lunedì 3 gennaio 2022

La libertà autorizzata non è più libertà, un diritto incerto non è più diritto

⁉️⁉️⁉️“Il green pass fa parte di quel modello politico che i politologi chiamano le libertà autorizzate. 
L’autorizzazione in diritto è un atto che non concede nuovi diritti, ma autorizza diritti già esistenti. Delle cose che andavano da sé, come la libertà di uscire di casa, andare al ristorante o prendere un treno, questi diritti elementari, adesso hanno bisogno per essere esercitati di un’autorizzazione. E il green pass è questa autorizzazione. Anche qui si vede la cecità delle persone che pensano che il green pass garantisca la libertà. 
La libertà autorizzata non è più una libertà, perché può essere in qualunque momento revocata o cambiata da chi ha dato l’autorizzazione. 
Cosa evidente. Una volta che si entra in questo modello delle libertà autorizzate qualunque atto, qualunque libertà, ora, dovrà essere autorizzata. … e si può estendere all’infinito.
Un altro punto importante che cambia è la natura stessa del diritto. Per definizione il diritto deve essere certo. Non c’è legalità senza certezza del diritto, questo i giuristi l’hanno sempre saputo. Se, invece, come sta avvenendo, il governo interviene ogni 15 giorni, ogni mese sul problema, cambiando continuamente le regole, non c’è più alcuna legalità. Questo fenomeno non è più un fenomeno sotto la figura della legalità. Un diritto incerto non è diritto. E questo è un cambiamento enorme. La gente si sta abituando. Per poter vivere e rispettare la legge occorre che i cittadini sappiano qual è la legge e che questa legge abbia stabilità. Se la legge è instabile e cambia ogni 15 giorni è uno stato di illegalità normalizzata. 
Questi due punti sono fondamentali. Sono cambiamenti nei concetti base: la libertà autorizzata non è più libertà, un diritto incerto non è più diritto. Eppure noi siamo entrati con questo colpo di stato in un modello che cambierà il nostro concetto di libertà e di diritto.
Occorre ricordare che questo modello di fare emergere una situazione illegale accanto a una legale, l’assenza di norme accanto alle norme, è quello attraverso cui gli studiosi definirono lo stato nazista: lo stato duale. Duale, perché da una parte sembra che lo stato sia ancora vigile, e dall’altro, accanto, dei nuovi poteri esterni al diritto sono in realtà quelli che decidono”. (Giorgio Agamben)

domenica 2 gennaio 2022

Il messaggio di Dante agli italiani

Messaggio di fine anno del Presidente di tutti gli italiani, in pectore e in coelis, il patriota Dante Alighieri.
Italiane e italiani, beati e dannati, amatissimi e scelleratissimi! Al termine del mio settecentenario, più importante del settennato presidenziale di un qualsiasi mattarello di passaggio, rivolgo a voi un messaggio augurale che è insieme uno sprone e un’invettiva, come si addice al mio carattere spigoloso e alla vostra fetida situazione.

Per tutto l’anno trascorso ho ascoltato in silenzio ciò che avete detto di me per la ricorrenza del mio transito terrestre. Ne ho sentite tante, di valore diseguale, sul mio conto, ho visto come mi avete ridotto e deformato, e ho dovuto sopportare i tentativi di adeguarmi alle vostre fisime e ai vostri pregiudizi, che non sono certamente i miei. Ho dovuto subire pure l’affronto di vedermi rappresentato da un giullare di Stato, quel Benigni spacciato per mio erede solo perché è tosco pure lui, e quasi fiorentino. Qualche pittore mi ha perfino dipinto col suo volto.

