazione. L'analisi di Eugenio Capozzi
Il movimento sedicente “antirazzista” inscenato da alcune sigle dell’estremismo di sinistra statunitense (Black Lives Matter e Antifa) – e prontamente esportato nelle altre capitali occidentali da un'”internazionale” ribellista sostenuta da un incessante “tam tam” mediatico – è l’ennesimo episodio di un costante attacco frontale lanciato dalle élites progressiste alla democrazia occidentale in nome dell’ideologia “politicamente corretta”, che si articola oggi in tre grandi filoni: teoria gender, “gretismo” (ambientalismo antiumanista) e multiculturalismo immigrazionista.
Le minoranze sociali che in Occidente promuovono con ogni mezzo l’agenda politicalcorrettista, disponendo di enormi mezzi finanziari e di un dominio straripante nella rete della comunicazione digitale, appartengono all’alta borghesia hi tech, finanziaria, burocratica, e controllano largamente quella intellettuale-accademica. Esse hanno come obiettivo una grande buro-tecnocrazia globale, in cui il rigido controllo sociale (assicurato dal connubio tra “catechismo” civile, pieno dominio della tecnica sulla “nuda vita” e pubblici sussidi a ceti marginali o improduttivi) si accoppi ad una totale libertà di azione dei grandi capitali di rendita, spesso concentrati in grandi organizzazioni “filantropiche”. Un mondo “fluido” in cui si possano spostare facilmente risorse economiche e manodopera semi-schiavistica a basso costo, e nel contempo sperimentare soluzioni sempre più audaci di gerarchizzazione biopolitica in senso “trans-umano” e “post-umano” (abolizione della famiglia; selezione darwiniana di massa attraverso aborto, manipolazione genetica ed eutanasia; precarizzazione lavorativa ed esistenziale; trasformazione delle élites in minoranze di “highlanders” bio-tecnologici in grado di auto-perpetuarsi).

martedì 9 giugno 2020

L’ULTIMA MOSSA TEDESCA/ Senza la firma del Mes l’Italia non avrà più aiuti dalla Bce

Possibile che il popolo italiano debba inesorabilmente continuare a rimanere in mano ai propri aguzzini interni ed esterni?

L’Italia, grazie al governo Conte, entrerà – o meglio, dovrà entrare – nel Mes per non vedersi rifiutare gli acquisti di Btp dalla Banca centrale europea. È un rovesciamento di prospettiva: finora gli avversari del vincolo esterno si sono opposti al Mes contando sugli acquisti della Bce. C’è la Bce, dunque il Mes non ci serve. Ma se la Bce dovesse interromperli? Lo scenario è l’ingresso dell’Italia nel Mes come contropartita degli acquisti: il nostro paese dovrebbe entrare nel Meccanismo europeo di stabilità per consentire la prosecuzione degli acquisti illimitati. Con Alessandro Mangia, ordinario di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano, cominciamo dalla fretta che Christine Lagarde ha messo ieri alla Commissione. La presidente della Bce ha chiesto di approvare rapidamente il Bilancio 2021 e il Recovery Fund. Come dire, sbrigatevi, perché il gioco non può continuare.

lunedì 8 giugno 2020

La Corte di Giustizia si pronuncerà sul denaro contante. All’ombra di Bill Gates…

Verso metà giugno, dopo Karlsruhe, e sempre per iniziativa dei tedeschi, un altro giudice potrebbe emettere una pronuncia in materia monetaria. Un verdetto determinante non tanto sul piano economico generale, quanto su quello dei diritti individuali. Questa volta, in effetti, non si parla di quantitative easing e di BCE e i magistrati protagonisti non saranno i togati rossi della Corte Costituzionale teutonica. Il tema è quello dell’uso del denaro contante e i magistrati sono quelli della Grande Camera della Corte di Giustizia europea.
La Corte del Lussemburgo sarà chiamata a pronunciarsi sul diritto inalienabile di un cittadino di poter pagare le tasse – e, per estensione, qualsiasi cosa – in “moneta sonante”. E sul correlativo dovere dello Stato – e, per estensione, di chiunque – di accettare la suddetta modalità di pagamento. Il principale tribunale amministrativo tedesco, il Bundersvelwatungsgericht, ha ritenuto fondate le ragioni del ricorrente, ma ha rimesso la palla ai colleghi europei per una valutazione del caso in chiave comunitaria.

