venerdì 5 giugno 2020

Oltraggio alla dignità di un Popolo ...e risate dal mondo!!

Il coronavirus (COVID-19) ha messo a nudo la precarietà della nostra vita e la nostra umana debolezza psicologica, anticamera di un appannamento ancora più grave della nostra capacità di reagire alla sudditanza etica a cui il Conte di Cerignola ci costringe con tecniche subliminali sfocianti in un mobbing sociale. Causa scatenante di paure ansiotiche e depressive che certamente si protrarranno nel tempo anche dopo la fine “stabilita per legge” di questa equivoca pandemia. Affrontata inizialmente con superficialità (i ridanciani Zingaretti e Gori docunt!) e gestita con grave imperizia politica e colpevole disattenzione.
Una sudditanza etica impensabile in uno Stato di Diritto in cui ogni Italiano è per definizione e per Costituzione “un Cittadino tra i Cittadini”.

Il patriottismo dei mascalzoni

Su, finitela con questa mascherata. Da quando, il 1° giugno, Sergio Mattarella ha invocato l’unità del paese allo scopo di delegittimare la manifestazione dell’opposizione del giorno dopo, la Cupola italiana – quell’intreccio di poteri che occupa istituzioni, governo, scena politica, media di stato e giornaloni, poteri giudiziari e sanitari – ripete ogni giorno il mantra di restare uniti contro il virus, la destra e la piazza, che poi ai loro occhi coincidono. La chiamano unità ma intendono uniformità. La chiamano comunità ma intendono conformità.
Ho speso una vita a difendere l’unità d’Italia e a cercare, al di là delle ragioni di parte, quell’essenza nazionale e comunitaria che ci porta bene o male, a sentirci uniti in uno stesso destino di popolo. Erano idee forti, fino a qualche tempo fa, la comunità come destino, l’unità del popolo; e chi le usava – come me – veniva guardato con sospetto di fascioreazionario e nazionalpopulista: oggi vengono usate, anzi sbandierate, per salvare il governo Conte, il regime sanitario in vigore e gli assetti di potere vigenti. Quelle parole del gergo identitario le usa perfino il presidente Mattarella e i suoi organi di stampa e di riproduzione (della sua voce) le ripetono a pappagallo.

lunedì 1 giugno 2020

Il Piano Colao. Arriva la shock economy di Friedman (e senza golpe militari)

La notizia più importante del giorno ce la dà Milano Finanza: la Commissione Colao istituita al di là di qualsiasi processo democratico, per fare un piano anticrisi – ha presentato il suo Dossier.
Il Punto fondamentale descritto dall’articolista di MF è il seguente: “Il sostegno all’economia dovrebbe passare attraverso la creazione di un Fondo per lo Sviluppo che avrà una dotazione compresa tra i 100 e i 200 miliardi di euro. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni conferiranno al Fondo immobili, partecipazioni in società e titoli. (…) Secondo quanto si apprende verrà poi sondata anche la possibilità di attingere a parte delle riserve auree di Bankitalia. È previsto che il fondo verrà gestito da CdP. Le sue quote dovrebbero essere messe a garanzia dei crediti erogati alle imprese e dunque assegnate alle banche e vendute agli investitori internazionali e alla stessa Bce”. Cosa possiamo dedurre? Vediamo brevemente:

sabato 30 maggio 2020

Sugli olandesi potrei dire che...

Leggiamo: Copertina choc dall'Olanda: "Lavoriamo per pagare vacanze al Sud Europa" [qui]
Potrei dire che parlano un brutto dialetto germanico; che il loro secolo d’oro non fece di Amsterdam la capitale della democrazia europea, che era e resta Londra, ma solo la piazza continentale più ricca del mercato degli schiavi; che Erasmo è muto senza Atene e Roma; che Rembrandt è un dettaglista che non ha mai avuto una sua maniera; che Van Gogh vale un quarto di Boccioni, che però aveva, per sfortuna postuma, il cervello a posto. 
Potrei dire mille cose ancora. Che gli olandesi possono ammazzarsi con il permesso e l'aiuto dello stato anche per un fastidioso acufene e che i loro medici  vengono assolti se fanno fuori un vecchio con l'Alzheimer; che le loro libertà sono lo spinello libero e le prostitute in vetrina; perfino che il calcio olandese è stata una della truffe tattiche meno vincenti del calcio europeo. E che detesto i tulipani. 
Ma scenderei al loro livello. E dunque dirò solo che gli olandesi son razzisti. Come i loro padroni tedeschi. (Biagio Buonomo)

venerdì 29 maggio 2020

Il 'golpe' della magistratura contro Salvini sta venendo fuori in tutta la sua dimensione

Le intercettazioni dei messaggi tra Luca Palamara (Unicost) e Giovanni Legnini (in quota PD), rispettivamente all'epoca dei fatti consigliere e vice-presidente del CSM, apparse questa mattina su "La Verità", sono da far accapponare la pelle.
Il vice-presidente del CSM, che in sostanza è il presidente facente funzioni visto che la carica di presidente del Capo dello Stato è per lo più formale, scrive il 24 agosto 2018 a Luca Palamara: "Luca domani dobbiamo dire qualche cosa sulla nota vicenda della nave [...] etc etc" (vedi pag. 5 de La Verità di ieri).
Cosa gliene fregava al vice-presidente del CSM di prendere posizione su una questione meramente politica nei confronti dell'ex Ministro dell'Interno Salvini? Legnini, come tutti i vice-presidenti del CSM, aveva il compito di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, non mettersi a fare politica o prendere posizioni politiche contro i membri del governo o del parlamento.
Dalle nuove intercettazioni emerge anche - a seguito del messaggio di Palamara a Luigi Patronaggio (il PM che indaga Salvini): "Carissimo Luigi, ti chiamerà anche Legnini, siamo tutti con te" - che in effetti Legnini chiama Patronaggio, tant'è che quest'ultimo scrive a Palamara: "Mi ha già chiamato e mi fa molto piacere".
Perché Legnini chiama Patronaggio? Che gliene frega? E perché Patronaggio dice che gli fa molto piacere? Chiaramente sono domande retoriche; le risposte sono intuitive.
Siamo al golpe giudiziario. Schifo senza fondo.
Cosa aspetta Mattarella a sciogliere il CSM? Non vorrei che sia vero - MA NON CI VOGLIO CREDERE, NON CI VOGLIO CREDERE - quello che Palamara scriveva ad Antonello Venditti in un messaggino: "Mattarella è uno di noi". Voglio ancora credere che non sia vero.
Questa magistratura va completamente azzerata. [Giuseppe Palma]

E la dittatura impose il reato di vivere

L’Italia si avvia a diventare un regime totalitario temperato dall’inefficienza e dal ridicolo. Con la scusa della salute è stato introdotto il divieto di sbarco agli italiani in piazza, al bar, al ristorante, sulle spiagge; ora mitigato da libertà provvisoria, con la condizionale. I veri clandestini sono gli italiani, sorpresi a consumare all’aperto il più losco dei crimini: il reato di vivere. L’eversione ha un nome preciso: movida. Acchiappatelo, fa la movida. È pericoloso, ha un’arma in pugno, lo spritz.
Gli unici che hanno diritto di sbarco sulle nostre coste senza dover prenotare lo scoglio né il tavolo o stare a distanza regolamentare, sono i migranti, che è reato chiamare clandestini. Appena sbarcano ricevono la mascherina vanamente cercata dagli italiani per mesi. Difatti hanno ripreso a sbarcare in massa, incoraggiati dalle aperture dell’Italistan e dall’imam che si professa papa. In omaggio ai nuovi arrivati le nuove mascherine promesse dal floppista Commissario agli Interventi Immaginari, detto Arcuri, saranno burqa o chador; ma in virtù della parità dei diritti non saranno riservati alle donne ma estesi pure ai maschi e agli asmatici che così potranno soffocare liberamente per strada, nella loro anidride carbonica.

giovedì 28 maggio 2020

Bagnai: Vedremo cosa c'è veramente dietro il New Generation Fund

Ecco quello che ha detto il senatore Alberto Bagnai dopo aver ascoltato la presentazione del Recovery Fund, o meglio il New Generation Fund.
“L’annuncio delle nuove risorse europee ‘Next generation EU’ ha suscitato un grande entusiasmo nelle fonti di Governo, ma deve essere valutato con attenzione”. Lo afferma il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai. “I 750 miliardi annunciati ancora non ci sono, perché devono essere raccolti sul mercato con emissione di titoli – spiega il senatore della Lega – inoltre, questi fondi saranno inseriti nel quadro del bilancio settennale dell’UE, e quindi non saranno disponibili prima del 2021, come ha confermato il Commissario Hahn. Infine, anche la parte teoricamente distribuita a fondo perduto in pratica dovrà essere rimborsata attraverso nuove tasse su produzione e consumi”. 
Stando a Bagnai, “il beneficio per il nostro Paese, che è un contribuente netto al bilancio comunitario, è piuttosto incerto, visto che nello stesso bilancio le risorse destinate alla politica agricola e a quella marittima, di cui l’Italia beneficia, verrebbero compresse a vantaggio di risorse destinate alla transizione ecologica, necessaria all’industria tedesca. Ma soprattutto l’esplicito riferimento al semestre europeo come quadro di erogazione di questi fondi chiarisce che la loro spesa sarà condizionata all’adozione da parte del Paese delle consuete riforme ‘strutturali’.

