lunedì 26 luglio 2021

La bugia per prorogare lo stato d’emergenza

Non bastava l’odioso green pass, nello stesso decreto abbiamo la proroga della proroga della proroga dello stato di emergenza (art. 1 del decreto-legge del 23 luglio 2021, n. 105). Giusto protestare per il lasciapassare sanitario, come sta avvenendo in diverse città d’Italia, però sta passando in sordina la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021.

Ma di quale emergenza stiamo parlando? Il 31 gennaio 2020 lo stato di emergenza fu dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri sulla base dello spauracchio delle notizie che provenivano dalla Cina, ma il governo, all’epoca giallo-rosso, garantiva serenità: “abbraccia un cinese!”. Poi il virus è arrivato e tutto il Paese è stato segregato in lockdown per circa due mesi, causa le insufficienti terapie intensive a disposizione. A luglio Conte e Speranza si dichiararono vincitori e commisero l’errore di realizzare appena 1.200 terapie in più rispetto alle 5.400 iniziali. Il virus sembrava scomparso ma il governo prorogò ugualmente lo stato di emergenza fino al 15 ottobre.

giovedì 15 luglio 2021

Perché NO alla discriminazione di chi non è vaccinato

Ormai è il quesito del giorno, perché non vietare la vita sociale ai non vaccinati? Innanzitutto perché è un atto discriminatorio che viola i diritti dell'uomo e cancella lo stato di diritto trasformandolo definitivamente in autoritario! Ma poi anche perché ci sono domande che ancora i così detti "scienziati" non vogliono rispondere o fanno orecchie da mercante.
  1. Il vaccino, da quello che sappiamo, non blocca il contagio e la diffusione del virus. In UK, ad esempio, dove la vaccinazione è diffusa, i contagi sono oltre 35 mila al giorno. Allora, perché continuano a dire che vaccinandoci proteggiamo gli altri? Se io sono vaccinato e ho sintomi lievi, se passo il virus ad un non vaccinato, si potrebbe ammalare gravemente? Che senso ha quindi accusare chi non vuole vaccinarsi di egoismo, o discriminarlo con una norma?

Per Cuba non si inginocchia nessuno?

Ma perché tanti incarcerati, tanti desaparecidos, tante vittime sanguinanti delle repressioni nel residuo regime comunista di Cuba non destano alcuna apprensione, alcuna mobilitazione e alcun inginocchiatoio globale, come già è accaduto ad Hong Kong e in mille altri luoghi del mondo dove agiscono dittature comuniste o regimi radical-progressisti? Perché non esistono casi Zaki da quelle parti, non si vedono facce, non ci sono storie di repressione da raccontare, perché non si raccontano violenze patite su cui indignarsi e far indignare a comando interi branchi di foche ammaestrate? Perché quelle dittature sono accettate col silenzio compiaciuto dei media global e nostrani, mentre il Male per loro sarebbero le polizie occidentali o i governi come quello di Polonia e di Ungheria, votati dai cittadini in libere elezioni per realizzare quei programmi a tutela della famiglia, della scuola e dei minori, che vengono da noi esecrati? Perché la difesa della civiltà, col consenso del popolo, deve passare per barbarie, e la barbarie delle repressioni antipopolari deve passare inosservata? (Marcello Veneziani)

sabato 10 luglio 2021

Carramba che sinistra da gay pride

Raffaella Carrà bandiera dei gay, della liberazione sessuale, del femminismo e perfino dell’antifascismo; anzi patrona della Spagna antifranchista e gaudente, che si libera danzando dell’arcigno potere del Generalissimo e della sua Cattolicissima nazione. A sentire i media, Raffaella è stata soprattutto questo, tutto il suo ruolo nella ricreazione popolare aveva un filo sotterraneo “progressivo” se non “progressista”. Da coscia d’oro a coscienza dell’emancipazione tramite spettacolo...
Eppure la sua “figliastra” Barbara Boncompagni racconta che la Carrà si sorprendeva del fatto che il fronte gay e trans l’avesse eletta a sua madonna e reginetta. In effetti, lei era semmai il simbolo della seduzione femminile, della femminilità scosciata e intraprendente, che giocava con i maschi e si lasciava corteggiare, ammiccava e bamboleggiava. In Tv rappresentava la tv del disimpegno e delle pailettes, la pura evasione, il ballo sfrenato, la canzoncina allegra e fatua che ti entra nella testa, la risata fragorosa, insomma il circo dello spettacolo che non vuole pensieri; al più l’irruzione degli affetti privati nei programmi fatti di abbracci, sorprese e ritorni a casa. Tutto meno che un messaggio politico, ideologico, di appartenenza, divisione e impegno di lotta. E poi tanta vitalità e simpatia, gusto della vita e piacere di corpi, balli e lasagne.

martedì 6 luglio 2021

Il “manifesto sovranista” solleva due questioni reali dell’Ue: costituzionale e culturale

Avevo appena licenziato per Atlantico un articolo, che me lo sono ritrovato nel c.d. manifesto dei sovranisti, sì da sentirmi anch’io investito dallo scandalo sollevato da tutte le forze progressiste, con, ad orchestrare le rabbie dei mass media progressisti, un Letta che, perso ormai ogni referente non solo tattico ma anche e soprattutto strategico, cerca di salvarsi con radicalismo protestatario spinto all’insegna dello slogan “morire abbracciati alla bandiera del progetto di legge Zan”. No, non vorrei che credeste che, in uno sfogo megalomane, io pensi sul serio di aver dato un qualche contributo al manifesto; ma vorrei far capire ai miei due o tre lettori, che ora mi sento anch’io imbragato come “sovranista”, senza sapere bene quale sia il senso vero di questo termine usato dalla nostra intellighenzia (non necessita aggiungere di sinistra, perché, cosa stranota, non ce n’è una di destra), dopo che quello di populista è stato accantonato, per rispetto all’alleato del cuore, i 5 Stelle, nel loro faticoso e incerto passaggio da movimento a partito.

Il Grillo e la cicala - Marcello Veneziani

L’unica cosa che finora siamo riusciti a dire nella contesa tra EgoConte ed EgoGrillo è che hanno pienamente ragione tutti e due nel giudizio (pessimo) che uno ha dell’altro. Ma prima che il Grillo canti, ovvero prima che avvenga la conta dei parricidi o degli infanticidi, o la sospensione del conflitto, è possibile rintracciare una linea politica che distingua le due posizioni? Il lato prevalente, schiacciante di questa contesa, si sa, è la volontà di dominio di ambedue, la lotta tra un Megalomane e un Mitomane, due narcisisti patologici. Solo che uno lo fa di mestiere, facendo l’Istrione e il Buffone; l’altro invece di mestiere farebbe il Professore, l’Avvocato. E poi, uno quel movimento l’ha davvero fondato, l’altro ci è arrivato a cose fatte, già da presidente del consiglio, quando quel movimento era già il primo nel paese e andava al governo.

lunedì 5 luglio 2021

Pace Salvini-Meloni sull'Europa. Carta dei valori firmata anche da Lega e FdI

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si ritrovano uniti in Europa, insieme a Viktor Orban e altre formazioni politiche della destra continentale. Un documento comune è stato firmato anche dalla Lega e da Fratelli d'Italia sul futuro dell'Unione euroea.
"L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un'Europa senza nazioni". Questa una delle accuse lanciata all'Unione nella 'Carta dei valori europei' firmata a Bruxelles da 16 partiti della destra europea, tra cui la Lega, Fratelli d'Italia, il Rassemblement National francese di Marine Le Pen, l'austriaco Fpoe e l'ungherese Fidesz di Viktor Orban.

