sabato 17 aprile 2021

Tenete lontani gli uomini dalle donne

 Un punto di vista che ci aiuta a riflettere con amarezza sull'oggi e sulle insidie di un domani prossimo venturo.


L’ultima idiozia del politically correct e del Metoo viene anch’essa dagli States e si chiama catcalling. Riguarda le molestie di strada e in particolare i fischi rivolti alle ragazze che passano, magari mentre fanno jogging, come è stato il caso di Aurora Ramazzotti, la figlia di Eros. Un’usanza, questa, che credevo sepolta in un’era geologica precedente, che risaliva alla mia infanzia in un paese al sud. Farla ora diventare bullismo, elevarla a emergenza sociale, invocare i diritti e il rispetto della persona violata e addirittura attrezzare una macchina giuridica per colpire queste desuete inezie, è il delirio di correttezza del nostro tempo. Anche quest’infimo, volatile apprezzamento è stato usato per dar manforte alla legge Zan riproposta in Parlamento. Un’altra legge speciale per colpire l’omotransfobia, l’oltraggio alle donne e alle cosiddette categorie vulnerabili. Come molti altri passi che l’hanno preceduta, anche questa legge sovrappone un giudizio morale e una certificazione ideologica alla realtà e alla giustizia. Serve per sancire lo spartiacque tra i moderni e gli arretrati, i progrediti e i rozzi, i sensibili e gli orchi; e serve per confermare un’adesione, proseguire la pulizia etica ed esprimere un giudizio morale in forma di legge. A me sembra una nociva idiozia e vi spiego il perché.

sabato 10 aprile 2021

Copasir, Meloni scrive a Salvini: se vuoi la presidenza devi lasciare il governo

Copasir, si infiamma la discussione. E ciò dopo il ‘verdetto’ Casellati-Fico che rimanda la decisione sulla guida del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi a intese politiche, tra i partiti. “Per noi la convocazione del Copasir è contra legem”, ha detto Ignazio La Russa, riferendosi alla convocazione per oggi e abbandonando per protesta i lavori della Capigruppo del Senato, non risparmiando accuse di pilatismo ai presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, e a discendere alle altre forze politiche. “Vedremo se andremo al Copasir -sottolinea- noi siamo contro la convocazione, potremo andare a San Macuto e dirlo, oppure no”.

Copasir, la lettera di Giorgia Meloni a Salvini
E Giorgia Meloni scrive a Matteo Salvini sulla vicenda

La lettera è stata pubblicata oggi sul Corriere della sera. FdI candida alla presidenza del Copasir Adolfo Urso mentre la Lega che ha attualmente la guida del Copasir con Raffaele Volpi, non intende fare passi indietro. ” Caro Matteo – scrive Meloni – da giorni i nostri avversari stanno cercando di far litigare Fratelli d’Italia e Lega. Ormai quasi quotidianamente leggiamo sulla stampa ricostruzioni e articoli che descrivono una presunta divisione tra i nostri partiti. L’oggetto del contendere ultimamente sarebbe la presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”.

Giorgia Meloni su Leggo: «Boom di sbarchi sulle coste italiane e questo governo pensa allo Ius Soli»

Se i numeri raccontano più delle parole gli effetti delle scelte, i dati sugli sbarchi dell'ultimo anno e mezzo sono l'emblema del fallimento delle politiche italiane sull'immigrazione.

Negli ultimi due anni sono stati due i governi alla guida della nostra Nazione, uniti da comuni denominatori: i giallorossi di Pd e M5S che dettano la linea e il ministro Luciana Lamorgese al Viminale.

Quello che è accaduto nei primi tre mesi del 2021 è a dir poco disarmante. I numeri ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno non lasciano spazio alle interpretazioni: da gennaio a marzo gli sbarchi sono stati 8465 e dunque tre volte tanti quelli dello stesso periodo del 2020. Nel pieno, ricordiamolo, di una pandemia globale che per mesi ha rinchiuso in casa gli italiani, ha messo in ginocchio la nostra economia e sta limitando fortemente le libertà individuali. Il dato è ancora più imbarazzante se confrontato con lo stesso periodo del 2019, quando il Pd non era al governo.

giovedì 8 aprile 2021

Conformismo e sorveglianza di massa nell’era della nuova “normalità” pandemica

Politici, calciatori, donne e uomini di spettacolo, comuni cittadini, in pochi sono riusciti a salvarsi dal servizio di sorveglianza pandemica e di delazione condominiale messo in piedi nell’ultimo anno: il deputato Marattin, i calciatori della Juventus, e tanti altri noti e meno noti si sono visti irrompere la polizia in casa, costretti così a interrompere un qualche banchetto casalingo, in divieto flagrante (e immagino anche fragrante visto l’assembramento prandiale a base di, si spera, buon cibo e vini) rispetto alla stordente sequela di divieti imposti da decreti-legge e più spesso Dpcm, e ad incassarsi poi il verbale di sanzione.
Un intricato groviglio di norme, lemmi e commi, divieti spesso patafisici, talmente surreali e dadaisti che il giornale triestino Il Piccolo ha pensato bene di ‘regalarli’ in allegato al quotidiano, con una pubblicità divenuta giustamente virale in Rete.
Ma più che della propria pantagruelica fame, i cittadini trasgressori della nuova normalità pandemica, intessuta di distanziamento sociale, mascherine, vita ritirata e casalinga e soprattutto solitaria, sono stati vittime privilegiate della degenerazione strutturale del concetto di cittadinanza attiva, con zelanti vicini di casa che si sono resi solerti informatori delle forze di polizia, poi prontamente accorse per sanzionare i commensali assembrati.

mercoledì 7 aprile 2021

La società aperta ha chiuso le porte

In genere sono in sintonia con Veneziani; tuttavia il discorso che segue mi appare realistico ma troppo rassegnato. Importante documentarsi anche in contesti che promuovono soluzioni concrete ed efficaci, tipo Iustitia in Veritate [qui].