Come immaginare una “resistenza cattolica” allo strisciante totalitarismo post-moderno

Bisogna ipotizzare tre scenari.

Il primo è quello di un vero e proprio cataclisma a livello economico, politico e sociale. È il più apocalittico dei tre e richiamerebbe quello che è accaduto alla fine dell’Impero romano, quando una civiltà oramai in pieno declino e al culmine della parabola discendente è implosa sotto il peso di una gravissima e irreversibile crisi economica, politica e sociale. In questo caso i cristiani, esattamente come nel VI secolo dopo Cristo, dovrebbero ricostituirsi come piccole comunità di famiglie attorno a centri di spiritualità. Allora furono i monasteri, grazie alla grande intuizione di San Benedetto da Norcia, nel nostro secolo potrebbero essere singoli sacerdoti, santuari, comunità religiose, movimenti laicali e ogni altro luogo dove poter vivere la fede come vera esperienza di vita. Più o meno ciò che Rod Dreher delinea nella sua opera Opzione Benedetto.

mercoledì 27 maggio 2020

Giorgia Meloni a «La Verità»: «Dai pm una grave invasione di campo, è ora di riequilibrare i poteri»

Il testo integrale della lettera del presidente di FdI pubblicata venerdì 10 aprile 2020 dal quotidiano «La Verità»

Gentile Direttore,
il governo ha posto la fiducia al Senato sul decreto Cura Italia, facendo così decadere ogni emendamento presentato dalle opposizioni e smentendo nei tatti la volontà di condivisione raccontala in pubblico. Il decreto non era stato condiviso con le opposizioni durante la sua stesura, non lo è stato neppure con il passaggio parlamentare. Con buona pace della presunta centralità del Parlamento. Il premier Giuseppe Conte ha probabilmente mal interpretato l’invito del Presidente della Repubblica alla collaborazione tra forze politiche: sembra aver capito che a lui e al suo governo siano stati dati pieni poteri e all’opposizione solo il compilo di tacere e votare qualsiasi provvedimento. Una nuova e bizzarra versione di unità nazionale. Ma il problema qui non è lo spazio politico concesso alle opposizioni, né le ore buttate in inconcludenti cabine di regia. Se il governo procedesse spedito a colpi di decreti e norme in grado di fare il bene dell’Italia saremmo ben felici di lasciar fare Conte, Di Maio, Gualtieri. Purtroppo, non è così. Diciamo che una mano ai signori di Pd e M5S servirebbe parecchio, e visto che sono alla guida di una nave con a bordo 60 milioni di italiani la questione ci preoccupa.

martedì 26 maggio 2020

Finis Europae. Così muore il sogno europeo

In questi decenni abbiamo unificato codici e moneta, ma non abbiamo lavorato abbastanza per arrivare a una letteratura, un teatro, un cinema europei. Non abbiamo sintonizzato i nostri cuori in un unico afflato

L’odierna crisi europea è innanzitutto culturale. Un impero multinazionale per consolidarsi ha bisogno di una legge comune e di un comune sentire: invece in questi decenni abbiamo unificato codici e moneta, ma non abbiamo sintonizzato i nostri cuori in un unico afflato. Ecco dunque dilagare nel continente il mito della “finis Europae”: agitato come speranza salvifica dai sovranisti, come minaccia apocalittica dagli unionisti.
Alberto Moravia, grande romanziere della realtà, già negli anni ottanta nel suo Diario europeo ammoniva: “La gloria di quest’Europa è stata in passato la diversità delle nazioni che la componevano. Ora bisognerà vedere se l’Europa, dopo essere vissuta di questa diversità, saprà evitare di morirne”.

Realtà italiana distopica e schizofrenica

L'Italia sembra vivere sempre più una realtà distopica, una schizofrenia senza precedenti tra fatti e propaganda di regime.

I fatti dicono che l'epidemia di Covid-19 in Italia da due mesi a oggi è in calo costante, ed è ridotta ormai ad un fenomeno residuale. Dal 21 marzo diminuiscono i nuovi contagi. Da 50 giorni calano ovunque ricoverati, in generale e in terapia intensiva. In un mese si sono dimezzati i casi attualmente positivi, segno che i nuovi contagiati, oltre ad essere in numero minore, hanno contratto la malattia in forma più lieve e guariscono prima.

Insomma, un quadro decisamente positivo sul piano sanitario, che andrebbe commentato con grande sollievo - per quanto cauto e responsabile, incoraggiando la popolazione a non avere paura, e a riprendere in sicurezza tutte le attività pubbliche e private.

giovedì 21 maggio 2020

Turchia: "I resti della spada" di Erdoğan

L'uso pubblico dell'insulto "i resti della spada" da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, nel riferirsi ai sopravvissuti dei massacri dei cristiani nel suo Paese è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.
Il 4 maggio scorso, durante un briefing sul coronavirus, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha usato l'espressione molto sprezzante "i resti della spada".
"Non permettiamo ai resti della spada nel nostro Paese", egli ha dichiarato, "di tentare di svolgere attività [terroristiche]. Il loro numero è diminuito, ma molti esistono ancora".
L'espressione "i resti della spada" ((kılıç artığı in turco) è un insulto comunemente usato in Turchia che spesso si riferisce ai sopravvissuti ai massacri dei cristiani – che ebbero come obiettivo soprattutto armeni, greci e assiri – compiuti dall'Impero ottomano e poi perpetrati dal suo successore, la Turchia.
Essendo Erdoğan un capo di Stato, il fatto di usare pubblicamente l'insulto è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.

mercoledì 20 maggio 2020

Il distanziamento come malattia mentale

Oddio, si è ristretta l’Italia. Dopo le restrizioni e le costrizioni, ci tocca fare un’amara scoperta: l’Italia si è ristretta, e di molto. Se infatti esaminate le misure di distanziamento sociale promosse dal governo tramite quella ricca fioritura di decreti, divieti, circolari, ordinanze, vi rendete conto di una cosa tremenda: stanno riducendo il paese a un quinto.
E’ un ragionamento chiaro e semplice. Se in autobus, in metropolitana, in spiaggia, al bar, al ristorante, in chiesa, in albergo, per strada, ci deve essere il distanziamento prescritto, allora dove c’erano 4/5 persone ora ce ne può stare solo una. Dunque riduzione a un quinto degli spazi, dei tavoli, dei lettini, delle passeggiate, dei posti nei mezzi pubblici, nelle sale da barba e via dicendo.

sabato 16 maggio 2020

La dittatura è alle porte

“Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d'essere superiore alle leggi.”
L'epidemia è un'occasione d'oro per imporre la dittatura. Una dittatura strisciante ma nei fatti molto invasiva: dalle limitazioni della libertà personale si sta passando alle limitazioni delle libertà economiche. Nel mezzo le spedizioni punitive contro cittadini inermi, colpevoli di avere una mascherina slacciata. I tecnoscienziati delle task-force, unitamente ai virologi da passerella, hanno un'occasione unica per esercitare il potere e incrementare guadagni e visibilità. Renderanno perenne, come di fatto stanno già facendo, lo stato di emergenza perché sono proprio l'emergenza e il terrore che garantiscono loro la conservazione del potere.
Le regole per le riaperture commerciali sono state scritte da emeriti imbecilli, dementi che non hanno alcuna percezione della vita reale: 4 metri da un cliente all'altro nei ristoranti, 2 metri nei bar, 4,5 metri tra ombrelloni sulla spiaggia (con obbligo di prenotazione), limitazioni ai pagamenti in contanti; regole alle quali si aggiungono quelle già vigenti dalla Fase1 come le Università online e la didattica a distanza, i processi telematici/da remoto e mille altre nefandezze. La fine dell'Uomo. La fine dell'Umanesimo.