Dal testo della Carta «L’Unione europea sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un’Europa senza nazioni». Questa è una delle accuse lanciata all’Ue nella Carta dei valori europei firmata a Bruxelles da 16 partiti di destra europea tra cui Lega e Fratelli d’Italia, il francese Rassemblement National di Marine Le Pen, lo spagnolo VOX e gli immancabili PiS polacco e il Fidesz ungherese di Viktor Orbán. La lista dei firmatari include partiti dei gruppi del Parlamento europeo di Identità e Democrazia (ID) di cui fa parte la Lega, e dei Conservatori e dei Riformisti (ECR) presieduto da Giorgia Meloni... Leggendo la lista dei firmatari, si notano anche alcune assenze illustri, su tutte il tedesco AfD e gli olandesi PVV e FvD. - Fonte

venerdì 2 luglio 2021

Giorgia Meloni risponde a Galli della Logga - Corriere della Sera: “La Lezione che offre la Francia”

Fratelli d’Italia non ha bisogno di esami del sangue, è il movimento dei patrioti italiani.
"Gentile direttore,
i suoi editorialisti di punta invitano a riflettere sulla «lezione» che offrono le ultime elezioni regionali francesi. Cogliamo volentieri l’invito. Il dato clamoroso è che il partito del presidente della Repubblica in carica, En Marche! di Emmanuel Macron — il fenomeno mediatico da anni acriticamente osannato dal circuito politico e mediatico di casa nostra— è sprofondato al 7% a livello nazionale. Ovviamente attestandosi su zero vittorie nei territori, a meno di un anno dalle elezioni presidenziali.

Ecco, credo che qualunque analisi politica sulla Francia dovrebbe partire da qui e dall’affermazione delle destre francesi. La destra gollista — trainata dai Repubblicani e da candidati indipendenti — si è attestata al 38% mentre quella del Rassemblement national di Marine Le Pen ha ottenuto oltre il 20%. La Francia è una Nazione che oggi per quasi il 60% vota per forze patriottiche, conservatrici e sovraniste. Segno di un disagio per lo strapotere tedesco in ambito Ue e nei confronti di una deriva globalista senza regole? Ci sarebbe piaciuto leggere qualche analisi a riguardo. Invece ci siamo ritrovati l’ennesimo articolo che ci parla di fascismo, questa volta a firma di Ernesto Galli della Loggia. La tesi sarebbe che la destra gollista e la destra lepenista non si alleano tra loro perché Marine Le Pen non avrebbe preso sufficientemente le distanze dalla collaborazionista Repubblica di Vichy del maresciallo Pétain e che analogo isolamento politico rischia Fratelli d’Italia perché non avrebbe chiarito a sufficienza i suoi rapporti col regime fascista.

venerdì 25 giugno 2021

Immigrazione. L'UE abbandona l'Italia e Draghi non reagisce

Incomprensibile la soddisfazione del presidente del Consiglio Draghi per le conclusioni del Consiglio europeo sull'immigrazione. Al rinnovo dell'accordo con la Turchia di Erdogan e allo stanziamento di altri tre miliardi di euro da versare ad Ankara corrisponde, infatti, il nulla totale sul fronte del Mediterraneo centrale. Poche e generiche righe sulla Libia, nessun impegno concreto per bloccare le partenze, zero azioni risolutive per arginare il flusso incontrollato di immigrati. Risultato: l'Europa abbandona l'Italia al suo destino. Un clamoroso fallimento del nostro Governo che non può essere nascosto sotto il tappeto. Blocco navale, hotspot in Nord Africa per valutare chi ha diritto all'asilo ed equa distribuzione nei 27 Paesi Ue, rimpatrio dei clandestini: questa è l'unica strada che l'Esecutivo deve percorrere se vuole affrontare davvero l'emergenza immigrazione. Tutto il resto è propaganda. (Giorgia Meloni)

venerdì 28 maggio 2021

Nasce il trans-comunismo

Sta prendendo forma, seppur mutante, un nuovo, vecchio mostro: il trans-comunismo. Un fenomeno globale, non solo italiano. Mettete in fila i seguenti elementi sparsi: 1. l’egemonia mondiale di un comunismo geneticamente modificato, quello cinese, ibridato col mercato globale, rafforzato dalla pandemia e dall’espansione commerciale che sta colonizzando l’Africa e mezzo mondo; 2. lo sbarco in massa di migranti in Occidente, un proletariato mondiale che “non ha patria” – come dicevano Marx ed Engles – e “non ha da perdere che le proprie catene”; 3. il dominio planetario, a partire dagli Stati Uniti, di una ideologia correttiva che vuole abolire la realtà come voleva il comunismo (“abolire lo stato di cose presenti” prescriveva il Manifesto comunista) e sostituirla con una nuova umanità; 4. la ricaduta della biopolitica sui diritti civili, l’ideologia transgender modifica la natura umana e ribalta le identità e le definizioni, a partire dai connotati sessuali.
Infine, se volete, i messaggi di Bergoglio sull’abolizione “morale” della proprietà privata e sulla destinazione comune di tutti i beni: il papa si candida a diventare il cappellano militante del nuovo comunismo terzomondialista. Percorsi diversi ma verso una stessa meta: il transcomunismo. Aggiungo: finita la lotta di classe, perché sono diventati loro classe abbiente di potere, il transcomunismo propone ora la lotta di tasse.

lunedì 17 maggio 2021

Il Ddl Zan è una «legge che non serve». Parola del costituzionalista Ainis, non certo un sovranista

È ormai innegabile che sul Ddl Zan la confusione regna sovrana. Per sgomberare il campo da equivoci e fraintendimenti, allora, il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo intervista Michele Ainis, uno dei più rinomati e apprezzati giuristi italiani. Costituzionalista, docente universitario, nonché editorialista di Repubblica e l’Espresso, Ainis è anche scrittore, e la sua ultima fatica letteraria è un romanzo, guarda caso, intitolato Disordini. Un titolo che rimanda, e parecchio da vicino, al dibattito politico in corso. Un proliferare di spunti e commenti intestati all’omofobia e declinati al Ddl Zan, di cui Ainis che, come sottolinea Borgonovo nella sua intervista, «non si può certo considerare un pericoloso sovranista», enuclea limiti e aspetti pleonastici.

Ddl Zan, il costituzionalista Ainis spiega perché è una «legge che non serve»
Problemi e ripetizioni superflue, quelle disseminate tra le righe del Ddl Zan sul tema, che nell’intervista il costituzionalista divide e riassume in 3 punti principali: «Per punire i crimini d’odio non c’è bisogno di nuove norme, esistono le aggravanti. Il concetto di “identità di genere” cancella il corpo femminile. Le idee vanno combattute con altre idee». Che ampliato e argomentato significa che, per quanto riguarda il Ddl Zan, il costituzionalista sostiene che basterebbe già quanto a disposizione nei codici. E lo dice chiaramente Ainis, dichiarando: «Sinceramente penso che la stessa legge Mancino fosse inutile. Anche la più ampia tutela della libertà di pensiero e di parola è cosa diversa dalle azioni violente, lo insegna Popper. Significa che l’istigazione a delinquere è reato e rimane reato, su questo non ci possono essere dubbi.

venerdì 14 maggio 2021

Un silenzio gravido di pavida inettitudine della destra sulla libertà di espressione a rischio

Su @atlanticomag Andrea Venanzoni severo ma giusto su mezzi silenzi e timidezze a destra dopo i casi Gervasoni-Totolo. Un'osservazione di Andrea Sandri: "L'affare Gervasoni, professore di storia (non a caso), è più serio di quello che sembra. Vediamo ora se seguirà il Lehrverbot (sarebbe il primo caso di proibizione di insegnare comminata nell'Italia repubblicana a un professore di ruolo, mentre la falcidia dei docenti e dei ricercatori "a contratto" per avere espresso posizioni contro il pensiero dominante è già un incalcolabile buco nero di senza-nome). Un'ammonizione, in pieno regime di violazione dell'habeas corpus, per chi ancora pensa che in questa repubblica si possa almeno ancora pensare e parlare liberamente. É la pedagogia del tiranno e della "nuova normalità"."

