lunedì 26 luglio 2021

La bugia per prorogare lo stato d’emergenza

Non bastava l’odioso green pass, nello stesso decreto abbiamo la proroga della proroga della proroga dello stato di emergenza (art. 1 del decreto-legge del 23 luglio 2021, n. 105). Giusto protestare per il lasciapassare sanitario, come sta avvenendo in diverse città d’Italia, però sta passando in sordina la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021.

Ma di quale emergenza stiamo parlando? Il 31 gennaio 2020 lo stato di emergenza fu dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri sulla base dello spauracchio delle notizie che provenivano dalla Cina, ma il governo, all’epoca giallo-rosso, garantiva serenità: “abbraccia un cinese!”. Poi il virus è arrivato e tutto il Paese è stato segregato in lockdown per circa due mesi, causa le insufficienti terapie intensive a disposizione. A luglio Conte e Speranza si dichiararono vincitori e commisero l’errore di realizzare appena 1.200 terapie in più rispetto alle 5.400 iniziali. Il virus sembrava scomparso ma il governo prorogò ugualmente lo stato di emergenza fino al 15 ottobre.

giovedì 15 luglio 2021

Perché NO alla discriminazione di chi non è vaccinato

Ormai è il quesito del giorno, perché non vietare la vita sociale ai non vaccinati? Innanzitutto perché è un atto discriminatorio che viola i diritti dell'uomo e cancella lo stato di diritto trasformandolo definitivamente in autoritario! Ma poi anche perché ci sono domande che ancora i così detti "scienziati" non vogliono rispondere o fanno orecchie da mercante.
  1. Il vaccino, da quello che sappiamo, non blocca il contagio e la diffusione del virus. In UK, ad esempio, dove la vaccinazione è diffusa, i contagi sono oltre 35 mila al giorno. Allora, perché continuano a dire che vaccinandoci proteggiamo gli altri? Se io sono vaccinato e ho sintomi lievi, se passo il virus ad un non vaccinato, si potrebbe ammalare gravemente? Che senso ha quindi accusare chi non vuole vaccinarsi di egoismo, o discriminarlo con una norma?

Per Cuba non si inginocchia nessuno?

Ma perché tanti incarcerati, tanti desaparecidos, tante vittime sanguinanti delle repressioni nel residuo regime comunista di Cuba non destano alcuna apprensione, alcuna mobilitazione e alcun inginocchiatoio globale, come già è accaduto ad Hong Kong e in mille altri luoghi del mondo dove agiscono dittature comuniste o regimi radical-progressisti? Perché non esistono casi Zaki da quelle parti, non si vedono facce, non ci sono storie di repressione da raccontare, perché non si raccontano violenze patite su cui indignarsi e far indignare a comando interi branchi di foche ammaestrate? Perché quelle dittature sono accettate col silenzio compiaciuto dei media global e nostrani, mentre il Male per loro sarebbero le polizie occidentali o i governi come quello di Polonia e di Ungheria, votati dai cittadini in libere elezioni per realizzare quei programmi a tutela della famiglia, della scuola e dei minori, che vengono da noi esecrati? Perché la difesa della civiltà, col consenso del popolo, deve passare per barbarie, e la barbarie delle repressioni antipopolari deve passare inosservata? (Marcello Veneziani)

sabato 10 luglio 2021

Carramba che sinistra da gay pride

Raffaella Carrà bandiera dei gay, della liberazione sessuale, del femminismo e perfino dell’antifascismo; anzi patrona della Spagna antifranchista e gaudente, che si libera danzando dell’arcigno potere del Generalissimo e della sua Cattolicissima nazione. A sentire i media, Raffaella è stata soprattutto questo, tutto il suo ruolo nella ricreazione popolare aveva un filo sotterraneo “progressivo” se non “progressista”. Da coscia d’oro a coscienza dell’emancipazione tramite spettacolo...
Eppure la sua “figliastra” Barbara Boncompagni racconta che la Carrà si sorprendeva del fatto che il fronte gay e trans l’avesse eletta a sua madonna e reginetta. In effetti, lei era semmai il simbolo della seduzione femminile, della femminilità scosciata e intraprendente, che giocava con i maschi e si lasciava corteggiare, ammiccava e bamboleggiava. In Tv rappresentava la tv del disimpegno e delle pailettes, la pura evasione, il ballo sfrenato, la canzoncina allegra e fatua che ti entra nella testa, la risata fragorosa, insomma il circo dello spettacolo che non vuole pensieri; al più l’irruzione degli affetti privati nei programmi fatti di abbracci, sorprese e ritorni a casa. Tutto meno che un messaggio politico, ideologico, di appartenenza, divisione e impegno di lotta. E poi tanta vitalità e simpatia, gusto della vita e piacere di corpi, balli e lasagne.

martedì 6 luglio 2021

Il “manifesto sovranista” solleva due questioni reali dell’Ue: costituzionale e culturale

Avevo appena licenziato per Atlantico un articolo, che me lo sono ritrovato nel c.d. manifesto dei sovranisti, sì da sentirmi anch’io investito dallo scandalo sollevato da tutte le forze progressiste, con, ad orchestrare le rabbie dei mass media progressisti, un Letta che, perso ormai ogni referente non solo tattico ma anche e soprattutto strategico, cerca di salvarsi con radicalismo protestatario spinto all’insegna dello slogan “morire abbracciati alla bandiera del progetto di legge Zan”. No, non vorrei che credeste che, in uno sfogo megalomane, io pensi sul serio di aver dato un qualche contributo al manifesto; ma vorrei far capire ai miei due o tre lettori, che ora mi sento anch’io imbragato come “sovranista”, senza sapere bene quale sia il senso vero di questo termine usato dalla nostra intellighenzia (non necessita aggiungere di sinistra, perché, cosa stranota, non ce n’è una di destra), dopo che quello di populista è stato accantonato, per rispetto all’alleato del cuore, i 5 Stelle, nel loro faticoso e incerto passaggio da movimento a partito.

