martedì 5 ottobre 2021

Se la sinistra sta vincendo la guerra culturale è perché ha vinto nel gioco della semantica

È di venerdì scorso, primo di ottobre, la notizia diffusa dalla Associated Press che un giudice federale americano, rifiutando la raccomandazione dei pubblici ministeri, ha condannato un rivoltoso del 6 gennaio alla libertà vigilata e ha suggerito che il Dipartimento di Giustizia è troppo duro con coloro che hanno fatto irruzione in Campidoglio rispetto alle persone arrestate durante le proteste antirazziste seguite all’omicidio di George Floyd. Il giudice della corte distrettuale degli Stati Uniti Trevor McFaddensi si è chiesto, in particolare, perché i pubblici ministeri federali non abbiano intentato più cause contro gli accusati nelle proteste estive del 2020, anche alla luce delle statistiche sui casi di sommossa nella capitale che non sono stati perseguiti.

giovedì 30 settembre 2021

Ripartire con coraggio e fede. Mons Giampaolo Crepaldi

Ricevo e volentieri pubblico il testo dell’intervento che l’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste e Presidente onorario dell'Osservatorio Van Thuân, ha tenuto a Bologna il 18 settembre scorso in occasione dell’OP Meeting dei Padri Domenicani. Il succo del suo discorso, centrato sulla formazione delle coscienze, sull'uso della ragione e sul recupero della fede è che : “La Chiesa non aiuterà la comunità a vincere la sfida sulla ‘salute’ diventando una agenzia ‘sanitaria’ ma proponendo la ‘salvezza’, che dall’alto della vita di grazia scende anche in basso a fecondare la vita sociale.”

Ripartire con coraggio e fede.
OP Meeting – Bologna. Mons Giampaolo Crepaldi

Vorrei iniziare questo mio breve intervento prendendo spunto dalle parole del titolo che ci è stato indicato: “Ripartire con coraggio e fede”. Nella situazione che tutti abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, la parola “ripartire” è stata utilizzata da molte parti e in vari sensi. Spesso è diventata una parola magica e abusata nello stesso tempo, con la quale nascondere almeno una parte di realtà, in modo che la “ripartenza” avvenga in un senso utile a chi la proclama. Di appelli alla ripartenza ne abbiamo sentiti molti e non sempre in essi ci siamo riconosciuti perché strumentali. In questa mia conversazione non intendo il termine “ripartire” nei significati che oggi vanno per la maggiore e che sono – come torno a dire – tendenziosi e interessati. Come dobbiamo intendere, allora, questo termine?

Mi aiutano le altre due parole del titolo: coraggio e fede. Il coraggio à una virtù. Platone, nella Repubblica, lo definisce così: “Coraggioso credo noi chiamiamo ciascun individuo quando l’animo suo riesce a salvaguardare, nel dolore e nel piacere, i precetti che la ragione gli dà su quello che è o non è temibile” [Resp., IV, 442 b-c]. Qui Platone ci dice che il coraggio, come ogni virtù, è collegato con la ragione, più precisamente con la ragione pratica, la quale è però una “estensione” della ragione teoretica. San Tommaso afferma che “la virtù è quella disposizione che rende buono l’uomo che la possiede e l’atto che egli compie” [S. Th., II-II, q. 123, a 1; cfr. S. Th., II-II, q. 47, a 4] per precisare poi che “buono e cattivo si dice in ordine alla ragione” [S. Th., I-II, q. 18, a. 5, resp.]. Allora, la prima leva da cui ripartire è l’uso della ragione, alla quale rimanda la virtù del coraggio. È il titolo di questa conversazione a indicarcelo e io sono pienamente d’accordo con questo suggerimento.

mercoledì 29 settembre 2021

Lo studio dello Spallanzani che fa a pezzi il Green pass. Autogol di Speranza

A questo punto, Speranza e il governo dovrebbero prendere atto di questi studi, incentrando l'azione di governo sui trasporti pubblici, la scuola e le terapie domiciliari.

La prova provata che il green pass è inutile arriva da uno studio sul campo dell’Istituto Spallanzani. Il paradosso è che la ricerca è stata finanziata dal ministero della Salute. Clamoroso autogol sulle “magnifiche sorti e progressive” della carta verde. 
È la Verità oggi in edicola a infirmarci del contenuto dello stidio pubblicato pochi giorni fa dal titolo: Caratterizzazione virologica e sierologica delle infezioni da Sars-Cov-2 diagnosticate dopo la vaccinazione con mRna Bnt162b2, ovvero Comirnaty di Pfizer-Biontech. 
Lo hanno realizzato gli studiosi Francesca Colavita, Silvia Meschi, Cesare Ernesto Maria Gruber e altri 19 tra biologi e virologi dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Ne è coautore Giuseppe Ippolito, già direttore scientifico dello Spallanzani. Ma che dal primo settembre è il nuovo direttore generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del ministero della Salute. 

La sinistra permissiva e intollerante

Ci voleva la copertina dell’Economist sul pericolo della “sinistra illiberale” per svegliare la sinistra italiana dal suo sonno dogmatico e presuntuoso. Per anni abbiamo sottolineato la svolta liberal della sinistra venuta dal comunismo e dal socialismo, che coincideva con la deriva neoborghese e neocapitalistica. Ma da qualche tempo qualcosa sta avvenendo ai confini di questa sinistra liberal: per dirla nello stesso linguaggio anglo-americano, si sta accentuando l’aspetto radical e stanno riprendendo corpo obblighi e divieti, censure e rimozioni, gravi restrizioni degli spazi di libertà. La sinistra appare sempre più una casa d’intolleranza, tra totem e tabù, interdetti e intoccabili.

Da un verso la sinistra marcia al fianco della società neoborghese e neocapitalistica, elogia la globalizzazione, si colloca nella Ztl e nell’establishment, è guardia rossa del potere economico, burocratico, giudiziario, mediatico e intellettuale. E ingaggia in questo ambito le campagne per una società permissiva, sempre più individualista e globale. Ma dall’altra parte risale l’anima radical e alle battaglie di liberismo e liberazione si affiancano battaglie correttive e punitive per far rientrare la società nei canoni rigidi del politically correct, della cancel culture, del pensiero uniforme. Lo spettacolo di questa schizofrenia e di questa conversione a U della sinistra, liberal nella sfera privata e radical nella sfera pubblica, permissiva e intollerante, è sotto gli occhi di tutti e non riguarda solo la sinistra italiana e la leadership di Letta.

martedì 28 settembre 2021

La “guerra ai non vaccinati” farà vincere (forse) la battaglia dell’oggi, ma lascerà ferite che pagheremo care

Sul tema dell’”obbligo vaccinale de facto” il governo sta procedendo ormai come un rullo compressore, con un crescendo di provvedimenti restrittivi sempre più vessatori nei confronti di chi non aderisce alla campagna.

Quel Green Pass che inizialmente era stato concepito essenzialmente come uno strumento di semplificazione – ad esempio finalizzato a consentire di accelerare il ritorno alla normalità dei viaggi internazionali eliminando la necessità dei tamponi – si è trasformato, nelle mani dell’attuale esecutivo, nello strumento per implementare politiche “regressive” nei confronti dei non vaccinati che assomigliano sempre di più ad una condizione di “morte civile”.

lunedì 6 settembre 2021

Covid, la vaccinazione non è un dovere ma un diritto: basta col clima da caccia alle streghe

Covid, la vaccinazione non è un dovere ma un diritto: basta col clima da caccia alle streghe
di Luciano Sesta*

Pur essendo fortemente raccomandata da governi e autorità sanitarie, la vaccinazione anti-Covid rimane in quasi tutti gli Stati del mondo giuridicamente facoltativa, e non può dunque essere considerata né necessariamente immorale (come pensano i no vax), né moralmente necessaria (come pensano i pro-vax).

Ora, in un contesto in cui esiste, formalmente, il diritto giuridico di non vaccinarsi, non si può essere considerati né giuridicamente né moralmente responsabili delle conseguenze che derivano dall’averlo esercitato. Se avvalersi di un diritto comportasse, ipso facto, conseguenze penali o immorali, un simile diritto non esisterebbe nemmeno. Diverso è naturalmente il caso del dovere, giuridico o morale, che io posso avere o non avere al di là del mio diritto di non vaccinarmi. Si tratta del dovere di agire con responsabilità, morale e giuridica, nei confronti degli altri. Questo dovere, sia morale sia giuridico, oggi è previsto e non è quello di vaccinarsi, che è appunto un diritto e non un dovere, ma quello di osservare le norme di prevenzione – mascherina e distanziamento – richieste a tutti, vaccinati e non.