Spiegel vs Germania “Perchè questo odio verso l’Italia?”/ “Così l’Ue andrà in pezzi”

Altro duro attacco dello Spiegel nei confronti della Germania [precedente qui], ed in particolare della posizione della nazione tedesca verso l’Italia. Sul lungo editoriale pubblicato sia sulla versione cartacea del giornale, quanto, in home page del sito, si legge che “La Germania ha un’immagine distorta e fatale dell’Italia – riporta agi.it – un’immagine che finirà per fare a pezzi l’Unione europea”. La firma dell’editoriale è di Thomas Fricke, che scrive di “Arroganza tedesca che, non solo adesso, ma soprattutto adesso, è particolarmente tragica”. Tra l’altro, gli “attacchi” tedeschi alla nostra penisola non sono casa nuova, come ricorda anche lo Spiegel, che scrive a riguardo: “la solita lagna tedesca ha a che fare con la realtà della vita degli italiani quanto i crauti hanno a che vedere con le abitudini alimentari dei tedeschi”. Quindi l’affondo: “L’Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca”.

venerdì 15 maggio 2020

Verso la strutturazione di uno stato totalitario

Sullo stesso argomento vedi anche l’articolo del prof. Giovanni Turco: qui

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus
Da reclusi agli arresti domiciliari a sorvegliati speciali
Verso la strutturazione di uno stato totalitario

L’emergenza coronavirus ha fatto emergere una lunga serie di contraddizioni che giacevano sotto traccia, seppellite dall’ottimismo imperante.
Abbiamo vissuto in questi mesi una gestione dell’emergenza che un giorno sarà oggetto di di analisi approfondite perché all’ombra della fase di emergenza è stato avviato un laboratorio vero e proprio per la trasformazione del Paese, con l’ausilio di cosiddetti esperti e tecnici che Mons. Viganò ha definito:” persone senza nome e senza volto che possono decidere le sorti del mondo”.
Al momento presente, ammesso che si possa parlare di dopo-coronavirus, l’immediata sensazione che si fa strada è la trasformazione in atto della cosiddetta post emergenza in gestione stabile di una emergenza che dovrebbe diventare permanente. Vorrei uscire da dibattiti e analisi spesso teoriche per accompagnare sentimenti e riflessioni del Paese reale. Mi riferisco ai 60 milioni di italiani, che da un giorno all’altro sono stati reclusi nelle loro case, ma che a oltre due mesi di “arresti domiciliari”, hanno iniziato ad uscire dallo stato confusionale iniziale, quasi surreale, per cercare di capire cosa stia realmente accadendo.

martedì 12 maggio 2020

Nonostante le intimidazioni di Polizia, tornano in piazza le mascherine tricolori.

Oggi (ieri 11 maggio) secondo sabato di protesta delle “Mascherine tricolori”. Questa forma di protesta, non etichettata da nessuna sigla ma sicuramente di area sovranista, sta dilagando in tutte le provincie d’Italia, in modo pacifico ma determinato. Non sono bastati i pressanti inviti delle autorità di Pubblica Sicurezza e i tentativi di intimidire i promotori, per frenare la voglia di tornare in piazza a sfidare il lockdown per chiedere con forza misure concrete a sostegno di lavoratori e famiglie.
A Roma (in più piazze), a Reggio Calabria,a Bari, a Rieti, a Padova, a L’Aquila, a Torino, a Napoli, a Milano e in altre città (in tutto circa 70 piazze) migliaia di persone si sono inquadrati a distanza anti-contagio, con mascherine tricolori sul volto, mentre un portavoce a turno leggeva con il megafono un volantino in cui sono condensate le motivazioni della protesta contro le restrizioni e la totale assenza di misure economiche da parte di questo governo che “evidentemente vuole milioni di disoccupati, di imprenditori falliti e di famiglie alla fame”.

sabato 9 maggio 2020

Gli italiani, animali spaventati

Eccoli, a piede libero e mente prigioniera. Fanno tenerezza gli italiani come animali spaventati che si riaffacciano all’aperto guardinghi e mascherati, fuggitivi, pronti a evitare ogni vicinanza o assembramento. Portano finalmente a spasso l’animale che si portano dentro e che era dentro fino a ieri, con la minaccia di tornarci domani. Vivete l’oggi perché del doman non c’è certezza.
Perché insisto a definirli, a definirci animali? Perché l’effetto crudo di questa lunga quarantena e dei presagi funesti che avvelenano la libera uscita, è la riduzione dell’uomo, del cittadino, del pensante e del credente, a puro animale. Il contagio, la quarantena, il terrorismo mediatico-governativo ci hanno ridotto alla sfera della nuda vita. Nient’altro siamo in questo momento, e qualcuno inneggia al fatto che il virus ci ha resi tutti uguali. Uguali perché ridotti alla sfera animale dei bisogni. Uguali come animali, privi di parola e di visione, di fede e di pensiero, di creatività e ricreazione.

giovedì 7 maggio 2020

La mente totalitaria del governo Conte

Lo Stato moderno nasce con un’idea semplice ma vera: il controllo del potere. Infatti, il potere assoluto diventa teocratico e la teocrazia è un regime istituzionale in cui un uomo è Dio. Se lo vogliamo dire in due parole possiamo dirlo così: ogni potere per essere sia legittimo sia efficace deve essere limitato perché non esiste un sapere assoluto capace di legittimare un potere assoluto. Esiste un’eccezione? Sì, il governo Conte II in Italia. L’esecutivo dei “pieni poteri” che ha messo insieme la ingiustificata superbia intellettuale della sinistra e la volgare mentalità statalista del grillismo ritiene di sapere ciò che nessuno sa – il bene dell’umanità – e su questa presunzione fatale ha condannato un’intera nazione e i suoi sessanta milioni di abitanti a fermare vita e pensiero proprio come se Lui, il governo Conte e il Comitato tecnico-scientifico, ne fosse il padrone assoluto.

mercoledì 6 maggio 2020

Attacco tedesco alle Torri d'Europa

Un affronto mai visto prima all’indipendenza dell’Eurotower, sede della Banca Centrale Europea, e all’autonomia della Corte di Giustizia che arriva dal presunto cuore pulsante dell’Unione: la Germania. Nella sentenza con cui dichiara il Qe di Mario Draghi legale ma parzialmente incostituzionale, l’Alta Corte di Karlsruhe ha attaccato frontalmente il tribunale del Lussemburgo e ha dato un ultimatum di tre mesi alla Bce per fare “chiarezza” sul programma d’acquisto di titoli pubblici lanciato dall’ex Governatore italiano nel 2015 e riproposto in questi giorni da Christine Lagarde. Tre mesi dopo i quali alla Bundesbank, la banca centrale tedesca prima azionista della Bce, potrebbe essere “proibito partecipare a decisioni incostituzionali” e quindi costretta a chiamarsi fuori dai programmi di acquisto dell’Eurotower a sostegno delle economie della zona euro. Tre mesi di febbrili trattative politiche dalle quali dipenderà la tenuta dell’Europa.

Europa schiava della Germania. Giorgia Meloni a gamba tesa sulla Bce

Giorgia Meloni attacca il ruolo predominante della Germania nelle politiche economiche dell'Unione europea e la debolezza della Bce. "La Corte Costituzionale tedesca richiama la BCE contro il piano di sostegno all’economia per fronteggiare la crisi causata dal Coronavirus. Solo a Fratelli d’Italia sembra inaccettabile che le sorti dell’Italia e dell’intera Europa siano decise in totale autonomia dalla Germania attraverso la sua Corte Costituzionale?
Abbiamo sempre posto il problema di una architettura europea distorta, nella quale l’Italia ha ceduto ogni sua sovranità nazionale alla UE mentre Francia e Germania utilizzano proprio la UE per perseguire i propri interessi nazionali a discapito degli altri Stati membri, Italia soprattutto. I fatti di questi giorni ci danno ragione, ancora una volta.
La trappola che la Germania, con i suoi vassalli, sta preparando è molto chiara: senza un intervento imponente della BCE che acquista titoli di Stato, l’Italia (come altri Stati membri) sarà costretta a far ricorso al MES, il famigerato Fondo Salva Stati, aprendo così le porte alla Troika e al commissariamento della nostra Nazione. 
Il Governo italiano si faccia sentire. La BCE non è proprietà tedesca, è anche dell’Italia, visto che ne possediamo il 14% e visto che le abbiamo delegato il potere di emettere moneta. In questa fase di emergenza la BCE deve fare quello che fanno tutte le banche centrali del mondo: immettere liquidità e acquistare illimitatamente titoli di Stato, altrimenti non sappiamo cosa farcene di questa BCE e di questa Unione Europea. Se ad altri sta bene vivere da servi dei tedeschi, problemi loro, noi difenderemo con ogni mezzo la libertà e la sovranità del popolo italiano". - Fonte

martedì 5 maggio 2020

La Corte costituzionale tedesca ha aperto alla Germania la porta per lasciare l’euro

A quanto pare, la già fragile tenuta dell’eurozona ha ricevuto un altro tremendo colpo ed è stata la Corte costituzionale tedesca a sferrarglielo.
In una sentenza emanata proprio quest’oggi, i togati della Corte di Karlsruhe hanno difatti accolto il principio che il quantitative easing, ovvero il programma di acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario varato dalla Bce, possa avere potenziali profili di illegittimità verso i trattati UE.
I giudici tedeschi hanno preso in esame il ricorso presentato da un gruppo di giuristi e accademici che hanno sostenuto che il ricorso prolungato a questo tipo di politica monetaria stia di fatto violando sia la legge fondamentale tedesca sia gli stessi trattati europei.
La questione nasce dall’interpretazione dell’art.123 del trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Rinaldi in Commissione ECON chiede ad Enria (sorveglianza BCE) se la Banca Centrale è indipendente o deve dar conto alla Corte tedesca.