“Non ne usciamo più” è il passaparola anzi il passapensiero che si legge sui volti delle persone, anche quando non lo dicono. La percezione che Pasqua sia un altro falso traguardo, che dopo saremo ancora alle prese con la pandemia e le conseguenti restrizioni, che sarà una storia ancora lunga e sofferta, non nasce solo da Tele-Angoscia, la televisione che vive ormai del terror panico e delle sue storie somministrate ogni giorno e sera durante i pasti; ma viene dalle dichiarazioni dei leader europei, come Angela Merkel e Emmanuel Macron, dalle minacce continue dei virologi e di quanti ci dicono che i vaccini non solo si completeranno solo dopo l’estate ma non saranno la panacea e non ci metteranno al riparo dai rischi e dalle restrizioni. Perché hanno scadenza limitata, andranno rifatti; perché non è detto che i vaccinati siano davvero al riparo dalle varianti venture; e quando saranno vaccinati tutti gli italiani ci saranno pur sempre i paesi vicini, i nuovi arrivi, i nuovi sbarchi.

domenica 4 aprile 2021

La colomba per Giorgia, il mattatoio per Matteo

Ma da dove nasce questa imprevista apertura di credito del Corriere della sera e del neosegretario del Pd, Enrico Letta, nei confronti di Giorgia Meloni e i suoi Fratelli d’Italia? Proprio ora che la Meloni è all’opposizione, da sola, contro il governo Draghi e cresce nei consensi di giorno in giorno…

Sarò malpensante ma conoscendo la linea di entrambi, ritengo che non si tratti di un improvviso attacco di ammirazione o di rispetto democratico nei confronti della destra italiana e della sua leader. Ma credo che sia da inserirsi nella campagna tesa a dividere la Meloni da Salvini, incrinare la leadership di quest’ultimo e indebolire il centro-destra che i sondaggi, anche quelli più pagliacceschi, danno da tempo come vincente in caso di elezioni. È bastato vedere il seguito all’editoriale di Ernesto Galli della Loggia per rendersene conto: un costante tentativo di separare Meloni e Salvini e metterli l’uno contro l’altra, in Italia come in Europa, approfittando della divergenza sul governo Draghi.

sabato 27 marzo 2021

Aprile mese delle richiusure: Draghi e Speranza vendono la proroga del lockdown come riapertura delle scuole

Continuano a prenderci per i fondelli. Fino a quando? Mica vi stavate convincendo che tutto stesse per finire, vili plebi italiche e appestate!

Bisogna ammetterlo, Mario Draghi e il suo staff si stanno dimostrando abilissimi nel preparare le conferenze stampa, nello spin doctoring. Lo schema resta quello del Conte 2, ma complice una stampa accondiscendente, riescono a nasconderlo bene, senza scadere nelle trovate fuori luogo del duo Giuseppi-Casalino. La sostanza, però, non cambia, anzi peggiora.

Mentre scriviamo non conosciamo ancora prime pagine e titoli dei servizi di oggi, ma a giudicare da quanto abbiamo letto ieri pomeriggio, il presidente del Consiglio è riuscito nell’intento di occultare la cattiva notizia (zone rosse e arancioni prolungate fino a tutto aprile) con una buona notizia (riaprono dopo Pasqua materne, elementari e prima media anche nelle zone rosse). Buona notizia che però, come vedremo, da una parte non è un passo avanti rispetto alla situazione di inizio marzo, e dall’altra era una decisione praticamente dovuta per una pronuncia del Tar del Lazio. Ma ci arriveremo.

mercoledì 24 marzo 2021

Giorgia Meloni: «Governo Draghi in continuità con Conte, non va. Rispetto Letta, persona di valore»

La leader di FdI: «Il governo è in continuità con Conte, così non va. La Lega? Non si sta allontanando: vediamoci e decidiamo in mezz’ora i nomi dei migliori sindaci»
È sempre più convinta della sua opposizione solitaria: «Mi scrivono in tanti che all’inizio avevano dubbi e adesso mi chiedono di andare avanti. Perché, al di là di qualche nome cambiato qua e là, questo governo è in perfetta continuità col precedente. E non poteva essere altrimenti, visto che la maggioranza che lo sostiene è in larga parte la stessa del Conte II». Ma Giorgia Meloni rifiuta l’etichetta di «signora no», di chi si oppone a tutto solo per principio: «A bocciare tante scelte di questo governo non sono io, ma gli italiani».

Glielo ha detto a Salvini, che sembra vivere male il suo atteggiamento duro?
«Intanto non è un atteggiamento duro. Quando sono stata d’accordo non ho avuto alcun problema a dirlo. Poi non faccio polemica coi miei alleati, con i quali sono sicura che dopo questa parentesi ci ritroveremo per governare assieme il Paese. Semmai mi dispiace sentire da altri toni polemici verso di noi. Abbiamo fatto scelte diverse, io rispetto le loro e mi aspetto lo stesso. So che la politica ha regole e vince chi ha più numeri, anche all’interno di una maggioranza, quindi non rimprovero loro nulla. Ma il ruolo dell’opposizione è anche dire quando le cose non vanno».