BTP Il ritardo sulle emissioni è stato doloso?

“Quel ritardo appare doloso, volto a precostituire una condizione di crisi di liquidità”: non usa mezzi termini Alberto Bagnai, economista e senatore della Lega, in un’intervista al quotidiano La Verità, parlando dei ritardi del governo, e specificatamente del ministero dell’Economia, nell’emettere una dose adeguata di Btp nelle prime fasi della crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia di coronavirus.
Nel corso dei primi mesi del 2020 l’Italia ha avuto non poche difficoltà a star dietro alla domanda di titoli di Stato nel corso di una serie di emissioni che hanno visto un differenziale tra l’offerta delle emissioni e la richiesta degli investitori a favore della seconda per oltre 190 miliardi di euro. Indicativo, in tal senso, il boom del Btp Italia studiato dal Tesoro che ha mobilitato oltre 14 miliardi di risparmio delle famiglie. Da più parti la richiesta di aumentare le emissioni di Btp, che consentono un finanziamento favorevole grazie anche alla sponda della Banca centrale europea, è stata avanzata come soluzione più adatta per procacciarsi risorse contro la crisi: ma il Tesoro ha troppe volte tergiversato, muovendosi con incertezza e senza affondare. Solo da maggio si è assistito a un pur sempre timido cambio di passo, mentre nel corso rimo trimestre del 2020 la differenza tra titoli italiani emessi e titoli andati in scadenza è stata di soli 13 miliardi di euro, cifra ridimensionata da un saldo negativo di marzo (-23 miliardi), mese in cui la ritirata degli investitori stranieri dai titoli di Stato italiani ha coperto un valore di titoli pari a 51 miliardi di euro, per la quale Bagnai ora accusa il ministro Roberto Gualtieri, ritenuto favorevole a una forma di “vincolo esterno” che prenderebbe le sembianze del Mes.

venerdì 5 giugno 2020

Oltraggio alla dignità di un Popolo ...e risate dal mondo!!

Il coronavirus (COVID-19) ha messo a nudo la precarietà della nostra vita e la nostra umana debolezza psicologica, anticamera di un appannamento ancora più grave della nostra capacità di reagire alla sudditanza etica a cui il Conte di Cerignola ci costringe con tecniche subliminali sfocianti in un mobbing sociale. Causa scatenante di paure ansiotiche e depressive che certamente si protrarranno nel tempo anche dopo la fine “stabilita per legge” di questa equivoca pandemia. Affrontata inizialmente con superficialità (i ridanciani Zingaretti e Gori docunt!) e gestita con grave imperizia politica e colpevole disattenzione.
Una sudditanza etica impensabile in uno Stato di Diritto in cui ogni Italiano è per definizione e per Costituzione “un Cittadino tra i Cittadini”.

Il patriottismo dei mascalzoni

Su, finitela con questa mascherata. Da quando, il 1° giugno, Sergio Mattarella ha invocato l’unità del paese allo scopo di delegittimare la manifestazione dell’opposizione del giorno dopo, la Cupola italiana – quell’intreccio di poteri che occupa istituzioni, governo, scena politica, media di stato e giornaloni, poteri giudiziari e sanitari – ripete ogni giorno il mantra di restare uniti contro il virus, la destra e la piazza, che poi ai loro occhi coincidono. La chiamano unità ma intendono uniformità. La chiamano comunità ma intendono conformità.
Ho speso una vita a difendere l’unità d’Italia e a cercare, al di là delle ragioni di parte, quell’essenza nazionale e comunitaria che ci porta bene o male, a sentirci uniti in uno stesso destino di popolo. Erano idee forti, fino a qualche tempo fa, la comunità come destino, l’unità del popolo; e chi le usava – come me – veniva guardato con sospetto di fascioreazionario e nazionalpopulista: oggi vengono usate, anzi sbandierate, per salvare il governo Conte, il regime sanitario in vigore e gli assetti di potere vigenti. Quelle parole del gergo identitario le usa perfino il presidente Mattarella e i suoi organi di stampa e di riproduzione (della sua voce) le ripetono a pappagallo.

