sabato 27 giugno 2020

Il terrorismo psicologico “Forza Covid” punta alla proroga dello stato di emergenza. E l’opposizione sembra non capirlo

Da quando i dati mostrano con irrefutabile evidenza che in Italia – primo paese europeo a essere investito massicciamente dal Covid – l’epidemia è sostanzialmente finita, e i pochi casi positivi rimasti sono quasi tutti asintomatici, il governo Conte, il suo comitato tecnico-scientifico e i media che lo sostengono hanno scatenato una potente campagna di terrorismo psicologico, inventandosi ogni giorno paurosi “focolai” dovunque in Italia, rovinose esplosioni dell’infezione in tutto il mondo, “seconde ondate” pronte a seminare strage in autunno.
Inutile dire che si tratta di una montagna di sciocchezze in malafede. I famosi focolai italiani producono qualche decina di casi positivi (non di malati! Quelli si contano sulle dita di una mano e non sono gravi), e dopo qualche giorno non se ne sente più parlare. Qualcuno ricorda il famoso contagio di mase dei rom in Molise? Oggi quanti malati di Covid ci sono in Molise? E il Lazio? Dopo il caso tutto interno alle strutture sanitarie del San Raffaele, quanti contagi giornalieri ci sono oggi nella regione? Quasi zero, come quasi ovunque. E così finirà a Mondragone e in tanti altri luoghi oggi sbattuti in prima pagina. Soprattutto perché il virus, anche quando viene rilevato, ormai fa ben pochi danni. Per non parlare del ridicolo indice Rt, totalmente indecifrabile, adottato apposta, sembrerebbe, per non far capire niente a nessuno ma generare una oscura paura, per cui anche nelle regioni dove il Covid non esiste più ci si senta sempre sotto una spada di Damocle.
E in quanto alla situazione della pandemia in altri paesi, europei o extraeuropei, la valutazione andrebbe fatta caso per caso, in relazione alla fase della “curva” in cui quel paese si trova e all’incidenza del contagio in termini di mortalità e di peso sui sistemi sanitari, senza sparare anche in questo caso nel mucchio.

giovedì 25 giugno 2020

Considerazioni sulla ricetta Savona. Investimenti e debito irredimibile, non il MES.

In un’intervista a La Verità il professor Paolo Savona entra nel merito delle possibili rimedi per l’uscita dalla crisi economica, e dà due consigli che vengono dati, ovviamente “Rebus sic Stantibus”, a bocce ferme ed attuali, senza valutare eventuali variazioni future dello scenario istituzionale internazionale che, ovviamente, sarebbero fuori luogo, vista la sua carica.
Le soluzioni che il professore propone sono, in fondo, semplici nella forma, anche se un po’ complesse nella realizzazione:
  • titoli irredimibili con un rendimento annuo del 2%;
  • investimento in aziende italiane di piccole / medie dimensioni che competono sul mercato internazionale.
Il primo punto è collegato agli obiettivi di inflazione della BCE: questa si impegna ad un obiettivo di inflazione del 2% che però non viene raggiunto da 10 anni. Un titolo del genere avrebbe un rendimento del 2,6% superiore a quello dei titoli di stato tedesco, quindi un ottimo rendimento considerando anche che la non rimborsabilità, in pratica, non cambierebbe molto per un investitore: i titoli del debito pubblico sono emessi e rinnovati regolarmente e regolarmente rinnovati. alla fine, cosa cambierebbe per il risparmiatore che, fra l’altro avrebbe indietro il proprio capitale investito in 35 anni? Nulla! Cambierebbe moltissimo per lo stato che, invece, non contabilizzerebbe i titoli irredimibile all’interno del rapporto debito/PIL, quindi permetterebbero un riavvicinamento ai parametri di Maastricht. Al contrario ogni debito, anche a lungo temine, come i centennali, dovrebbe essere contabilizzato nel debito e quindi all’interno dei rapporti debito/PIL. Questo comprende anche gli eventuali prestiti del MES, che sono sempre prestiti, quindi comunque conteggiati nel debito, ed eventuali fondi in prestito dal SURE o dal Recovery Fund. Unica parte che non farebbe parte del debito sarebbero i fondi del Recovery Fund conteggiati come “Grant”, ma sappiamo che questi comunque sarebbero pagati dalle tasse dei cittadini.

mercoledì 24 giugno 2020

Le ironie sull’Italia e lo sfarzo degli Stati generali: uno scivolone sull’immagine del Paese?

A chi la guarda dall’estero mentre cerca di reagire al trauma pandemico e di far ripartire la sua economia dopo anni di declino, l’Italia suscita stupore e ironia. L’immagine mediatica delle ultime settimane è stata imbarazzante. Mentre l’Europa offriva aiuti e sollecitava piani per attivare i finanziamenti disponibili, nel momento in cui rapidità e concretezza avrebbero dovuto essere le priorità assolute, venivano convocati sedicenti «Stati generali». Sui notiziari scorrevano le vedute della bella villa seicentesca (inevitabili le battute sulla «dolce vita»), della sfilata di ministri con le loro macchine blu, del ricco contorno di personale di sicurezza e di supporto. Solo coreografica la presenza del governatore della Banca d’Italia e di alte personalità internazionali: non potevano che ripetere cose già dette.

sabato 20 giugno 2020

Anatomia del fondamentalismo politicamente corretto

"Parti per difendere una vittima di colore, passi per razzie e assalti ai polli della globalizazione consumistica, arrivi a buttar giù statue a casaccio: sarebbe il movimento AntifàBlack Lives Matter”, sponsorizzato da trafficanti e divi di Hollywood, che fa a gara di emulazione dell’Isis: giù i monumenti di Churchill e Lincoln. Uno salvò l’Inghilterra dal nazismo razzista, l’altro abolì la schiavitù e ne ebbe una palla in fronte. Ma che fa? La mandria fanatica non conosce limiti e decenze, aborre la storia e la cultura come le Sardine disciolte del Mattia che dice: ora rieducare gli italiani. Ci pensa lui, col cerchietto? E dove, in appositi campi? Black Lives Matter in sé non esiste, esiste il fondamentalismo del politicamente corretto, sempre più furibondo, sempre più intollerante, al quale “le vite dei neri” offrono magnifico pretesto.

venerdì 19 giugno 2020

Incontro Conte-Colle, scatta l'ira della Meloni: "Superato limite decenza"

Il Consiglio Ue di oggi è «informale», eppure premier e ministri sono andati a ricevere ordini dal Colle. Ma senza mandato parlamentare, Conte sarà disarmato con Bruxelles. Di seguito: Giorgia Meloni:deriva autoritariadel premier chenon possiamo avvallare

Incontro Conte-Colle, scatta l'ira della Meloni: "Superato limite decenza"

Non era un incontro informale e per questo è stato impedito al Parlamento di votare gli atti di indirizzo al governo, come invece prevede la Legge?", attacca la leader di Fratelli d'Italia
Prima si impedisce al Parlamento di esprimersi mediante voto sul consiglio europeo in programma per il prossimo venerdì 19 giugno, con Giuseppe Conte che come ormai divenuta
prassi si limita a leggere un'informativa parlando di un incontro di "natura solo consultiva per fare emergere convergenze e dissensi", poi improvvisamente il peso della riunione aumenta dato che Sergio Mattarella convoca il premier ed alcuni ministri proprio per discutere di essa.
Una situazione che ha fatto montare su tutte le furie Giorgia Meloni dopo che già ieri, in seguito alla comunicazione dell'ennesima informativa, Fratelli d'Italia aveva disertato i banchi di Montecitorio e la Lega li aveva abbandonati in corso d'opera.

