lunedì 20 aprile 2020

Diciamoci la verità, anche se ci fa male

Allora ragazzi, sospendiamo per un attimo lo spettacolo presente e le polemiche connesse, proviamo a portarci avanti col programma e pensare a domani. Chi dovrà ricostruire il Paese, da dove ripartire, in che modo? Domande a cui, state certi, non sarò in grado di dare risposte e temo che nessuno lo sia. Ma domande che bisogna farsi per avvicinarsi al vero, per cominciare a pensare sul serio un agire costruttivo, scusate il bisticcio. Diciamoci la verità anche se fa male. Il punto di ripartenza, è evidente, non può essere il governo in carica per manifesta incapacità, fuffa e marasma. Non ha mezza strategia, è diviso sulla linea di fondo, se affidarsi all’UE e al Mes oppure no, non è in grado di delineare una strategia, di fare qualcosa sul serio. Fa solo teatrino e comunicazione. Allora a chi affidarsi, considerando che quel domani non è un vago avvenire ma vuol dire appena possibile, subito, a giorni?

Provo a prendere per buona l’ipotesi di ricorrere al Mes, e a percorrerla fino in fondo, perfino accettando l’ipotesi estrema, il commissariamento europeo dell’Italia, la fine o la sospensione della sua mezza sovranità attuale. Pensate che sia la soluzione? Chi sono gli statisti europei che potranno guidare l’Italia, e chi saranno i commissari da loro espressi? Hanno un’idea, una visione del bene comune, una strategia o sanno solo badare all’assetto contabile delle finanze pubbliche, ignorando la vita dei popoli? Pensate che qualcuno dall’Europa si assuma la piena e vera responsabilità di governare l’Italia, pensate che arrivi qualche Napoleone o piuttosto che i commissari vengano solo come agenti per la riscossione del debito e poi lascino marionette italo-europee alla guida del paese? Avete visto come si è comportata l’Unione europea in queste settimane, totalmente incapace di affrontare la realtà, balbettante, tentennante, depensante, divisa? Arrivo a dire una cosa che mai avrei detto e pensato: magari la soluzione fosse consegnarsi a un SuperCommissario Europeo che venisse qui a rimettere in ordine la vita, prima che i conti; anzi a ridare vita a un paese intubato. In fondo lo pensava anche Dante, sette secoli fa, quando sognava che arrivasse dal Lussemburgo Arrigo VII… Ma dall’Europa ci arrivano solo cartelle fiscali o al più giroconti bancari.

Allora torniamo precipitosamente in Italia e pensiamo: in queste condizioni cosa si può fare? Cacciare Conte sarebbe sicuramente un primo passo avanti, per passare dalla fiction alla realtà; ma un secondo passo quale sarebbe? Sapendo che in queste condizioni non ci mandano a votare – ammesso poi che le elezioni con l’auspicabile vittoria del centro-destra siano la soluzione – allora che cosa si può fare? Se immaginiamo commissari interni, non ci convince Draghi perché troppo eurocentrico, non ci convince Colao perché troppo Bieldeberg, cioè globalista, come si dovrebbe allora procedere, escluso il sorteggio proposto da Beppe Grillo?

Immaginiamo una procedura seria dettata dallo Stato d’Eccezione, l’emergenza vita-o-morte di un Paese. Allora, il Capo dello Stato insedia un Comitato Supremo di Salute Pubblica, ristrettissimo, composto dalle massime cariche istituzionali e politiche, da lui presieduto: i presidenti delle due camere, i tre leader dell’opposizione, i tre, quattro leader della maggioranza. Insieme devono indicare un Governo di Salute Pubblica, un governo dei Migliori, indipendentemente da ogni colore politico. Un governo che gestisca l’emergenza e il dopo, che stia in carica per un anno o comunque espleti il suo mandato entro la scadenza della presente legislatura, e che abbia tre compiti: il piano di ricostruzione del paese, il piano di protezione sanitaria e di ripristino delle libertà sospese, il piano delle relazioni internazionali a partire dall’Unione Europea. Ottimo. Come procede il Comitato dei dieci, sceglie nomi e indirizzi a maggioranza o in che altro modo? Ammesso che la somma delle incapacità e delle incompetenze possa produrre capacità e competenza, e che la disarmonia possa generare armonia, i nove-dieci in questione troveranno un accordo oppure no, si procederà a colpetti di maggioranza fissa o variabile? E i nomi prescelti per traghettare l’Italia non sarebbero poi gli stessi che si fanno ora? La lista dei BabbiNatale è nota: gli ultimi sono Draghi e Colao, ma prima di loro ci sono stati Cottarelli e Cantone, e altri furono bruciati col governo dei tecnici. Saranno loro i Salvatori? Per sintetizzare le posizioni governative e tecniche, si farà un governo CoCoCo – Conte, Colao, Cottarelli – per fronteggiare il Co, nel senso di Coronavirus, Covid-19? Diocenescampi, non va bene. E allora che facciamo, ci consegnamo ai cinesi, a Trump, ci facciamo commissariare dal Papa, dall’Onu, dall’Oms, da Alexa?