lunedì 1 giugno 2020

Il Piano Colao. Arriva la shock economy di Friedman (e senza golpe militari)

La notizia più importante del giorno ce la dà Milano Finanza: la Commissione Colao istituita al di là di qualsiasi processo democratico, per fare un piano anticrisi – ha presentato il suo Dossier.
Il Punto fondamentale descritto dall’articolista di MF è il seguente: “Il sostegno all’economia dovrebbe passare attraverso la creazione di un Fondo per lo Sviluppo che avrà una dotazione compresa tra i 100 e i 200 miliardi di euro. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni conferiranno al Fondo immobili, partecipazioni in società e titoli. (…) Secondo quanto si apprende verrà poi sondata anche la possibilità di attingere a parte delle riserve auree di Bankitalia. È previsto che il fondo verrà gestito da CdP. Le sue quote dovrebbero essere messe a garanzia dei crediti erogati alle imprese e dunque assegnate alle banche e vendute agli investitori internazionali e alla stessa Bce”. Cosa possiamo dedurre? Vediamo brevemente:

sabato 30 maggio 2020

Sugli olandesi potrei dire che...

Leggiamo: Copertina choc dall'Olanda: "Lavoriamo per pagare vacanze al Sud Europa" [qui]
Potrei dire che parlano un brutto dialetto germanico; che il loro secolo d’oro non fece di Amsterdam la capitale della democrazia europea, che era e resta Londra, ma solo la piazza continentale più ricca del mercato degli schiavi; che Erasmo è muto senza Atene e Roma; che Rembrandt è un dettaglista che non ha mai avuto una sua maniera; che Van Gogh vale un quarto di Boccioni, che però aveva, per sfortuna postuma, il cervello a posto. 
Potrei dire mille cose ancora. Che gli olandesi possono ammazzarsi con il permesso e l'aiuto dello stato anche per un fastidioso acufene e che i loro medici  vengono assolti se fanno fuori un vecchio con l'Alzheimer; che le loro libertà sono lo spinello libero e le prostitute in vetrina; perfino che il calcio olandese è stata una della truffe tattiche meno vincenti del calcio europeo. E che detesto i tulipani. 
Ma scenderei al loro livello. E dunque dirò solo che gli olandesi son razzisti. Come i loro padroni tedeschi. (Biagio Buonomo)

venerdì 29 maggio 2020

Il 'golpe' della magistratura contro Salvini sta venendo fuori in tutta la sua dimensione

Le intercettazioni dei messaggi tra Luca Palamara (Unicost) e Giovanni Legnini (in quota PD), rispettivamente all'epoca dei fatti consigliere e vice-presidente del CSM, apparse questa mattina su "La Verità", sono da far accapponare la pelle.
Il vice-presidente del CSM, che in sostanza è il presidente facente funzioni visto che la carica di presidente del Capo dello Stato è per lo più formale, scrive il 24 agosto 2018 a Luca Palamara: "Luca domani dobbiamo dire qualche cosa sulla nota vicenda della nave [...] etc etc" (vedi pag. 5 de La Verità di ieri).
Cosa gliene fregava al vice-presidente del CSM di prendere posizione su una questione meramente politica nei confronti dell'ex Ministro dell'Interno Salvini? Legnini, come tutti i vice-presidenti del CSM, aveva il compito di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, non mettersi a fare politica o prendere posizioni politiche contro i membri del governo o del parlamento.
Dalle nuove intercettazioni emerge anche - a seguito del messaggio di Palamara a Luigi Patronaggio (il PM che indaga Salvini): "Carissimo Luigi, ti chiamerà anche Legnini, siamo tutti con te" - che in effetti Legnini chiama Patronaggio, tant'è che quest'ultimo scrive a Palamara: "Mi ha già chiamato e mi fa molto piacere".
Perché Legnini chiama Patronaggio? Che gliene frega? E perché Patronaggio dice che gli fa molto piacere? Chiaramente sono domande retoriche; le risposte sono intuitive.
Siamo al golpe giudiziario. Schifo senza fondo.
Cosa aspetta Mattarella a sciogliere il CSM? Non vorrei che sia vero - MA NON CI VOGLIO CREDERE, NON CI VOGLIO CREDERE - quello che Palamara scriveva ad Antonello Venditti in un messaggino: "Mattarella è uno di noi". Voglio ancora credere che non sia vero.
Questa magistratura va completamente azzerata. [Giuseppe Palma]