Come usciremo dalla pandemia? Attesa dei soldi dall’Ue, deriva antiparlamentare e magistratura politicizzata: un mix esplosivo

La diagnosi spietata del professor Carinci sul dopo pandemia: attesa dell’Ue, deriva antiparlamentare, magistratura politicizzata ‬

C’è un gran parlare di come il Paese uscirà dalla pandemia, facendo gli scongiuri perché non ve ne sia una ripresa nella stagione autunnale. Siamo cambiati in meglio, come sostengono i molti buonisti, oppure torneremo ad essere quelli di prima, sempre in bilico fra il bene e il male? La storia, che pur ne ha conosciuto di grandi tragedie, ci insegna che dopo i te deum e le processioni di ringraziamento per la fine delle pestilenze, con tanto di petti battuti e di buoni propositi, gli intenti e i comportamenti sono tornati ad essere gli stessi, dato, poi, che nel continuo passaggio di generazioni, le lezioni passate sfumano lentamente ma inesorabilmente. Il che, a dire il vero, non guasta, perché portarsi dietro tutto il passato, facendosene come una colpa, è fatica troppo pesante perché non si abbia la tentazione di spogliarsene. Insomma, una sana smemoratezza è la condizione prima di una attiva sopravvivenza.
Quello che è stato battezzato come il diritto all’oblio vale per il singolo, ma anche per una intera collettività, perché altrimenti si sarebbe condannati a camminare sempre con lo sguardo rivolto alle spalle, correndo il rischio di scivolare nella prima buca si apra davanti. Cosa questa ben poco compresa da chi si ostina a credere che sia sufficiente insistere ossessivamente su scenari, anche mostruosi, del passato per mantenerli vividi ben oltre le vite dei sopravvissuti. È un mondo che si è così accelerato, che due generazioni successive non hanno niente in comune: padri e figli non si conoscono più, non coltivano gli stessi interessi, non parlano gli stessi linguaggi, se pur la crisi post-epidemica li costringerà a stare insieme, come separati in casa, anche se non più per prevenzione rispetto al virus, ma per mancanza di lavoro e di reddito.

giovedì 18 giugno 2020

C'è aria di guerra civile in Italia

C'è aria di guerra civile in Italia. Una brutta aria di odio e d' insofferenza. Si sta scavando un fossato incolmabile tra italiani. Riassumo gli ingredienti o le stazioni che portano all' odio radicale. In primis le restrizioni e i divieti anche assurdi hanno lasciato un segno e una scia sul corpo e la mente degli italiani; poi le carenze sanitarie più elementari unite alle clamorose cialtronerie di commissari, ministri e task force; aggiungi la mancanza assoluta di strategia, prevenzione e test per governare il futuro ma tutto è affidato ai cittadini e alle loro limitazioni.
Poi la drammatica situazione economica e sociale per famiglie e imprese, le tante aziende che non apriranno, i tanti che non riavranno il lavoro, l' impossibilità di far rinascere esercizi con quelle restrizioni, quei costi e quelle cadute. Intanto una legge libera fior di delinquenti dalle carceri e persino criminali in cella d' isolamento, che non erano a rischio di contagio; proprio mentre venivano inseguiti sulle spiagge come criminali innocui bagnanti, sporadici avventori o isolati corridori. Unisci questo quadro alla vanesia, fanfarona, irritante esibizione del governo, gli show inconcludenti su aiuti che non arrivano mai.

Diego Fusaro: Ci prendono in giro! Agli Stati Generali niente mascherine e distanze per le élite

Circola una foto, che li ritrae operosi agli Stati Generali indetti dal re giallofucsia. Sono tutti senza mascherina e senza distanze, loro. Perché loro sono l'aristocrazia, noi siamo la plebe contagiata e contagiosa. Nella foto si vede una sola persona con la mascherina. È un usciere, pare. Non uno di loro, dunque. Forse un "inferiore", come magari loro appelleranno chiunque non sia della loro élite. Élite che impone a noi mascherine e distanziamento sociale, essendone però essa stessa esente. "Collettivismo oligarchico", lo potremmo chiamare con Orwell.
Di seguito il video dell'intera interessante riflessione di Diego Fusaro
Diego Fusaro: Ci prendono in giro! Agli Stati Generali sono senza mascherine e distanze (17.6.2020)

mercoledì 17 giugno 2020

Un ricordo del vero Montanelli

"La lettera di assunzione con cui Indro Montanelli mi prese a lavorare nella sua bottega è una delle cose di cui vado più orgoglioso. Per un ragazzo che sognava di fare il giornalista essere ammesso alla corte del Migliore era come per un aspirante pittore entrare nel laboratorio di Picasso o per un giovane attore essere scelto per il cast di Charlie Chaplin. Anche loro, tutti e due, avevano un debole per le minorenni, senza un contesto di guerra che li giustificasse, ma sono sempre piaciuti ai Torquemada della doppia morale e quindi niente quadri e film dati alle fiamme e niente statue da abbattere. Ce n’è una a Malaga del primo e una a Los Angeles del secondo, al massimo, nonostante il deprecabile vizietto degli scolpiti, chi passa di lì si fa un selfie sorridente.
Di Indro mi ricordo i fiori che mandò a mia moglie Consilia il giorno del matrimonio, un paio di comici viaggi in ascensore con lui, lo sguardo di tenerezza verso il ragazzo che ero quando per la prima volta fui spedito alla riunione dei capi perché il mio dello sport non si era sentito bene ed io, per caso, ero l’unico in redazione. Lui che quel giorno non disse una parola, mi chiese con chi giocasse la Fiorentina. Lo sapeva già ma voleva farmi sentire importante davanti a tutti. «Con il Genoa, direttore…» Rivolse la parola solo a me e se ne andò.
Ero entrato nella famiglia.

sabato 13 giugno 2020

Si dovrebbe tagliare il superfluo, il rimandabile, l’inessenziale. Ma il sistema economico occidentale si basa sul superfluo, il rimandabile e l’inessenziale.

V, W, L. Sono i tre modelli di evoluzione della crisi economica in atto nei paesi guida del sistema mondiale, ma anche del sistema mondiale nel suo intero. Crisi a V significa che seguendo il primo braccio vai giù, poi rimbalzi in su. Crisi a W sta per crisi su e giù a montagne russe, una specie di sincronia tra andamento economico ed andamento delle varie epidemie. Crisi ad L sta per scendi giù e ci metti poi molto, ma molto tempo a ritirarti su, solo dopo molto il braccio orizzontale della L tenderà a risalire, lentamente. Il consenso previsionale degli analisti verte sempre più sulla crisi ad L.
L’altro giorno, FED ha detto che ci vorrà parecchio per la ripresa dell’economia americana, ancora includendo la crescita dell’anno prossimo, a fine 2021 non si sarà ancora tornati a livelli febbraio 2020. Per cui denaro a zero fino ad allora ed oltre. Trump vorrebbe addirittura tassi negativi e non è detto che fra un po’ FED non li conceda. OCSE invece, ha pochi giorni fa rivisto le stime Pil 2020, peggiorandole. Le contrazioni più forti saranno quella francese, britannica ed italiana, tutte e tre intorno a -11% o -14% con seconda ondata Covid. Ma la media UE sarà a -9% quindi è faccenda sistemica e non solo europea visto che Giappone che non ha avuto nessuna seria pertubazione virale, è dato a -6%.