Ciccio non legge, gli regalo un peluche

Padre e figlia vagavano tra i banchi della Feltrinelli, a Roma. Lui avrà suggerito a sua figlia di comprare al suo ragazzo o a suo fratello un libro per Capodanno e lei gli risponde: Ciccio non legge mò je faccio un peluche.
Oddio che pugnalata alle spalle per chi vive di libri e giornali. Ciccio Ciccio perché non leggi? Sei la disperazione mia e di quella razza libridinosa che, presa dalla lettura, non si riproduce più e rischia l'estinzione.
Dai, uno sforzo, nemmeno in vacanza puoi smettere un po' di smanettare sullo smartphone, sul pc, sull'i pad?
È come fumare sigarette elettroniche, ma vuoi mettere quelle vere, di carta? Non ti rendi conto che qui sta finendo una civiltà millenaria col tuo peluche al posto dei libri?
Nessuno ti dice di diventare come noi, malati terminali di lettura, etnia cartivora in via di scomparsa. Gioca, digita, chatta, fai tutto il resto, ma perché non includi nel tuo programma di vita anche un'ora al giorno, pure spezzettata in quattro miseri quarti d'ora, di lettura, libri o giornali?
Leggere è ginnastica della mente come gli esercizi fisici servono per il corpo, mica li puoi sostituire col tablet... È come il sesso, lo fai col peluche e il touch screen? Ma non ti senti umiliato da lei che frequenta quella casa di perdizione, la libreria, e a te compra il peluche?
I diritti umani, la dignità della specie, quella modesta centralina chiamata cervello, non si ribellano a sentirti trattato come un bamboccio da spupazzare? Dai, Ciccio, leggi, se non vuoi diventare un peluche. (Marcello Veneziani )

lunedì 13 dicembre 2021

Il regime si è dato la potestà legale di hackerarci il DNA

Il regime si è dato la potestà legale di hackerarci il DNA mediante i vaccini a mRNA. La più grande violenza della storia. Lo stupro genetico di massa. Oltre Hitler.

Il dr Zaks, top scientist di Moderna:
“Stiamo effettivamente hackerando il software della vita”

8 dicembre, 2021

Il CEO di Moderna afferma che i vaccini a mRNA stanno “riscrivendo il Codice Genetico“
La chiama “terapia dell’informazione” e dice “In realtà stiamo hackerando il software della vita“
Questo dovrebbe essere un allarme per ogni essere umano razionale
Puro transumanesimo nudo e crudo

Il transumanesimo è una filosofia deviata, che crede nell’uso dell’alta tecnologia per trasformare gli esseri umani in esseri immortali. Cioè, sfuggire alla morte e vivere per sempre. Inoltre, cerca di usare l’ingegneria genetica per creare una nuova razza padrona, che eliminerà tutte le caratteristiche “sconvenienti” degli umani. In pochi anni, il Transumanesimo ha soggiogato il mondo contro la sua volontà e senza il suo consenso. Miliardi di persone saranno iniettate con intrugli di terapia genica mRNA che cambieranno in modo permanente il corredo genetico di ogni persona.

Il bene che veramente penserete e desidererete in qualche modo lo otterrete

Non mi piace la rassegnazione che colgo nello scritto che segue dell'ottimo Agamben. Molto vera nell'analisi. Non mi suona del tutto la conclusione, da cui peraltro ho tratto il titolo, anche se alla fin fine non è una vera conclusione ma rimanda ad un oltre che sembrerebbe individuato a livello individuale. Non mi capacito che non ci sia nulla da fare. Non tanto nel far valere diritti perché, realisticamente, ormai si tratterebbe di un flatus vocis a fronte di un sistema coriaceo che li calpesta sistematicamente e criminalizza il dissenso. Ma resta il combatterli sul loro terreno con tattiche e strategie efficaci usando messaggi che siano staffilate, martellanti e significative, di nostro conio. Non ci mancano stile e contenuti. Mancano i leader capaci di catalizzare e canalizzare il tutto e gli spazi mediatici, al di là di questi  nostri strumenti di nicchia, per diffonderli... (M.G.)