La destra che scappa davanti al giro di vite
contro la libertà di espressione  

Più che il rumore delle manette agitate con gioioso trasporto digitale dai soliti giustizialisti color rosso sovietico, a lasciare il segno, dopo l’operazione dei Ros che ha visto indagate undici persone per vilipendio al presidente della Repubblica, è il solito, glaciale silenzio dell’area riferibile, genericamente, al centrodestra, nelle sue varie sfumature liberale, sovranista, patriottica e via dicendo.

domenica 9 maggio 2021

Il mondo incatenato al Prestito e al Vaccino

Lucido e disincantato come sempre Veneziani nell'intreccio perverso tra politica scienza ed economia

C’era una volta il Debito. Gli Stati ne erano afflitti coi loro popoli. Tremendo era il debito italiano e l’esattore preposto si chiamava Europa. Terribile fu la punizione degli Euro-dei ai greci per il loro debito. Spettacolare era il debito americano e il suo principale creditore, narrano le leggende macroecnomiche, era diventato la Cina. Qualcuno sosteneva di cancellare il debito dei paesi del Terzo Mondo.
Poi un giorno scoppiò la pandemia, il mondo fu sconvolto, la gente visse nel terrore tra la miseria e la malattia. E la permanente minaccia del debito, l’obbligo di non sforare, restituire i prestiti o pagare almeno gli interessi sui debiti macroscopici, d’un tratto svanì. Venne fuori una tendenza inversa, a chi le spara più grosse; dico le cifre per risanare la crisi paurosa aperta con la pandemia e le chiusure. Impressionano i 248 miliardi che pioveranno sull’Italia, i 750 che scenderanno sull’Europa, i 2mila miliardi che Trump aveva annunciato per gli Usa, raddoppiati con Biden. Quattromila miliardi di dollari, una cifra pazzesca tirata fuori dal nulla. Si dice che verranno fuori dalla pressione fiscale, e per rassicurare la gente si aggiunge che ci sarà una gigantesca mazzata fiscale alle multinazionali. Ma la cifra supera ogni possibilità di essere colmata da gettiti reali. Non è più tempo di prendere ma di dare, ha ammonito Draghi.

La libraia di Roma che non vende il libro di Giorgia Meloni: «So’ scelte, mejo pane e cipolla che alimentare questa editoria»

Una donna che vuol censurare una DONNA.
Caro Lorenzo Tosa, premesso che certe azioni non meriterebbero alcuna pubblicità, ritengo che forse tu non sappia che la persona autrice di questo "grandissimo atto di resistenza" non è solo una semplice libraia con negozio in quel di Tor Bella Monaca, ma anche una storica DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO del Municipio delle Torri. 
Pensa, addirittura una di quelle che aspira a candidarsi Presidente del Municipio Roma 6. Ti dirò di più: proprio in quella sede si sono svolte le Direzioni Nazionali del PD. Come vedi proprio una libreria..... LIBERA !!!
Sappiamo bene che in un'attività privata ognuno è libero di fare la propria scelta imprenditoriale, ma far passare come gesto eroico questa cosa fa ridere..... 
Adesso vorrei sentire cosa ne pensano gli esponenti locali del PD. Quelli sempre pronti a far la morale a tutti quando si parla di temi come Censura, rispetto delle idee altrui, libertà etc. Con tutto il rispetto questo non ha nulla a che fare con la Resistenza. Questo è semplicemente un atto di SCEMENZA!!! (Salvatore Napolitano su Facebook)

* * *
Ma andiamo oltre: Meloni in 'Io sono Giorgia': "Non facile arrivare fino a qui"

Un centro destra privo di pensiero e cultura politica

Il dl Zan non ha alcuna ragion d'essere se non nell'arroganza del pensiero unico dominante e dei suoi sottoprodotti. È ormai evidente che l’intento di Zan et similes corrisponde all'idea: non importa chi siate o cosa pensiate, ma avete diritto di parola solo se siete d’accordo con noi. Preoccupa, da parte della destra, opposizione o meno che sia, la mancanza di pensiero e cultura politica, lo sposare la logica del compromesso o del male minore che è perdente in ogni caso. E comunque scendere a compromessi sui principi è indice di decadenza culturale e morale prim'ancora che politica. In più appare evidente anche la mancanza di decifrare l'intenzione, ormai a livelli sovranazionali, di sovvertire, anzi di far sparire la società... almeno quella conosciuta fino ad oggi attraverso una sorta di colonialismo psichico che rincoglionisce le menti.

Il centro-destra presenta un testo di legge alternativo allo Zan in cui sono eliminate le parti legate all'indottrinamento scolastico e alla repressione del pensiero non omosessualista. Bene, si dirà. No, male, molto male comunque. Perché nel testo si inaspriscono le pene per chi commette violenza soltanto (e sottolineo soltanto) contro le persone con tendenze omoerotiche.
È lo stesso principio della legge Mancino, che le inasprì solo per i crimini contro chi è ebreo o diversamente colorato. Ebbene, per quale motivo la violenza contro una categoria deve essere perseguita più duramente? Perché picchiare a sangue un italiano bianco cattolico e sessualmente normale deve essere considerato dal legislatore meno grave che picchiare uno straniero diversamente colorato, di un'altra religione e e con tendenze sessuali particolari? Perché la violenza contro un sacerdote cattolico, ad esempio, viene considerata meno grave che quella verso un rabbino o un imam?Solo perché lo prescrive il pensiero unico liberal egualitarista (che poi viola il principio dell'uguaglianza di fronte alla legge)?
In nome della lotta alle discriminazioni, reali o spesso immaginarie, si introduce, anche nel testo del centrodestra, la tutela di categorie benedette e privilegiate dal buonismo politicamente corretto, La violenza fisica è violenza fisica e e va punita sempre e comunque. Non solo per chi è tutelato dal politically correct.
Anche il centrodestra è caduto in questa trappola per cui qualcuno è sempre più uguale degli altri. Perché è un centrodestra incapace di pensare contro l'ideologia dominante. È un centrodestra del tutto privo di pensiero e cultura politica. Che non conosce i principi dai quali dovrebbe discendere la buona politica. Male, molto male. (Martino Mora)

mercoledì 5 maggio 2021

La vittoria dei conservatori alle elezioni di Madrid e la lezione per la Destra Italiana

Interessante commento di Marco Gervasoni su la Voce del Patriota in ordine alle recentissime elezioni di Madrid, che hanno visto la schiacciante vittoria della leader conservatrice Isabela Diaz Ayuso. Eh già, in Spagna si vota, perché in Spagna non c’è stato un golpe mascherato da emergenza Covid, compiuto da chi dovrebbe essere il garante della Costituzione dei diritti dei cittadini, e invece si manifesta sempre più non come arbitro super-partes, ma come esponente di una parte politica, minoritaria nel Paese, che teme di affrontare il giudizio dei cittadini conoscendone l'esito impietoso dai sondaggi. 
Non cesserà il nostro impegno di rovesciare la narrazione diffusa ai quattro venti dal terrorismo mediatico di regime, complice e succube del monopolio finanziario e ideologico strettamente detenuto dalle tecnocrazie sovranazionali.

Il 4 maggio non è solo un’ottima giornata per la Spagna, ma per tutti i conservatori d’Europa. E una pessima per la sinistra. Ci sono almeno sei lezioni da trarre dal voto per la Comunidad di Madrid, che ha visto una schiacciante vittoria dei conservatori.
La prima è che ha vinto un PP veramente conservatore, molto diverso da quello nazionale di Casado, per non parlare di altri partiti appartenenti al Ppe. Conservatore sui valori, contro le folli politiche di distruzione della storia e della tradizione sostenute dai socialisti e dai neo comunisti di Podemos. Ma conservatore anche nel progetto economico.

martedì 4 maggio 2021

Ma neanche ora gli italiani non sono tutti brava gente

Amo Veneziani, il suo stile schietto e graffiante insieme alla sottile ironia che scaturisce dal suo uso sapiente e disinvolto del linguaggio e di metafore geniali.
Egregio Presidente Draghi,
francamente non mi aspettavo che uscisse dal suo Recovery plan per inseguire Mattarella, il mainstream e il palco delle autorità in tema di Resistenza e “nazifascismo”. La vedevo troppo concentrato sul piano economico, dove gioca più suo agio, per avventurarsi sulla breccia in temi storici e civili, a forte valenza ideologica e a forte impatto divisivo nel paese; mi aspettavo che, come per la sanità, lasciasse dire e fare agli altri, naturalmente acconsentendo e garantendo le linee di confine. Ma rispetto i ruoli, le convinzioni, gli obblighi rituali e vaccinali del regime, e non entrerò nel merito dei suoi giudizi storici e del suo anti-revisionismo.
Vorrei solo dedicare una postilla alla sua affermazione che è diventata titolo dei giornali e dei telegiornali: “noi italiani non fummo tutti brava gente”. Di quella frase si può condividere tutto meno il verbo declinato al passato, che mi pare piuttosto ipocrita, se non menzognero.

venerdì 23 aprile 2021

Giorgia e il Drago. Buon onomastico!