Oggi la sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe, con la sua esplicita richiesta di giustificare l’operato della BCE, viene a porre, dal punto di vista tedesco, un fortissimo limite all’indipendenza dell’ente. In una breve sentenza si pone un colpo di spugna a trent’anni di “Banche centrali indipendenti”.
Con grandissimo tempismo Rinaldi pone la domanda direttamente alla responsabile della Sorveglianza Bancaria della BCE, Enria, ecco la domanda:
Dott Enria,
considerata la precedente sentenza favorevole della ECJ (Corte di Giustizia Europea), dove il QE a pieno titolo è stato considerato uno strumento di politica monetaria, pertanto nelle attribuzioni della BCE e non di politica economica, così come previsto dall’art. 121 del TFUE il quale ne attribuisce la determinazione al Consiglio e alla Commissione e soprattutto per ribadire le assolute indipendenze statutarie sia della BCE stessa che del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), non si ritiene che i programmi in essere e futuri di acquisto in titoli sovrani debbano comunque procedere a prescindere (sottolineo a prescindere) da qualsiasi posizione assumerà la Bundesbank (BUBA) per adeguarsi alle decisioni della Corte di Karlsruhe in agenda proprio per oggi?
In ultima analisi, non crede che le decisioni della Corte tedesca, qualsiasi esse siano, possono essere una ottima occasione per ribadire l’indipendenza della BCE? Questo è il vero problema. Grazie. 
 Nel video potrete sentire la risposta che possiamo riassumere in sole tre parole “Non ho le competenze”….

venerdì 1 maggio 2020

Spiegel: “Basta cliché: la Germania non è perfetta e da 30 anni i bilanci dell’Italia sono ottimi. L’UE però può schiacciarla”

Interessante per chi sta seguendo con apprensione lo sviluppo della crisi paurosa in cui si dibatte l'Italia (e non solo).

Il settimanale tedesco Der Spiegel firma un eccezionale editoriale a favore dell’Italia e contro i cliché tedeschi sulla nostra economia
È un lungo, ed eccezionale documento a favore dell’Italia, l’articolo dal titolo: “La fatale distorsione tedesca dell’Italia” pubblicato ieri dallo Spiegel, il maggiore settimanale tedesco. La rivista, che è di stampo liberal-progressista, e che se anche nel passato ha più volte offeso l’Italia con copertine oltremodo provocatorie, dall’inizio della pandemia ha scelto di schierarsi affianco al nostro Paese. Lo ha fatto ad inizio aprile fa con un pezzo dal titolo “Il rifiuto tedesco degli Eurobond è vigliacco” , lo ha ribadito, per l’appunto, ieri con un editoriale in cui si analizzano dati e studi sociologici per arrivare a tracciare previsioni di un futuro che se qualcosa non cambia significherà la fine, o quasi, dell’Unione Europea. Ecco i passaggi fondamentali dell’articolo a firma di Thomas Fricke.

giovedì 30 aprile 2020

Conte prova a sfruttare la pandemia per aumentare i poteri, ma tutti i partiti lo scaricano: la sentenza tombale di Senaldi

Qualcuno regali a Giuseppe Conte un orologio. Il presidente del Consiglio ne sfoggia uno di ottimo gusto nelle sue verbose prediche televisive, ma è legittimo il sospetto che esso non funzioni. L' uomo infatti è completamente sfasato.
Per i due mesi e passa trascorsi dall'inizio dell' epidemia in Lombardia è stato latitante. Meglio così, perché quando ha deciso di visitare la regione più colpita dal Covid-19 ha rimediato solo una figuraccia.
Come un turista cinese che deve vedere tutto in dieci minuti, ha improvvisato un tour che lo ha portato a Bergamo a mezzanotte e a Brescia alle due del mattino.
L' altro giorno, alludendo alla tendenza di Giuseppe ad avocare a sé pieni poteri, noi di Libero lo abbiamo chiamato Ducetto. Ebbene, egli ci ha preso sul serio, facendo irruzione nei giorni successivi al 25 aprile nelle prefetture lombarde nel cuore della notte, in fuga dalla gente, sentendosi forse braccato come il Mussolini degli ultimi giorni.

MES, per l’Italia spunta la “sorveglianza rafforzata” di Commissione e BCE

Nonostante le smentite dei manovratori nel governo-trappola, torna ad agitarsi il fantasma della Troika, pur dopo i tentativi di allontanarlo a più riprese.

MES sì o MES no? Questo l’interrogativo che ci accompagna ormai da giorni che ha fatto salire a dismisura l‘asticella della tensione non solo con le opposizioni – da sempre contrarie, pronte a dar battaglia all’esecutivo – ma anche all’interno della maggioranza con il PD decisamente più possibilista rispetto al M5S che sulla questione si è da sempre mostrato più intransigente.
L’argomentazione a cui si aggrappano i favorevoli è ormai nota, ossia una versione completamente nuova e rivista del Mes, che nulla avrebbe a che vedere con quello passato, tanto che si è iniziato a parlare di Mes light, mes sanitario, mes senza condizionalità. Tante le formule per rassicurare sul fatto che, per capirci, non faremo la fine della Grecia.

mercoledì 29 aprile 2020

Caccia al capro espiatorio: dopo due mesi di Dpcm senza fiatare, ora sperano di cavarsela incolpando Conte

Un disegno tanto cinico quanto inaccettabile, perché le responsabilità del disastro che ci attende dovranno essere equamente suddivise tra chi, per apparente casualità della storia, si è trovato ad esercitare “pieni poteri” – ovvero Giuseppe Conte – e chi, potendo impedirlo, glielo ha consentito
Improvvisamente è iniziato il “tiro al Conte”, versione pandemicamente riveduta e corretta del “tiro al piccione”.
D’un tratto, si sono tutti accorti che i suoi provvedimenti – i famigerati Dpcm – sono liberticidi e incostituzionali. Di chi stiamo parlando? Precisiamo: non ci riferiamo all’opposizione. Sarebbe ingiusto. In una fase in cui il Parlamento è stato marginalizzato, anzi, per settimane praticamente chiuso, l’opposizione è stata marginalizzata al quadrato, se non al cubo. Nella “fase 1”, quella del lockdown, le forze di opposizione hanno potuto solo strepitare, più o meno efficacemente, sui social media o in qualche talk show in collegamento via Skype dal salotto di casa. Ma sempre con prudenza. In quella fase, per i leader dell’opposizione il rischio di essere accusati di comportamento “irresponsabile” di fronte ad una delle crisi più gravi – se non la più grave – della storia della Repubblica, è sempre stato dietro l’angolo. E con esso, il rischio, ancor peggiore, di essere dichiarati “unfit”, “inadatti”, in futuro, a governare. In una democrazia parlamentare come la nostra, in cui le carte, nei momenti decisivi, le dà sempre il Quirinale, “saper stare a tavola” è indispensabile. Il rovescio della medaglia è che se ti privano del luogo dove esercitare propriamente l’opposizione, ovvero il Parlamento, sei tagliato fuori. Al quadrato, al cubo.

lunedì 27 aprile 2020

La fase 1 e 1/3. Conte gioca con le libertà fondamentali per blindarsi a Palazzo Chigi: l’ora più buia sta arrivando

Il lockdown continua – e con esso prosegue e si aggrava l’emergenza giuridica e democratica nel nostro Paese. A prescindere dal merito delle misure annunciate, protratte o alleggerite, infatti, abbiamo più volte sottolineato su Atlantico Quotidiano la intollerabile ferita allo stato di diritto del metodo scelto: l’adozione di restrizioni alle libertà fondamentali dei cittadini per Dpcm, decreti ministeriali non aventi forza di legge, quando la Costituzione prevede espressamente una riserva di legge assoluta. Si tratta di un modo di procedere extra ordinem ed è sorprendente con quale facilità l’abbiano di fatto digerito le forze politiche, anche di opposizione, i gruppi mediatici e l’establishment economico, persino la casta dei giuristi e i corifei della “costituzione più bella del mondo”, in un Paese in cui si grida al pericolo fascista appena un leader di centrodestra appaia in grado di vincere le elezioni.
E ieri sera abbiamo appreso dall’ennesimo proclama tv del presidente del Consiglio – con taglio e tinta di capelli inappuntabili – di un nuovo Dpcm che regolerà il lockdown almeno per il prossimo mese. Non solo il Parlamento, anche i ministri del suo governo, come si intuisce dalla sorpresa manifestata dal ministro Bonetti, sono tenuti all’oscuro delle decisioni prese da Conte, coadiuvato dalla sua corte di “esperti”. Un accentramento di poteri in un solo uomo mai visto nella storia della Repubblica, con il silenzio assenso del Quirinale.

sabato 25 aprile 2020

25 aprile Chi manca all'appello?