"Non mi sembra che sia ora il momento per convegni. Non credo si possano organizzare convegni per la resistenza: immaginate che sotto Hitler si organizzasse un convegno per resistere? No, dobbiamo passare ad altre forme di azione, più concrete, e la concretezza non si oppone alla teoria, poiché "concreto", etimologicamente, significa "che cresce insieme" ed è inseparabile dal suo oggetto. Come si insegna all'università, non esiste un metodo che valga per tutti gli oggetti e noi dobbiamo cercare di aderire strettamente al nostro oggetto. Quindi ci vuole una particolare lucidità per aderire alla nostra situazione e trovare il metodo adatto ad essa.
Ecco, io credo che non è detto si possa continuare a comportarsi come s'è fatto finora, cioè a combattere ed agire in nome di principii e concetti come la democrazia, la Costituzione, il diritto, tutte cose che già da tempo avevamo visto come avessero perso il loro senso. È possibile continuare a praticare battaglie in nome dei diritti, ma lo si può fare tatticamente, strategicamente penso sia inutile, nel senso che, di fronte ad un governo che ignora la legalità mi sembra un po' vano invocare dei diritti. Che senso avrebbe avuto invocare dei diritti a Hitler o Stalin, cioè cercare di controbattere con i diritti chi ha abbandonato ogni legalità? Noi siamo di fronte ad un governo che ha abbandonato ogni legalità, se non si capisce questo, non si  capisce neppure in quale situazione ci troviamo. Non c'è alcuna legalità. Naturalmente l'avversario che abbiamo di fronte può apparire, ed è, sicuramente irrazionale, forse lui stesso confuso, forse non sa bene dove vuole andare , certamente è di basso profilo. Io credo anche, e questa forse sarebbe l'unica speranza positiva, che questo avversario rappresenti una civiltà, o meglio un'inciviltà, alla sua fine, e questo sembra confermato dai mezzi estremi che ha scelto : come ha potuto un governo scegliere dei mezzi così infami, estremi, distruttivi, come questo governo? Il fatto però che abbiamo di fronte un avversario spiritualmente ed intellettualmente morto non è detto che renda le cose più facili. Badate che lottare contro un avversario morto è più difficile che farlo con uno vivo, spiritualmente vivo , con il quale si possono controbattere argomenti, temi, ragioni. Con un avversario spiritualmente morto non si possono usare argomenti, né si può cercare di convincerlo, per cui ci aspetta l'invenzione di nuove strategie. Conclusioni non posso farne, il pensiero non può concludere, perché il pensiero si esaurisce e si toglie da mezzo una volta raggiunto il suo obiettivo. Posso solo augurarvi di continuare a pensare, perché il bene che veramente penserete e desidererete in qualche modo lo otterrete, anzi credo che l'abbiate già ottenuto".  GIORGIO AGAMBEN

giovedì 9 dicembre 2021

Il commissario Bergoglio e il gregge smarrito

Nel giorno dell’Immacolata Concezione è legittimo chiedersi: può un papa ridurre tutti i problemi della fede e dell’umanità ai migranti e al loro soccorso? Un papa dovrebbe avere a cuore le sorti dell’umanità intera, e in modo speciale del popolo cristiano di cui è Pastore; invece Bergoglio si occupa in modo esclusivo e ossessivo di coloro che si mettono in viaggio e cercano rifugio e ristoro in Occidente; quasi mai cristiani, spesso islamici. I migranti sono una piccola minoranza nel pianeta rispetto ai “restanti” che sono oltre sette miliardi sulla faccia della terra; questi lo sono per scelta o per necessità, per fedeltà al loro destino e alla terra madre o perché non hanno la forza, la salute né le minime risorse per partire. Certo, è più facile abbracciare in favore di telecamera un bambino nero approdato tra i migranti a Lesbo che andare tra i bambini che lottano con la fame, la morte e l’oppressione nei loro paesi. Ma per un bambino sbarcato in Occidente ce ne sono almeno mille bisognosi di tutto nei loro Paesi. È possibile poi che l’unico messaggio rivolto con insistenza a noi europei e occidentali sia quello di accogliere i migranti? Della nostra vita, della nostra sorte non se ne occupa mai Bergoglio se non per vergognarci della nostra civiltà e riparare alla nostra cattiva coscienza di europei?

mercoledì 24 novembre 2021

L'Italia rappresenta l'epicentro di un gorgo di follia autoritaria autodistruttiva al di là di ogni logica scientifica ed umanità

L'idea che i contagi del Covid oggi aumentino in Europa per "colpa" di chi non si è vaccinato è talmente idiota che per smentirla basta un bambino di terza elementare. Se i vaccini esistenti non impediscono i contagi, se nei paesi con più alta percentuale di vaccinati i contagi crescono come in quelli dalla percentuale più bassa, se il continente più vaccinato del mondo è ora di nuovo il più colpito dal virus, è ovvio che quest'ultimo lo si possa prendere da chiunque: anzi, se come in Italia più di tre cittadini su quattro sono inoculati, ci saranno tre possibilità su quattro di prenderlo da un inoculato - ammesso pure che sia un male prenderlo per i tantissimi che non sono assolutamente a rischio, la maggioranza, e non serva invece all'immunizzazione naturale delle società che ha sempre funzionato. Ed è altrettanto ovvio che escludere, segregare, isolare i non vaccinati con il lasciapassare dell'apartheid o con lockdown mirati non solo non serve assolutamente a nulla, ma al contrario aumenta le opportunità di contagio negli ambienti in cui i vaccinati si ritrovano credendo di essere a prova di virus. 