23 aprile San Giorgio. Dedico un pensiero a Giorgia Meloni, nel giorno del suo onomastico. 
La Leader indiscussa della destra italiana, Leader dei conservatori europei e Leader in continua ascesa. Colei che ha ricostruito la destra dal 2013 dopo la disfatta del PDL, colei che ha rimesso la destra al centro dello scenario politico nazionale ma anche internazionale. 
Ha lavorato e lavora con umiltà e costanza, a testa alta, da sempre seguendo i suoi Capi senza alzare la voce fino a quando ha capito che al "cuor non si comanda" e con Fratelli d’Italia ha cercato, e i voti le danno ragione, di ricostruire una destra vincente e ora vuole passare all’incasso, sia da Silvio che dal Capitano padano.
Coerente, non ha mai smesso di difendere posizioni difficili e argomentazioni molto forti ma lo ha fatto con grande veemenza, e con una semplicità nel linguaggio spesso disarmante, la cui trasparente chiarezza arriva al popolo, alla gente comune ma anche all'italiano medio e borghese. Anche perché dietro alla semplicità c'è concretezza, l'aggancio solido alla realtà, al vissuto e ai bisogni della gente, sia quelli disattesi che quelli desiderati per i quali è compito della politica trovare soluzioni efficaci. 
In TV buca lo schermo, difficilmente riescono a metterla in difficoltà, dimostrazione questa di grande competenza e padronanza di linguaggio e questi sono argomenti che contano e molto difettano nella politica di oggi. Comunque la si giudichi non si può certo negare che non sia un politico preparato e molto attenta alle dinamiche e agli scenari sia nazionali che internazionali. 
Il prossimo banco di prova, sicuramente il più importante per lei e la Destra in generale, sarà il Governo della Nazione, sempre che si possa tornare a votare.... Forza Giorgia!!!

Coprifuoco scelta tutta politica: prima Conte ora Draghi, una pericolosa torsione autoritaria

Accanimento dei comunisti al governo contro gli italiani. Se il coprifuoco dalle 22 è stato confermato è solo per un motivo: preservare gli equilibri politici della maggioranza. Libertà fondamentali continuano ad essere lese arbitrariamente, con la scusa del Covid, solo per non darla vinta alla Lega. Fonti del Cts: mai consultati, è sempre stata “scelta politica”
Non c’è più alcuna logica sanitaria ed epidemiologica, la lotta al Covid in Italia si sta trasformando in lotta alla libertà. L’ultimo decreto, chiamato “Riaperture”, varato ieri dal Consiglio dei ministri, con l’astensione della componente leghista, rende evidente che ormai anche questo governo, come e forse più del precedente, si sta avvitando in una spirale di misure – vecchie come il coprifuoco o nuove come il green pass – sempre più strampalate, senza alcun supporto scientifico, senza alcuna correlazione causa-effetto tra le situazioni o i comportamenti colpiti e il contenimento del contagio, né alcuna analisi costi-benefici e in molti casi nemmeno un senso logico. Ormai evidente che si tratta solo di politica – e di bassa politica.
Care ci costano la boccata d’ossigeno ai ristoratori, poter riaprire all’aperto in zona gialla, e le mini-riaperture dal 26 aprile, con mille assurde complicazioni, con limitazioni comunque maggiori rispetto allo stesso periodo del 2020, quando non c’erano i vaccini. Dunque, coprifuoco dalle 22 confermato e green pass, solo perché i comunisti al governo non potevano perdere la faccia e darla vinta alla Lega. “Non possiamo permetterci di dare l’idea che sia Salvini a dare le carte a 360°”, spiffera una voce 5 Stelle al sito Huffington Post.

giovedì 22 aprile 2021

Cancellare l’Antichità dalla nostra cultura significa rinnegare l’umanesimo

Pubblichiamo di seguito l’appello, pubblicato sul Figaro, di professori universitari francesi e italiani, ellenisti, latinisti, storici e filosofi. Tra questi, Chantal Delsol e Rémi Brague dell’Institut de France, Pierre Vermeren dell’Université Paris I-Panthéon-Sorbonne e Jean-Marie Salamito dell’Université de la Sorbonne).

Il mondo greco-latino, la sua eredità e il suo studio sono messi sotto accusa nei paesi occidentali. Per il nostro futuro, è cruciale difenderlo, scrive Le Figaro (21 marzo)
Cancellare l’Antichità dalla nostra cultura significa rinnegare l’umanesimo

Lo studio dell’Antichità è nocivo. È quanto affermano oggi alcuni professori di storia antica, di latino e di greco in varie università americane. Un movimento partito da Stanford sta mettendo in discussione l’esistenza di queste discipline (gli ‘studi classici’) nei campus universitari, sostenendo che imporrebbero nell’istruzione un “suprematismo bianco di ispirazione neocoloniale” (come ha scritto Raphaël Doan sul Figaro Vox lo scorso 11 marzo). 
A tutto ciò, in Francia, si è aggiunto un dibattito sull’abbandono da parte dei musei nazionali dei numeri romani in alcuni cartelli espositivi, perché il pubblico non saprebbe più leggerli. Invece di imparare i numeri romani, cancelliamoli! 
Gli autori greci e latini, schiavisti e ostili ai barbari, erano dunque razzisti, conservatori, guerrieri, imperialisti e misogini? Non è totalmente falso, ma sono lungi dall’essere gli unici nella storia, e ciò non giustifica assolutamente la loro cancellazione senza uno sforzo di contestualizzazione e di analisi delle loro posizioni nel quadro della epoca in cui vissero, e non nel nostro. In Omero, Achille è un sanguinario, ma il poeta gli mette in bocca una riflessione toccante sul senso della vita. Anche Ettore trucida allegramente i suoi nemici, ma sembra più umano perché è una vittima. Se l’imperatore Augusto è un autocrate, Cicerone è morto per avergli rimproverato, quando ancora si chiamava soltanto Ottavio, la sua complicità con Antonio. Sant’Agostino non ha messo sotto accusa la schiavitù, ma ha contribuito alla nostra concezione di umanesimo moderno, e lo ha fatto in un’epoca in cui la ricchissima cristiana Melania la giovane affrancava in massa i suoi schiavi.

mercoledì 21 aprile 2021

C'è da credere che o siete compromessi, o vi piace.

Ormai la verità – ossia che la narrazione ufficiale di tutta questa faccenda perlomeno fa acqua da tutte le parti – vi salta in bocca ad ogni passo. Perfino nei salotti televisivi ci scappa la crepa (“funzionicchia”), salta il tappo (vedi Vespa con Amici), si sbrega la breccia. Insomma non avete più scuse: o siete compromessi, o vi piace.
Chiunque capirebbe che un virus influenzale non lo fermi nastrando le altalene, imponendo il coprifuoco alle 22, chiudendo le scuole, gettando sul lastrico centinaia di migliaia di aziende, scippando via infanzia e giovinezza agli adulti di domani, camminando al parco con la faccia mascherata tipo l'uomo invisibile. Inutile anche solo parlarne, diamine! Chiunque, ripeto, capirebbe che un preparato farmacologico raffazzonato in fretta e furia, che causa trombosi a giovani sani insegnanti e medici e infermieri, che un giorno prima viene approvato, poi ritirato, poi di nuovo approvato, poi di nuovo ritirato, non è quella manna che ci farà “ripartire”; tanto più che – ormai lo dicono ovunque – non immunizza, non ti toglierà mascherine, distanziamento “sociale” (perché sociale e non fisico resta un mistero della risemantizzazione), non “proteggerà gli altri” bensì, volendo esser davvero molto boccaloni, ti farà soltanto prendere la “malattia in forma lieve”. 

Il diario di Leila, 18enne francese che voleva «tagliare la testa ai cristiani»

Quartiere popolare di Devèze a Béziers (Hérault, sud della Francia). È la notte del 4 aprile, l’orologio segna l’1.55, quando le forze dell’antiterrorismo e della Direction générale de la sécurité intérieure (Dgsi) sfondano la porta dell’appartamento della famiglia B. Le quattro donne presenti, una madre e le sue tre figlie, finiscono in manette mentre inizia la perquisizione. 
Pochi giorni prima la Dgsi aveva ricevuto una segnalazione dall’intelligence: una giovane francese convertita all’islam si appresta a compiere un attentato nel weekend di Pasqua, aggredendo i fedeli di una chiesa di Montpellier o Strasburgo con una sciabola. I servizi di sicurezza marocchini hanno individuato il suo account e pseudonimo Telegram, “Ab-2770” e l’indirizzo Ip da cui si connette postando video dei bambini soldato dell’Isis che giustiziano ostaggi: corrisponde a quello della signora B.