Vedete: da cattolico diffido dello stato anche nella sua declinazione liberale. Detesto tutte le inframmettenze della mano pubblica nella vita dell’individuo. Dall'informazione alla scuola. Dalle arti all'economia.
Per questo non sarei mai stato fascista. Per allergia a ogni statolatria – “Tutto per lo stato, tutto attraverso lo stato, tutto dallo stato – e perché, scendendo di molti gradini, detesto le uniformi, specie quando sono obbligatorie.
Ma semmai, per giovanile o senile rimbecillimento, fossi stato fascista, dopo il 1938 delle leggi razziali e il 1939 del Patto d’Acciaio con la Germania nazista, avrei chiuso ogni legame politico con il regime e personale con chiunque ne fosse espressione; si trattasse pure del mio capopalazzo.
Per le STESSE ragioni sono stato e sono anticomunista. Perché il culto della classe condusse, ha condotto e sempre condurrà, come quelli della nazione e della razza – alla medesima statolatria. Con il suo fatale corteggio di violenze – da quelle private a quelle genocidarie - di intolleranze e, alla fine, di stupidità diffusa. Di cervelli ammassati davanti all’altare di uno stato che è tutto. Che vuole tutto. Che è totalitario, appunto.

AQUIS-GRANA.

Come va la trattativa europea sul fare fronte all'emergenza economica e poi sociale procurata dal virus? Per i dettagli tecnici che tanto appassionano i lettori del mondo con occhiali economici, avrete di che saziarvi altrove. Mi permetto solo di aggiungere una lettura fatta da chi segue quello che succede nei  vari paesi europei e nei vari principali giornali di quei paesi. Quindi niente MES, SURE, Conte, Salvini-Bagnai, condizionalità, Grillo folgorato sulla via di Bruxelles et similia. Segnalo solo che:
  1. L'asse Parigi, Madrid, Roma esiste. Credo che, contrariamente  a quanto detto da Conte, l'idea sia stata di Macron. E credo che sia stato fissato dati i rapporti tra Macron e Sanchez che sono ottimi da lunga data e dato il viaggio che Macron ha fatto in Italia, il c.d. "Patto di Napoli" del 27 febbraio. L'asse era pensato anche precedentemente la pandemia e rispondeva ad un semplice logica di peso nella relazione di Aquisgrana. La Francia ha molto meno peso della Germania in quella relazione e così come oltretutto la Germania si presenta con dietro il codazzo nordico, la Francia ha pensato opportuno presentarsi con un proprio codazzo che in via naturale è quello latino-mediterraneo.

venerdì 24 aprile 2020

La BCE salva l’Italia dal default. Tra oggi e domani si decide tutto

È l’ora della verità. L’ora in cui ci giochiamo tanto, molto, forse tutto quello a cui siamo stati abituati finora. L’ora in cui anche un inguaribile ottimista come me fa fatica a vedere la luce e mi fa male perché avrei voglia di alzarmi e urlare la mia rabbia per quello che sto scrivendo e raccontando da giorni.
Il destino dei conti pubblici italiani è appeso ad un filo sottile. La lotta politica interna si scontra con i numeri di un Paese già in difficoltà prima della Pandemia e che ora sembra proprio sull’orlo del burrone. I numeri ci dicono che i titoli di stato italiani sono (Junk), sono considerati spazzatura. Di fatto lo ha “annunciato” questa sera la BCE dichiarando che continuerà ad acquistare titoli di stato italiani anche se dovessero subire un downgrade (una retrocessione) da parte delle agenzie di rating, fino a diventare carta straccia.

L’Anpi può celebrare il 25 aprile, la Chiesa deve negarci il Corpo di Cristo

La si può mettere e rigirare come si vuole ma la notizia, nella sua essenzialità, è piuttosto semplice: i cattolici hanno dovuto rinunciare a qualsiasi rito religioso finanche nella settimana santa, in Chiesa si può entrare solo se la si trova di strada andando dal tabaccaio, i morti di questo periodo (tutti, non solo di coronavirus) hanno lasciato questo mondo senza il conforto dei propri cari e un degno rito di sepoltura, l’Anpi potrà prendere parte alle celebrazioni del 25 aprile.
Basterebbe questo, eppure qualcosa è il caso di aggiungerla. Già, perché quando si è saputo di una circolare del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che per evitare assembramenti circoscriveva le presenze consentite alle commemorazioni della resistenza alle sole figure istituzionali, di fatto tagliando fuori l’associazione, quest’ultima ha dato fuoco alle polveri e non ci ha pensato due volte a sollevare una polemica pubblica annunciando che, volente il governo o nolente, loro ci sarebbero stati.

martedì 21 aprile 2020

Coronavirus, siete pronti all’app che vi traccerà come miseri schiavi?

Non per essere ripetitivi, ma per non cessare di approfondire.

Lampi del pensiero di Diego Fusaro/ l’hanno escogitata per il vostro bene i padroni della task force non eletta e composta da ultraliberisti
Non mi stancherò di ripetere che Orwell e Huxley erano dilettanti: la realtà li ha superati, facendo apparire quasi umane, troppo umane le loro distopie. Il “mondo nuovo”, brand new world, si sta plasmando. Il virus è solo l’alibi che la classe dominante sta usando, con profitto, per ridefinire il diagramma dei rapporti di forza: e per garantire che le plebi pauperizzate, precarizzate e umiliate non possano in alcun modo insorgere nei prossimi anni. L’immagine che usava Orwell per spiegare il rapporto tra sudditi e potere torna di una spaventevole attualità: immaginate uno stivale che calpesta con veemenza un volto umano… E, allora, vi domando: siete pronti alla app che vi traccerà come miseri schiavi? La stanno approntando e reclamizzando come una merce tra le tante che offre la cornucopia della civiltà reificata. È una app cool, davvero. L’hanno escogitata per il vostro bene i padroni della task force non eletta e composta da ultraliberisti. Ultraliberisti che, da sempre, altro non hanno in animo se non il vostro benessere. Si tratta – è bene saperlo – di padroni che ieri pensavano al profitto delle multinazionali sans frontières e che oggi, per magia, pensano al bene dell'Italia, dello Stato, delle classi più deboli. Osate dubitarne? La situazione è, a tratti, disarmante: uno stato di polizia, che – è successo a Torino e l’ha riferito “La Stampa” – fa 4000 euro di multa a un fattorino, la cui inespiabile colpa è di essere uscito di casa per lavorare.

lunedì 20 aprile 2020

Facciamo noi la fase due: via il virus dal video

Attenzione, attenzione il contagio si trasmette per televisione. Si chiama covideo ed è una derivazione diretta del virus che sta devastando il mondo. Non uccide, almeno non direttamente, ma produce patologie terribili che intaccano il cervello, il fegato, la bile, l’animo e il morale delle persone. Il contagio avviene per via oculare e auditiva, si trasmette su tutti i canali video quando ci sono programmi, dibattiti, servizi, tg dedicati al virus e contorni, ben oltre lo sfinimento del pubblico. Non sto scherzando, non è il momento di scherzare. Vi sto consigliando una terapia. Autarchica, senza bisogno di andare in farmacia, di farsela prescrivere da alcuno. Semplice ma efficace. È la nostra fase due, quella della fuga stando in casa, del distanziamento sociale dal televirus e dai suoi protagonisti, caratteristi e comparse.

Diciamoci la verità, anche se ci fa male

Allora ragazzi, sospendiamo per un attimo lo spettacolo presente e le polemiche connesse, proviamo a portarci avanti col programma e pensare a domani. Chi dovrà ricostruire il Paese, da dove ripartire, in che modo? Domande a cui, state certi, non sarò in grado di dare risposte e temo che nessuno lo sia. Ma domande che bisogna farsi per avvicinarsi al vero, per cominciare a pensare sul serio un agire costruttivo, scusate il bisticcio. Diciamoci la verità anche se fa male. Il punto di ripartenza, è evidente, non può essere il governo in carica per manifesta incapacità, fuffa e marasma. Non ha mezza strategia, è diviso sulla linea di fondo, se affidarsi all’UE e al Mes oppure no, non è in grado di delineare una strategia, di fare qualcosa sul serio. Fa solo teatrino e comunicazione. Allora a chi affidarsi, considerando che quel domani non è un vago avvenire ma vuol dire appena possibile, subito, a giorni?

giovedì 16 aprile 2020

Ecco chi si nasconde dietro la task force guidata da Colao

In questi giorni il Governo ha annunciato la nascita di una task force. Un comitato di esperti guidato da Vittorio Colao che avrà il compito di elaborare le misure necessarie per accompagnare l’Italia verso la cosiddetta fase 2 dell’emergenza pandemia.
La parola “misure necessarie” fa suonare in me un campanello d’allarme. Approfittando infatti dello stato di necessità spesso si costringono i popoli ad accettare misure che vanno contro i loro interessi, ma che in situazioni ordinarie non avrebbero accettato mai. È la cosiddetta strategia della “shock economy“, preconizzata dai padri fondatori di quel pensiero neoliberista che oggi sta infettando l’Unione Europea creando più danni di qualsiasi pandemia.
E da dove provengono i membri di questa task force? A capo troviamo Vittorio Colao vicepresidente della lobby europea “Round table of Industrialists“. Una lobby che in pochi conoscono. Si tratta di una organizzazione nata per tutelare gli esclusivi interessi delle grandi multinazionali.