"Tanto più una società si allontana dalla verità, tanto più odierà quelli che la dicono".

"Tanto più una società si allontana dalla verità, tanto più odierà quelli che la dicono".
Quando criticammo l'uso delle mascherine e le aggressioni verbali contro chi si interrogava sull'efficacia e la funzione del dispositivo sanitario in questione, la nostra preoccupazione non era che qualcuno andasse in giro con un pezza lurida in volto. Il nostro intento non era deridere chi, con 40 gradi all'ombra, si ostinasse a non respirare per proteggersi da un misterioso patogeno orientale. Ognuno, ci mancherebbe, è libero di conciarsi come vuole e di girare con uno scafandro in testa, se lo vuole. Non è questo il punto. Il vulnus era, ed è, l'adesione. L'appartenenza. Il segno, il simbolo del nuovo credo. Quando facemmo notare che le bizzarre norme comportamentali imposte al popolo non avessero nulla a che fare con la salute pubblica, ma fossero finalizzate in realtà ad una rieducazione dell'individuo, non lo facemmo per mero esercizio di critica. Per essere ribelli a tutti i costi. Eravamo già consci, purtroppo, della deriva che di lì a breve avrebbero preso gli eventi. Dell'abisso, profondo, in cui stavamo, nostro malgrado, precipitando. Ed ora che il dissenso è psichiatrizzato, che lo stato di diritto volge al definitivo tramonto, che un trattamento sanitario sperimentale è reso de facto obbligatorio pena l'esclusione dalla vita lavorativa e sociale, che un lasciapassare che attesti che un uomo sano è sano è imprescindibile per portare il pane a casa, il cerchio si è pericolosamente chiuso.
Tutto era propedeutico per giungere a questo momento. Dai quindici giorni di Conte alla terza dose il passo è stato breve.

domenica 5 settembre 2021

Dalle più alte sfere continua la criminalizzazione del dissenso.

Dalle più alte sfere continua la criminalizzazione del dissenso.
Ciò che colpisce, stavolta, è che essa provenga con tanta violenza dalla figura che dovrebbe salvaguardare la Costituzione, il recepimento dei suoi principi e la loro corretta applicazione.
Colpisce che un messaggio di condanna così deciso avvenga in concomitanza ad un ostinato silenzio sulla costante messa in discussione (per non dire usurpazione) dello spirito costituzionale, ad opera di un governo che evidentemente ritiene quest'ultimo un ingombro da aggirare in vista del proprio fine.
Colpisce come sia evidente che il concetto di libertà oggi sia subordinato all'adesione alle politiche dell'esecutivo, definendo così cittadini diversamente liberi, che sono accusati di limitare con le proprie sacrosante scelte la libertà del prossimo, quando allo stato attuale sono gli unici a subire limitazioni sempre più stringenti alla propria.
Colpisce che si accusi un intero movimento di pensiero di singoli episodi di violenza di cui sono responsabili solo gli individui che li hanno commessi, e si taccia di un clima di apartheid e caccia alle streghe che invece è stato progettato, costruito e coltivato dai settori maggioritari dell'informazione, della comunicazione e della politica. Colpisce che si ribadisca come certezza palese ed evidente l'argomento ormai confutato da più autorevoli voci, comprese molte del mainstream scientifico, riguardo all'essere il non vaccinato un maggior pericolo per il prossimo rispetto all' "immunizzato" (che non è chiaro tra l'altro cosa rischi, se le parole hanno ancora un significato, in quanto "immune").
Noi continueremo ad invocare la libertà oggi più forte di ieri, con più convinzione, con più consapevolezza. Perché è proprio quando non se ne comprende più il significato che è più importante farlo. Perché è quando chi deve custodirla la abbandona ai lupi che è ora di farsi pastori. (Da Weltanschauung Italia)

giovedì 2 settembre 2021

Partita la macchina del fango contro i non-vaccinati. In TV c'è chi invoca un generale come Bava Beccaris

Sulle reti televisive e su tutti gli organi di stampa ormai è una vera e propria guerra psicologica. Si delinea la deleteria distinzione noi-voi che porta a fazioni contrapposte con accuse da "untori" nei confronti di chi pone solo dubbi e domande lecite. Il problema è la tensione sociale: questa è la vera preoccupazione.  Ossessivamente non si parla che di Covid e vaccini. Ora il focus è sui cosiddetti no-vax in termini criminalizzanti e in un crescendo di aggressività senza alcun dibattito suscettibile di ascoltarne le ragioni. Un lettore scrive: "È guerra a chi si fa domande. Non agli stupratori, ai trafficanti di droga, agli importatori di prostitute e terroristi, agli organizzatori di rave abusivi, ai mafiosi. No! È guerra a chi si fa domande. È bastata un po' di "ammuina" per farli diventare terroristi agli occhi dell'intera Nazione. Alla faccia della democrazia, della tutela delle minoranze, del confronto. La guerra tra poveri è servita". Interessante l'editoriale di Miriam Gualandi pubblicato su Byoblu ripreso di seguito.

Partita la macchina del fango contro i non-vaccinati. 
In TV c'è chi invoca un generale come Bava Beccaris

Fratelli contro fratelli, figli contro genitori, amici o partner che improvvisamente puntano il dito uno contro l’altro. Nelle piazze e nelle case italiane in queste ore si consuma una guerra fratricida, dove a fare il valore di una persona è l’essersi vaccinato o meno. E chi è che soffia su questo fuoco? La classe politica e il giornalismo, entrambi rabbiosi e violenti verso quella fascia di popolazione che viene definita senza possibilità di appello “no vax”. Ma andiamo con ordine.

lunedì 30 agosto 2021

Il Paese delle contraddizioni

Questo è il paese dove l'annuale incontro di Atreju (FdI) non si tiene da due anni causa covid....

È il paese dove l'annuale raduno di Pontida (Lega) non si tiene da due anni causa covid...

Questo è il paese dove le sempre meno affollate feste dell'unità, in spregio ad ogni regola, continuano a tenersi e per di più senza green pass. 

Pazzesco

giovedì 19 agosto 2021

Vuoi governare? Alza la zampa a comando

È rimasta davvero memorabile la prova di legittimazione democratica che il Corriere della sera, tramite il suo storico editorialista, Ernesto Galli della Loggia, ha chiesto a Giorgia Meloni: fate come il Pci di una volta, attrezzate un bel servizio d’ordine e picchiate quelli di Casa Pound che vogliono avvicinarsi ai vostri comizi. È richiesto un atto violento e intollerante per dimostrare la propria patente democratica, liberale ed europea… La questione della destra ritenuta indegna di andare al governo, si può risolvere dando mazzate a uno sparuto gruppetto di militanti dell’estrema destra… È un ritorno in chiave euro-liberal-democratica al dio Moloch, quando gli si offrivano le vite di giovinetti in sacrificio.

Ma veramente si pensa che il pericolo internazionale di una destra al governo sia la presenza nelle sue manifestazioni di qualcuno che magari fa il saluto romano o ha un giudizio non conforme sul fascismo? Davvero si pensa che il problema centrale delle democrazie europee, il pericolo principe, sia oggi un simbolo, un canto, un cimelio del passato regime fascista, ostentato da qualche isolato militante in una manifestazione di piazza?

martedì 10 agosto 2021

Libertà eutanasica sì, libertà di cura no

Oggi sul "Corriere" Giusi Fasano proclama il "diritto" dei malati gravi ed invalidi di scegliere la "dolce morte" eutanasica. Ovviamente facendo leva sul sentimentalismo e il pietismo, modello Marco Cappato, la Fasano dichiara la sovrana libertà del singolo di togliersi la vita, anzi farsela togliere dallo  Stato, dal servizio sanitario nazionale.  Libertà eutanasica sì, libertà di cura, no, perché la Fasano da buona soldatina del politicamente corretto, è ultravaccinista. 
C'è un'apparente contraddizione tra questa esaltazione della libertà individualistica di scegliere liberalmente la morte, e l'obbligo vaccinista che il "Corriere" e la Fasano ritengono inderogabile. Libertà di ammazzarsi sì, libertà di rifiutare il vaccino, no.
Questa grossa contraddizione tra la rivendicata  libertà di farsi eliminare dal dottor morte e la negata libertà di scegliere di rifiutare il vaccino, sfuma se comprendiamo che chi la propone vuole la libertà assoluta di fare (o farsi) del  male, ma non quella di fare (o farsi) del bene. Bisogna essere liberi di divorziare, abortire,  cambiare sesso, divenire fluidi e  perversi, amoreggiare senza legami con tutto ciò che respira, consumare droga, entrare illegittimamente in un altro Paese,  e persino uccidersi quando proviamo dolore.  Non possiamo invece essere  liberi di scegliere cosa farci o non farci inoculare nell'organismo.
Servi dei poteri finanziari, questi pennivendoli si atteggiano  a paladini della libertà, ma sono soltanto figli delle tenebre. Per loro non solo posso, ma devo violare la legge di Dio e la legge eterna, ma non ho il diritto di violare la legge di Bill Gates e di Big Pharma. (Martino Mora)

Sinae proxima finis

Mentre l‘Europa s’ accanisce contro le cattolicità ungherese e polacca, bela soltanto – assieme agli Stati Uniti di Joe Biden e al corteggio dei grandi trust dell’informazione globale; questo tra i primi – all’indirizzo della Cina. A cui va benissimo un fumoso dibattito sulle origini del Covid; a cui va benissimo la proclamata impossibilità di accedere alla verità sulla faccenda. Giacché - dolose o colpose che siano le sue responsabilità – quel paese le ha per sempre insabbiate con la complicità dell’OMS e nel silenzio della comunità internazionale, appena infranto – qui e là – da tronfi proclami a uso propagandistico.