Coltelli, sure, la testa di Paty
Inizia come un film, la straordinaria inchiesta pubblicata da Le Parisien sull’arresto di Leila B., la diciottenne incriminata per associazione terroristica internazionale che prometteva di dare il proprio sangue per spargere quello cristiano. Una vendetta meditata e raccontata nel suo spaventoso diario di adolescente trovato la notte dell’irruzione, quando, spalancando la porta della stanza di Leila, gli agenti si sono trovati davanti a un santuario dell’orrore: al muro è appeso un poster delle Torri gemelle in fiamme, stampe del corpo mutilato di Samuel Paty, sul comodino un coltello da cucina da 30 centimetri.

martedì 20 aprile 2021

Il solito vizietto della sinistra: dove non arrivano i voti, arrivano i tribunali

Il leader della Lega Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio a Palermo per il caso della nave Open Arms. La vicenda risale all’estate del 2019, quando l’allora ministro dell’interno negò lo sbarco al porto di Lampedusa di 147 clandestini che si trovavano a bordo della nave dell’ong Open Arms. È ben documentato come la nave in questione abbia rifiutato la destinazione offerta dal governo spagnolo presieduto dal socialista Pedro Sanchez, il porto di Algeciras, e abbia deliberatamente scelto, come ben spiegato da alcune corrispondenze Malta-Open Arms, di bighellonare nel Mediterraneo con un unico obiettivo: giungere in Italia.
L’ex ministro dell’interno dovrà rispondere davanti ai giudici delle accuse di sequestro di persona e di rifiuto di atti d’ufficio. Salvini si è detto tranquillo e pronto al processo, osservando però come questa vicenda giudiziaria dimostri che i tribunali vengono usati per fare politica e sia quindi molto pericolosa, perché crea un precedente. Le parole di Luca Palamara, il quale in una conversazione intercettata con un altro magistrato spiegava come Salvini dovesse essere comunque attaccato, sebbene avesse ragione, stanno trovando conferma.

sabato 17 aprile 2021

Tenete lontani gli uomini dalle donne

 Un punto di vista che ci aiuta a riflettere con amarezza sull'oggi e sulle insidie di un domani prossimo venturo.


L’ultima idiozia del politically correct e del Metoo viene anch’essa dagli States e si chiama catcalling. Riguarda le molestie di strada e in particolare i fischi rivolti alle ragazze che passano, magari mentre fanno jogging, come è stato il caso di Aurora Ramazzotti, la figlia di Eros. Un’usanza, questa, che credevo sepolta in un’era geologica precedente, che risaliva alla mia infanzia in un paese al sud. Farla ora diventare bullismo, elevarla a emergenza sociale, invocare i diritti e il rispetto della persona violata e addirittura attrezzare una macchina giuridica per colpire queste desuete inezie, è il delirio di correttezza del nostro tempo. Anche quest’infimo, volatile apprezzamento è stato usato per dar manforte alla legge Zan riproposta in Parlamento. Un’altra legge speciale per colpire l’omotransfobia, l’oltraggio alle donne e alle cosiddette categorie vulnerabili. Come molti altri passi che l’hanno preceduta, anche questa legge sovrappone un giudizio morale e una certificazione ideologica alla realtà e alla giustizia. Serve per sancire lo spartiacque tra i moderni e gli arretrati, i progrediti e i rozzi, i sensibili e gli orchi; e serve per confermare un’adesione, proseguire la pulizia etica ed esprimere un giudizio morale in forma di legge. A me sembra una nociva idiozia e vi spiego il perché.

sabato 10 aprile 2021

Copasir, Meloni scrive a Salvini: se vuoi la presidenza devi lasciare il governo

Copasir, si infiamma la discussione. E ciò dopo il ‘verdetto’ Casellati-Fico che rimanda la decisione sulla guida del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi a intese politiche, tra i partiti. “Per noi la convocazione del Copasir è contra legem”, ha detto Ignazio La Russa, riferendosi alla convocazione per oggi e abbandonando per protesta i lavori della Capigruppo del Senato, non risparmiando accuse di pilatismo ai presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, e a discendere alle altre forze politiche. “Vedremo se andremo al Copasir -sottolinea- noi siamo contro la convocazione, potremo andare a San Macuto e dirlo, oppure no”.

Copasir, la lettera di Giorgia Meloni a Salvini
E Giorgia Meloni scrive a Matteo Salvini sulla vicenda

La lettera è stata pubblicata oggi sul Corriere della sera. FdI candida alla presidenza del Copasir Adolfo Urso mentre la Lega che ha attualmente la guida del Copasir con Raffaele Volpi, non intende fare passi indietro. ” Caro Matteo – scrive Meloni – da giorni i nostri avversari stanno cercando di far litigare Fratelli d’Italia e Lega. Ormai quasi quotidianamente leggiamo sulla stampa ricostruzioni e articoli che descrivono una presunta divisione tra i nostri partiti. L’oggetto del contendere ultimamente sarebbe la presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”.

Giorgia Meloni su Leggo: «Boom di sbarchi sulle coste italiane e questo governo pensa allo Ius Soli»

Se i numeri raccontano più delle parole gli effetti delle scelte, i dati sugli sbarchi dell'ultimo anno e mezzo sono l'emblema del fallimento delle politiche italiane sull'immigrazione.

Negli ultimi due anni sono stati due i governi alla guida della nostra Nazione, uniti da comuni denominatori: i giallorossi di Pd e M5S che dettano la linea e il ministro Luciana Lamorgese al Viminale.

Quello che è accaduto nei primi tre mesi del 2021 è a dir poco disarmante. I numeri ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno non lasciano spazio alle interpretazioni: da gennaio a marzo gli sbarchi sono stati 8465 e dunque tre volte tanti quelli dello stesso periodo del 2020. Nel pieno, ricordiamolo, di una pandemia globale che per mesi ha rinchiuso in casa gli italiani, ha messo in ginocchio la nostra economia e sta limitando fortemente le libertà individuali. Il dato è ancora più imbarazzante se confrontato con lo stesso periodo del 2019, quando il Pd non era al governo.

giovedì 8 aprile 2021

Conformismo e sorveglianza di massa nell’era della nuova “normalità” pandemica

Politici, calciatori, donne e uomini di spettacolo, comuni cittadini, in pochi sono riusciti a salvarsi dal servizio di sorveglianza pandemica e di delazione condominiale messo in piedi nell’ultimo anno: il deputato Marattin, i calciatori della Juventus, e tanti altri noti e meno noti si sono visti irrompere la polizia in casa, costretti così a interrompere un qualche banchetto casalingo, in divieto flagrante (e immagino anche fragrante visto l’assembramento prandiale a base di, si spera, buon cibo e vini) rispetto alla stordente sequela di divieti imposti da decreti-legge e più spesso Dpcm, e ad incassarsi poi il verbale di sanzione.
Un intricato groviglio di norme, lemmi e commi, divieti spesso patafisici, talmente surreali e dadaisti che il giornale triestino Il Piccolo ha pensato bene di ‘regalarli’ in allegato al quotidiano, con una pubblicità divenuta giustamente virale in Rete.
Ma più che della propria pantagruelica fame, i cittadini trasgressori della nuova normalità pandemica, intessuta di distanziamento sociale, mascherine, vita ritirata e casalinga e soprattutto solitaria, sono stati vittime privilegiate della degenerazione strutturale del concetto di cittadinanza attiva, con zelanti vicini di casa che si sono resi solerti informatori delle forze di polizia, poi prontamente accorse per sanzionare i commensali assembrati.

mercoledì 7 aprile 2021

La società aperta ha chiuso le porte

In genere sono in sintonia con Veneziani; tuttavia il discorso che segue mi appare realistico ma troppo rassegnato. Importante documentarsi anche in contesti che promuovono soluzioni concrete ed efficaci, tipo Iustitia in Veritate [qui].