mercoledì 15 aprile 2020

Così il fanatismo buonista alimenta la diffusione dei contagi

«Cos'è più importante, il pericolo Coronavirus o la vita delle persone che muoiono nel Mediterraneo? Io non ho dubbi. Quando mi sono imbarcata sapevo quali rischi stessimo correndo, ma la volontà di salvare chi, pandemia o non pandemia, sale sui gommoni per fuggire da torture e dalla guerra, era prevalente».
Non sappiamo se alla dottoressa Caterina Ciufegni risulti chiara l'immane sproporzione di quanto dichiarato a Repubblica. Da italiani saremmo più felici se le parole di quell'intervista fossero solo un malinteso. Ma temiamo che la connazionale imbarcata come medico sull'Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Sea Watch, intendesse proprio quello.
L'illogica sprovvedutezza di chi considera preminente la tragedia dei 134 migranti scomparsi dal primo gennaio nel canale di Sicilia rispetto ai ventimila morti registrati in soli due mesi in Italia è infatti perfettamente in linea con la lucida e delirante follia dell'organizzazione per cui lavora. Un'organizzazione convinta di poter sbarcare un carico di 150 migranti nei nostri porti mentre nel Paese infuria una pandemia che tiene bloccati in casa 60 milioni di italiani e rischia di compromettere il futuro della nazione. Un'organizzazione che - come racconta nel suo fanatico e devastante candore la dottoressa Ciufegni - ha lasciato il porto di Valencia proprio mentre in Spagna montava quell'epidemia che ad oggi ha falcidiato più di 17mila vite. Ovviamente senza sentire il bisogno di voltarsi a dare una mano.

Sulla condizionalità del Mes persiste un grosso inganno

Non si placano in Italia le polemiche, dentro e fuori il governo, riguardo all’attivazione del Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, previsto dall’accordo approvato dai ministri delle Finanze dell’Eurogruppo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Ora si attende l’approvazione definitiva del Consiglio europeo dove l’Italia, per bocca del premier Giuseppe Conte, annuncia battaglia per ottenere l’inserimento degli eurobond. Ma da Germania e Olanda arriva un secco No visto che, aver attivato un Mes senza condizionalità per far fronte alle spese sanitarie, è ritenuto il massimo che potesse essere concesso ai Paesi del Sud. I 5 Stelle puntano il dito contro il ministro dell’Economia Gualtieri, accusato di aver accettato il Mes contro l’indicazione della maggioranza. Insomma un caos generale. Cosa accadrà adesso? Ne abbiamo parlato con l’economista ed europarlamentare della Lega Antonio Maria Rinaldi.

martedì 14 aprile 2020

Che fine faremo? “Tutti a casa” è lo slogan regressivo e autoritario del “madurismo” italiano

In un mese di “lockdown” all’italiana – fondato sulla parola d’ordine “tutti a casa” e sul blocco di quasi tutte le attività imprenditoriali e commerciali – i contagi da Covid-19 sono aumentati di 15 volte, i morti di 20.
L’incidenza di casi e di vittime sulla popolazione resta di gran lunga la più alta nel mondo, con l’unica parziale eccezione della Spagna (e al netto naturalmente dei sempre inaffidabili dati cinesi). Questo vuol dire che le misure restrittive italiane – le più repressive sulle libertà individuali e le più distruttive nei confronti dell’economia adottate in tutto il mondo, con l’eccezione non della Cina, ma della sola provincia di Hubei – non sono state molto efficaci. Certo, la curva dei contagi, almeno nella seconda metà del mese, si è appiattita: casi raddoppiati, contro una moltiplicazione di 7 volte nei 15 giorni precedenti. Ma resta la domanda di fondo: come è possibile che, in questo deserto che è diventato l’Italia, il virus abbia continuato e continui a circolare così tanto, smentendo regolarmente il comitato tecnico-scientifico che parlava di imminenti effetti decisivi dei provvedimenti, ipotizzando “picchi” poi rivelatisi sempre troppo ottimistici? Le risposte a mio avviso sono due, ed entrambe implicano un giudizio totalmente negativo sull’approccio politico, e direi culturale, seguito dal governo nel contrasto all’epidemia.

Il Covid-19 non è la peste del terzo millennio

Mi batterò fino all’ultima stilla di energia per consentire a chiunque di esprimere la propria opinione, tuttavia quando sento definire il Covid-19 come la peste del nostro tempo la mia già forte preoccupazione per il nostro disgraziatissimo Paese cresce ulteriormente.
Occorre a mio avviso che le persone più serie, responsabili e lungimiranti evitino di trasmettere agli italiani, popolo in testa alle classifiche dell’analfabetismo funzionale, messaggi sbagliati e devastanti. Tanto per intenderci, la famosa peste della prima metà del 1300, da cui prende spunto la principale opera letteraria del Boccaccio, si stima che abbia ucciso 20 milioni di persone, cioè un terzo della popolazione europea dell’epoca. Mentre quella descritta da Manzoni ne “I Promessi Sposi”, diffusasi nella nostra Penisola intorno al 1630, provocò la morte di un quarto degli abitanti dell’Italia settentrionale. La famigerata influenza spagnola, il cui virus continua a circolare nel mondo, avrebbe causato dai 50 ai 100 milioni di morti, su una popolazione mondiale di circa 2 miliardi di individui. Ma anche in quest’ultimo caso, così come sembra si stia riscontrando per il coronavirus, fattori estremamente soggettivi e particolari, secondo gli esperti, aumentarono in maniera esponenziale i decessi. Eravamo infatti alla fine della Prima guerra mondiale e la malnutrizione, i campi medici sovraffollati e la scarsa igiene trasformarono quella che molti virologi considerano ancor oggi una normale influenza in un vero e proprio flagello.

lunedì 13 aprile 2020

Fenomenologia di Giu’ Conte

Un lungo epitaffio per Giuseppe Conte, scritto da un meraviglioso Marcello Veneziani senza mandarle a dire. Da leggere tutto d’un fiato, tanto è Pasquetta e la gita fuori porta l’abbiamo rinviata a tempi migliori. Quelli del M5s si fermeranno alla premessa. Quelli del PD al secondo paragrafo saranno tentati di mollare, ma molti saranno quelli che andranno avanti sino alla fine per non darmela vinta. Quelli di LEU fingeranno di averlo letto, i Renziani lo leggeranno e lo condivideranno senza poterlo ammettere. In ogni caso leggere non nuoce alla salute.

Giuseppe Conte non è. Non è un leader, non è un eletto, non è un politico, non è un tecnico, non è nulla. È il Nulla fatto premier.
E lo conferma ogni giorno adattandosi come acqua corrente alle superfici che incontra. È la plastica rappresentazione che la Politica, dopo lo Scarso, lo Storto, il Pessimo, ha raggiunto lo Zero, la rappresentazione compiuta del Vuoto.
Luogotenente del Niente, Conte è oggi il fenomeno più avanzato della politica dopo i partiti, i movimenti, le ideologie, la politica e l’antipolitica, i tecnici e i populisti, le élite e le plebi.
È la svolta avvocatizia della politica che pure è da sempre popolata di avvocati: ma Conte non scende in politica, assume solo da avvocato l’incarico di difendere una causa per ragioni professionali; ma i clienti cambiano e così le cause. Andrebbe studiato nelle università del mondo perché segna un nuovo stadio, anonimo e postumo della politica.

sabato 11 aprile 2020

La morte in faccia nel tempo che la rimuove

La morte ha bussato alla vita nel nostro tempo svagato e sfuggente. Avevamo adottato la distanza di sicurezza dalla morte, una lunga distanza che sfumava nell’oblio e nell’occultamento. E invece è venuta a trovarci, virale e impetuosa, costringendoci a rifare i conti con lei. È tempo di parlarne, e questo è il giorno più adatto, perché è il Venerdì Santo.
Al mio paese c’era la tradizione dell’Incontro al Calvario: Gesù Cristo che porta la Croce e incontra sua Madre in un luogo che da noi si chiama proprio Calvario. Una processione gremita, che un tempo si svolgeva in un’atmosfera di raccolto silenzio, interrotto dalla disperazione delle vecchie madri vestite di nero che piangevano in Cristo il loro cristo di casa, il marito, il padre, il figlio morto in guerra. Era un lutto reale, vorrei dire carnale. Le statue ondeggianti, le vesti e i capelli della Madre e del Figlio mossi dall’immancabile vento. Poi diventò negli anni uno spettacolo teatrale, in cui il pathos dell’evento veniva banalizzato dai microfoni che raccontavano in diretta la cronaca della via crucis e ne facevano quasi una docufiction per le tv locali. Quest’anno l’incontro con le folle non ci sarà, perché ora la morte non è un ricordo e un rito ma una presenza, anonima e corale, che si è fatta cronaca quotidiana e si riassume nelle colonne di mezzi militari che portano le bare lontano dai loro cari.