Niente: non ci sarà mai alcuna indagine seria sulla vicenda di Wuhan. Non c’è la volontà politica di procedere e, comunque, sarebbe troppo tardi. La scena del crimine eventuale è stata ben ripulita. Quindi dunque nessuno pagherà dinanzi, anche dinanzi a responsabilità accertate al di là di ogni dubbio.

venerdì 6 agosto 2021

Il potere nello stato di eccezione pandemico

Chi detiene il potere, il vero potere, diceva il grande giurista Carl Schmitt, è colui che governa nello stato d'eccezione. La pandemia è uno  stato d'eccezione.
Chi governa in Cina la pandemia ? L'onnipotente partito-Stato. 
Chi governa la pandemia nell'Occidente americanizzato?  Il grande capitale. 
Ovvero il potere economico, la finanza e le multinazionali, la plutocrazia,  Mammona, il denaro, il profitto o come volete chiamarlo. Nello stato d'eccezione pandemico, il vero potere in Cina è partito-Stato, da noi è la gabbia d'acciaio del profitto -come la chiamava il grande sociologo Max Weber - attraverso i suoi intermediari:   la comunità (pseudo)scientifica dei virologi e i servi della politica e dell'informazione terroristica (i più importanti). 

mercoledì 4 agosto 2021

Così il green pass viola le regole europee

Il Consiglio d’Europa (CdE) non è una istituzione dell’Unione europea, ma una organizzazione internazionale che promuove la democrazia, i diritti umani, il primato del diritto e l’identità culturale europea. Istituito nel 1949, ha sede a Strasburgo ed è composto da 47 Stati, tra cui tutti i 27 Paesi della Ue, più altri Stati come ad esempio il Regno Unito, la Svizzera, l’Albania e la Russia.

Il Consiglio, e più precisamente la sua Assemblea, adotta risoluzioni parlamentari che ogni Stato membro è poi libero di recepire attraverso gli strumenti previsti dagli ordinamenti costituzionali di ciascuno. Da ultimo, e più precisamente il 26 febbraio 2021, l’Assemblea parlamentare del Consiglio ha adottato la Risoluzione n. 2361 in tema di vaccini anti-Covid19.

I punti salienti della Risoluzione che qui ci interessano sono sostanzialmente due: gli articoli 7.3.1 e 7.3.2. Il primo statuisce che gli Stati devono “assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non lo desiderano farlo da soli”, mentre il secondo raccomanda ai Paesi membri di “garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato”. Si tratta di due temi fondamentali su cui tuttavia è caduto nel dibattito pubblico il silenzio tombale:
1. il divieto dell’obbligo vaccinale e delle pressioni per spingere i cittadini a vaccinarsi;
2. il divieto di discriminazioni nei confronti di chi non intende sottoporsi a vaccinazione.
(Paolo Becchi e Giuseppe Palma - Fonte)

Massimo Cacciari: «Lo Stato d’Emergenza è un insulto alla Costituzione»

Massimo Cacciari ieri sulla "Stampa" ha lanciato un nuovo atto d'accusa implacabile e rigorosamente documentato contro l'emergenzialismo a tempo indeterminato in cui l'Italia è stata infilata dalla classe politica e dai vertici istituzionali, e contro la liceità stessa dello stato di emergenza nel nostro ordinamento costituzionale. 

Aspetto ancora un tentativo serio, altrettanto documentato e argomentato, di confutare nei contenuti le sue argomentazioni. Finora contro lui e Agamben ho visto solo ridicole demolizioni/demonizzazioni (questi filosofi che parlano di cose di cui non sono competenti, lascino parlare gli specialisti ... ) o colpevoli e imbarazzati silenzi. 

La direttiva del Consiglio europeo inascoltata. "L'Italia accantoni soldi per i risarcimenti"

La risoluzione 2361 di gennaio: "Garantire ristori per i danni del vaccino"
L'odio sociale che si sta scatenando tra chi si è vaccinato e chi non ha intenzione di farlo si acuisce ogni giorno di più. Tra questi ultimi serpeggiano molti dubbi. Uno dei più difficili da vincere è sugli eventuali effetti collaterali: il vaccino non è obbligatorio e per farlo bisogna firmare un consenso informato, che suona un po' come una liberatoria dalle responsabilità dello Stato e delle case farmaceutiche. E ora il green pass suona loro come un ricatto. Ossia: se non ti vaccini ti rendiamo la vita impossibile. Ma se ti vaccini e riporti dei danni sono fatti tuoi.

C'è tuttavia un documento di cui non si è mai sentito parlare e che potrebbe cambiare radicalmente le cose, sanando ogni ferita: è la risoluzione 2361 dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, inerente proprio i vaccini. È il 27 gennaio di quest'anno e a Strasburgo il tema vaccinazione Covid non può che impattare sui diritti umani. L'Assemblea esorta così i 47 Stati membri (27 dei quali dell'Unione Europea) su alcuni punti ben precisi: devono garantire che «la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è sottoposto a pressioni politiche, sociali o di altro tipo per essere vaccinato se non lo desidera». Deve altresì garantire che «nessuno venga discriminato per non essere stato vaccinato, per possibili rischi per la salute o per non volersi vaccinare». Ma soprattutto, al punto 7.1.5, l'Assemblea esorta i governi a «mettere in atto programmi indipendenti di compensazione vaccinale per garantire il risarcimento per danni indebiti e danni derivanti dalla vaccinazione». All'epoca era in carica ancora Giuseppe Conte ma il ministro della Salute è sempre lo stesso, Roberto Speranza. Solo che di risarcimenti non si sa nulla. Sapere che lo Stato risponda in caso di danni anche per una vaccinazione non obbligatoria (per la quale invece esiste già la legge 210/92) spingerebbe certamente più persone ad accettare l'iniezione perché si sentirebbero meno soli di fronte a una scelta resa oltremodo difficile dal siparietto di scienziati in tv divisi su tutto e dalla girandola sui consensi informati. - Fonte

lunedì 26 luglio 2021

La bugia per prorogare lo stato d’emergenza

Non bastava l’odioso green pass, nello stesso decreto abbiamo la proroga della proroga della proroga dello stato di emergenza (art. 1 del decreto-legge del 23 luglio 2021, n. 105). Giusto protestare per il lasciapassare sanitario, come sta avvenendo in diverse città d’Italia, però sta passando in sordina la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021.

Ma di quale emergenza stiamo parlando? Il 31 gennaio 2020 lo stato di emergenza fu dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri sulla base dello spauracchio delle notizie che provenivano dalla Cina, ma il governo, all’epoca giallo-rosso, garantiva serenità: “abbraccia un cinese!”. Poi il virus è arrivato e tutto il Paese è stato segregato in lockdown per circa due mesi, causa le insufficienti terapie intensive a disposizione. A luglio Conte e Speranza si dichiararono vincitori e commisero l’errore di realizzare appena 1.200 terapie in più rispetto alle 5.400 iniziali. Il virus sembrava scomparso ma il governo prorogò ugualmente lo stato di emergenza fino al 15 ottobre.

giovedì 15 luglio 2021

Perché NO alla discriminazione di chi non è vaccinato

Ormai è il quesito del giorno, perché non vietare la vita sociale ai non vaccinati? Innanzitutto perché è un atto discriminatorio che viola i diritti dell'uomo e cancella lo stato di diritto trasformandolo definitivamente in autoritario! Ma poi anche perché ci sono domande che ancora i così detti "scienziati" non vogliono rispondere o fanno orecchie da mercante.
  1. Il vaccino, da quello che sappiamo, non blocca il contagio e la diffusione del virus. In UK, ad esempio, dove la vaccinazione è diffusa, i contagi sono oltre 35 mila al giorno. Allora, perché continuano a dire che vaccinandoci proteggiamo gli altri? Se io sono vaccinato e ho sintomi lievi, se passo il virus ad un non vaccinato, si potrebbe ammalare gravemente? Che senso ha quindi accusare chi non vuole vaccinarsi di egoismo, o discriminarlo con una norma?