Distruggere i monumenti per delegittimare le nazioni. L’analisi di Capozzi

L'"emergenza razzismo" esplosa in queste ultime settimane è costruita in laboratorio dalle élites progressiste borghesi per sradicare le democrazie occidentali. La distruzione di monumenti e di simboli tradizionali ha lo scopo di delegittimare nazioni e istituzioni fino alla loro totale disintegrazione. L'analisi di Eugenio Capozzi
Il movimento sedicente “antirazzista” inscenato da alcune sigle dell’estremismo di sinistra statunitense (Black Lives Matter e Antifa) – e prontamente esportato nelle altre capitali occidentali da un'”internazionale” ribellista sostenuta da un incessante “tam tam” mediatico – è l’ennesimo episodio di un costante attacco frontale lanciato dalle élites progressiste alla democrazia occidentale in nome dell’ideologia “politicamente corretta”, che si articola oggi in tre grandi filoni: teoria gender, “gretismo” (ambientalismo antiumanista) e multiculturalismo immigrazionista.
Le minoranze sociali che in Occidente promuovono con ogni mezzo l’agenda politicalcorrettista, disponendo di enormi mezzi finanziari e di un dominio straripante nella rete della comunicazione digitale, appartengono all’alta borghesia hi tech, finanziaria, burocratica, e controllano largamente quella intellettuale-accademica. Esse hanno come obiettivo una grande buro-tecnocrazia globale, in cui il rigido controllo sociale (assicurato dal connubio tra “catechismo” civile, pieno dominio della tecnica sulla “nuda vita” e pubblici sussidi a ceti marginali o improduttivi) si accoppi ad una totale libertà di azione dei grandi capitali di rendita, spesso concentrati in grandi organizzazioni “filantropiche”. Un mondo “fluido” in cui si possano spostare facilmente risorse economiche e manodopera semi-schiavistica a basso costo, e nel contempo sperimentare soluzioni sempre più audaci di gerarchizzazione biopolitica in senso “trans-umano” e “post-umano” (abolizione della famiglia; selezione darwiniana di massa attraverso aborto, manipolazione genetica ed eutanasia; precarizzazione lavorativa ed esistenziale; trasformazione delle élites in minoranze di “highlanders” bio-tecnologici in grado di auto-perpetuarsi).

martedì 9 giugno 2020

L’ULTIMA MOSSA TEDESCA/ Senza la firma del Mes l’Italia non avrà più aiuti dalla Bce

Possibile che il popolo italiano debba inesorabilmente continuare a rimanere in mano ai propri aguzzini interni ed esterni?

L’Italia, grazie al governo Conte, entrerà – o meglio, dovrà entrare – nel Mes per non vedersi rifiutare gli acquisti di Btp dalla Banca centrale europea. È un rovesciamento di prospettiva: finora gli avversari del vincolo esterno si sono opposti al Mes contando sugli acquisti della Bce. C’è la Bce, dunque il Mes non ci serve. Ma se la Bce dovesse interromperli? Lo scenario è l’ingresso dell’Italia nel Mes come contropartita degli acquisti: il nostro paese dovrebbe entrare nel Meccanismo europeo di stabilità per consentire la prosecuzione degli acquisti illimitati. Con Alessandro Mangia, ordinario di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano, cominciamo dalla fretta che Christine Lagarde ha messo ieri alla Commissione. La presidente della Bce ha chiesto di approvare rapidamente il Bilancio 2021 e il Recovery Fund. Come dire, sbrigatevi, perché il gioco non può continuare.

lunedì 8 giugno 2020

La Corte di Giustizia si pronuncerà sul denaro contante. All’ombra di Bill Gates…

Verso metà giugno, dopo Karlsruhe, e sempre per iniziativa dei tedeschi, un altro giudice potrebbe emettere una pronuncia in materia monetaria. Un verdetto determinante non tanto sul piano economico generale, quanto su quello dei diritti individuali. Questa volta, in effetti, non si parla di quantitative easing e di BCE e i magistrati protagonisti non saranno i togati rossi della Corte Costituzionale teutonica. Il tema è quello dell’uso del denaro contante e i magistrati sono quelli della Grande Camera della Corte di Giustizia europea.
La Corte del Lussemburgo sarà chiamata a pronunciarsi sul diritto inalienabile di un cittadino di poter pagare le tasse – e, per estensione, qualsiasi cosa – in “moneta sonante”. E sul correlativo dovere dello Stato – e, per estensione, di chiunque – di accettare la suddetta modalità di pagamento. Il principale tribunale amministrativo tedesco, il Bundersvelwatungsgericht, ha ritenuto fondate le ragioni del ricorrente, ma ha rimesso la palla ai colleghi europei per una valutazione del caso in chiave comunitaria.

BTP Il ritardo sulle emissioni è stato doloso?

“Quel ritardo appare doloso, volto a precostituire una condizione di crisi di liquidità”: non usa mezzi termini Alberto Bagnai, economista e senatore della Lega, in un’intervista al quotidiano La Verità, parlando dei ritardi del governo, e specificatamente del ministero dell’Economia, nell’emettere una dose adeguata di Btp nelle prime fasi della crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia di coronavirus.
Nel corso dei primi mesi del 2020 l’Italia ha avuto non poche difficoltà a star dietro alla domanda di titoli di Stato nel corso di una serie di emissioni che hanno visto un differenziale tra l’offerta delle emissioni e la richiesta degli investitori a favore della seconda per oltre 190 miliardi di euro. Indicativo, in tal senso, il boom del Btp Italia studiato dal Tesoro che ha mobilitato oltre 14 miliardi di risparmio delle famiglie. Da più parti la richiesta di aumentare le emissioni di Btp, che consentono un finanziamento favorevole grazie anche alla sponda della Banca centrale europea, è stata avanzata come soluzione più adatta per procacciarsi risorse contro la crisi: ma il Tesoro ha troppe volte tergiversato, muovendosi con incertezza e senza affondare. Solo da maggio si è assistito a un pur sempre timido cambio di passo, mentre nel corso rimo trimestre del 2020 la differenza tra titoli italiani emessi e titoli andati in scadenza è stata di soli 13 miliardi di euro, cifra ridimensionata da un saldo negativo di marzo (-23 miliardi), mese in cui la ritirata degli investitori stranieri dai titoli di Stato italiani ha coperto un valore di titoli pari a 51 miliardi di euro, per la quale Bagnai ora accusa il ministro Roberto Gualtieri, ritenuto favorevole a una forma di “vincolo esterno” che prenderebbe le sembianze del Mes.

venerdì 5 giugno 2020

Oltraggio alla dignità di un Popolo ...e risate dal mondo!!

Il coronavirus (COVID-19) ha messo a nudo la precarietà della nostra vita e la nostra umana debolezza psicologica, anticamera di un appannamento ancora più grave della nostra capacità di reagire alla sudditanza etica a cui il Conte di Cerignola ci costringe con tecniche subliminali sfocianti in un mobbing sociale. Causa scatenante di paure ansiotiche e depressive che certamente si protrarranno nel tempo anche dopo la fine “stabilita per legge” di questa equivoca pandemia. Affrontata inizialmente con superficialità (i ridanciani Zingaretti e Gori docunt!) e gestita con grave imperizia politica e colpevole disattenzione.
Una sudditanza etica impensabile in uno Stato di Diritto in cui ogni Italiano è per definizione e per Costituzione “un Cittadino tra i Cittadini”.