“Non ne usciamo più” è il passaparola anzi il passapensiero che si legge sui volti delle persone, anche quando non lo dicono. La percezione che Pasqua sia un altro falso traguardo, che dopo saremo ancora alle prese con la pandemia e le conseguenti restrizioni, che sarà una storia ancora lunga e sofferta, non nasce solo da Tele-Angoscia, la televisione che vive ormai del terror panico e delle sue storie somministrate ogni giorno e sera durante i pasti; ma viene dalle dichiarazioni dei leader europei, come Angela Merkel e Emmanuel Macron, dalle minacce continue dei virologi e di quanti ci dicono che i vaccini non solo si completeranno solo dopo l’estate ma non saranno la panacea e non ci metteranno al riparo dai rischi e dalle restrizioni. Perché hanno scadenza limitata, andranno rifatti; perché non è detto che i vaccinati siano davvero al riparo dalle varianti venture; e quando saranno vaccinati tutti gli italiani ci saranno pur sempre i paesi vicini, i nuovi arrivi, i nuovi sbarchi.

domenica 4 aprile 2021

La colomba per Giorgia, il mattatoio per Matteo

Ma da dove nasce questa imprevista apertura di credito del Corriere della sera e del neosegretario del Pd, Enrico Letta, nei confronti di Giorgia Meloni e i suoi Fratelli d’Italia? Proprio ora che la Meloni è all’opposizione, da sola, contro il governo Draghi e cresce nei consensi di giorno in giorno…

Sarò malpensante ma conoscendo la linea di entrambi, ritengo che non si tratti di un improvviso attacco di ammirazione o di rispetto democratico nei confronti della destra italiana e della sua leader. Ma credo che sia da inserirsi nella campagna tesa a dividere la Meloni da Salvini, incrinare la leadership di quest’ultimo e indebolire il centro-destra che i sondaggi, anche quelli più pagliacceschi, danno da tempo come vincente in caso di elezioni. È bastato vedere il seguito all’editoriale di Ernesto Galli della Loggia per rendersene conto: un costante tentativo di separare Meloni e Salvini e metterli l’uno contro l’altra, in Italia come in Europa, approfittando della divergenza sul governo Draghi.

sabato 27 marzo 2021

Aprile mese delle richiusure: Draghi e Speranza vendono la proroga del lockdown come riapertura delle scuole

Continuano a prenderci per i fondelli. Fino a quando? Mica vi stavate convincendo che tutto stesse per finire, vili plebi italiche e appestate!

Bisogna ammetterlo, Mario Draghi e il suo staff si stanno dimostrando abilissimi nel preparare le conferenze stampa, nello spin doctoring. Lo schema resta quello del Conte 2, ma complice una stampa accondiscendente, riescono a nasconderlo bene, senza scadere nelle trovate fuori luogo del duo Giuseppi-Casalino. La sostanza, però, non cambia, anzi peggiora.

Mentre scriviamo non conosciamo ancora prime pagine e titoli dei servizi di oggi, ma a giudicare da quanto abbiamo letto ieri pomeriggio, il presidente del Consiglio è riuscito nell’intento di occultare la cattiva notizia (zone rosse e arancioni prolungate fino a tutto aprile) con una buona notizia (riaprono dopo Pasqua materne, elementari e prima media anche nelle zone rosse). Buona notizia che però, come vedremo, da una parte non è un passo avanti rispetto alla situazione di inizio marzo, e dall’altra era una decisione praticamente dovuta per una pronuncia del Tar del Lazio. Ma ci arriveremo.

mercoledì 24 marzo 2021

Giorgia Meloni: «Governo Draghi in continuità con Conte, non va. Rispetto Letta, persona di valore»

La leader di FdI: «Il governo è in continuità con Conte, così non va. La Lega? Non si sta allontanando: vediamoci e decidiamo in mezz’ora i nomi dei migliori sindaci»
È sempre più convinta della sua opposizione solitaria: «Mi scrivono in tanti che all’inizio avevano dubbi e adesso mi chiedono di andare avanti. Perché, al di là di qualche nome cambiato qua e là, questo governo è in perfetta continuità col precedente. E non poteva essere altrimenti, visto che la maggioranza che lo sostiene è in larga parte la stessa del Conte II». Ma Giorgia Meloni rifiuta l’etichetta di «signora no», di chi si oppone a tutto solo per principio: «A bocciare tante scelte di questo governo non sono io, ma gli italiani».

Glielo ha detto a Salvini, che sembra vivere male il suo atteggiamento duro?
«Intanto non è un atteggiamento duro. Quando sono stata d’accordo non ho avuto alcun problema a dirlo. Poi non faccio polemica coi miei alleati, con i quali sono sicura che dopo questa parentesi ci ritroveremo per governare assieme il Paese. Semmai mi dispiace sentire da altri toni polemici verso di noi. Abbiamo fatto scelte diverse, io rispetto le loro e mi aspetto lo stesso. So che la politica ha regole e vince chi ha più numeri, anche all’interno di una maggioranza, quindi non rimprovero loro nulla. Ma il ruolo dell’opposizione è anche dire quando le cose non vanno».

martedì 16 marzo 2021

Storici, vil razza dannata

Ma è possibile che nessuno storico italiano, nessun cattedratico di Storia moderna e contemporanea abbia il coraggio di dire, con parole chiare e forti, che l’onda lunga di leggi e condanne sugli avvenimenti storici del passato è un’infamia che uccide la verità storica e pure la ricerca? Possibile che nel Paese di grandi storici, fino ai più recenti Renzo De Felice e Rosario Romeo, non si sia levata una voce, non sia sorta un’associazione o un’iniziativa per deprecare l’uso politico e giudiziario della storia, la condanna retroattiva del passato, l’obbligo di rinnegare la memoria storica?

Come definire questo linciaggio permanente e questo massacro retroattivo degli avvenimenti e dei protagonisti del passato? Lo definirei storicidio. Una società che uccide e rinnega la sua storia ha smesso di essere una civiltà; si è dimessa dalle sue radici, dalla sua identità, dalla sua dignità, dalla sua tradizione, dalle sue memorie, divise e condivise, unitarie e controverse.

sabato 6 marzo 2021

Giorgia Meloni: vi racconto cos’è il comunismo.

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo l’estratto firmato da Giorgia Meloni tratto dal volume “I comunisti lo fanno meglio (... oppure no?)”. 
Il contributo del leader di Fratelli d’Italia è un’invettiva a 360° – ragionata, documentata e “vissuta” – sul dispositivo che l’ha condotta, da giovanissima militante di destra, sul fronte anti-comunista. Avere a che fare con i comunisti infatti, ancora nell’Italia di inizi anni ‘90, non era sostanzialmente così diverso dalle gesta della “peggio gioventù” che aveva incendiato l’Italia fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli Ottanta: intolleranza nei confronti delle opinioni altrui, violenza verbale e fisica, integralismo politico e moralismo a targhe alterne. Acqua passata? Esattamente il contrario. Per quanto caricaturali, infatti, i “nipoti” dei fondatori della falce e martello si sono portati dietro tutti i codici genetici dell’ideologia comunista dei loro antenati: a partire da quella lotta senza quartiere contro le identità profonde – la Nazione, la famiglia, la fede – che rappresenta oggi l’anello di congiunzione fra post-comunismo e neoliberismo. A tutto questo Giorgia Meloni ha detto «no». E ne ha fatto una ragione di vita.

Giorgia Meloni: vi racconto cos’è il comunismo.