Per Cuba non si inginocchia nessuno?

Ma perché tanti incarcerati, tanti desaparecidos, tante vittime sanguinanti delle repressioni nel residuo regime comunista di Cuba non destano alcuna apprensione, alcuna mobilitazione e alcun inginocchiatoio globale, come già è accaduto ad Hong Kong e in mille altri luoghi del mondo dove agiscono dittature comuniste o regimi radical-progressisti? Perché non esistono casi Zaki da quelle parti, non si vedono facce, non ci sono storie di repressione da raccontare, perché non si raccontano violenze patite su cui indignarsi e far indignare a comando interi branchi di foche ammaestrate? Perché quelle dittature sono accettate col silenzio compiaciuto dei media global e nostrani, mentre il Male per loro sarebbero le polizie occidentali o i governi come quello di Polonia e di Ungheria, votati dai cittadini in libere elezioni per realizzare quei programmi a tutela della famiglia, della scuola e dei minori, che vengono da noi esecrati? Perché la difesa della civiltà, col consenso del popolo, deve passare per barbarie, e la barbarie delle repressioni antipopolari deve passare inosservata? (Marcello Veneziani)

sabato 10 luglio 2021

Carramba che sinistra da gay pride

Raffaella Carrà bandiera dei gay, della liberazione sessuale, del femminismo e perfino dell’antifascismo; anzi patrona della Spagna antifranchista e gaudente, che si libera danzando dell’arcigno potere del Generalissimo e della sua Cattolicissima nazione. A sentire i media, Raffaella è stata soprattutto questo, tutto il suo ruolo nella ricreazione popolare aveva un filo sotterraneo “progressivo” se non “progressista”. Da coscia d’oro a coscienza dell’emancipazione tramite spettacolo...
Eppure la sua “figliastra” Barbara Boncompagni racconta che la Carrà si sorprendeva del fatto che il fronte gay e trans l’avesse eletta a sua madonna e reginetta. In effetti, lei era semmai il simbolo della seduzione femminile, della femminilità scosciata e intraprendente, che giocava con i maschi e si lasciava corteggiare, ammiccava e bamboleggiava. In Tv rappresentava la tv del disimpegno e delle pailettes, la pura evasione, il ballo sfrenato, la canzoncina allegra e fatua che ti entra nella testa, la risata fragorosa, insomma il circo dello spettacolo che non vuole pensieri; al più l’irruzione degli affetti privati nei programmi fatti di abbracci, sorprese e ritorni a casa. Tutto meno che un messaggio politico, ideologico, di appartenenza, divisione e impegno di lotta. E poi tanta vitalità e simpatia, gusto della vita e piacere di corpi, balli e lasagne.

martedì 6 luglio 2021

Il “manifesto sovranista” solleva due questioni reali dell’Ue: costituzionale e culturale

Avevo appena licenziato per Atlantico un articolo, che me lo sono ritrovato nel c.d. manifesto dei sovranisti, sì da sentirmi anch’io investito dallo scandalo sollevato da tutte le forze progressiste, con, ad orchestrare le rabbie dei mass media progressisti, un Letta che, perso ormai ogni referente non solo tattico ma anche e soprattutto strategico, cerca di salvarsi con radicalismo protestatario spinto all’insegna dello slogan “morire abbracciati alla bandiera del progetto di legge Zan”. No, non vorrei che credeste che, in uno sfogo megalomane, io pensi sul serio di aver dato un qualche contributo al manifesto; ma vorrei far capire ai miei due o tre lettori, che ora mi sento anch’io imbragato come “sovranista”, senza sapere bene quale sia il senso vero di questo termine usato dalla nostra intellighenzia (non necessita aggiungere di sinistra, perché, cosa stranota, non ce n’è una di destra), dopo che quello di populista è stato accantonato, per rispetto all’alleato del cuore, i 5 Stelle, nel loro faticoso e incerto passaggio da movimento a partito.

Il Grillo e la cicala - Marcello Veneziani

L’unica cosa che finora siamo riusciti a dire nella contesa tra EgoConte ed EgoGrillo è che hanno pienamente ragione tutti e due nel giudizio (pessimo) che uno ha dell’altro. Ma prima che il Grillo canti, ovvero prima che avvenga la conta dei parricidi o degli infanticidi, o la sospensione del conflitto, è possibile rintracciare una linea politica che distingua le due posizioni? Il lato prevalente, schiacciante di questa contesa, si sa, è la volontà di dominio di ambedue, la lotta tra un Megalomane e un Mitomane, due narcisisti patologici. Solo che uno lo fa di mestiere, facendo l’Istrione e il Buffone; l’altro invece di mestiere farebbe il Professore, l’Avvocato. E poi, uno quel movimento l’ha davvero fondato, l’altro ci è arrivato a cose fatte, già da presidente del consiglio, quando quel movimento era già il primo nel paese e andava al governo.

lunedì 5 luglio 2021

Pace Salvini-Meloni sull'Europa. Carta dei valori firmata anche da Lega e FdI

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si ritrovano uniti in Europa, insieme a Viktor Orban e altre formazioni politiche della destra continentale. Un documento comune è stato firmato anche dalla Lega e da Fratelli d'Italia sul futuro dell'Unione euroea.
"L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un'Europa senza nazioni". Questa una delle accuse lanciata all'Unione nella 'Carta dei valori europei' firmata a Bruxelles da 16 partiti della destra europea, tra cui la Lega, Fratelli d'Italia, il Rassemblement National francese di Marine Le Pen, l'austriaco Fpoe e l'ungherese Fidesz di Viktor Orban.

Dal testo della Carta «L’Unione europea sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un’Europa senza nazioni». Questa è una delle accuse lanciata all’Ue nella Carta dei valori europei firmata a Bruxelles da 16 partiti di destra europea tra cui Lega e Fratelli d’Italia, il francese Rassemblement National di Marine Le Pen, lo spagnolo VOX e gli immancabili PiS polacco e il Fidesz ungherese di Viktor Orbán. La lista dei firmatari include partiti dei gruppi del Parlamento europeo di Identità e Democrazia (ID) di cui fa parte la Lega, e dei Conservatori e dei Riformisti (ECR) presieduto da Giorgia Meloni... Leggendo la lista dei firmatari, si notano anche alcune assenze illustri, su tutte il tedesco AfD e gli olandesi PVV e FvD. - Fonte

venerdì 2 luglio 2021

Giorgia Meloni risponde a Galli della Logga - Corriere della Sera: “La Lezione che offre la Francia”

Fratelli d’Italia non ha bisogno di esami del sangue, è il movimento dei patrioti italiani.
"Gentile direttore,
i suoi editorialisti di punta invitano a riflettere sulla «lezione» che offrono le ultime elezioni regionali francesi. Cogliamo volentieri l’invito. Il dato clamoroso è che il partito del presidente della Repubblica in carica, En Marche! di Emmanuel Macron — il fenomeno mediatico da anni acriticamente osannato dal circuito politico e mediatico di casa nostra— è sprofondato al 7% a livello nazionale. Ovviamente attestandosi su zero vittorie nei territori, a meno di un anno dalle elezioni presidenziali.