Il patriottismo dei mascalzoni

Su, finitela con questa mascherata. Da quando, il 1° giugno, Sergio Mattarella ha invocato l’unità del paese allo scopo di delegittimare la manifestazione dell’opposizione del giorno dopo, la Cupola italiana – quell’intreccio di poteri che occupa istituzioni, governo, scena politica, media di stato e giornaloni, poteri giudiziari e sanitari – ripete ogni giorno il mantra di restare uniti contro il virus, la destra e la piazza, che poi ai loro occhi coincidono. La chiamano unità ma intendono uniformità. La chiamano comunità ma intendono conformità.
Ho speso una vita a difendere l’unità d’Italia e a cercare, al di là delle ragioni di parte, quell’essenza nazionale e comunitaria che ci porta bene o male, a sentirci uniti in uno stesso destino di popolo. Erano idee forti, fino a qualche tempo fa, la comunità come destino, l’unità del popolo; e chi le usava – come me – veniva guardato con sospetto di fascioreazionario e nazionalpopulista: oggi vengono usate, anzi sbandierate, per salvare il governo Conte, il regime sanitario in vigore e gli assetti di potere vigenti. Quelle parole del gergo identitario le usa perfino il presidente Mattarella e i suoi organi di stampa e di riproduzione (della sua voce) le ripetono a pappagallo.

lunedì 1 giugno 2020

Il Piano Colao. Arriva la shock economy di Friedman (e senza golpe militari)

La notizia più importante del giorno ce la dà Milano Finanza: la Commissione Colao istituita al di là di qualsiasi processo democratico, per fare un piano anticrisi – ha presentato il suo Dossier.
Il Punto fondamentale descritto dall’articolista di MF è il seguente: “Il sostegno all’economia dovrebbe passare attraverso la creazione di un Fondo per lo Sviluppo che avrà una dotazione compresa tra i 100 e i 200 miliardi di euro. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni conferiranno al Fondo immobili, partecipazioni in società e titoli. (…) Secondo quanto si apprende verrà poi sondata anche la possibilità di attingere a parte delle riserve auree di Bankitalia. È previsto che il fondo verrà gestito da CdP. Le sue quote dovrebbero essere messe a garanzia dei crediti erogati alle imprese e dunque assegnate alle banche e vendute agli investitori internazionali e alla stessa Bce”. Cosa possiamo dedurre? Vediamo brevemente:

sabato 30 maggio 2020

Sugli olandesi potrei dire che...

Leggiamo: Copertina choc dall'Olanda: "Lavoriamo per pagare vacanze al Sud Europa" [qui]
Potrei dire che parlano un brutto dialetto germanico; che il loro secolo d’oro non fece di Amsterdam la capitale della democrazia europea, che era e resta Londra, ma solo la piazza continentale più ricca del mercato degli schiavi; che Erasmo è muto senza Atene e Roma; che Rembrandt è un dettaglista che non ha mai avuto una sua maniera; che Van Gogh vale un quarto di Boccioni, che però aveva, per sfortuna postuma, il cervello a posto. 
Potrei dire mille cose ancora. Che gli olandesi possono ammazzarsi con il permesso e l'aiuto dello stato anche per un fastidioso acufene e che i loro medici  vengono assolti se fanno fuori un vecchio con l'Alzheimer; che le loro libertà sono lo spinello libero e le prostitute in vetrina; perfino che il calcio olandese è stata una della truffe tattiche meno vincenti del calcio europeo. E che detesto i tulipani. 
Ma scenderei al loro livello. E dunque dirò solo che gli olandesi son razzisti. Come i loro padroni tedeschi. (Biagio Buonomo)

venerdì 29 maggio 2020

Il 'golpe' della magistratura contro Salvini sta venendo fuori in tutta la sua dimensione

Le intercettazioni dei messaggi tra Luca Palamara (Unicost) e Giovanni Legnini (in quota PD), rispettivamente all'epoca dei fatti consigliere e vice-presidente del CSM, apparse questa mattina su "La Verità", sono da far accapponare la pelle.
Il vice-presidente del CSM, che in sostanza è il presidente facente funzioni visto che la carica di presidente del Capo dello Stato è per lo più formale, scrive il 24 agosto 2018 a Luca Palamara: "Luca domani dobbiamo dire qualche cosa sulla nota vicenda della nave [...] etc etc" (vedi pag. 5 de La Verità di ieri).
Cosa gliene fregava al vice-presidente del CSM di prendere posizione su una questione meramente politica nei confronti dell'ex Ministro dell'Interno Salvini? Legnini, come tutti i vice-presidenti del CSM, aveva il compito di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, non mettersi a fare politica o prendere posizioni politiche contro i membri del governo o del parlamento.
Dalle nuove intercettazioni emerge anche - a seguito del messaggio di Palamara a Luigi Patronaggio (il PM che indaga Salvini): "Carissimo Luigi, ti chiamerà anche Legnini, siamo tutti con te" - che in effetti Legnini chiama Patronaggio, tant'è che quest'ultimo scrive a Palamara: "Mi ha già chiamato e mi fa molto piacere".
Perché Legnini chiama Patronaggio? Che gliene frega? E perché Patronaggio dice che gli fa molto piacere? Chiaramente sono domande retoriche; le risposte sono intuitive.
Siamo al golpe giudiziario. Schifo senza fondo.
Cosa aspetta Mattarella a sciogliere il CSM? Non vorrei che sia vero - MA NON CI VOGLIO CREDERE, NON CI VOGLIO CREDERE - quello che Palamara scriveva ad Antonello Venditti in un messaggino: "Mattarella è uno di noi". Voglio ancora credere che non sia vero.
Questa magistratura va completamente azzerata. [Giuseppe Palma]

E la dittatura impose il reato di vivere

L’Italia si avvia a diventare un regime totalitario temperato dall’inefficienza e dal ridicolo. Con la scusa della salute è stato introdotto il divieto di sbarco agli italiani in piazza, al bar, al ristorante, sulle spiagge; ora mitigato da libertà provvisoria, con la condizionale. I veri clandestini sono gli italiani, sorpresi a consumare all’aperto il più losco dei crimini: il reato di vivere. L’eversione ha un nome preciso: movida. Acchiappatelo, fa la movida. È pericoloso, ha un’arma in pugno, lo spritz.
Gli unici che hanno diritto di sbarco sulle nostre coste senza dover prenotare lo scoglio né il tavolo o stare a distanza regolamentare, sono i migranti, che è reato chiamare clandestini. Appena sbarcano ricevono la mascherina vanamente cercata dagli italiani per mesi. Difatti hanno ripreso a sbarcare in massa, incoraggiati dalle aperture dell’Italistan e dall’imam che si professa papa. In omaggio ai nuovi arrivati le nuove mascherine promesse dal floppista Commissario agli Interventi Immaginari, detto Arcuri, saranno burqa o chador; ma in virtù della parità dei diritti non saranno riservati alle donne ma estesi pure ai maschi e agli asmatici che così potranno soffocare liberamente per strada, nella loro anidride carbonica.

giovedì 28 maggio 2020

Bagnai: Vedremo cosa c'è veramente dietro il New Generation Fund

Ecco quello che ha detto il senatore Alberto Bagnai dopo aver ascoltato la presentazione del Recovery Fund, o meglio il New Generation Fund.
“L’annuncio delle nuove risorse europee ‘Next generation EU’ ha suscitato un grande entusiasmo nelle fonti di Governo, ma deve essere valutato con attenzione”. Lo afferma il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai. “I 750 miliardi annunciati ancora non ci sono, perché devono essere raccolti sul mercato con emissione di titoli – spiega il senatore della Lega – inoltre, questi fondi saranno inseriti nel quadro del bilancio settennale dell’UE, e quindi non saranno disponibili prima del 2021, come ha confermato il Commissario Hahn. Infine, anche la parte teoricamente distribuita a fondo perduto in pratica dovrà essere rimborsata attraverso nuove tasse su produzione e consumi”. 
Stando a Bagnai, “il beneficio per il nostro Paese, che è un contribuente netto al bilancio comunitario, è piuttosto incerto, visto che nello stesso bilancio le risorse destinate alla politica agricola e a quella marittima, di cui l’Italia beneficia, verrebbero compresse a vantaggio di risorse destinate alla transizione ecologica, necessaria all’industria tedesca. Ma soprattutto l’esplicito riferimento al semestre europeo come quadro di erogazione di questi fondi chiarisce che la loro spesa sarà condizionata all’adozione da parte del Paese delle consuete riforme ‘strutturali’.