Ho cominciato ad avere una pessima considerazione del comunismo da ragazzina, ancor prima di sapere esattamente che cosa fosse. Proprio così. Prima di conoscere nel dettaglio, grazie allo studio, quali fossero le tesi economiche marxiste e quale l’ideologia e i metodi dei regimi socialisti, già provavo una forte avversione nei confronti di bandiere rosse e pugni chiusi. Non era per pregiudizio, non ne ho mai avuto nei confronti di alcuno, ma piuttosto per come avevo imparato a conoscere quelli che si definivano comunisti. Ecco, se quelli erano una rappresentazione del comunismo, allora io ne ero ben distante. La prima impressione, è proprio il caso di dirlo, è stata quella giusta.
È stata sufficiente l’esperienza a scuola. Ai tempi delle superiori, avevo da poco varcato la soglia della sezione del Fronte della gioventù della Garbatella, il quartiere di Roma dove vivevo, spinta dalla tempesta di emozioni che mi avevano suscitato l’omicidio di Paolo Borsellino e della sua scorta da parte della mafia, quando m’imbattei in una dimensione politica ben distante da quella che avrei immaginato.

giovedì 4 marzo 2021

Popolo, élite, democrazia

La manipolazione in atto da circa un paio di secoli da parte delle elite è un dato di fatto. Ed ha sempre dato a qualcuno i suoi frutti.
POPOLO, ELITE, DEMOCRAZIA
(Post pensante, quindi pesante) 

Il “populismo” era una espressione politica manifestatasi a cavallo tra XIX e XX secolo in Russia, negli Stati Uniti d’America e in periodi relativamente più recenti in Sud America. Le prime due manifestazioni politiche fotografavano una opposizione tra una vasta porzione di popolo, agricolo, contro i poteri dominanti del tempo, tempi in cu la composizione sociale era molto semplificata. Leggermente diversa la composizione sociale in Sud America, figlia del diverso corso storico di quel continente. Papa Francesco (che è argentino), ebbe a ricordare che secondo lui, populismo era anche quello di Hitler e del suo partito-movimento che s’impose durante le convulsioni finali della Repubblica di Weimar.

mercoledì 3 marzo 2021

Due osservazioni sull'esordio dell'era Draghi

I Dpcm? Speravo in un cambio di passo.
Mi aspettavo e mi aspetto ancora che si modifichi la politica surreale delle chiusure a cena dei ristoranti che invece sono aperti a pranzo, mentre si consente che gli anziani si accalchino in file vergognose per il vaccino. Mi aspetto che si affronti il tema che poniamo da un anno dei mezzi pubblici strapieni, vero vettore di contagio, altro che le palestre. Mi aspetto trasparenza sui dati del Cts, che limitano le libertà individuali. E non è possibile continuare a calcolare i ristori in base ai codici Ateco anziché sulla perdita del fatturato.
La mia intervista al Corriere della Sera (Giorgia Meloni)

* * *

È stato quindi finalmente pubblicato il Dpcm di Draghi. Atteniamoci ai dati di fatto, invece di lanciarci in speculazioni su ciò che Draghi vorrà fare, ma non è ancora il momento, su ciò che vorrebbe fare, ma non ha ancora potuto, ecc. ecc. Dai dati di fatto ciò che emerge è la piena continuità con Conte. Le uniche novità sono peggiorative, all'insegna di maggiori restrizioni.

Perché la Lega non poteva dire no a Draghi: ora la sfida è governare restando primo partito

L’ingresso della Lega-Salvini Premier nel governo Draghi ha messo a soqquadro la politica italiana. Non molti si aspettavano una simile mossa da parte di Matteo Salvini. Tra questi sicuramente non c’erano i leader dell’ormai defunto governo giallo-rosso-rosa, e, forse, nemmeno alcuni esponenti di spicco del centro-destra. Salvini ha sparigliato, correndo un rischio non da poco. Si è appellato al motto anglosassone my country first, l’unica etichetta a cui deve appellarsi un partito che da due anni è primo nelle preferenze di voto degli italiani per compiere una scelta così controversa.
In questa legislatura si sta scontando sin dall’inizio lo sfarinamento del partito di maggioranza relativa in Parlamento, il Movimento 5 Stelle, e l’assurgere della Lega come nuovo baricentro del sistema politico italiano. Una novità che è stata suggellata dalle elezioni europee, dalle regionali – la Lega e il centrodestra governano 14 regioni su 20, come ha ricordato lo stesso Salvini uscendo dal Quirinale – e da tutti i sondaggi di opinione che continuano a premiare il Carroccio. Poteva il primo partito italiano restare fuori dal governo Draghi, dalla stesura del Recovery Fund, da un momento epocale per la vita pubblica italiana determinato dalla pandemia e dal successivo piano vaccini? La risposta è semplice: no.

martedì 23 febbraio 2021

Geopolitica di Draghi

In linea generale, con Draghi mi atterrei al suo stesso invito a chiusura della replica al Senato (o alla Camera?) al voto di fiducia in cui ringraziava per gli attestati di stima, ma invitava a verificarli nei fatti. Aspetterei quindi i fatti, visto che è uomo di poche parole. Ma appena posto il principio, vorrei infrangerlo con una congettura informata, a proposito di un possibile intento di politica estera.
Il giornalista di Repubblica che segue l’incontro preparatorio al G7 che si terrà in Cornovaglia prossimo giugno, da un paio di giorni, fa balenare una sorta di possibile “special relation” tra Johnson e Draghi. Biden, Suga (JAP) e lo stesso Draghi sono nuovi. Merkel scade a settembre e Macron chissà se verrà rieletto al 2022. La riunione finale del G20 ad ottobre, ha la doppia presidenza UK-Italia.

lunedì 22 febbraio 2021

LE VERE INTENZIONI DI DRAGHI ▷ “È tutto scritto nel report del G30: per le micro imprese italiane sarà la fine”

La lista di cose da fare per questo nuovo governo ruota attorno a due concetti chiave in questo preciso momento storico: salute ed economia. E se da un lato, con la conferma del Ministro Speranza, la parte sanitaria pare proseguire in continuità con la linea adottata dal Governo precedente, sul piano economico il Paese sembra andare in contro a una brusca sterzata.
A dirlo, prima ancora del programma di governo, sarebbe secondo il Prof. Valerio Malvezzi un documento pubblicato a dicembre 2020 e redatto con la direzione proprio del nuovo Premier: Mario Draghi.
Stiamo parlando del report del Group of Thirty o G30, di cui Draghi è membro onorario, che porta il titolo di ‘Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid: Designing Public Policy Interventions‘, cioè ‘Rilancio e ristrutturazione del settore aziendale Post-Covid – Progettazione di interventi di politica pubblica’. Un documento che contiene le linee guida che i politici di tutto il mondo dovrebbero seguire per uscire dalla crisi scatenata dal Covid-19 secondo, appunto il G30, cioè un gruppo formato da banchieri ed esperti della finanza mondiale.

domenica 21 febbraio 2021

Orlando e Garavaglia: due ministri e un messaggio in codice

Pensavate ci fosse qualcosa di peggio di andare a votare partiti orgogliosamente populisti e sovranisti nel 2018 e ritrovarsi poi Draghi al Governo nel 2021? E invece c’è. Per capirlo, però, bisogna fare un passo indietro e rendersi conto di come l’attuale situazione politica italiana sia davvero qualcosa di impensabile, e indicibile, se vista con gli occhi di tre anni fa. Dalle urne erano usciti vincitori, su tutti, Lega e 5 Stelle. I quali – per quanto lontani e talora antitetici – venivano entrambi da anni di campagne contro il dominio dei mercati, contro l’establishment, contro l’euro. Cioè – a sintetizzare in due parole e in una persona – contro Mario Draghi e tutto ciò che rappresenta.