Ecco, credo che qualunque analisi politica sulla Francia dovrebbe partire da qui e dall’affermazione delle destre francesi. La destra gollista — trainata dai Repubblicani e da candidati indipendenti — si è attestata al 38% mentre quella del Rassemblement national di Marine Le Pen ha ottenuto oltre il 20%. La Francia è una Nazione che oggi per quasi il 60% vota per forze patriottiche, conservatrici e sovraniste. Segno di un disagio per lo strapotere tedesco in ambito Ue e nei confronti di una deriva globalista senza regole? Ci sarebbe piaciuto leggere qualche analisi a riguardo. Invece ci siamo ritrovati l’ennesimo articolo che ci parla di fascismo, questa volta a firma di Ernesto Galli della Loggia. La tesi sarebbe che la destra gollista e la destra lepenista non si alleano tra loro perché Marine Le Pen non avrebbe preso sufficientemente le distanze dalla collaborazionista Repubblica di Vichy del maresciallo Pétain e che analogo isolamento politico rischia Fratelli d’Italia perché non avrebbe chiarito a sufficienza i suoi rapporti col regime fascista.

venerdì 25 giugno 2021

Immigrazione. L'UE abbandona l'Italia e Draghi non reagisce

Incomprensibile la soddisfazione del presidente del Consiglio Draghi per le conclusioni del Consiglio europeo sull'immigrazione. Al rinnovo dell'accordo con la Turchia di Erdogan e allo stanziamento di altri tre miliardi di euro da versare ad Ankara corrisponde, infatti, il nulla totale sul fronte del Mediterraneo centrale. Poche e generiche righe sulla Libia, nessun impegno concreto per bloccare le partenze, zero azioni risolutive per arginare il flusso incontrollato di immigrati. Risultato: l'Europa abbandona l'Italia al suo destino. Un clamoroso fallimento del nostro Governo che non può essere nascosto sotto il tappeto. Blocco navale, hotspot in Nord Africa per valutare chi ha diritto all'asilo ed equa distribuzione nei 27 Paesi Ue, rimpatrio dei clandestini: questa è l'unica strada che l'Esecutivo deve percorrere se vuole affrontare davvero l'emergenza immigrazione. Tutto il resto è propaganda. (Giorgia Meloni)

venerdì 28 maggio 2021

Nasce il trans-comunismo

Sta prendendo forma, seppur mutante, un nuovo, vecchio mostro: il trans-comunismo. Un fenomeno globale, non solo italiano. Mettete in fila i seguenti elementi sparsi: 1. l’egemonia mondiale di un comunismo geneticamente modificato, quello cinese, ibridato col mercato globale, rafforzato dalla pandemia e dall’espansione commerciale che sta colonizzando l’Africa e mezzo mondo; 2. lo sbarco in massa di migranti in Occidente, un proletariato mondiale che “non ha patria” – come dicevano Marx ed Engles – e “non ha da perdere che le proprie catene”; 3. il dominio planetario, a partire dagli Stati Uniti, di una ideologia correttiva che vuole abolire la realtà come voleva il comunismo (“abolire lo stato di cose presenti” prescriveva il Manifesto comunista) e sostituirla con una nuova umanità; 4. la ricaduta della biopolitica sui diritti civili, l’ideologia transgender modifica la natura umana e ribalta le identità e le definizioni, a partire dai connotati sessuali.
Infine, se volete, i messaggi di Bergoglio sull’abolizione “morale” della proprietà privata e sulla destinazione comune di tutti i beni: il papa si candida a diventare il cappellano militante del nuovo comunismo terzomondialista. Percorsi diversi ma verso una stessa meta: il transcomunismo. Aggiungo: finita la lotta di classe, perché sono diventati loro classe abbiente di potere, il transcomunismo propone ora la lotta di tasse.

lunedì 17 maggio 2021

Il Ddl Zan è una «legge che non serve». Parola del costituzionalista Ainis, non certo un sovranista

È ormai innegabile che sul Ddl Zan la confusione regna sovrana. Per sgomberare il campo da equivoci e fraintendimenti, allora, il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo intervista Michele Ainis, uno dei più rinomati e apprezzati giuristi italiani. Costituzionalista, docente universitario, nonché editorialista di Repubblica e l’Espresso, Ainis è anche scrittore, e la sua ultima fatica letteraria è un romanzo, guarda caso, intitolato Disordini. Un titolo che rimanda, e parecchio da vicino, al dibattito politico in corso. Un proliferare di spunti e commenti intestati all’omofobia e declinati al Ddl Zan, di cui Ainis che, come sottolinea Borgonovo nella sua intervista, «non si può certo considerare un pericoloso sovranista», enuclea limiti e aspetti pleonastici.

Ddl Zan, il costituzionalista Ainis spiega perché è una «legge che non serve»
Problemi e ripetizioni superflue, quelle disseminate tra le righe del Ddl Zan sul tema, che nell’intervista il costituzionalista divide e riassume in 3 punti principali: «Per punire i crimini d’odio non c’è bisogno di nuove norme, esistono le aggravanti. Il concetto di “identità di genere” cancella il corpo femminile. Le idee vanno combattute con altre idee». Che ampliato e argomentato significa che, per quanto riguarda il Ddl Zan, il costituzionalista sostiene che basterebbe già quanto a disposizione nei codici. E lo dice chiaramente Ainis, dichiarando: «Sinceramente penso che la stessa legge Mancino fosse inutile. Anche la più ampia tutela della libertà di pensiero e di parola è cosa diversa dalle azioni violente, lo insegna Popper. Significa che l’istigazione a delinquere è reato e rimane reato, su questo non ci possono essere dubbi.

venerdì 14 maggio 2021

Un silenzio gravido di pavida inettitudine della destra sulla libertà di espressione a rischio

Su @atlanticomag Andrea Venanzoni severo ma giusto su mezzi silenzi e timidezze a destra dopo i casi Gervasoni-Totolo. Un'osservazione di Andrea Sandri: "L'affare Gervasoni, professore di storia (non a caso), è più serio di quello che sembra. Vediamo ora se seguirà il Lehrverbot (sarebbe il primo caso di proibizione di insegnare comminata nell'Italia repubblicana a un professore di ruolo, mentre la falcidia dei docenti e dei ricercatori "a contratto" per avere espresso posizioni contro il pensiero dominante è già un incalcolabile buco nero di senza-nome). Un'ammonizione, in pieno regime di violazione dell'habeas corpus, per chi ancora pensa che in questa repubblica si possa almeno ancora pensare e parlare liberamente. É la pedagogia del tiranno e della "nuova normalità"."

La destra che scappa davanti al giro di vite
contro la libertà di espressione  

Più che il rumore delle manette agitate con gioioso trasporto digitale dai soliti giustizialisti color rosso sovietico, a lasciare il segno, dopo l’operazione dei Ros che ha visto indagate undici persone per vilipendio al presidente della Repubblica, è il solito, glaciale silenzio dell’area riferibile, genericamente, al centrodestra, nelle sue varie sfumature liberale, sovranista, patriottica e via dicendo.

domenica 9 maggio 2021

Il mondo incatenato al Prestito e al Vaccino

Lucido e disincantato come sempre Veneziani nell'intreccio perverso tra politica scienza ed economia

C’era una volta il Debito. Gli Stati ne erano afflitti coi loro popoli. Tremendo era il debito italiano e l’esattore preposto si chiamava Europa. Terribile fu la punizione degli Euro-dei ai greci per il loro debito. Spettacolare era il debito americano e il suo principale creditore, narrano le leggende macroecnomiche, era diventato la Cina. Qualcuno sosteneva di cancellare il debito dei paesi del Terzo Mondo.
Poi un giorno scoppiò la pandemia, il mondo fu sconvolto, la gente visse nel terrore tra la miseria e la malattia. E la permanente minaccia del debito, l’obbligo di non sforare, restituire i prestiti o pagare almeno gli interessi sui debiti macroscopici, d’un tratto svanì. Venne fuori una tendenza inversa, a chi le spara più grosse; dico le cifre per risanare la crisi paurosa aperta con la pandemia e le chiusure. Impressionano i 248 miliardi che pioveranno sull’Italia, i 750 che scenderanno sull’Europa, i 2mila miliardi che Trump aveva annunciato per gli Usa, raddoppiati con Biden. Quattromila miliardi di dollari, una cifra pazzesca tirata fuori dal nulla. Si dice che verranno fuori dalla pressione fiscale, e per rassicurare la gente si aggiunge che ci sarà una gigantesca mazzata fiscale alle multinazionali. Ma la cifra supera ogni possibilità di essere colmata da gettiti reali. Non è più tempo di prendere ma di dare, ha ammonito Draghi.