Come immaginare una “resistenza cattolica” allo strisciante totalitarismo post-moderno

Bisogna ipotizzare tre scenari.

Il primo è quello di un vero e proprio cataclisma a livello economico, politico e sociale. È il più apocalittico dei tre e richiamerebbe quello che è accaduto alla fine dell’Impero romano, quando una civiltà oramai in pieno declino e al culmine della parabola discendente è implosa sotto il peso di una gravissima e irreversibile crisi economica, politica e sociale. In questo caso i cristiani, esattamente come nel VI secolo dopo Cristo, dovrebbero ricostituirsi come piccole comunità di famiglie attorno a centri di spiritualità. Allora furono i monasteri, grazie alla grande intuizione di San Benedetto da Norcia, nel nostro secolo potrebbero essere singoli sacerdoti, santuari, comunità religiose, movimenti laicali e ogni altro luogo dove poter vivere la fede come vera esperienza di vita. Più o meno ciò che Rod Dreher delinea nella sua opera Opzione Benedetto.

mercoledì 27 maggio 2020

Giorgia Meloni a «La Verità»: «Dai pm una grave invasione di campo, è ora di riequilibrare i poteri»

Il testo integrale della lettera del presidente di FdI pubblicata venerdì 10 aprile 2020 dal quotidiano «La Verità»

Gentile Direttore,
il governo ha posto la fiducia al Senato sul decreto Cura Italia, facendo così decadere ogni emendamento presentato dalle opposizioni e smentendo nei tatti la volontà di condivisione raccontala in pubblico. Il decreto non era stato condiviso con le opposizioni durante la sua stesura, non lo è stato neppure con il passaggio parlamentare. Con buona pace della presunta centralità del Parlamento. Il premier Giuseppe Conte ha probabilmente mal interpretato l’invito del Presidente della Repubblica alla collaborazione tra forze politiche: sembra aver capito che a lui e al suo governo siano stati dati pieni poteri e all’opposizione solo il compilo di tacere e votare qualsiasi provvedimento. Una nuova e bizzarra versione di unità nazionale. Ma il problema qui non è lo spazio politico concesso alle opposizioni, né le ore buttate in inconcludenti cabine di regia. Se il governo procedesse spedito a colpi di decreti e norme in grado di fare il bene dell’Italia saremmo ben felici di lasciar fare Conte, Di Maio, Gualtieri. Purtroppo, non è così. Diciamo che una mano ai signori di Pd e M5S servirebbe parecchio, e visto che sono alla guida di una nave con a bordo 60 milioni di italiani la questione ci preoccupa.

martedì 26 maggio 2020

Finis Europae. Così muore il sogno europeo

In questi decenni abbiamo unificato codici e moneta, ma non abbiamo lavorato abbastanza per arrivare a una letteratura, un teatro, un cinema europei. Non abbiamo sintonizzato i nostri cuori in un unico afflato

L’odierna crisi europea è innanzitutto culturale. Un impero multinazionale per consolidarsi ha bisogno di una legge comune e di un comune sentire: invece in questi decenni abbiamo unificato codici e moneta, ma non abbiamo sintonizzato i nostri cuori in un unico afflato. Ecco dunque dilagare nel continente il mito della “finis Europae”: agitato come speranza salvifica dai sovranisti, come minaccia apocalittica dagli unionisti.
Alberto Moravia, grande romanziere della realtà, già negli anni ottanta nel suo Diario europeo ammoniva: “La gloria di quest’Europa è stata in passato la diversità delle nazioni che la componevano. Ora bisognerà vedere se l’Europa, dopo essere vissuta di questa diversità, saprà evitare di morirne”.

Realtà italiana distopica e schizofrenica

L'Italia sembra vivere sempre più una realtà distopica, una schizofrenia senza precedenti tra fatti e propaganda di regime.

I fatti dicono che l'epidemia di Covid-19 in Italia da due mesi a oggi è in calo costante, ed è ridotta ormai ad un fenomeno residuale. Dal 21 marzo diminuiscono i nuovi contagi. Da 50 giorni calano ovunque ricoverati, in generale e in terapia intensiva. In un mese si sono dimezzati i casi attualmente positivi, segno che i nuovi contagiati, oltre ad essere in numero minore, hanno contratto la malattia in forma più lieve e guariscono prima.

Insomma, un quadro decisamente positivo sul piano sanitario, che andrebbe commentato con grande sollievo - per quanto cauto e responsabile, incoraggiando la popolazione a non avere paura, e a riprendere in sicurezza tutte le attività pubbliche e private.

giovedì 21 maggio 2020

Turchia: "I resti della spada" di Erdoğan

L'uso pubblico dell'insulto "i resti della spada" da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, nel riferirsi ai sopravvissuti dei massacri dei cristiani nel suo Paese è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.
Il 4 maggio scorso, durante un briefing sul coronavirus, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha usato l'espressione molto sprezzante "i resti della spada".
"Non permettiamo ai resti della spada nel nostro Paese", egli ha dichiarato, "di tentare di svolgere attività [terroristiche]. Il loro numero è diminuito, ma molti esistono ancora".
L'espressione "i resti della spada" ((kılıç artığı in turco) è un insulto comunemente usato in Turchia che spesso si riferisce ai sopravvissuti ai massacri dei cristiani – che ebbero come obiettivo soprattutto armeni, greci e assiri – compiuti dall'Impero ottomano e poi perpetrati dal suo successore, la Turchia.
Essendo Erdoğan un capo di Stato, il fatto di usare pubblicamente l'insulto è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.

mercoledì 20 maggio 2020

Il distanziamento come malattia mentale

Oddio, si è ristretta l’Italia. Dopo le restrizioni e le costrizioni, ci tocca fare un’amara scoperta: l’Italia si è ristretta, e di molto. Se infatti esaminate le misure di distanziamento sociale promosse dal governo tramite quella ricca fioritura di decreti, divieti, circolari, ordinanze, vi rendete conto di una cosa tremenda: stanno riducendo il paese a un quinto.
E’ un ragionamento chiaro e semplice. Se in autobus, in metropolitana, in spiaggia, al bar, al ristorante, in chiesa, in albergo, per strada, ci deve essere il distanziamento prescritto, allora dove c’erano 4/5 persone ora ce ne può stare solo una. Dunque riduzione a un quinto degli spazi, dei tavoli, dei lettini, delle passeggiate, dei posti nei mezzi pubblici, nelle sale da barba e via dicendo.

sabato 16 maggio 2020

La dittatura è alle porte

“Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d'essere superiore alle leggi.”
L'epidemia è un'occasione d'oro per imporre la dittatura. Una dittatura strisciante ma nei fatti molto invasiva: dalle limitazioni della libertà personale si sta passando alle limitazioni delle libertà economiche. Nel mezzo le spedizioni punitive contro cittadini inermi, colpevoli di avere una mascherina slacciata. I tecnoscienziati delle task-force, unitamente ai virologi da passerella, hanno un'occasione unica per esercitare il potere e incrementare guadagni e visibilità. Renderanno perenne, come di fatto stanno già facendo, lo stato di emergenza perché sono proprio l'emergenza e il terrore che garantiscono loro la conservazione del potere.
Le regole per le riaperture commerciali sono state scritte da emeriti imbecilli, dementi che non hanno alcuna percezione della vita reale: 4 metri da un cliente all'altro nei ristoranti, 2 metri nei bar, 4,5 metri tra ombrelloni sulla spiaggia (con obbligo di prenotazione), limitazioni ai pagamenti in contanti; regole alle quali si aggiungono quelle già vigenti dalla Fase1 come le Università online e la didattica a distanza, i processi telematici/da remoto e mille altre nefandezze. La fine dell'Uomo. La fine dell'Umanesimo.