Il testacoda del politically correct

Dobbiamo essere contenti che la Repubblica, una delle principali ditte che sfornano da noi il politicamente corretto, abbia ingaggiato una crociata contro il politicamente corretto, fino a pubblicare il bel Manifesto del libero pensiero di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi, diventato nel frattempo editorialista del medesimo quotidiano? Tutto sommato direi di sì, è un passo avanti. Potrete definirlo una furbata del giornale, una di quelle che fanno gli italiani che sanno essere conformisti pure nella trasgressione, e vogliono essere col Potere ma con la nomea di spiriti liberi. Potrete obbiettare che è solo un contentino di facciata, senza un minimo di autocritica, perché poi il giornale resta sempre quello, spaccia in dosi massicce lo stesso codice PC, ha una lista nera di temi e autori scorretti che reputa morti o mai nati, seppure viventi; e poi usa Ricolfi come bicarbonato. Qualcuno ricorderà che nel frattempo l’unica voce un po’ dissonante, quella di Federico Rampini, è stata costretta a migrare peraltro in un altro padiglione della Stampa Conforme, il Corriere della sera, che ha però ingaggiato un’altra madonna pellegrina del Politically Correct uscito da Repubblica, Roberto Saviano. O potrete attribuire il timido segnale a un effetto di ritorno del direttore Maurizio Molinari, che di sinistra non è o perlomeno non era.

martedì 23 novembre 2021

Lockdown dei non vaccinati? Ecco perché sarebbe un accanimento senza logica sanitaria

Siamo in piena dittatura sanitaria e il centrodestra, con l'esempio dei governatori allineati e dell'opposizione morbida se non inesistente, dovrà ringraziare loro e la propria miope inconsistenza sui valori se i cittadini diserteranno le urne.
Summa iniuria per Fedriga, che parla soltanto dei contagi causati dai cortei no green pass a Trieste e nel FVG, ma nemmeno un accenno alla circolazione dei lavoratori transfrontalieri dalla Slovenia, alla manifestazione della Barcolana, a quella di Aquileia e tanto meno alle manifestazioni di Gorizia e di Nova Gorica queste ultime due presente Mattarella dove c'erano persone accalcate con e senza mascherine. Ma non c'è logica, solamente arbitrio...

Lockdown dei non vaccinati? Ecco perché sarebbe un accanimento senza logica sanitaria

Non vaccinati ancora capro espiatorio degli errori del governo: ritardo di quasi 2 mesi con le terze dosi, oltre 6 milioni di vaccinati potenzialmente scoperti…

“Non è allo studio nessuna stretta sul modello austriaco per i non vaccinati”, hanno precisato nella serata di ieri fonti qualificate di governo. Ma vale la pena comunque esaminare il forte e folle appello congiunto partito ieri da molti governatori di Regione, per lo più di centrodestra, per risparmiare i vaccinati dall’eventuale ritorno delle restrizioni, ancora previste dal sistema a zone colorate, gialle, arancioni e rosse:

“Chiederemo al Governo, come Regioni, che le misure restrittive legate alle fasce di colore non valgano per le persone che hanno fatto il vaccino”.