La libraia di Roma che non vende il libro di Giorgia Meloni: «So’ scelte, mejo pane e cipolla che alimentare questa editoria»

Una donna che vuol censurare una DONNA.
Caro Lorenzo Tosa, premesso che certe azioni non meriterebbero alcuna pubblicità, ritengo che forse tu non sappia che la persona autrice di questo "grandissimo atto di resistenza" non è solo una semplice libraia con negozio in quel di Tor Bella Monaca, ma anche una storica DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO del Municipio delle Torri. 
Pensa, addirittura una di quelle che aspira a candidarsi Presidente del Municipio Roma 6. Ti dirò di più: proprio in quella sede si sono svolte le Direzioni Nazionali del PD. Come vedi proprio una libreria..... LIBERA !!!
Sappiamo bene che in un'attività privata ognuno è libero di fare la propria scelta imprenditoriale, ma far passare come gesto eroico questa cosa fa ridere..... 
Adesso vorrei sentire cosa ne pensano gli esponenti locali del PD. Quelli sempre pronti a far la morale a tutti quando si parla di temi come Censura, rispetto delle idee altrui, libertà etc. Con tutto il rispetto questo non ha nulla a che fare con la Resistenza. Questo è semplicemente un atto di SCEMENZA!!! (Salvatore Napolitano su Facebook)

* * *
Ma andiamo oltre: Meloni in 'Io sono Giorgia': "Non facile arrivare fino a qui"

Un centro destra privo di pensiero e cultura politica

Il dl Zan non ha alcuna ragion d'essere se non nell'arroganza del pensiero unico dominante e dei suoi sottoprodotti. È ormai evidente che l’intento di Zan et similes corrisponde all'idea: non importa chi siate o cosa pensiate, ma avete diritto di parola solo se siete d’accordo con noi. Preoccupa, da parte della destra, opposizione o meno che sia, la mancanza di pensiero e cultura politica, lo sposare la logica del compromesso o del male minore che è perdente in ogni caso. E comunque scendere a compromessi sui principi è indice di decadenza culturale e morale prim'ancora che politica. In più appare evidente anche la mancanza di decifrare l'intenzione, ormai a livelli sovranazionali, di sovvertire, anzi di far sparire la società... almeno quella conosciuta fino ad oggi attraverso una sorta di colonialismo psichico che rincoglionisce le menti.

Il centro-destra presenta un testo di legge alternativo allo Zan in cui sono eliminate le parti legate all'indottrinamento scolastico e alla repressione del pensiero non omosessualista. Bene, si dirà. No, male, molto male comunque. Perché nel testo si inaspriscono le pene per chi commette violenza soltanto (e sottolineo soltanto) contro le persone con tendenze omoerotiche.
È lo stesso principio della legge Mancino, che le inasprì solo per i crimini contro chi è ebreo o diversamente colorato. Ebbene, per quale motivo la violenza contro una categoria deve essere perseguita più duramente? Perché picchiare a sangue un italiano bianco cattolico e sessualmente normale deve essere considerato dal legislatore meno grave che picchiare uno straniero diversamente colorato, di un'altra religione e e con tendenze sessuali particolari? Perché la violenza contro un sacerdote cattolico, ad esempio, viene considerata meno grave che quella verso un rabbino o un imam?Solo perché lo prescrive il pensiero unico liberal egualitarista (che poi viola il principio dell'uguaglianza di fronte alla legge)?
In nome della lotta alle discriminazioni, reali o spesso immaginarie, si introduce, anche nel testo del centrodestra, la tutela di categorie benedette e privilegiate dal buonismo politicamente corretto, La violenza fisica è violenza fisica e e va punita sempre e comunque. Non solo per chi è tutelato dal politically correct.
Anche il centrodestra è caduto in questa trappola per cui qualcuno è sempre più uguale degli altri. Perché è un centrodestra incapace di pensare contro l'ideologia dominante. È un centrodestra del tutto privo di pensiero e cultura politica. Che non conosce i principi dai quali dovrebbe discendere la buona politica. Male, molto male. (Martino Mora)

mercoledì 5 maggio 2021

La vittoria dei conservatori alle elezioni di Madrid e la lezione per la Destra Italiana

Interessante commento di Marco Gervasoni su la Voce del Patriota in ordine alle recentissime elezioni di Madrid, che hanno visto la schiacciante vittoria della leader conservatrice Isabela Diaz Ayuso. Eh già, in Spagna si vota, perché in Spagna non c’è stato un golpe mascherato da emergenza Covid, compiuto da chi dovrebbe essere il garante della Costituzione dei diritti dei cittadini, e invece si manifesta sempre più non come arbitro super-partes, ma come esponente di una parte politica, minoritaria nel Paese, che teme di affrontare il giudizio dei cittadini conoscendone l'esito impietoso dai sondaggi. 
Non cesserà il nostro impegno di rovesciare la narrazione diffusa ai quattro venti dal terrorismo mediatico di regime, complice e succube del monopolio finanziario e ideologico strettamente detenuto dalle tecnocrazie sovranazionali.

Il 4 maggio non è solo un’ottima giornata per la Spagna, ma per tutti i conservatori d’Europa. E una pessima per la sinistra. Ci sono almeno sei lezioni da trarre dal voto per la Comunidad di Madrid, che ha visto una schiacciante vittoria dei conservatori.
La prima è che ha vinto un PP veramente conservatore, molto diverso da quello nazionale di Casado, per non parlare di altri partiti appartenenti al Ppe. Conservatore sui valori, contro le folli politiche di distruzione della storia e della tradizione sostenute dai socialisti e dai neo comunisti di Podemos. Ma conservatore anche nel progetto economico.

martedì 4 maggio 2021

Ma neanche ora gli italiani non sono tutti brava gente

Amo Veneziani, il suo stile schietto e graffiante insieme alla sottile ironia che scaturisce dal suo uso sapiente e disinvolto del linguaggio e di metafore geniali.
Egregio Presidente Draghi,
francamente non mi aspettavo che uscisse dal suo Recovery plan per inseguire Mattarella, il mainstream e il palco delle autorità in tema di Resistenza e “nazifascismo”. La vedevo troppo concentrato sul piano economico, dove gioca più suo agio, per avventurarsi sulla breccia in temi storici e civili, a forte valenza ideologica e a forte impatto divisivo nel paese; mi aspettavo che, come per la sanità, lasciasse dire e fare agli altri, naturalmente acconsentendo e garantendo le linee di confine. Ma rispetto i ruoli, le convinzioni, gli obblighi rituali e vaccinali del regime, e non entrerò nel merito dei suoi giudizi storici e del suo anti-revisionismo.
Vorrei solo dedicare una postilla alla sua affermazione che è diventata titolo dei giornali e dei telegiornali: “noi italiani non fummo tutti brava gente”. Di quella frase si può condividere tutto meno il verbo declinato al passato, che mi pare piuttosto ipocrita, se non menzognero.

venerdì 23 aprile 2021

Giorgia e il Drago. Buon onomastico!

23 aprile San Giorgio. Dedico un pensiero a Giorgia Meloni, nel giorno del suo onomastico. 
La Leader indiscussa della destra italiana, Leader dei conservatori europei e Leader in continua ascesa. Colei che ha ricostruito la destra dal 2013 dopo la disfatta del PDL, colei che ha rimesso la destra al centro dello scenario politico nazionale ma anche internazionale. 
Ha lavorato e lavora con umiltà e costanza, a testa alta, da sempre seguendo i suoi Capi senza alzare la voce fino a quando ha capito che al "cuor non si comanda" e con Fratelli d’Italia ha cercato, e i voti le danno ragione, di ricostruire una destra vincente e ora vuole passare all’incasso, sia da Silvio che dal Capitano padano.
Coerente, non ha mai smesso di difendere posizioni difficili e argomentazioni molto forti ma lo ha fatto con grande veemenza, e con una semplicità nel linguaggio spesso disarmante, la cui trasparente chiarezza arriva al popolo, alla gente comune ma anche all'italiano medio e borghese. Anche perché dietro alla semplicità c'è concretezza, l'aggancio solido alla realtà, al vissuto e ai bisogni della gente, sia quelli disattesi che quelli desiderati per i quali è compito della politica trovare soluzioni efficaci. 
In TV buca lo schermo, difficilmente riescono a metterla in difficoltà, dimostrazione questa di grande competenza e padronanza di linguaggio e questi sono argomenti che contano e molto difettano nella politica di oggi. Comunque la si giudichi non si può certo negare che non sia un politico preparato e molto attenta alle dinamiche e agli scenari sia nazionali che internazionali. 
Il prossimo banco di prova, sicuramente il più importante per lei e la Destra in generale, sarà il Governo della Nazione, sempre che si possa tornare a votare.... Forza Giorgia!!!