Il Grillo e la cicala - Marcello Veneziani

L’unica cosa che finora siamo riusciti a dire nella contesa tra EgoConte ed EgoGrillo è che hanno pienamente ragione tutti e due nel giudizio (pessimo) che uno ha dell’altro. Ma prima che il Grillo canti, ovvero prima che avvenga la conta dei parricidi o degli infanticidi, o la sospensione del conflitto, è possibile rintracciare una linea politica che distingua le due posizioni? Il lato prevalente, schiacciante di questa contesa, si sa, è la volontà di dominio di ambedue, la lotta tra un Megalomane e un Mitomane, due narcisisti patologici. Solo che uno lo fa di mestiere, facendo l’Istrione e il Buffone; l’altro invece di mestiere farebbe il Professore, l’Avvocato. E poi, uno quel movimento l’ha davvero fondato, l’altro ci è arrivato a cose fatte, già da presidente del consiglio, quando quel movimento era già il primo nel paese e andava al governo.

lunedì 5 luglio 2021

Pace Salvini-Meloni sull'Europa. Carta dei valori firmata anche da Lega e FdI

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si ritrovano uniti in Europa, insieme a Viktor Orban e altre formazioni politiche della destra continentale. Un documento comune è stato firmato anche dalla Lega e da Fratelli d'Italia sul futuro dell'Unione euroea.
"L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un'Europa senza nazioni". Questa una delle accuse lanciata all'Unione nella 'Carta dei valori europei' firmata a Bruxelles da 16 partiti della destra europea, tra cui la Lega, Fratelli d'Italia, il Rassemblement National francese di Marine Le Pen, l'austriaco Fpoe e l'ungherese Fidesz di Viktor Orban.

Dal testo della Carta «L’Unione europea sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un’Europa senza nazioni». Questa è una delle accuse lanciata all’Ue nella Carta dei valori europei firmata a Bruxelles da 16 partiti di destra europea tra cui Lega e Fratelli d’Italia, il francese Rassemblement National di Marine Le Pen, lo spagnolo VOX e gli immancabili PiS polacco e il Fidesz ungherese di Viktor Orbán. La lista dei firmatari include partiti dei gruppi del Parlamento europeo di Identità e Democrazia (ID) di cui fa parte la Lega, e dei Conservatori e dei Riformisti (ECR) presieduto da Giorgia Meloni... Leggendo la lista dei firmatari, si notano anche alcune assenze illustri, su tutte il tedesco AfD e gli olandesi PVV e FvD. - Fonte

venerdì 2 luglio 2021

Giorgia Meloni risponde a Galli della Logga - Corriere della Sera: “La Lezione che offre la Francia”

Fratelli d’Italia non ha bisogno di esami del sangue, è il movimento dei patrioti italiani.
"Gentile direttore,
i suoi editorialisti di punta invitano a riflettere sulla «lezione» che offrono le ultime elezioni regionali francesi. Cogliamo volentieri l’invito. Il dato clamoroso è che il partito del presidente della Repubblica in carica, En Marche! di Emmanuel Macron — il fenomeno mediatico da anni acriticamente osannato dal circuito politico e mediatico di casa nostra— è sprofondato al 7% a livello nazionale. Ovviamente attestandosi su zero vittorie nei territori, a meno di un anno dalle elezioni presidenziali.

Ecco, credo che qualunque analisi politica sulla Francia dovrebbe partire da qui e dall’affermazione delle destre francesi. La destra gollista — trainata dai Repubblicani e da candidati indipendenti — si è attestata al 38% mentre quella del Rassemblement national di Marine Le Pen ha ottenuto oltre il 20%. La Francia è una Nazione che oggi per quasi il 60% vota per forze patriottiche, conservatrici e sovraniste. Segno di un disagio per lo strapotere tedesco in ambito Ue e nei confronti di una deriva globalista senza regole? Ci sarebbe piaciuto leggere qualche analisi a riguardo. Invece ci siamo ritrovati l’ennesimo articolo che ci parla di fascismo, questa volta a firma di Ernesto Galli della Loggia. La tesi sarebbe che la destra gollista e la destra lepenista non si alleano tra loro perché Marine Le Pen non avrebbe preso sufficientemente le distanze dalla collaborazionista Repubblica di Vichy del maresciallo Pétain e che analogo isolamento politico rischia Fratelli d’Italia perché non avrebbe chiarito a sufficienza i suoi rapporti col regime fascista.

venerdì 25 giugno 2021

Immigrazione. L'UE abbandona l'Italia e Draghi non reagisce

Incomprensibile la soddisfazione del presidente del Consiglio Draghi per le conclusioni del Consiglio europeo sull'immigrazione. Al rinnovo dell'accordo con la Turchia di Erdogan e allo stanziamento di altri tre miliardi di euro da versare ad Ankara corrisponde, infatti, il nulla totale sul fronte del Mediterraneo centrale. Poche e generiche righe sulla Libia, nessun impegno concreto per bloccare le partenze, zero azioni risolutive per arginare il flusso incontrollato di immigrati. Risultato: l'Europa abbandona l'Italia al suo destino. Un clamoroso fallimento del nostro Governo che non può essere nascosto sotto il tappeto. Blocco navale, hotspot in Nord Africa per valutare chi ha diritto all'asilo ed equa distribuzione nei 27 Paesi Ue, rimpatrio dei clandestini: questa è l'unica strada che l'Esecutivo deve percorrere se vuole affrontare davvero l'emergenza immigrazione. Tutto il resto è propaganda. (Giorgia Meloni)