E la dittatura impose il reato di vivere

L’Italia si avvia a diventare un regime totalitario temperato dall’inefficienza e dal ridicolo. Con la scusa della salute è stato introdotto il divieto di sbarco agli italiani in piazza, al bar, al ristorante, sulle spiagge; ora mitigato da libertà provvisoria, con la condizionale. I veri clandestini sono gli italiani, sorpresi a consumare all’aperto il più losco dei crimini: il reato di vivere. L’eversione ha un nome preciso: movida. Acchiappatelo, fa la movida. È pericoloso, ha un’arma in pugno, lo spritz.
Gli unici che hanno diritto di sbarco sulle nostre coste senza dover prenotare lo scoglio né il tavolo o stare a distanza regolamentare, sono i migranti, che è reato chiamare clandestini. Appena sbarcano ricevono la mascherina vanamente cercata dagli italiani per mesi. Difatti hanno ripreso a sbarcare in massa, incoraggiati dalle aperture dell’Italistan e dall’imam che si professa papa. In omaggio ai nuovi arrivati le nuove mascherine promesse dal floppista Commissario agli Interventi Immaginari, detto Arcuri, saranno burqa o chador; ma in virtù della parità dei diritti non saranno riservati alle donne ma estesi pure ai maschi e agli asmatici che così potranno soffocare liberamente per strada, nella loro anidride carbonica.

giovedì 28 maggio 2020

Bagnai: Vedremo cosa c'è veramente dietro il New Generation Fund

Ecco quello che ha detto il senatore Alberto Bagnai dopo aver ascoltato la presentazione del Recovery Fund, o meglio il New Generation Fund.
“L’annuncio delle nuove risorse europee ‘Next generation EU’ ha suscitato un grande entusiasmo nelle fonti di Governo, ma deve essere valutato con attenzione”. Lo afferma il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai. “I 750 miliardi annunciati ancora non ci sono, perché devono essere raccolti sul mercato con emissione di titoli – spiega il senatore della Lega – inoltre, questi fondi saranno inseriti nel quadro del bilancio settennale dell’UE, e quindi non saranno disponibili prima del 2021, come ha confermato il Commissario Hahn. Infine, anche la parte teoricamente distribuita a fondo perduto in pratica dovrà essere rimborsata attraverso nuove tasse su produzione e consumi”. 
Stando a Bagnai, “il beneficio per il nostro Paese, che è un contribuente netto al bilancio comunitario, è piuttosto incerto, visto che nello stesso bilancio le risorse destinate alla politica agricola e a quella marittima, di cui l’Italia beneficia, verrebbero compresse a vantaggio di risorse destinate alla transizione ecologica, necessaria all’industria tedesca. Ma soprattutto l’esplicito riferimento al semestre europeo come quadro di erogazione di questi fondi chiarisce che la loro spesa sarà condizionata all’adozione da parte del Paese delle consuete riforme ‘strutturali’.

Come immaginare una “resistenza cattolica” allo strisciante totalitarismo post-moderno

Bisogna ipotizzare tre scenari.

Il primo è quello di un vero e proprio cataclisma a livello economico, politico e sociale. È il più apocalittico dei tre e richiamerebbe quello che è accaduto alla fine dell’Impero romano, quando una civiltà oramai in pieno declino e al culmine della parabola discendente è implosa sotto il peso di una gravissima e irreversibile crisi economica, politica e sociale. In questo caso i cristiani, esattamente come nel VI secolo dopo Cristo, dovrebbero ricostituirsi come piccole comunità di famiglie attorno a centri di spiritualità. Allora furono i monasteri, grazie alla grande intuizione di San Benedetto da Norcia, nel nostro secolo potrebbero essere singoli sacerdoti, santuari, comunità religiose, movimenti laicali e ogni altro luogo dove poter vivere la fede come vera esperienza di vita. Più o meno ciò che Rod Dreher delinea nella sua opera Opzione Benedetto.

mercoledì 27 maggio 2020

Giorgia Meloni a «La Verità»: «Dai pm una grave invasione di campo, è ora di riequilibrare i poteri»