Coprifuoco scelta tutta politica: prima Conte ora Draghi, una pericolosa torsione autoritaria

Accanimento dei comunisti al governo contro gli italiani. Se il coprifuoco dalle 22 è stato confermato è solo per un motivo: preservare gli equilibri politici della maggioranza. Libertà fondamentali continuano ad essere lese arbitrariamente, con la scusa del Covid, solo per non darla vinta alla Lega. Fonti del Cts: mai consultati, è sempre stata “scelta politica”
Non c’è più alcuna logica sanitaria ed epidemiologica, la lotta al Covid in Italia si sta trasformando in lotta alla libertà. L’ultimo decreto, chiamato “Riaperture”, varato ieri dal Consiglio dei ministri, con l’astensione della componente leghista, rende evidente che ormai anche questo governo, come e forse più del precedente, si sta avvitando in una spirale di misure – vecchie come il coprifuoco o nuove come il green pass – sempre più strampalate, senza alcun supporto scientifico, senza alcuna correlazione causa-effetto tra le situazioni o i comportamenti colpiti e il contenimento del contagio, né alcuna analisi costi-benefici e in molti casi nemmeno un senso logico. Ormai evidente che si tratta solo di politica – e di bassa politica.
Care ci costano la boccata d’ossigeno ai ristoratori, poter riaprire all’aperto in zona gialla, e le mini-riaperture dal 26 aprile, con mille assurde complicazioni, con limitazioni comunque maggiori rispetto allo stesso periodo del 2020, quando non c’erano i vaccini. Dunque, coprifuoco dalle 22 confermato e green pass, solo perché i comunisti al governo non potevano perdere la faccia e darla vinta alla Lega. “Non possiamo permetterci di dare l’idea che sia Salvini a dare le carte a 360°”, spiffera una voce 5 Stelle al sito Huffington Post.

giovedì 22 aprile 2021

Cancellare l’Antichità dalla nostra cultura significa rinnegare l’umanesimo

Pubblichiamo di seguito l’appello, pubblicato sul Figaro, di professori universitari francesi e italiani, ellenisti, latinisti, storici e filosofi. Tra questi, Chantal Delsol e Rémi Brague dell’Institut de France, Pierre Vermeren dell’Université Paris I-Panthéon-Sorbonne e Jean-Marie Salamito dell’Université de la Sorbonne).

Il mondo greco-latino, la sua eredità e il suo studio sono messi sotto accusa nei paesi occidentali. Per il nostro futuro, è cruciale difenderlo, scrive Le Figaro (21 marzo)
Cancellare l’Antichità dalla nostra cultura significa rinnegare l’umanesimo

Lo studio dell’Antichità è nocivo. È quanto affermano oggi alcuni professori di storia antica, di latino e di greco in varie università americane. Un movimento partito da Stanford sta mettendo in discussione l’esistenza di queste discipline (gli ‘studi classici’) nei campus universitari, sostenendo che imporrebbero nell’istruzione un “suprematismo bianco di ispirazione neocoloniale” (come ha scritto Raphaël Doan sul Figaro Vox lo scorso 11 marzo). 
A tutto ciò, in Francia, si è aggiunto un dibattito sull’abbandono da parte dei musei nazionali dei numeri romani in alcuni cartelli espositivi, perché il pubblico non saprebbe più leggerli. Invece di imparare i numeri romani, cancelliamoli! 
Gli autori greci e latini, schiavisti e ostili ai barbari, erano dunque razzisti, conservatori, guerrieri, imperialisti e misogini? Non è totalmente falso, ma sono lungi dall’essere gli unici nella storia, e ciò non giustifica assolutamente la loro cancellazione senza uno sforzo di contestualizzazione e di analisi delle loro posizioni nel quadro della epoca in cui vissero, e non nel nostro. In Omero, Achille è un sanguinario, ma il poeta gli mette in bocca una riflessione toccante sul senso della vita. Anche Ettore trucida allegramente i suoi nemici, ma sembra più umano perché è una vittima. Se l’imperatore Augusto è un autocrate, Cicerone è morto per avergli rimproverato, quando ancora si chiamava soltanto Ottavio, la sua complicità con Antonio. Sant’Agostino non ha messo sotto accusa la schiavitù, ma ha contribuito alla nostra concezione di umanesimo moderno, e lo ha fatto in un’epoca in cui la ricchissima cristiana Melania la giovane affrancava in massa i suoi schiavi.

mercoledì 21 aprile 2021

C'è da credere che o siete compromessi, o vi piace.

Ormai la verità – ossia che la narrazione ufficiale di tutta questa faccenda perlomeno fa acqua da tutte le parti – vi salta in bocca ad ogni passo. Perfino nei salotti televisivi ci scappa la crepa (“funzionicchia”), salta il tappo (vedi Vespa con Amici), si sbrega la breccia. Insomma non avete più scuse: o siete compromessi, o vi piace.
Chiunque capirebbe che un virus influenzale non lo fermi nastrando le altalene, imponendo il coprifuoco alle 22, chiudendo le scuole, gettando sul lastrico centinaia di migliaia di aziende, scippando via infanzia e giovinezza agli adulti di domani, camminando al parco con la faccia mascherata tipo l'uomo invisibile. Inutile anche solo parlarne, diamine! Chiunque, ripeto, capirebbe che un preparato farmacologico raffazzonato in fretta e furia, che causa trombosi a giovani sani insegnanti e medici e infermieri, che un giorno prima viene approvato, poi ritirato, poi di nuovo approvato, poi di nuovo ritirato, non è quella manna che ci farà “ripartire”; tanto più che – ormai lo dicono ovunque – non immunizza, non ti toglierà mascherine, distanziamento “sociale” (perché sociale e non fisico resta un mistero della risemantizzazione), non “proteggerà gli altri” bensì, volendo esser davvero molto boccaloni, ti farà soltanto prendere la “malattia in forma lieve”. 

Il diario di Leila, 18enne francese che voleva «tagliare la testa ai cristiani»

Quartiere popolare di Devèze a Béziers (Hérault, sud della Francia). È la notte del 4 aprile, l’orologio segna l’1.55, quando le forze dell’antiterrorismo e della Direction générale de la sécurité intérieure (Dgsi) sfondano la porta dell’appartamento della famiglia B. Le quattro donne presenti, una madre e le sue tre figlie, finiscono in manette mentre inizia la perquisizione. 
Pochi giorni prima la Dgsi aveva ricevuto una segnalazione dall’intelligence: una giovane francese convertita all’islam si appresta a compiere un attentato nel weekend di Pasqua, aggredendo i fedeli di una chiesa di Montpellier o Strasburgo con una sciabola. I servizi di sicurezza marocchini hanno individuato il suo account e pseudonimo Telegram, “Ab-2770” e l’indirizzo Ip da cui si connette postando video dei bambini soldato dell’Isis che giustiziano ostaggi: corrisponde a quello della signora B.

Coltelli, sure, la testa di Paty
Inizia come un film, la straordinaria inchiesta pubblicata da Le Parisien sull’arresto di Leila B., la diciottenne incriminata per associazione terroristica internazionale che prometteva di dare il proprio sangue per spargere quello cristiano. Una vendetta meditata e raccontata nel suo spaventoso diario di adolescente trovato la notte dell’irruzione, quando, spalancando la porta della stanza di Leila, gli agenti si sono trovati davanti a un santuario dell’orrore: al muro è appeso un poster delle Torri gemelle in fiamme, stampe del corpo mutilato di Samuel Paty, sul comodino un coltello da cucina da 30 centimetri.

martedì 20 aprile 2021

Il solito vizietto della sinistra: dove non arrivano i voti, arrivano i tribunali

Il leader della Lega Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio a Palermo per il caso della nave Open Arms. La vicenda risale all’estate del 2019, quando l’allora ministro dell’interno negò lo sbarco al porto di Lampedusa di 147 clandestini che si trovavano a bordo della nave dell’ong Open Arms. È ben documentato come la nave in questione abbia rifiutato la destinazione offerta dal governo spagnolo presieduto dal socialista Pedro Sanchez, il porto di Algeciras, e abbia deliberatamente scelto, come ben spiegato da alcune corrispondenze Malta-Open Arms, di bighellonare nel Mediterraneo con un unico obiettivo: giungere in Italia.
L’ex ministro dell’interno dovrà rispondere davanti ai giudici delle accuse di sequestro di persona e di rifiuto di atti d’ufficio. Salvini si è detto tranquillo e pronto al processo, osservando però come questa vicenda giudiziaria dimostri che i tribunali vengono usati per fare politica e sia quindi molto pericolosa, perché crea un precedente. Le parole di Luca Palamara, il quale in una conversazione intercettata con un altro magistrato spiegava come Salvini dovesse essere comunque attaccato, sebbene avesse ragione, stanno trovando conferma.

sabato 17 aprile 2021

Tenete lontani gli uomini dalle donne

 Un punto di vista che ci aiuta a riflettere con amarezza sull'oggi e sulle insidie di un domani prossimo venturo.