venerdì 10 aprile 2020

Ecco tutte le balle che Conte ha raccontato sul Mes in tv

Il premier ha accusato il centrodestra di aver fatto nascere il Fondo Salva Stati. Ma ha sbagliato date, nomi: tutto
Le parole di Giuseppe Conte in tv e l’attacco diretto alle opposizioni difficilmente verranno dimenticate. Hanno segnato un solco pesante tra la maggioranza e l’opposizione. Il premier ha di fatto usato la tv per mettere nel mirino i partiti del centrodestra per distogliere l’attenzione dalla Caporetto dell’esecutivo raccolta in Europa. I giallorossi hanno dovuto ingoiare il rospo del no ai coronabond e il sì ad un Mes calmierato che però potrebbe portare l’Italia sotto il tacco di Bruxelles. E il maldestro tentativo del premier di usare la tv per regolare i conti è scomposto e pieno di inesattezze. Per non chiamarle bugie.
La più pesante di tutte arriva dopo l’annuncio del lockdown prolungato fino al 3 maggio. E nel mirino c’è proprio tutto il centrodestra: “L'Italia accetta di discutere il Mes non confezionato perché questi Paesi ce lo chiedono. Qualcuno dice è una trappola, allora chi ha confezionato questa trappola si assuma la responsabilità. Era il 2012, io non c'ero, c'era un governo di centrodestra e se non sbaglio la Meloni era ministro”. Parole pesantissime, dette, ripetiamo, in tv in diretta. Di fatto il governo del centrodestra a cui si riferisce Conte è caduto l’11 novembre del 2011. Il Mes è nato il 27 settembre del 2012. Quasi un anno dopo. A palazzo Chigi c’era Mario Monti e la Meloni non faceva certo parte di quel governo. Due inesattezze pesanti che rischiano di confondere gli italiani. E a rinfrescare la memoria al premier c’ha pensato proprio la leader di Fratelli d’Italia: “Presidente Conte, nel 2012 al Governo non c'ero io, c'era Monti. Non è bello usare la televisione di Stato per diffondere fake news”.
Parole ripetute anche da Salvini e da tutto il centrodestra che di fatto chiede al premier toni più moderati e soprattutto il rispetto delle opposizioni. L’uscita del premier è stata così fuori luogo che perfino il direttore di tgLa7, Enrico Mentana, si è lasciato andare ad un commento piuttosto chiaro: “Se possiamo dire, l'avremmo francamente evitato. Se l'avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte della conferenza stampa”. Insomma questa volta il premier ha davvero abbandonato gli abiti del suo fare “anglosassone” col velo di pacatezza che lo accompagna per accusare (a colpi di fake news) le opposizioni su un pasticcio, quello in sede europea sul Mes, che ha la firma dei giallorossi e del ministro del Tesoro Gualtieri. Conte ha varcato un limite, quello del rispetto del dialogo fra maggioranza e opposizione. Una frattura profonda che difficilmente potrà rientrare nel giro di qualche giorno… Fonte

Almeno questo: non vendeteci una sconfitta per una vittoria!

La politica non è una scienza. È il luogo della retorica. Anzi: è il luogo in cui la retorica è nata. E dunque è percezione, racconto della realtà. Non la realtà. Ma la narrazione può drappeggiare, velare, alterare la realtà. Non capovolgerla. Oddio: la menzogna è possibile. Anche radicale. Ma è una scelta di corto respiro. Stupida prima ancora che immorale. 

E dunque va bene: l’Italia ha perso la sua partita in Europa. L’ha persa malamente e clamorosamente. La Francia ci ha usati e poi abbandonati per strada quando aveva raggiunto i suoi obiettivi; la Spagna non ci ha seguiti. E dissoltosi il presunto “fronte mediterraneo”, l’Italia, da sola, si è piegata all’ukase germanico. 

giovedì 9 aprile 2020

Salvini scrive a "die Welt"

Gentile "die Welt",
ho visto con stupore il vostro titolo odierno che parla di "mafia che aspetta i soldi dall'Europa".
Vorrei ricordare ai vostri lettori, che meritano un’informazione equilibrata, che l'Italia è contribuente netto dell’Unione Europea dal 1989. Da allora, gli italiani hanno versato al bilancio dell’Unione un totale di 81 miliardi di euro.
L'Italia ha anche fatto la sua parte con i fondi salvastati, versando a vario titolo oltre 57 miliardi. Come documentano studi di università tedesche, fra cui l’ESMT di Berlino, in molti casi, incluso quello della Grecia, il 95% dei fondi versati da paesi come l’Italia sono stati immediatamente girati alle banche creditrici, fra cui quelle tedesche.
Siamo stati in grado di contribuire al progetto europeo anche perché dal 1992 l’Italia ha sempre avuto un avanzo primario del bilancio pubblico, tranne che nei due anni più gravi della crisi.
Quello che appesantisce il bilancio pubblico italiano è la spesa per interessi, e in questo senso la decisione della signora Merkel di coinvolgere nel salvataggio della Grecia gli investitori privati (Private Sector Involvement), scatenando il fenomeno dello spread, ci ha penalizzato, mentre ha permesso alla Germania di finanziarsi a tassi negativi e di attirare capitali in cerca di un porto sicuro.
Il Leibniz Institut di Halle ha dimostrato che grazie a questa mossa la Germania ha beneficiato di circa 100 miliardi di afflussi di capitali, sottratti ai mercati finanziari degli altri paesi membri.
Vorrei infine ricordare che dall'inizio della crisi la Germania sta violando la regola che limita al 6% il surplus estero. Il successo delle imprese esportatrici tedesche, per il quale vi facciamo i nostri complimenti, significa però che l’economia tedesca prospera sulla spesa di altri paesi, che sono suoi clienti, e che quindi converrebbe trattare con rispetto.
In sintesi: i miliardi non sono mai arrivati in Italia dall'UE, né via bilancio comunitario, né via fondi salvastati, ma hanno preso sempre e solo direzione contraria, dall'Italia verso l’Europa, e noi non abbiamo mai chiesto se andassero a finanziare la malavita tedesca.
Ci rimane invece qualche curiosità su chi finanzi, e per quali motivi, le tante navi delle ONG che nel Mediterraneo traghettano immigrati clandestini. Saremmo lieti di leggere su "Die Welt" un’inchiesta su questo problema, magari basata su fatti e non su insulti, per capirne un po’ di più su un fenomeno che avviene in violazione delle leggi nazionali e comunitarie e che riguarda e danneggia tutti, a partire dagli stessi immigrati.
Cordialmente,
Matteo Salvini

L’incubo totalitario dalla quarantena al comunismo

La cattività prolungata genera cattivi pensieri. Di chi la subisce, di chi la decreta. Malus mala cogitat, chi vive male pensa male, potremmo tradurre. Così in dormiveglia, tra la notte e l’alba, ho avuto un incubo. Ho visto, ho pensato, ho sognato – non so dire bene – dove avrebbe portato la lunga detenzione per ragioni sanitarie: a un regime totalitario mai visto che arrivava a privare i cittadini delle libertà più elementari e non ammetteva alcun dissenso nel nome della suprema emergenza sanitaria. Negati i diritti principali, che precedono perfino quelli democratici: uscire di casa, passeggiare, incontrare familiari ed amici, abbracciarsi, vivere all’aperto, andare a messa. Veniva poi spenta ogni attività produttiva, distrutta ogni possibile forma di lavoro, di ricreazione, dalla lettura al caffè; solo distrazioni centralizzate e controllate, perché somministrate dalla rete e dal web direttamente ai domiciliari.
Nell’incubo l’obbligo di mascherine era diventato permanente, allo scopo di mettere la museruola ai cittadini, impedire loro di parlare liberamente e farsi capire, con la scusa di salvaguardarli la salute. Sotto la minaccia della malattia, l’ospedalizzazione e la morte, il popolo impaurito diventava docile, non opponeva resistenza. Era severamente proibita ogni riunione da tre persone in su e vietata ogni manifestazione che richiamasse un’assemblea. Sradicata ogni fede, ridotta solo al segreto della propria intimità (chiusi in bagno a pregare), la politica costretta al privato, concessi invece il fumo e il cane da passeggio.

mercoledì 8 aprile 2020

Cer, si dimette il presidente: “Deluso dall'Ue. Nessun coordinamento anti pandemia”