Il testo integrale della lettera del presidente di FdI pubblicata venerdì 10 aprile 2020 dal quotidiano «La Verità»

Gentile Direttore,
il governo ha posto la fiducia al Senato sul decreto Cura Italia, facendo così decadere ogni emendamento presentato dalle opposizioni e smentendo nei tatti la volontà di condivisione raccontala in pubblico. Il decreto non era stato condiviso con le opposizioni durante la sua stesura, non lo è stato neppure con il passaggio parlamentare. Con buona pace della presunta centralità del Parlamento. Il premier Giuseppe Conte ha probabilmente mal interpretato l’invito del Presidente della Repubblica alla collaborazione tra forze politiche: sembra aver capito che a lui e al suo governo siano stati dati pieni poteri e all’opposizione solo il compilo di tacere e votare qualsiasi provvedimento. Una nuova e bizzarra versione di unità nazionale. Ma il problema qui non è lo spazio politico concesso alle opposizioni, né le ore buttate in inconcludenti cabine di regia. Se il governo procedesse spedito a colpi di decreti e norme in grado di fare il bene dell’Italia saremmo ben felici di lasciar fare Conte, Di Maio, Gualtieri. Purtroppo, non è così. Diciamo che una mano ai signori di Pd e M5S servirebbe parecchio, e visto che sono alla guida di una nave con a bordo 60 milioni di italiani la questione ci preoccupa.

martedì 26 maggio 2020

Finis Europae. Così muore il sogno europeo

In questi decenni abbiamo unificato codici e moneta, ma non abbiamo lavorato abbastanza per arrivare a una letteratura, un teatro, un cinema europei. Non abbiamo sintonizzato i nostri cuori in un unico afflato

L’odierna crisi europea è innanzitutto culturale. Un impero multinazionale per consolidarsi ha bisogno di una legge comune e di un comune sentire: invece in questi decenni abbiamo unificato codici e moneta, ma non abbiamo sintonizzato i nostri cuori in un unico afflato. Ecco dunque dilagare nel continente il mito della “finis Europae”: agitato come speranza salvifica dai sovranisti, come minaccia apocalittica dagli unionisti.
Alberto Moravia, grande romanziere della realtà, già negli anni ottanta nel suo Diario europeo ammoniva: “La gloria di quest’Europa è stata in passato la diversità delle nazioni che la componevano. Ora bisognerà vedere se l’Europa, dopo essere vissuta di questa diversità, saprà evitare di morirne”.

Realtà italiana distopica e schizofrenica

L'Italia sembra vivere sempre più una realtà distopica, una schizofrenia senza precedenti tra fatti e propaganda di regime.

I fatti dicono che l'epidemia di Covid-19 in Italia da due mesi a oggi è in calo costante, ed è ridotta ormai ad un fenomeno residuale. Dal 21 marzo diminuiscono i nuovi contagi. Da 50 giorni calano ovunque ricoverati, in generale e in terapia intensiva. In un mese si sono dimezzati i casi attualmente positivi, segno che i nuovi contagiati, oltre ad essere in numero minore, hanno contratto la malattia in forma più lieve e guariscono prima.

Insomma, un quadro decisamente positivo sul piano sanitario, che andrebbe commentato con grande sollievo - per quanto cauto e responsabile, incoraggiando la popolazione a non avere paura, e a riprendere in sicurezza tutte le attività pubbliche e private.

giovedì 21 maggio 2020

Turchia: "I resti della spada" di Erdoğan

L'uso pubblico dell'insulto "i resti della spada" da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, nel riferirsi ai sopravvissuti dei massacri dei cristiani nel suo Paese è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.
Il 4 maggio scorso, durante un briefing sul coronavirus, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha usato l'espressione molto sprezzante "i resti della spada".
"Non permettiamo ai resti della spada nel nostro Paese", egli ha dichiarato, "di tentare di svolgere attività [terroristiche]. Il loro numero è diminuito, ma molti esistono ancora".
L'espressione "i resti della spada" ((kılıç artığı in turco) è un insulto comunemente usato in Turchia che spesso si riferisce ai sopravvissuti ai massacri dei cristiani – che ebbero come obiettivo soprattutto armeni, greci e assiri – compiuti dall'Impero ottomano e poi perpetrati dal suo successore, la Turchia.
Essendo Erdoğan un capo di Stato, il fatto di usare pubblicamente l'insulto è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.