Ecco, se qualcuno, in allora, avesse pronosticato che ci sarebbe stato Draghi premier con l’appoggio dei grillini, dei leghisti e dei piddini gli avrebbero minimo minimo fatto un TSO. E invece c’è. Ma andiamo oltre, e avanti. Cosa dimostra l’operazione Draghi? Per chi riesca a smettere i panni del tifoso di qualsiasi schieramento, esprime una cosa sola: la geometrica potenza dell’establishment, dei mercati e della finanza. I quali sono così sicuri della propria invulnerabilità da poter ricavare “qualsiasi” risultato da qualunque esito elettorale. Ecco il primo messaggio ai riottosi: siete patetici, alla fine vinciamo noi, e ve lo dimostriamo facendo una bella torta europeista con le vostre scadenti uova sovraniste. Insomma, una sfacciata (perculante, addirittura) esibizione di spocchia.

martedì 16 febbraio 2021

La Tassonomia europea, ovvero la “bolla speculativa verde”

Ancora pretesti ecologici per azzerare prima l'industria occidentale, poi la proprietà privata...
Sviluppo sostenibile o bolla speculativa verde? 
Lo scorso dicembre, quando la Commissione UE ha presentato la bozza della “Tassonomia”, cioè la classificazione delle attività economiche, dei prodotti e dei materiali in base alla loro impronta di CO2, persino tra i sostenitori delle politiche per il clima se ne è cominciato a capire la natura distruttiva. Il rapporto di 233 pagine è un manifesto per la deindustrializzazione, cosa non sorprendente, considerando che è stato preparato dall’industria finanziaria. Infatti, il Gruppo Tecnico di Esperti di Finanza Sostenibile che lo ha stilato è composto da istituti finanziari, NGO e altri organismi dediti alla creazione di una nuova bolla finanziaria, attraverso il dirottamento di centinaia di miliardi di fondi dagli investimenti produttivi a quelli improduttivi (qui).
Fortunatamente, alcuni governi stanno aprendo gli occhi, almeno su alcuni aspetti della transizione verde, tanto che la Commissione UE ha dovuto rinviare la pubblicazione della tassonomia a causa dell’opposizione di dieci stati membri. Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia hanno infatti firmato un documento in cui si respinge l’esclusione del gas naturale dalla lista dei “combustibili di transizione”, chiedendo “la possibilità di usare l’idrogeno prodotto da varie fonti energetiche”.

lunedì 15 febbraio 2021

Meloni: "Il governo Draghi è la morte della democrazia". Intervista

Fratelli d'Italia ha convocato alle 18 la Direzione Nazionale, riservata ai soli componenti e allargata ai gruppi parlamentari, che avrà come punto all'ordine del giorno relazione con la quale il presidente Giorgia Meloni proporrà che Fratelli d'Italia voti contro la fiducia al nuovo Esecutivo
Intervista di Affaritaliani.it a Giorgia Meloni prima dell'importante riunione dei vertici di Fratelli d'Italia

Che cosa non va nel governo Draghi?
"Non va innanzitutto il fatto che, di fronte al fallimento della precedente maggioranza e del tentativo di rimetterla in piedi, sia stata ancora una volta scelta la strada del Palazzo e non quella delle urne. Si doveva e si poteva votare, come fanno in tutto il mondo. Ieri ancora in Catalogna, dove peraltro i nostri fratelli di Vox hanno ottenuto un risultato storico che conferma lo stato di salute dei partiti conservatori in Europa. Poi non funziona l’idea che basti Draghi, figura certamente rispettabile, per tenere insieme quello che insieme non può stare. Un governo ammucchiata che faticherà moltissimo a dare le risposte che gli italiani attendono, come stiamo già vedendo in queste ore. Noi in Parlamento, dall’opposizione, cercheremo di sostenere i ministri di centrodestra ma sarà dura. Questo è un governo che nasce a trazione Pd, sia con i ministri politici chiamati a rappresentare le varie correnti Dem, sia con molti di quelli “tecnici” che vengono da sinistra. Altro che “governo dei migliori”...".

sabato 13 febbraio 2021

Orlando e Garavaglia: due ministri e un messaggio in codice

Pensavate ci fosse qualcosa di peggio di andare a votare partiti orgogliosamente populisti e sovranisti nel 2018 e ritrovarsi poi Draghi al Governo nel 2021? E invece c’è. Per capirlo, però, bisogna fare un passo indietro e rendersi conto di come l’attuale situazione politica italiana sia davvero qualcosa di impensabile, e indicibile, se vista con gli occhi di tre anni fa. Dalle urne erano usciti vincitori, su tutti, Lega e 5 Stelle. I quali – per quanto lontani e talora antitetici – venivano entrambi da anni di campagne contro il dominio dei mercati, contro l’establishment, contro l’euro. Cioè – a sintetizzare in due parole e in una persona – contro Mario Draghi e tutto ciò che rappresenta.
Ecco, se qualcuno, in allora, avesse pronosticato che ci sarebbe stato Draghi premier con l’appoggio dei grillini, dei leghisti e dei piddini gli avrebbero minimo minimo fatto un TSO. E invece c’è. Ma andiamo oltre, e avanti. Cosa dimostra l’operazione Draghi? Per chi riesca a smettere i panni del tifoso di qualsiasi schieramento, esprime una cosa sola: la geometrica potenza dell’establishment, dei mercati e della finanza. I quali sono così sicuri della propria invulnerabilità da poter ricavare “qualsiasi” risultato da qualunque esito elettorale. Ecco il primo messaggio ai riottosi: siete patetici, alla fine vinciamo noi, e ve lo dimostriamo facendo una bella torta europeista con le vostre scadenti uova sovraniste. Insomma, una sfacciata (perculante, addirittura) esibizione di spocchia.

domenica 7 febbraio 2021

Mario Draghi, o "l'abbraccio mortale del Loden" (Meloni unica a capirlo)

C’è un che di tenero  e di irritante al tempo stesso in questa generale fascinazione per Mario Draghi. Emerge, rugiadosa, quell’infantile propensione dell’italiano medio verso l’”Uomo competente”, (sorta di upgrade postmoderno dell’”Uomo forte”) catalizzata in una voglia di rassicurante, avvolgente lana cotta che avevamo già conosciuto con il loden di Monti e che poi si è visto quali disastri abbia prodotto.

Una propensione emotiva unita, però, a una seccante mancanza di visione strategica e di memoria storica. Infatti, oltre l’ipnotico scintillìo della “competenza”, appare imperdonabile come non si voglia approfondire al servizio di quali obiettivi questa – pur oggettiva - sia stata dedicata.

sabato 6 febbraio 2021

Dai burattini ai burattinai

Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare. In alto hanno deciso: basta Conte, arriva Draghi. Passiamo dai burattini ai burattinai. Il potere scende in campo direttamente: la gravità della situazione italiana deve essere peggiore delle più nere previsioni, e non solo per il crollo del PIL. Non riusciamo però a condividere l’entusiasmo di chi si consola per la fine del governo giallo fucsia. Pessima gente, per carità, povera patria in mano a don Fofò Bonafede, il disc jockey ministro di giustizia, a Giggino Di Maio, ministro degli esteri digiuno di storia e geografia che neppure sospetta l’esistenza della geopolitica. E che dire di un prefetto agli Interni, dell’imbarazzante signora De Micheli ai trasporti, del povero Speranza (nomen omen) alle prese con il contagio e di tutta l’improbabile brigata.

venerdì 22 gennaio 2021

Giorgia Meloni, bomba sul governo. FdI vince in tribunale contro il ministro Speranza: "Costretto a far vedere il piano anti-Covid agli italiani"

Il governo "piegato" da Fratelli d'Italia. Entro un mese il ministero della Salute diretto da Roberto Speranza dovrà trasmettere ai parlamentari meloniani Galeazzo Bignami (responsabile nazionale del Dipartimento sicurezza) e Marcello Gemmato (responsabile del Dipartimento Sanità) la copia del Piano nazionale emergenza per il contrasto al Covid. È la sentenza del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso dei due deputati di FdI. La vicenda ha inizio il 4 agosto scorso, quanto Bignami e Gemmato presentarono al Ministero una richiesta di copia del Piano di cui aveva parlato in un'intervista giornalistica il direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute. La non risposta del ministero ha portato al ricorso. Respinte l'eccezione di genericità e inammissibilità, il Tar si è concentrato sul fatto che il Ministero ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, ritenendo che il documento in questione fosse solo un testo elaborato e proposto dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento, e non un Piano pandemico approvato con atto formale dal ministero della Salute. Nonostante ciò, spiegano i giudici, il ministero ha depositato il documento in giudizio. I parlamentari di FdI hanno contestato la posizione ministeriale, sostenendo che la documentazione di cui avrebbero voluto l'ostensione era il 'Piano nazionale di emergenza' di cui aveva parlato il funzionario nell'intervista.

sabato 16 gennaio 2021

Giorgia Meloni replica a Giannini. Insultata, mai insulta ma argomenta e asfalta l'interlocutore

Oggi la mia risposta a Massimo Giannini su La Stampa. Non saremo mai la destra che piace alla sinistra

Caro direttore,

con un post sui social le avevo chiesto di argomentare meglio cosa intendesse dire chiamandomi lo “sciamano d’Italia”. Mi ha risposto con un lungo editoriale confermando purtroppo la solita strategia di distorcere la verità e poi su quelle falsità costruire accuse contro i propri avversari politici.