Spiegel vs Germania “Perchè questo odio verso l’Italia?”/ “Così l’Ue andrà in pezzi”

Altro duro attacco dello Spiegel nei confronti della Germania [precedente qui], ed in particolare della posizione della nazione tedesca verso l’Italia. Sul lungo editoriale pubblicato sia sulla versione cartacea del giornale, quanto, in home page del sito, si legge che “La Germania ha un’immagine distorta e fatale dell’Italia – riporta agi.it – un’immagine che finirà per fare a pezzi l’Unione europea”. La firma dell’editoriale è di Thomas Fricke, che scrive di “Arroganza tedesca che, non solo adesso, ma soprattutto adesso, è particolarmente tragica”. Tra l’altro, gli “attacchi” tedeschi alla nostra penisola non sono casa nuova, come ricorda anche lo Spiegel, che scrive a riguardo: “la solita lagna tedesca ha a che fare con la realtà della vita degli italiani quanto i crauti hanno a che vedere con le abitudini alimentari dei tedeschi”. Quindi l’affondo: “L’Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca”.

venerdì 15 maggio 2020

Verso la strutturazione di uno stato totalitario

Sullo stesso argomento vedi anche l’articolo del prof. Giovanni Turco: qui

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus
Da reclusi agli arresti domiciliari a sorvegliati speciali
Verso la strutturazione di uno stato totalitario

L’emergenza coronavirus ha fatto emergere una lunga serie di contraddizioni che giacevano sotto traccia, seppellite dall’ottimismo imperante.
Abbiamo vissuto in questi mesi una gestione dell’emergenza che un giorno sarà oggetto di di analisi approfondite perché all’ombra della fase di emergenza è stato avviato un laboratorio vero e proprio per la trasformazione del Paese, con l’ausilio di cosiddetti esperti e tecnici che Mons. Viganò ha definito:” persone senza nome e senza volto che possono decidere le sorti del mondo”.
Al momento presente, ammesso che si possa parlare di dopo-coronavirus, l’immediata sensazione che si fa strada è la trasformazione in atto della cosiddetta post emergenza in gestione stabile di una emergenza che dovrebbe diventare permanente. Vorrei uscire da dibattiti e analisi spesso teoriche per accompagnare sentimenti e riflessioni del Paese reale. Mi riferisco ai 60 milioni di italiani, che da un giorno all’altro sono stati reclusi nelle loro case, ma che a oltre due mesi di “arresti domiciliari”, hanno iniziato ad uscire dallo stato confusionale iniziale, quasi surreale, per cercare di capire cosa stia realmente accadendo.

martedì 12 maggio 2020

Nonostante le intimidazioni di Polizia, tornano in piazza le mascherine tricolori.

Oggi (ieri 11 maggio) secondo sabato di protesta delle “Mascherine tricolori”. Questa forma di protesta, non etichettata da nessuna sigla ma sicuramente di area sovranista, sta dilagando in tutte le provincie d’Italia, in modo pacifico ma determinato. Non sono bastati i pressanti inviti delle autorità di Pubblica Sicurezza e i tentativi di intimidire i promotori, per frenare la voglia di tornare in piazza a sfidare il lockdown per chiedere con forza misure concrete a sostegno di lavoratori e famiglie.
A Roma (in più piazze), a Reggio Calabria,a Bari, a Rieti, a Padova, a L’Aquila, a Torino, a Napoli, a Milano e in altre città (in tutto circa 70 piazze) migliaia di persone si sono inquadrati a distanza anti-contagio, con mascherine tricolori sul volto, mentre un portavoce a turno leggeva con il megafono un volantino in cui sono condensate le motivazioni della protesta contro le restrizioni e la totale assenza di misure economiche da parte di questo governo che “evidentemente vuole milioni di disoccupati, di imprenditori falliti e di famiglie alla fame”.

sabato 9 maggio 2020

Gli italiani, animali spaventati

Eccoli, a piede libero e mente prigioniera. Fanno tenerezza gli italiani come animali spaventati che si riaffacciano all’aperto guardinghi e mascherati, fuggitivi, pronti a evitare ogni vicinanza o assembramento. Portano finalmente a spasso l’animale che si portano dentro e che era dentro fino a ieri, con la minaccia di tornarci domani. Vivete l’oggi perché del doman non c’è certezza.
Perché insisto a definirli, a definirci animali? Perché l’effetto crudo di questa lunga quarantena e dei presagi funesti che avvelenano la libera uscita, è la riduzione dell’uomo, del cittadino, del pensante e del credente, a puro animale. Il contagio, la quarantena, il terrorismo mediatico-governativo ci hanno ridotto alla sfera della nuda vita. Nient’altro siamo in questo momento, e qualcuno inneggia al fatto che il virus ci ha resi tutti uguali. Uguali perché ridotti alla sfera animale dei bisogni. Uguali come animali, privi di parola e di visione, di fede e di pensiero, di creatività e ricreazione.

giovedì 7 maggio 2020

La mente totalitaria del governo Conte

Lo Stato moderno nasce con un’idea semplice ma vera: il controllo del potere. Infatti, il potere assoluto diventa teocratico e la teocrazia è un regime istituzionale in cui un uomo è Dio. Se lo vogliamo dire in due parole possiamo dirlo così: ogni potere per essere sia legittimo sia efficace deve essere limitato perché non esiste un sapere assoluto capace di legittimare un potere assoluto. Esiste un’eccezione? Sì, il governo Conte II in Italia. L’esecutivo dei “pieni poteri” che ha messo insieme la ingiustificata superbia intellettuale della sinistra e la volgare mentalità statalista del grillismo ritiene di sapere ciò che nessuno sa – il bene dell’umanità – e su questa presunzione fatale ha condannato un’intera nazione e i suoi sessanta milioni di abitanti a fermare vita e pensiero proprio come se Lui, il governo Conte e il Comitato tecnico-scientifico, ne fosse il padrone assoluto.

mercoledì 6 maggio 2020

Attacco tedesco alle Torri d'Europa

Un affronto mai visto prima all’indipendenza dell’Eurotower, sede della Banca Centrale Europea, e all’autonomia della Corte di Giustizia che arriva dal presunto cuore pulsante dell’Unione: la Germania. Nella sentenza con cui dichiara il Qe di Mario Draghi legale ma parzialmente incostituzionale, l’Alta Corte di Karlsruhe ha attaccato frontalmente il tribunale del Lussemburgo e ha dato un ultimatum di tre mesi alla Bce per fare “chiarezza” sul programma d’acquisto di titoli pubblici lanciato dall’ex Governatore italiano nel 2015 e riproposto in questi giorni da Christine Lagarde. Tre mesi dopo i quali alla Bundesbank, la banca centrale tedesca prima azionista della Bce, potrebbe essere “proibito partecipare a decisioni incostituzionali” e quindi costretta a chiamarsi fuori dai programmi di acquisto dell’Eurotower a sostegno delle economie della zona euro. Tre mesi di febbrili trattative politiche dalle quali dipenderà la tenuta dell’Europa.