mercoledì 20 maggio 2020

Il distanziamento come malattia mentale

Oddio, si è ristretta l’Italia. Dopo le restrizioni e le costrizioni, ci tocca fare un’amara scoperta: l’Italia si è ristretta, e di molto. Se infatti esaminate le misure di distanziamento sociale promosse dal governo tramite quella ricca fioritura di decreti, divieti, circolari, ordinanze, vi rendete conto di una cosa tremenda: stanno riducendo il paese a un quinto.
E’ un ragionamento chiaro e semplice. Se in autobus, in metropolitana, in spiaggia, al bar, al ristorante, in chiesa, in albergo, per strada, ci deve essere il distanziamento prescritto, allora dove c’erano 4/5 persone ora ce ne può stare solo una. Dunque riduzione a un quinto degli spazi, dei tavoli, dei lettini, delle passeggiate, dei posti nei mezzi pubblici, nelle sale da barba e via dicendo.

sabato 16 maggio 2020

La dittatura è alle porte

“Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d'essere superiore alle leggi.”
L'epidemia è un'occasione d'oro per imporre la dittatura. Una dittatura strisciante ma nei fatti molto invasiva: dalle limitazioni della libertà personale si sta passando alle limitazioni delle libertà economiche. Nel mezzo le spedizioni punitive contro cittadini inermi, colpevoli di avere una mascherina slacciata. I tecnoscienziati delle task-force, unitamente ai virologi da passerella, hanno un'occasione unica per esercitare il potere e incrementare guadagni e visibilità. Renderanno perenne, come di fatto stanno già facendo, lo stato di emergenza perché sono proprio l'emergenza e il terrore che garantiscono loro la conservazione del potere.
Le regole per le riaperture commerciali sono state scritte da emeriti imbecilli, dementi che non hanno alcuna percezione della vita reale: 4 metri da un cliente all'altro nei ristoranti, 2 metri nei bar, 4,5 metri tra ombrelloni sulla spiaggia (con obbligo di prenotazione), limitazioni ai pagamenti in contanti; regole alle quali si aggiungono quelle già vigenti dalla Fase1 come le Università online e la didattica a distanza, i processi telematici/da remoto e mille altre nefandezze. La fine dell'Uomo. La fine dell'Umanesimo.

Spiegel vs Germania “Perchè questo odio verso l’Italia?”/ “Così l’Ue andrà in pezzi”

Altro duro attacco dello Spiegel nei confronti della Germania [precedente qui], ed in particolare della posizione della nazione tedesca verso l’Italia. Sul lungo editoriale pubblicato sia sulla versione cartacea del giornale, quanto, in home page del sito, si legge che “La Germania ha un’immagine distorta e fatale dell’Italia – riporta agi.it – un’immagine che finirà per fare a pezzi l’Unione europea”. La firma dell’editoriale è di Thomas Fricke, che scrive di “Arroganza tedesca che, non solo adesso, ma soprattutto adesso, è particolarmente tragica”. Tra l’altro, gli “attacchi” tedeschi alla nostra penisola non sono casa nuova, come ricorda anche lo Spiegel, che scrive a riguardo: “la solita lagna tedesca ha a che fare con la realtà della vita degli italiani quanto i crauti hanno a che vedere con le abitudini alimentari dei tedeschi”. Quindi l’affondo: “L’Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca”.

venerdì 15 maggio 2020

Verso la strutturazione di uno stato totalitario

Sullo stesso argomento vedi anche l’articolo del prof. Giovanni Turco: qui

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus
Da reclusi agli arresti domiciliari a sorvegliati speciali
Verso la strutturazione di uno stato totalitario