Il presidente del Consiglio europeo della ricerca (Cer), Mauro Ferrari, annuncia le dimissioni: "Deluso dall'Ue. Nei momenti di emergenza le persone e le istituzioni mostrano la loro natura profonda"
"Il mio incarico come presidente del Consiglio europeo della ricerca (Cer) finisce qui. Ho presentato le dimissioni al presidente della Commissione Ursula von der Leyen". Arriva subito al punto il professor Mauro Ferrari, deluso dalla risposta dell'Unione europea all'emergenza coronavirus.
"Avevo preso servizio a gennaio scorso – ha spiegato Ferrari al Financial Times - motivato dall'entusiasmo per questa rispettata agenzia di finanziamento, dalla mia dedizione verso gli ideali di una Europa unita e dal desiderio di essere al suo servizio”. Il problema è che la realtà si è rivelata ben diversa da quella immaginata dal professore. Altro che solidarietà europea: ogni Paese ha dimostrato chiaramente di pensare solo e soltanto ai propri interessi.
Ferrari spiega qual è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. "Dall'inizio della pandemia era evidente che questa sarebbe stata una tragedia senza precedenti e che a soffrine di più sarebbero stati i più deboli. Ho dunque subito presentato una mozione per il lancio di un programma scientifico focalizzato su Covid-19. Ho creduto necessario fornire ai migliori scienziati gli strumenti e le risorse per combattere la pandemia con nuovi farmaci, vaccini, metodi diagnostici e nuove teorie scientifiche sul contenimento. L'ente di governo del Cer ha però votato contro la mia proposta, unanime, senza neppure discuterne".

lunedì 6 aprile 2020

Sciogliamo il Mes e coi soldi ricapitalizziamo la Bei

Su segnalazione di Antonio Maria Rinaldi, che la giudica un'idea fattibilissima per non essere più schiavi.

Una proposta per affrontare subito l'emergenza e schivare i rischi del Fondo Salva Stati
Dopo che le Istituzioni europee hanno tardivamente ammesso di aver sottovalutato l’emergenza sanitaria-sociale-economica nell’eurozona a causa della pandemia, in queste ore si moltiplicano le proposte finanziarie per dare sostegno ai paesi membri più colpiti.
Tali proposte, per quanto noto finora, già si preannunciano come assolutamente inadeguate, per modalità (prestiti con onere di restituzione sia degli interessi che delle quote di ammortamento del capitale) e entità (entrano in gioco decimali di PIL, per ciascuno Stato, laddove la recessione minaccia di essere di decine di punti di PIL). Così, l’attivazione “light” del MES, cioè senza o… “quasi senza” condizionalità, è un mero espediente di marketing politico, perché le condizionalità, per il Trattato, devono inderogabilmente essere rigorose e la Germania e i paesi “satelliti” non accetterebbero mai un compromesso sulla sostanza del rigore condizionale, ma al massimo una mera formula di facciata; poi, l’emissione di euro-bond con non meglio specificate garanzie comuni, per l’occasione denominati corona-bond (forse…), di cui non si conosce quale sarebbe l’organismo emittente, stante il divieto alla loro emissione finora ritenuto vigente in base all’art.125 TFUE (dalla stessa Corte Ue).O, ancora, il SURE apposito fondo europeo contro la disoccupazione che, sempre secondo le intenzioni dei promotori, attraverso 25 miliardi di garanzie volontarie dei paesi membri consentirà di finanziare le rispettive casse integrazioni. Ma ciò ricorrendo al consueto schema oneroso, per cui il fondo finirà, in definitiva, per restituire a ciascun Stato aderente tanto quanto (se gli va bene) ha versato come contribuzione (o “garanzia” pubblica immediatamente attivabile), dandosi comunque luogo ad una forma di prestito con rimborso di interessi e quote di capitale (il che rende più conveniente, per il singolo Stato, finanziarsi direttamente mediante i propri titoli del debito pubblico, rinnovabili alle scadenze e, comunque, attualmente acquistabili dalla BCE nell’ambito del suo programma di acquisti straordinario).

Tornano col virus gli scemi di guerra

Pensavo che l’incubo in cui siamo finiti da un mese ci concedesse almeno una tregua dai focolai di livore, cecità ideologica e faziosità che abitualmente accompagnano la nostra vita normale. Speravo che la solidarietà comunitaria richiesta in momenti come questi, la carità di patria, l’interesse superiore della salvezza collettiva, lasciasse indietro ogni sussulto di falsificazione vistosa della realtà e distorsione clamorosa della verità. E invece l’idiozia militante non si è presa una pausa neanche col contagio, i morti e le restrizioni.
Il campionario è vasto e non so davvero da dove partire. Dall’odio schiumante verso Trump accusato di essere quasi al servizio del covid-19 al tifo militante perché Bolsonaro si prenda il virus, dal “ben ti sta” che si leggeva nelle parole e sulle facce quando si parla di Boris Johnson (ma la stessa sorte non si riserva alla progressista Svezia che segue le sue orme) fino al capovolgimento della Cina considerato quasi un paese benefattore dell’umanità perché ha fatto da cavia al virus, si è sacrificato per primo e ora ci manda le mascherine. E l’accusa al governo cinese di aver nascosto per settimane i focolai, viene stranamente spostata sulla Russia di Putin o sull’Iran.

domenica 5 aprile 2020

Salvini bersagliato senza tregua

L'Italia non è mai stata famosa per lealtà nazionale e per rifiuto verso il cambio di casacca, gli esempi sono tantissimi! Vale per tutti l'esempio dello sbarco dei mille, che avvenne tranquillamente perché l'Inghilterra aveva comprato a suon di sterline i comandanti delle navi militari borboniche, che infatti guardarono da un'altra parte mentre Garibaldi sbarcava!
E che dire di piazzale Loreto, il giorno prima c'erano in Italia 40 milioni di fascisti, il giorno dopo 40 milioni di antifascisti,  che ancora oggi ci deliziano!
Insomma, se guardiamo dall'alto il popolo italiano lo vediamo costellato di numerose macchie di color marrone che, lo dico subito a scanso di equivoci, non è cioccolata!
Detto questo, repetita iuvant, in questi giorni sto assistendo ad uno spettacolo tipo piazzale Loreto nei confronti di Salvini! Oramai, qualunque cosa dica o non dica, sbaglia sempre e comunque, e viene criticato da sedicenti leghisti, che ormai passano il loro tempo a sparare sul supposto "cadavere " politico del Matteo!
Ovviamente non un fiato sulle inenarrabili nefandezze fatte dal governo, dagli infiniti errori infilati l'uno dietro l'altro, come una collana di perle e che ci hanno portato ad essere messi in galera in 60milioni quanti siamo! 
No, nessuna critica su quello, sugli involtini primavera, sulle mascherine che ancora mancano e chi più ne ha più ne metta! Il problema, per i fans di piazzale Loreto di color marrone, è la preghiera fatta in tv, una roba, secondo loro, da appenderlo per i piedi! 
È una riedizione della storia delle giacche e delle felpe di quando era ministro, non le poteva mettere punto! Anche se prima di lui tutti i ministri lo avevano sempre fatto, lui Non poteva, così latravano i compagni!
E fin qui ci sta, sono macchie marrone comuniste, ma oggi sono arrivati, di rinforzo ai compagni, tanti sedicenti leghisti!
L'ultima accusa è quella sullo "scudo penale ", su cui stanno sparando all'impazzata con fuoco amico! Uno scudo penale che prevede, semplicemente, la protezione giudiziaria nei confronti di tutti gli operatori sanitari, medici in primis, che stanno agendo in questi giorni contro il coronavirus!
Sappiamo tutti che  in questa emergenza è successo di tutto e di più, ambulanze arrivate dopo due ore,  intubazioni fatte in ritardo con morte del paziente, ecc ecc ecc! Sappiamo anche che tutto questo è successo per causa di forza maggiore e non per negligenza, perché i medici non avevano i mezzi per combattere al meglio questa battaglia e tanti di loro stessi sono morti per questo! Ma già qualche denuncia è partita, e per evitare di fare cornuti e mazziati dal mondo medico è partita la richiesta di essere protetti da denunce, mi sembra più che giusto!Tutti d'accordo, nel mondo politico, salvo tentare, da parte del qualcuno la estensione della protezione anche a categorie diverse dai medici! Visto questo la LEGA ha ritirato, attualmente, il suo appoggio al progetto di legge, in attesa di capire meglio! Bene, anche in questo caso un fiume di "delusi ", di vedove piangenti di non si sa che, tutti a ululare contro Salvini, colpevole a prescindere, né più né meno di come avrebbe fatto una qualunque zecca! Io non riesco a capire qual è il problema, se tanto vi sta deludendo non lo votate più, votate gli involtini primavera e abbraccia un cinese, votate chi vi ha messo in questo guaio, votate chi si appresta a farvi il deretano a cappello di monsignore con patrimoniali varie, e buo pro vi faccia! In questo modo tutelerete anche il Made in italy, e cioè quella caratteristica tutta italiana di non aver mai  finito una guerra sotto le stesse bandiere con cui era stata iniziata! Amen! (Domenico Napolitano)