Europa schiava della Germania. Giorgia Meloni a gamba tesa sulla Bce

Giorgia Meloni attacca il ruolo predominante della Germania nelle politiche economiche dell'Unione europea e la debolezza della Bce. "La Corte Costituzionale tedesca richiama la BCE contro il piano di sostegno all’economia per fronteggiare la crisi causata dal Coronavirus. Solo a Fratelli d’Italia sembra inaccettabile che le sorti dell’Italia e dell’intera Europa siano decise in totale autonomia dalla Germania attraverso la sua Corte Costituzionale?
Abbiamo sempre posto il problema di una architettura europea distorta, nella quale l’Italia ha ceduto ogni sua sovranità nazionale alla UE mentre Francia e Germania utilizzano proprio la UE per perseguire i propri interessi nazionali a discapito degli altri Stati membri, Italia soprattutto. I fatti di questi giorni ci danno ragione, ancora una volta.
La trappola che la Germania, con i suoi vassalli, sta preparando è molto chiara: senza un intervento imponente della BCE che acquista titoli di Stato, l’Italia (come altri Stati membri) sarà costretta a far ricorso al MES, il famigerato Fondo Salva Stati, aprendo così le porte alla Troika e al commissariamento della nostra Nazione. 
Il Governo italiano si faccia sentire. La BCE non è proprietà tedesca, è anche dell’Italia, visto che ne possediamo il 14% e visto che le abbiamo delegato il potere di emettere moneta. In questa fase di emergenza la BCE deve fare quello che fanno tutte le banche centrali del mondo: immettere liquidità e acquistare illimitatamente titoli di Stato, altrimenti non sappiamo cosa farcene di questa BCE e di questa Unione Europea. Se ad altri sta bene vivere da servi dei tedeschi, problemi loro, noi difenderemo con ogni mezzo la libertà e la sovranità del popolo italiano". - Fonte

martedì 5 maggio 2020

La Corte costituzionale tedesca ha aperto alla Germania la porta per lasciare l’euro

A quanto pare, la già fragile tenuta dell’eurozona ha ricevuto un altro tremendo colpo ed è stata la Corte costituzionale tedesca a sferrarglielo.
In una sentenza emanata proprio quest’oggi, i togati della Corte di Karlsruhe hanno difatti accolto il principio che il quantitative easing, ovvero il programma di acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario varato dalla Bce, possa avere potenziali profili di illegittimità verso i trattati UE.
I giudici tedeschi hanno preso in esame il ricorso presentato da un gruppo di giuristi e accademici che hanno sostenuto che il ricorso prolungato a questo tipo di politica monetaria stia di fatto violando sia la legge fondamentale tedesca sia gli stessi trattati europei.
La questione nasce dall’interpretazione dell’art.123 del trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Rinaldi in Commissione ECON chiede ad Enria (sorveglianza BCE) se la Banca Centrale è indipendente o deve dar conto alla Corte tedesca.

Oggi la sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe, con la sua esplicita richiesta di giustificare l’operato della BCE, viene a porre, dal punto di vista tedesco, un fortissimo limite all’indipendenza dell’ente. In una breve sentenza si pone un colpo di spugna a trent’anni di “Banche centrali indipendenti”.
Con grandissimo tempismo Rinaldi pone la domanda direttamente alla responsabile della Sorveglianza Bancaria della BCE, Enria, ecco la domanda:
Dott Enria,
considerata la precedente sentenza favorevole della ECJ (Corte di Giustizia Europea), dove il QE a pieno titolo è stato considerato uno strumento di politica monetaria, pertanto nelle attribuzioni della BCE e non di politica economica, così come previsto dall’art. 121 del TFUE il quale ne attribuisce la determinazione al Consiglio e alla Commissione e soprattutto per ribadire le assolute indipendenze statutarie sia della BCE stessa che del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), non si ritiene che i programmi in essere e futuri di acquisto in titoli sovrani debbano comunque procedere a prescindere (sottolineo a prescindere) da qualsiasi posizione assumerà la Bundesbank (BUBA) per adeguarsi alle decisioni della Corte di Karlsruhe in agenda proprio per oggi?
In ultima analisi, non crede che le decisioni della Corte tedesca, qualsiasi esse siano, possono essere una ottima occasione per ribadire l’indipendenza della BCE? Questo è il vero problema. Grazie. 
 Nel video potrete sentire la risposta che possiamo riassumere in sole tre parole “Non ho le competenze”….

venerdì 1 maggio 2020

Spiegel: “Basta cliché: la Germania non è perfetta e da 30 anni i bilanci dell’Italia sono ottimi. L’UE però può schiacciarla”

Interessante per chi sta seguendo con apprensione lo sviluppo della crisi paurosa in cui si dibatte l'Italia (e non solo).

Il settimanale tedesco Der Spiegel firma un eccezionale editoriale a favore dell’Italia e contro i cliché tedeschi sulla nostra economia
È un lungo, ed eccezionale documento a favore dell’Italia, l’articolo dal titolo: “La fatale distorsione tedesca dell’Italia” pubblicato ieri dallo Spiegel, il maggiore settimanale tedesco. La rivista, che è di stampo liberal-progressista, e che se anche nel passato ha più volte offeso l’Italia con copertine oltremodo provocatorie, dall’inizio della pandemia ha scelto di schierarsi affianco al nostro Paese. Lo ha fatto ad inizio aprile fa con un pezzo dal titolo “Il rifiuto tedesco degli Eurobond è vigliacco” , lo ha ribadito, per l’appunto, ieri con un editoriale in cui si analizzano dati e studi sociologici per arrivare a tracciare previsioni di un futuro che se qualcosa non cambia significherà la fine, o quasi, dell’Unione Europea. Ecco i passaggi fondamentali dell’articolo a firma di Thomas Fricke.

giovedì 30 aprile 2020

Conte prova a sfruttare la pandemia per aumentare i poteri, ma tutti i partiti lo scaricano: la sentenza tombale di Senaldi

Qualcuno regali a Giuseppe Conte un orologio. Il presidente del Consiglio ne sfoggia uno di ottimo gusto nelle sue verbose prediche televisive, ma è legittimo il sospetto che esso non funzioni. L' uomo infatti è completamente sfasato.
Per i due mesi e passa trascorsi dall'inizio dell' epidemia in Lombardia è stato latitante. Meglio così, perché quando ha deciso di visitare la regione più colpita dal Covid-19 ha rimediato solo una figuraccia.
Come un turista cinese che deve vedere tutto in dieci minuti, ha improvvisato un tour che lo ha portato a Bergamo a mezzanotte e a Brescia alle due del mattino.
L' altro giorno, alludendo alla tendenza di Giuseppe ad avocare a sé pieni poteri, noi di Libero lo abbiamo chiamato Ducetto. Ebbene, egli ci ha preso sul serio, facendo irruzione nei giorni successivi al 25 aprile nelle prefetture lombarde nel cuore della notte, in fuga dalla gente, sentendosi forse braccato come il Mussolini degli ultimi giorni.

MES, per l’Italia spunta la “sorveglianza rafforzata” di Commissione e BCE

Nonostante le smentite dei manovratori nel governo-trappola, torna ad agitarsi il fantasma della Troika, pur dopo i tentativi di allontanarlo a più riprese.