Non so andare avanti, tutte le strade si fermano. Allora faccio un passo indietro e mi dico: noi non abbiamo la forza né di rifiutare il Mes e fare da soli né di negoziare dopo che abbiamo accettato il prestito. Non siamo in grado di trovare una sintesi tra maggioranza e opposizione, e nemmeno all’interno della maggioranza o dell’opposizione (si vedano le spaccature sul Mes). Non siamo in grado di esprimere un governo di alto profilo che piaccia a tutti o almeno a tanti o che perlomeno non dispiaccia a nessuno o almeno a tanti.

Non ci fidiamo di Mattarella o anche a fidarci ma non lo riteniamo in grado di fare da nocchiere in gran tempesta. Che facciamo? Torniamo a scorrere le opzioni sotto altri punti di vista, fino a che troviamo la soluzione meno brutta. Richiesta di adozione internazionale, Comitato di salute pubblica, Governo che sia espressione di tutto il parlamento con Mattarella reggente, voto appena possibile… Prova e riprova a studiare tutte le ipotesi, qualcosa si deve fare se non si vuole morire nel Nulla della Contea.
Marcello Veneziani, La Verità 17 aprile 2020

6 commenti:

Anonimo ha detto...

"A che serve la task force Colao se c’è già il Cnel che ha esattamente quelle stesse funzioni in virtù della Costituzione? Forse per avere qualcuno che dica quello che il governo vuole che sia detto, senza troppe scocciature". Lo afferma il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un post su Facebook.

"Perché gli studi appena pubblicati dal Cnel sostengono tesi che potrebbero non piacere agli euroinomani, tipo: all'Italia non serve il Mes ma gli Eurobond, con iniezioni di liquidità a sostegno dell'economia, serve il superamento (e non solo la sospensione) del patto di stabilità e un Quantitative Easing molto più forte. Tutto molto pericoloso per Conte e Gualtieri, meglio una task force governativa più accondiscendente, da aggiungere a quella sulla verità di regime e a tutte le altre che mortificano le istituzioni della Repubblica", conclude Meloni.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/04/21/meloni-attacca-che-serve-task-force-colao-gia-cnel_wJWj8YCfLYRKj2dUBfzfgJ.html

mic ha detto...

“È indiscutibile: l’Italia è stata lasciata sola”. Una frase che il premier Giuseppe Conte ha ripetuto svariate volte nel corso di queste settimane: un concetto che ha ribadito anche di recente in un’intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. “Anche Ursula von der Leyen la vede in questo modo”, ha aggiunto il premier, e per questo “si è scusata in nome dell’Unione europea, nell’europarlamento. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto”. Intervista nella quale è tornata a rilanciare i coronabond: c’è bisogno, ha sottolineato Conte, “di tutta la potenza di fuoco dell’Ue”, e dunque della condivisione dei debiti, ossia i coronabond. “Non è questione di mettere in comune debiti passati o futuri”, spiega Conte, “ma di realizzare insieme un impegno straordinario”. Il premier ha poi lanciato una stoccata nei confronti di Berlino, accusando implicitamente la Germania di egoismo e affermando che nell’Ue diversi Stati membri “guardano soltanto al proprio vantaggio”, con un chiaro riferimento al surplus commerciale tedesco.

La crisi fra Berlino e Roma
Tema, quello della condivisione del debito, di cui Berlino non ne vuol nemmeno sentir parlare. E lo ha ribadito con fermezza più volte. Per questo nelle scorse settimane il governo tedesco ha permesso all’Olanda di fare il “poliziotto cattivo” del rigore nella trattativa europea. Come riportato l’agenzia Nova, in vista del Consiglio europeo del 23 aprile prossimo, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ribadito la propria contrarietà all’introduzione degli eurobond, ancora una volta. In particolare, durante una riunione della dirigenza dell’Unione cristiano-democratica (Cdu) tenutasi ieri a Berlino, Merkel ha dichiarato che le obbligazioni comuni “vanno nella direzione sbagliata”. È quanto riferisce il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, citando una fonte che ha preso parte all’incontro. D’altro canto nell’accordo siglato il 9 aprile all’Eurogruppo di eurobond non c’è nemmeno traccia. Quindi, ad onor del vero, non c’è certo Berlino ad alimentare false speranze.