L’emergenza coronavirus ha fatto emergere una lunga serie di contraddizioni che giacevano sotto traccia, seppellite dall’ottimismo imperante.
Abbiamo vissuto in questi mesi una gestione dell’emergenza che un giorno sarà oggetto di di analisi approfondite perché all’ombra della fase di emergenza è stato avviato un laboratorio vero e proprio per la trasformazione del Paese, con l’ausilio di cosiddetti esperti e tecnici che Mons. Viganò ha definito:” persone senza nome e senza volto che possono decidere le sorti del mondo”.
Al momento presente, ammesso che si possa parlare di dopo-coronavirus, l’immediata sensazione che si fa strada è la trasformazione in atto della cosiddetta post emergenza in gestione stabile di una emergenza che dovrebbe diventare permanente. Vorrei uscire da dibattiti e analisi spesso teoriche per accompagnare sentimenti e riflessioni del Paese reale. Mi riferisco ai 60 milioni di italiani, che da un giorno all’altro sono stati reclusi nelle loro case, ma che a oltre due mesi di “arresti domiciliari”, hanno iniziato ad uscire dallo stato confusionale iniziale, quasi surreale, per cercare di capire cosa stia realmente accadendo.

martedì 12 maggio 2020

Nonostante le intimidazioni di Polizia, tornano in piazza le mascherine tricolori.

Oggi (ieri 11 maggio) secondo sabato di protesta delle “Mascherine tricolori”. Questa forma di protesta, non etichettata da nessuna sigla ma sicuramente di area sovranista, sta dilagando in tutte le provincie d’Italia, in modo pacifico ma determinato. Non sono bastati i pressanti inviti delle autorità di Pubblica Sicurezza e i tentativi di intimidire i promotori, per frenare la voglia di tornare in piazza a sfidare il lockdown per chiedere con forza misure concrete a sostegno di lavoratori e famiglie.
A Roma (in più piazze), a Reggio Calabria,a Bari, a Rieti, a Padova, a L’Aquila, a Torino, a Napoli, a Milano e in altre città (in tutto circa 70 piazze) migliaia di persone si sono inquadrati a distanza anti-contagio, con mascherine tricolori sul volto, mentre un portavoce a turno leggeva con il megafono un volantino in cui sono condensate le motivazioni della protesta contro le restrizioni e la totale assenza di misure economiche da parte di questo governo che “evidentemente vuole milioni di disoccupati, di imprenditori falliti e di famiglie alla fame”.

sabato 9 maggio 2020

Gli italiani, animali spaventati

Eccoli, a piede libero e mente prigioniera. Fanno tenerezza gli italiani come animali spaventati che si riaffacciano all’aperto guardinghi e mascherati, fuggitivi, pronti a evitare ogni vicinanza o assembramento. Portano finalmente a spasso l’animale che si portano dentro e che era dentro fino a ieri, con la minaccia di tornarci domani. Vivete l’oggi perché del doman non c’è certezza.
Perché insisto a definirli, a definirci animali? Perché l’effetto crudo di questa lunga quarantena e dei presagi funesti che avvelenano la libera uscita, è la riduzione dell’uomo, del cittadino, del pensante e del credente, a puro animale. Il contagio, la quarantena, il terrorismo mediatico-governativo ci hanno ridotto alla sfera della nuda vita. Nient’altro siamo in questo momento, e qualcuno inneggia al fatto che il virus ci ha resi tutti uguali. Uguali perché ridotti alla sfera animale dei bisogni. Uguali come animali, privi di parola e di visione, di fede e di pensiero, di creatività e ricreazione.

giovedì 7 maggio 2020

La mente totalitaria del governo Conte

Lo Stato moderno nasce con un’idea semplice ma vera: il controllo del potere. Infatti, il potere assoluto diventa teocratico e la teocrazia è un regime istituzionale in cui un uomo è Dio. Se lo vogliamo dire in due parole possiamo dirlo così: ogni potere per essere sia legittimo sia efficace deve essere limitato perché non esiste un sapere assoluto capace di legittimare un potere assoluto. Esiste un’eccezione? Sì, il governo Conte II in Italia. L’esecutivo dei “pieni poteri” che ha messo insieme la ingiustificata superbia intellettuale della sinistra e la volgare mentalità statalista del grillismo ritiene di sapere ciò che nessuno sa – il bene dell’umanità – e su questa presunzione fatale ha condannato un’intera nazione e i suoi sessanta milioni di abitanti a fermare vita e pensiero proprio come se Lui, il governo Conte e il Comitato tecnico-scientifico, ne fosse il padrone assoluto.