giovedì 18 novembre 2021

Una pressione fatta di vessazioni mediatiche

Sempre più messaggi di questo genere: "sono d'accordo con voi ma sto crollando psicologicamente".
Duole leggere continuamente queste frasi ma prendiamo atto che è quello che sta avvenendo in molte persone, contrarie alla narrazione dominante ma che non riescono più a reggere la pressione attorno a loro. Una pressione fatta di vessazioni mediatiche, di litigi in famiglia, di isolamento sociale, di minacce. Non è da tutti reggere situazioni del genere.
Attenzione, non stiamo parlando della scelta personale di inocularsi o meno, bensì di opporsi alla deriva dei lasciapassare e di tutto l'impianto emergenziale. In tanti stanno cedendo, vogliono essere lasciati in pace, non vogliono più sapere nulla, abbandonano la lotta per sfinimento.
Questa è la realtà dei fatti. I media però ci raccontano che abbiamo una maggioranza di cittadini entusiasta e responsabile. Nulla di più falso, trattasi di una larga maggioranza fragile e ricattata che non è riuscita a tenere una linea cedendo al pressing che hanno creato. I problemi "psicologici" sono in netto aumento in ogni fascia d'età. Da quasi due anni si parla solo di malattia, morte e contagi. Ovvero l'esatto contrario di quel che bisognerebbe fare per rimanere in salute.
È fondamentale la connessione corpo/mente/pensiero positivo nello sviluppo delle malattie, ma evidentemente chi bombarda in senso opposto non ne è consapevole. O forse sì? (Weltanschauung Italia)

sabato 6 novembre 2021

Liberi, non liberti: perché la libertà non può essere una concessione ad orologeria

E se la crisi odierna della libertà fosse riconducibile, in un certo qual modo, a questioni di natura etimologica? Spieghiamoci meglio, evitando strettoie logiche a vicolo cieco. L’etimologia, com’è ben noto, è disciplina linguistica che si occupa della storia delle parole, indagandone l’origine e le radici, di senso e di significato. Tenta, inoltre, di seguirne lo sviluppo e l’evoluzione nel corso dei secoli. Si tratta, pertanto, di un ramo del sapere profondamente storico. La lingua è arena di confronto tra vocaboli ed espressioni, in perenne competizione tra loro.

La parola “libertà” deriva dal latino libertas e dalla parola ancora più antica liber, cioè “uomo legalmente libero”, in evidente contrapposizione al termine servus, cioè schiavo. Nell’antichità si nasceva liberi o schiavi, ma gli eventi dell’esistenza potevano cambiare tale condizione. La guerra e i debiti potevano privarti della libertà, mentre la generosità di un padrone, invece, poteva spalancarti le porte verso una progressiva, ma pur sempre limitata, emancipazione personale.

Quando il virus si chiamava spread

Dieci anni fa, di questi tempi, l’Italia contrasse un virus letale e una tremenda pandemia che portò alla morte il governo in carica eletto liberamente e democraticamente dal popolo sovrano. Era un virus sconosciuto e velocissimo nella sua propagazione, mai sentito prima d’allora e mai più sentito dopo di allora, che stava portando il Paese in un baratro da cui non si sarebbe più ripreso, fuori dall’Europa o sotto i suoi stivali. Quel virus si chiamava spread, precursore del covid, e ogni giorno ci spiegavano che era il differenziale di rendimento dei Btp, i Buoni del tesoro, con i bund tedeschi.

Lo spread misurava la febbre debitoria del nostro paese e urgeva di terapia d’urto, ma di quelle drastiche e tempestive. Non c’era bisogno di costringere la popolazione agli arresti domiciliari e poi al vaccino e al green pass, come è stato col covid: quel virus si poteva debellare stroncando il suo veicolo, ossia il governo in carica. Come il pesce puzza dalla testa, così lo spread puzzava dal capo del governo.

martedì 2 novembre 2021

La caricatura macabra della morte - M. Veneziani

Fa un po’ impressione che la prima festività della globalizzazione sia una caricatura macabra e pacchiana dei morti e dei fantasmi. Per difenderla, qualcuno dice che Halloween è un modo per esorcizzare la morte; ma non si esorcizza la morte coglionandola in uno spettacolo puerile di travestimento. Sembra che l’unico modo di vivere pubblicamente la morte sia il ridicolo, il grottesco, il carnevale in versione vampiresca. Curiosa schizofrenia: dopo due anni in preda alla paura collettiva della morte, per covid, ora, anziché affrontare la morte, elaborare il lutto, anche con l’ironia, torniamo alla banalizzazione horror del cadavere, alla fiction su strada degli spettri. Non siamo capaci di affrontare il pensiero della morte se non scappando impauriti o giocando come bambini. Ma la morte non è uno “scherzetto”.

domenica 24 ottobre 2021

Nuova legge ingiusta in Italia: la legittimazione dell’omicidio di Stato

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha annunciato che il 25 ottobre l’aula della Camera esaminerà la nuova proposta di legge sull’eutanasia. Il testo della proposta, adottato come testo base dalle commissioni, intitolato “Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia” è a dir poco agghiacciante.