Governo tedesco contro i coronabond: “Discussione fantasma”
Un braccio di ferro, quello fra Berlino e Roma, che sta mettendo in crisi le relazioni bilaterali fra i due Paesi e la fiducia reciproca. Come conferma anche Handelsblatt, il governo federale della Germania si rifiuta categoricamente di prendere in considerazione l’ipotesi coronabond: il ministro dell’economia Peter Altmaier (Cdu) ha parlato di una “discussione fantasma”. “Il rapporto tra i due Paesi è pessimo”, ha dichiarato Lars Castellucci, parlamentare della Spd . “Difficilmente riusciremo a capire cosa facciamo per l’Italia”. Nel frattempo, scrive il quotidiano tedesco, nell’Ue cresce la preoccupazione per le relazioni italo-tedesche. Di fatto, a causa della crisi provocata dalla pandemia di coronavirus, il rapporto tra Roma e Berlino si è “interrotto, anche se ciò non viene dichiarato ufficialmente e l’ammirazione per il cancelliere Angela Merkel rimane elevata in Italia”.
https://it.insideover.com/politica/coronabond-ora-e-crisi-nera-fra-roma-e-berlino-sulle-misure-ue.html

Anonimo ha detto...

La portavoce della Commissione, Marta Wieczorek, rispondendo a una domanda di un giornalista sulla proposta di creare un European Pandemic Support Scheme per emettere bond grazie al bilancio Ue, gela l'Italia: «Abbiamo visto gli articoli di stampa, ma dopo una verifica rapida non penso che abbiamo ricevuto nulla di concreto su un documento. È legittimo che gli Stati membri presentino le loro idee per discuterle con i leader nel vertice per teleconferenza: la proposta italiana va vista nell'ambito del dibattito del Consiglio europeo». La commissione europea non ha ricevuto alcun piano scritto da parte dell'esecutivo italiano. Eppure, nell'informativa alle Camere, il presidente della Consiglio aveva rassicurato tutti di aver consegnato ai leader dell'Ue la proposta italiana sul Recovery Fund. Chi mente?

https://m.ilgiornale.it/news/politica/bruxelles-inguaia-conte-nessun-piano-roma-1857220.html

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/e-il-financial-times-da-ragione-a-bagnai/

Questa la soluzione: la BCE deve fare tutto il necessario per aiutare ogni membro della zona euro a gestire questa crisi”.

Insomma, voi rigoristi del Nord Europa, fatevela piacere, l’alluvione di 750 miliardi creati dal nulla dalla BCE e il fatto che una quota vada a Italia, Spagna, Portogallo, Grecia (e Francia, come si vedrà presto…) . Perché “il crollo della zona euro sarebbe una catastrofe. Anche per voi.

La BCE è l’unica istituzione in grado e disposta ad agire per impedirlo . I governi dovrebbero appoggiarla. Devono anche considerare come ripulire il debito quando tutto è finito. Ora è il momento di agire: ” “whatever it takes, ancora una volta”.

L’unico problema, e mistero, oggi è Gualtieri e le sinistre italiane coi loro economisti da bar sport (e con Berlusconi!) che vogliono il MES: che all’Italia non basta e di cui non ha bisogno.

Non han capito il problema e quindi la sua soluzione (indicata da Wolf), il che è possibile: neo-primitivi, ignorano le basi della vera politica monetaria, oppure sono ricattati. Da chi? Perché? Cosa hanno promesso?

Forse la cittadinanza a un milione di musulmani?

Anonimo ha detto...

Stefano Folli su Repubblica: Meloni discorso da leader.

Da un lato la disperata speranza, tutta politicista, che tirando la palla avanti l’autogoal – inevitabile – ritarderà. Dall’altra una proposta, frutto di una protesta composta ma non meno severa, considerata – al di là delle opinioni – la voce più accreditata dell’opposizione.