L’ultima idiozia del politically correct e del Metoo viene anch’essa dagli States e si chiama catcalling. Riguarda le molestie di strada e in particolare i fischi rivolti alle ragazze che passano, magari mentre fanno jogging, come è stato il caso di Aurora Ramazzotti, la figlia di Eros. Un’usanza, questa, che credevo sepolta in un’era geologica precedente, che risaliva alla mia infanzia in un paese al sud. Farla ora diventare bullismo, elevarla a emergenza sociale, invocare i diritti e il rispetto della persona violata e addirittura attrezzare una macchina giuridica per colpire queste desuete inezie, è il delirio di correttezza del nostro tempo. Anche quest’infimo, volatile apprezzamento è stato usato per dar manforte alla legge Zan riproposta in Parlamento. Un’altra legge speciale per colpire l’omotransfobia, l’oltraggio alle donne e alle cosiddette categorie vulnerabili. Come molti altri passi che l’hanno preceduta, anche questa legge sovrappone un giudizio morale e una certificazione ideologica alla realtà e alla giustizia. Serve per sancire lo spartiacque tra i moderni e gli arretrati, i progrediti e i rozzi, i sensibili e gli orchi; e serve per confermare un’adesione, proseguire la pulizia etica ed esprimere un giudizio morale in forma di legge. A me sembra una nociva idiozia e vi spiego il perché.

sabato 10 aprile 2021

Copasir, Meloni scrive a Salvini: se vuoi la presidenza devi lasciare il governo

Copasir, si infiamma la discussione. E ciò dopo il ‘verdetto’ Casellati-Fico che rimanda la decisione sulla guida del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi a intese politiche, tra i partiti. “Per noi la convocazione del Copasir è contra legem”, ha detto Ignazio La Russa, riferendosi alla convocazione per oggi e abbandonando per protesta i lavori della Capigruppo del Senato, non risparmiando accuse di pilatismo ai presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, e a discendere alle altre forze politiche. “Vedremo se andremo al Copasir -sottolinea- noi siamo contro la convocazione, potremo andare a San Macuto e dirlo, oppure no”.

Copasir, la lettera di Giorgia Meloni a Salvini
E Giorgia Meloni scrive a Matteo Salvini sulla vicenda

La lettera è stata pubblicata oggi sul Corriere della sera. FdI candida alla presidenza del Copasir Adolfo Urso mentre la Lega che ha attualmente la guida del Copasir con Raffaele Volpi, non intende fare passi indietro. ” Caro Matteo – scrive Meloni – da giorni i nostri avversari stanno cercando di far litigare Fratelli d’Italia e Lega. Ormai quasi quotidianamente leggiamo sulla stampa ricostruzioni e articoli che descrivono una presunta divisione tra i nostri partiti. L’oggetto del contendere ultimamente sarebbe la presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”.

Giorgia Meloni su Leggo: «Boom di sbarchi sulle coste italiane e questo governo pensa allo Ius Soli»

Se i numeri raccontano più delle parole gli effetti delle scelte, i dati sugli sbarchi dell'ultimo anno e mezzo sono l'emblema del fallimento delle politiche italiane sull'immigrazione.

Negli ultimi due anni sono stati due i governi alla guida della nostra Nazione, uniti da comuni denominatori: i giallorossi di Pd e M5S che dettano la linea e il ministro Luciana Lamorgese al Viminale.

Quello che è accaduto nei primi tre mesi del 2021 è a dir poco disarmante. I numeri ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno non lasciano spazio alle interpretazioni: da gennaio a marzo gli sbarchi sono stati 8465 e dunque tre volte tanti quelli dello stesso periodo del 2020. Nel pieno, ricordiamolo, di una pandemia globale che per mesi ha rinchiuso in casa gli italiani, ha messo in ginocchio la nostra economia e sta limitando fortemente le libertà individuali. Il dato è ancora più imbarazzante se confrontato con lo stesso periodo del 2019, quando il Pd non era al governo.

giovedì 8 aprile 2021

Conformismo e sorveglianza di massa nell’era della nuova “normalità” pandemica

Politici, calciatori, donne e uomini di spettacolo, comuni cittadini, in pochi sono riusciti a salvarsi dal servizio di sorveglianza pandemica e di delazione condominiale messo in piedi nell’ultimo anno: il deputato Marattin, i calciatori della Juventus, e tanti altri noti e meno noti si sono visti irrompere la polizia in casa, costretti così a interrompere un qualche banchetto casalingo, in divieto flagrante (e immagino anche fragrante visto l’assembramento prandiale a base di, si spera, buon cibo e vini) rispetto alla stordente sequela di divieti imposti da decreti-legge e più spesso Dpcm, e ad incassarsi poi il verbale di sanzione.
Un intricato groviglio di norme, lemmi e commi, divieti spesso patafisici, talmente surreali e dadaisti che il giornale triestino Il Piccolo ha pensato bene di ‘regalarli’ in allegato al quotidiano, con una pubblicità divenuta giustamente virale in Rete.
Ma più che della propria pantagruelica fame, i cittadini trasgressori della nuova normalità pandemica, intessuta di distanziamento sociale, mascherine, vita ritirata e casalinga e soprattutto solitaria, sono stati vittime privilegiate della degenerazione strutturale del concetto di cittadinanza attiva, con zelanti vicini di casa che si sono resi solerti informatori delle forze di polizia, poi prontamente accorse per sanzionare i commensali assembrati.

mercoledì 7 aprile 2021

La società aperta ha chiuso le porte

In genere sono in sintonia con Veneziani; tuttavia il discorso che segue mi appare realistico ma troppo rassegnato. Importante documentarsi anche in contesti che promuovono soluzioni concrete ed efficaci, tipo Iustitia in Veritate [qui].

“Non ne usciamo più” è il passaparola anzi il passapensiero che si legge sui volti delle persone, anche quando non lo dicono. La percezione che Pasqua sia un altro falso traguardo, che dopo saremo ancora alle prese con la pandemia e le conseguenti restrizioni, che sarà una storia ancora lunga e sofferta, non nasce solo da Tele-Angoscia, la televisione che vive ormai del terror panico e delle sue storie somministrate ogni giorno e sera durante i pasti; ma viene dalle dichiarazioni dei leader europei, come Angela Merkel e Emmanuel Macron, dalle minacce continue dei virologi e di quanti ci dicono che i vaccini non solo si completeranno solo dopo l’estate ma non saranno la panacea e non ci metteranno al riparo dai rischi e dalle restrizioni. Perché hanno scadenza limitata, andranno rifatti; perché non è detto che i vaccinati siano davvero al riparo dalle varianti venture; e quando saranno vaccinati tutti gli italiani ci saranno pur sempre i paesi vicini, i nuovi arrivi, i nuovi sbarchi.

domenica 4 aprile 2021

La colomba per Giorgia, il mattatoio per Matteo

Ma da dove nasce questa imprevista apertura di credito del Corriere della sera e del neosegretario del Pd, Enrico Letta, nei confronti di Giorgia Meloni e i suoi Fratelli d’Italia? Proprio ora che la Meloni è all’opposizione, da sola, contro il governo Draghi e cresce nei consensi di giorno in giorno…

Sarò malpensante ma conoscendo la linea di entrambi, ritengo che non si tratti di un improvviso attacco di ammirazione o di rispetto democratico nei confronti della destra italiana e della sua leader. Ma credo che sia da inserirsi nella campagna tesa a dividere la Meloni da Salvini, incrinare la leadership di quest’ultimo e indebolire il centro-destra che i sondaggi, anche quelli più pagliacceschi, danno da tempo come vincente in caso di elezioni. È bastato vedere il seguito all’editoriale di Ernesto Galli della Loggia per rendersene conto: un costante tentativo di separare Meloni e Salvini e metterli l’uno contro l’altra, in Italia come in Europa, approfittando della divergenza sul governo Draghi.

sabato 27 marzo 2021

Aprile mese delle richiusure: Draghi e Speranza vendono la proroga del lockdown come riapertura delle scuole

Continuano a prenderci per i fondelli. Fino a quando? Mica vi stavate convincendo che tutto stesse per finire, vili plebi italiche e appestate!

Bisogna ammetterlo, Mario Draghi e il suo staff si stanno dimostrando abilissimi nel preparare le conferenze stampa, nello spin doctoring. Lo schema resta quello del Conte 2, ma complice una stampa accondiscendente, riescono a nasconderlo bene, senza scadere nelle trovate fuori luogo del duo Giuseppi-Casalino. La sostanza, però, non cambia, anzi peggiora.

Mentre scriviamo non conosciamo ancora prime pagine e titoli dei servizi di oggi, ma a giudicare da quanto abbiamo letto ieri pomeriggio, il presidente del Consiglio è riuscito nell’intento di occultare la cattiva notizia (zone rosse e arancioni prolungate fino a tutto aprile) con una buona notizia (riaprono dopo Pasqua materne, elementari e prima media anche nelle zone rosse). Buona notizia che però, come vedremo, da una parte non è un passo avanti rispetto alla situazione di inizio marzo, e dall’altra era una decisione praticamente dovuta per una pronuncia del Tar del Lazio. Ma ci arriveremo.