Cercheremo di fare un’analisi articolo per articolo e di fare delle osservazioni per ognuno di essi.

L’articolo 1 definisce la finalità della legge, ovvero quella di disciplinare la facoltà di una persona «affetta da una patologia irreversibile o con prognosi infausta di richiedere assistenza medica, al fine di porre fine volontariamente ed autonomamente alla propria vita». Ecco la prima contraddizione logica: si afferma che una persona in quelle condizioni possa porre “autonomamente” fine alla propria vita … richiedendo però “assistenza medica” a tal fine. Il medico, dunque, è costretto ad uccidere il paziente (l’obiezione di coscienza non è mai minimamente citata), però l’atto del paziente rimane “autonomo”.

sabato 23 ottobre 2021

Difendere non basta

Ma esistono ancora Dio, Patria e Famiglia? Amando la verità sopra ogni cosa, e rispettando la realtà prima di tutto, risponderei onestamente di no, non esistono ancora. Nel senso che non si tratta di residui perduranti del passato, una cittadella assediata da difendere per evitare che venga espugnata. Sono principi sommersi, quasi invisibili, deviati e dissimulati.

L’unica strada possibile per ridare loro dignità e visibilità a me sembra quella di partire dalla loro mancanza, dalla loro eclissi e dal vuoto che ne deriva. E vedere come può vivere, se può vivere, una società o una persona che abbia abbandonato quei punti di riferimento, diversamente nominati, che riguardano il rapporto con il cielo, con la terra e con la casa, i legami primari della nostra vita. Al posto di Dio resta quell’entità labile e friabile che è l’Io. Al posto della patria c’è lo sconfinato deserto denominato globale, dove sciamano masse di sradicati. E al posto della famiglia, come si sa, c’è la mutevole asimmetria dei rapporti transitori e a volte transgenici in cui il singolo prevale con i suoi desideri su ogni comunità, legame e dedizione. Da qui la necessità di ripensare e rifondare quei principi cardinali della vita e di sottrarre le motivazioni della vita al dominio della tecnica e del mercato.

Drago I Re d’Italia - Marcello Veneziani

Viva il Re, è tornato il Regno d’Italia. Dopo settantacinque anni ingloriosi e rissosi di repubblica, l’Italia è tornata allo splendore della Monarchia. Non c’è stato bisogno di un nuovo referendum, è bastato il suo nome, il suo ritorno in Patria, poi l’intrigo di corte del ciambellano fiorentino e l’acclamazione del Parlamento con poche defezioni ha fatto il resto.

Drago I, al secolo Mario Draghi, è ormai il nuovo sovrano d’Italia. Presidente del consiglio a tempo indeterminato, Presidente della Repubblica in pectore, Presidente dell’Europa in fieri. È venuta in Italia perfino Angela Merkel a fare le consegne a lui, prima di andarsene dopo il suo lungo regno germano-europeo.

venerdì 22 ottobre 2021

L’Europa in transizione di fase.

La situazione esaminata con uno sguardo più ampio e nell'ottica della complessità

Nella logica dei sistemi, le transizioni di fase sono cambiamenti strutturali dello stato, logica o ordine interno del sistema. Considerando l’Europa politica (l’UE) un sistema, vediamo di fare una fotografia aggiornata di quella che sembra proprio una transizione di fase.

La notizia, ed è una vera e propria notizia, è che Italia e Francia starebbero per firmare un trattato bilaterale, sul tipo di quello a suo tempo firmato da De Gaulle ed Adenauer agli albori della Comunità europea (1963), poi rilanciato nel famoso trattato di Aquisgrana (2019) tra Francia e Germania. Di questo hanno discusso nel recente incontro di Marsiglia Macron e Draghi, per cui pare che ora la bozza approvata a Parigi sia in ultimo esame a Roma per poi arrivare alla firma. I temi dell’accordo sono vari ma alcuni sono più rilevanti di altri. 