Nel primo caso parliamo ovviamente di Giuseppe Conte e dei suoi alleati giallo-rossi, con un Pd, che ha vinto la battaglia interna sul Mes nei confronti dei 5 Stelle, costretto a dover tenere fermo al suo posto un premier giudicato inadatto ma fondamentale per una trattativa con i partner europei che deve andare avanti come ha “stabilito” Gualtieri (l’uomo dell’Ue in Italia); e per governare, elemento non secondario, senza avere una maggioranza reale nella nazione.

Dall’altra Giorgia Meloni che nel suo intervento in Aula la sera della comunicazione di Conte in vista del Consiglio europeo, ha tenuto un discorso che ha colpito anche osservatori tutt’altro che prossimi alla tesi della destra. Lo ha riconosciuto così Stefano Folli, notista politico di Repubblica: «Chi contesta questa visione (quella di chi crede che l’unica salvezza per l’Italia sia abbandonarsi a una maggiore integrazione, ndr), lo sappiamo, non accetta né la cessione di sovranità né la logica secondo cui serve “più Europa”. Anche se non lavora per l’uscita dall’euro, il nazionalista punta sui “bond patriottici”: come li ha definiti Giorgia Meloni alla Camera in un intervento vibrante, quasi da capo dell’opposizione».

Una conferma, questa proveniente da uno fra i più accreditati analisti della politica, che in ballo non vi è solo il tentativo fideistico di Conte di trovare minime aperture su risorse a fondo perduto e mutualizzazione del debito (se non annunci spostati mesi e mesi avanti) quando in realtà il suo governo legittimerà lo strumento del Mes. No, esiste un’altra visione che in Parlamento ha trovato nella leader di FdI un’interprete giudicato il più rappresentativo davanti alla più grande crisi che la nazione è chiamata ad affrontare dalla fine della Seconda guerra mondiale.

«Noi crediamo che la vera sfida da vincere sia un’altra. È con la BCE», ha spiegato non a caso Meloni, insistendo – al di là degli eurobond – sul dispositivo che deve dotarsi di una “ragion politica”. «Lei (Conte, ndr) deve pretendere che la Banca centrale europea faccia quello che fanno tutte le altre banche centrali del mondo in questa crisi, e cioè comprare i titoli di Stato senza limiti. C’è una via seria e concreta, che chiedo, a nome di Fratelli d’Italia, diventi la linea del Piave della trattativa italiana al prossimo Consiglio europeo».

Accanto a questo, ecco il corollario: non meno determinante. L’ emissione da parte dell’Italia dei “Bot patriottici” proposti da Giulio Tremonti: «Cioè titoli di Stato a lunghissima scadenza, 50 anni o più, a basso rendimento ma non tassati e non tassabili neppure in futuro, che possono divenire un interessante bene rifugio per gli italiani. Ecco noi proponiamo che i Bot patriottici non collocati sul mercato siano acquistati dalla Bce, automaticamente, per tutto il tempo necessario a superare la crisi sociale e alla ricostruzione economica».

Insomma, come si vede – e come ha riconosciuto anche Repubblica – non solo protesta, «vibrante» (e il carisma, l’evocazione, sono elementi fondamentali di una leadership), ma anche una proposta che integra le funzioni che la comunità europea deve perseguire e difesa dell’interesse nazionale in una logica sussidiaria e “complessa”.

Anonimo ha detto...

...segue
Tutto molto chiaro, eccetto che per osservatori come Andrea Scanzi che – al contrario di Folli – si diletta da qualche mese a difendere l’indifendibile Conte. La sua “analisi” dell’intervento di Meloni in Aula? Ecco un estratto:

«In un parossismo di corde vocali straziate, l’onorevole Giorgia Meloni ha fatto una gran bella intemerata da pesciarola giovane alla Camera. Momenti avvincenti, che hanno giusto esaltato quel che resta di giornali fascio-morti e quel che rimane di twittarole mai baciate dal talento». E così via: tra sessismo, battute da osteria e tanta polvere alzata per non affrontare il punto. Ah, Scanzi è lo stesso che il 25 febbraio – proprio per assecondare la folle “narrazione” riduzionista del governo – tuonava così sui social a proposito dell’allarme Covid-19: «Perché vi viene un piccolo ca**o di raffreddore vi preoccupate? Avete bisogno della Nutella per sopravvivere alla quarantena».

A dire il vero abbiamo bisogno di un governo che non faccia morire la Nazione “dopo” la quarantena.
https://www.lavocedelpatriota.it/stefano-folli-su-repubblica-meloni-discorso-da-leader/