Partito Conformista Italiano

Icastica rappresentazione dell’odierna condizione italica dalla penna di Marcello Veneziani. 
Cito un efficace commento [qui]: "Purtroppo, finché quel partito era il Comunista, lo si poteva apertamente affrontare, combattere, come usa dire con erronei termini calcistici. Era ed è stato facile farlo, ma questo partito “Conformista”, mellifluo e sfuggente qual è, ha plasmato i cittadini, anche quelli di nuova generazione, … a propria immagine e somiglianza. E ciò non può che essere una ben motivata preoccupazione per chi ancora crede e confida in una presa di coscienza di tutti, in taluni un pentimento e un conseguente ravvedimento. Di certo costituisce un avvilimento per chi soprattutto non ha più tanto tempo per vedere finalmente, là in fondo, tunnel dopo tunnel, la sempre promessa luce, … il bel Sol del presente e non del sempre mitizzato e mai realizzato Avvenire."

Partito Conformista Italiano 

Quale partito guida l’Italia? Il Partito Conformista Italiano, in sigla PCI. È il partito che realmente determina l’agenda del Paese, il dibattito quotidiano, le priorità da affrontare; e che orienta chiunque abbia ruoli di potere, gestione e influenza nel nostro Paese. Il Partito Conformista Italiano esprime il Presidente della Repubblica che rappresenta il Pensiero Conforme a cui attenersi. Non esprime direttamente il Presidente del Consiglio, che al momento è un tecnico, ma anch’egli si conforma coi suoi ministri agli indirizzi del Partito Conformista. Il PCI esercita il suo ruolo di guida soprattutto sul piano dell’informazione, della formazione e dell’istruzione degli italiani, con una spiccata propensione pedagogica e una tendenza ad ammaestrare i cittadini o a punirli e deplorarli se non si allineano. Trova terreno fertile in un Paese che da sempre va in soccorso del vincitore, si conforma, colpisce in branco chi esce dal coro. 

La Corte polacca mette i paletti alla Ue, come i tedeschi

Riprendo dal sito del Centro studi Livatino, l’articolo di Francesco Mario Agnoli, già presidente di sezione alla Corte di appello di Bologna e componente del Consiglio superiore della Magistratura (1986-1990), che conferma la fondatezza delle ragioni alla base della decisione della Corte polacca, anche alla stregua di quanto stabilito da altre Corti costituzionali, da quella tedesca a quella italiana.
La Corte polacca mette i paletti alla Ue, come i tedeschi

Anche in Italia le reazioni alla sentenza della Corte Costituzionale polacca dell’appena trascorso 8 ottobre si sono concentrate, più che sul versante propriamente giuridico-costituzionale, su quello politico, giungendo a prospettare come tutt’altro che remota la possibilità di una “pol-exit”. Come noto, tutto prende origine dal contrasto fra la Repubblica Polacca e l’Unione Europea, che ritiene non conforme ai principi del diritto comunitario le modifiche apportate da quel Paese al proprio sistema giudiziario. La questione ha avuto un primo tempo davanti alla Corte di Giustizia dell’UE, che ha ordinato la sospensione della riforma: decisioni contestate per sospetta “incompetenza” dal governo polacco, che si è rivolto alla propria Corte costituzionale. I giudici di Varsavia, dopo avere argomentato in via generale sui rapporti fra il diritto interno dei singoli Stati membri e il diritto comunitario, pur riconoscendo la prevalenza di quest’ultimo in altri campi, l’hanno esclusa in punto a organizzazione del sistema giudiziario.

giovedì 21 ottobre 2021

No ad un super-Stato Ue che nessuno ha scelto e non è nei Trattati: il discorso thatcheriano del premier polacco

Come si sta in Europa a schiena dritta.
No ad un super-Stato Ue che nessuno ha scelto e non è nei Trattati: il discorso thatcheriano del premier polacco

Mateusz Morawiecki, premier polacco, ha tenuto un discorso al Parlamento europeo, in cui ha ricordato il vero ruolo dell’Unione europea. Quello che l’Ue dovrebbe essere, stando ai suoi stessi Trattati e quel che, invece, non dovrebbe mai diventare. Puntualmente è stato trattato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, come un rappresentante di uno Stato canaglia, passibile di sanzioni internazionali. Il che ci dà una misura di come l’attuale Ue si sia allontanata dal suo progetto originario.

Innanzitutto il premier conservatore di Varsavia, ha ricordato agli europei perché il nostro è un continente speciale, diverso da tutti gli altri:
Dobbiamo rispondere alla domanda su dove l’Europa abbia acquisito il suo vantaggio nel corso dei secoli. Su cosa abbia reso così forte la civiltà europea.