MES sì o MES no? Questo l’interrogativo che ci accompagna ormai da giorni che ha fatto salire a dismisura l‘asticella della tensione non solo con le opposizioni – da sempre contrarie, pronte a dar battaglia all’esecutivo – ma anche all’interno della maggioranza con il PD decisamente più possibilista rispetto al M5S che sulla questione si è da sempre mostrato più intransigente.
L’argomentazione a cui si aggrappano i favorevoli è ormai nota, ossia una versione completamente nuova e rivista del Mes, che nulla avrebbe a che vedere con quello passato, tanto che si è iniziato a parlare di Mes light, mes sanitario, mes senza condizionalità. Tante le formule per rassicurare sul fatto che, per capirci, non faremo la fine della Grecia.

mercoledì 29 aprile 2020

Caccia al capro espiatorio: dopo due mesi di Dpcm senza fiatare, ora sperano di cavarsela incolpando Conte

Un disegno tanto cinico quanto inaccettabile, perché le responsabilità del disastro che ci attende dovranno essere equamente suddivise tra chi, per apparente casualità della storia, si è trovato ad esercitare “pieni poteri” – ovvero Giuseppe Conte – e chi, potendo impedirlo, glielo ha consentito
Improvvisamente è iniziato il “tiro al Conte”, versione pandemicamente riveduta e corretta del “tiro al piccione”.
D’un tratto, si sono tutti accorti che i suoi provvedimenti – i famigerati Dpcm – sono liberticidi e incostituzionali. Di chi stiamo parlando? Precisiamo: non ci riferiamo all’opposizione. Sarebbe ingiusto. In una fase in cui il Parlamento è stato marginalizzato, anzi, per settimane praticamente chiuso, l’opposizione è stata marginalizzata al quadrato, se non al cubo. Nella “fase 1”, quella del lockdown, le forze di opposizione hanno potuto solo strepitare, più o meno efficacemente, sui social media o in qualche talk show in collegamento via Skype dal salotto di casa. Ma sempre con prudenza. In quella fase, per i leader dell’opposizione il rischio di essere accusati di comportamento “irresponsabile” di fronte ad una delle crisi più gravi – se non la più grave – della storia della Repubblica, è sempre stato dietro l’angolo. E con esso, il rischio, ancor peggiore, di essere dichiarati “unfit”, “inadatti”, in futuro, a governare. In una democrazia parlamentare come la nostra, in cui le carte, nei momenti decisivi, le dà sempre il Quirinale, “saper stare a tavola” è indispensabile. Il rovescio della medaglia è che se ti privano del luogo dove esercitare propriamente l’opposizione, ovvero il Parlamento, sei tagliato fuori. Al quadrato, al cubo.

lunedì 27 aprile 2020

La fase 1 e 1/3. Conte gioca con le libertà fondamentali per blindarsi a Palazzo Chigi: l’ora più buia sta arrivando

Il lockdown continua – e con esso prosegue e si aggrava l’emergenza giuridica e democratica nel nostro Paese. A prescindere dal merito delle misure annunciate, protratte o alleggerite, infatti, abbiamo più volte sottolineato su Atlantico Quotidiano la intollerabile ferita allo stato di diritto del metodo scelto: l’adozione di restrizioni alle libertà fondamentali dei cittadini per Dpcm, decreti ministeriali non aventi forza di legge, quando la Costituzione prevede espressamente una riserva di legge assoluta. Si tratta di un modo di procedere extra ordinem ed è sorprendente con quale facilità l’abbiano di fatto digerito le forze politiche, anche di opposizione, i gruppi mediatici e l’establishment economico, persino la casta dei giuristi e i corifei della “costituzione più bella del mondo”, in un Paese in cui si grida al pericolo fascista appena un leader di centrodestra appaia in grado di vincere le elezioni.
E ieri sera abbiamo appreso dall’ennesimo proclama tv del presidente del Consiglio – con taglio e tinta di capelli inappuntabili – di un nuovo Dpcm che regolerà il lockdown almeno per il prossimo mese. Non solo il Parlamento, anche i ministri del suo governo, come si intuisce dalla sorpresa manifestata dal ministro Bonetti, sono tenuti all’oscuro delle decisioni prese da Conte, coadiuvato dalla sua corte di “esperti”. Un accentramento di poteri in un solo uomo mai visto nella storia della Repubblica, con il silenzio assenso del Quirinale.

sabato 25 aprile 2020

25 aprile Chi manca all'appello?

Vedete: da cattolico diffido dello stato anche nella sua declinazione liberale. Detesto tutte le inframmettenze della mano pubblica nella vita dell’individuo. Dall'informazione alla scuola. Dalle arti all'economia.
Per questo non sarei mai stato fascista. Per allergia a ogni statolatria – “Tutto per lo stato, tutto attraverso lo stato, tutto dallo stato – e perché, scendendo di molti gradini, detesto le uniformi, specie quando sono obbligatorie.
Ma semmai, per giovanile o senile rimbecillimento, fossi stato fascista, dopo il 1938 delle leggi razziali e il 1939 del Patto d’Acciaio con la Germania nazista, avrei chiuso ogni legame politico con il regime e personale con chiunque ne fosse espressione; si trattasse pure del mio capopalazzo.
Per le STESSE ragioni sono stato e sono anticomunista. Perché il culto della classe condusse, ha condotto e sempre condurrà, come quelli della nazione e della razza – alla medesima statolatria. Con il suo fatale corteggio di violenze – da quelle private a quelle genocidarie - di intolleranze e, alla fine, di stupidità diffusa. Di cervelli ammassati davanti all’altare di uno stato che è tutto. Che vuole tutto. Che è totalitario, appunto.

AQUIS-GRANA.

Come va la trattativa europea sul fare fronte all'emergenza economica e poi sociale procurata dal virus? Per i dettagli tecnici che tanto appassionano i lettori del mondo con occhiali economici, avrete di che saziarvi altrove. Mi permetto solo di aggiungere una lettura fatta da chi segue quello che succede nei  vari paesi europei e nei vari principali giornali di quei paesi. Quindi niente MES, SURE, Conte, Salvini-Bagnai, condizionalità, Grillo folgorato sulla via di Bruxelles et similia. Segnalo solo che:
  1. L'asse Parigi, Madrid, Roma esiste. Credo che, contrariamente  a quanto detto da Conte, l'idea sia stata di Macron. E credo che sia stato fissato dati i rapporti tra Macron e Sanchez che sono ottimi da lunga data e dato il viaggio che Macron ha fatto in Italia, il c.d. "Patto di Napoli" del 27 febbraio. L'asse era pensato anche precedentemente la pandemia e rispondeva ad un semplice logica di peso nella relazione di Aquisgrana. La Francia ha molto meno peso della Germania in quella relazione e così come oltretutto la Germania si presenta con dietro il codazzo nordico, la Francia ha pensato opportuno presentarsi con un proprio codazzo che in via naturale è quello latino-mediterraneo.

venerdì 24 aprile 2020

La BCE salva l’Italia dal default. Tra oggi e domani si decide tutto

È l’ora della verità. L’ora in cui ci giochiamo tanto, molto, forse tutto quello a cui siamo stati abituati finora. L’ora in cui anche un inguaribile ottimista come me fa fatica a vedere la luce e mi fa male perché avrei voglia di alzarmi e urlare la mia rabbia per quello che sto scrivendo e raccontando da giorni.
Il destino dei conti pubblici italiani è appeso ad un filo sottile. La lotta politica interna si scontra con i numeri di un Paese già in difficoltà prima della Pandemia e che ora sembra proprio sull’orlo del burrone. I numeri ci dicono che i titoli di stato italiani sono (Junk), sono considerati spazzatura. Di fatto lo ha “annunciato” questa sera la BCE dichiarando che continuerà ad acquistare titoli di stato italiani anche se dovessero subire un downgrade (una retrocessione) da parte delle agenzie di rating, fino a diventare carta straccia.

L’Anpi può celebrare il 25 aprile, la Chiesa deve negarci il Corpo di Cristo

La si può mettere e rigirare come si vuole ma la notizia, nella sua essenzialità, è piuttosto semplice: i cattolici hanno dovuto rinunciare a qualsiasi rito religioso finanche nella settimana santa, in Chiesa si può entrare solo se la si trova di strada andando dal tabaccaio, i morti di questo periodo (tutti, non solo di coronavirus) hanno lasciato questo mondo senza il conforto dei propri cari e un degno rito di sepoltura, l’Anpi potrà prendere parte alle celebrazioni del 25 aprile.
Basterebbe questo, eppure qualcosa è il caso di aggiungerla. Già, perché quando si è saputo di una circolare del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che per evitare assembramenti circoscriveva le presenze consentite alle commemorazioni della resistenza alle sole figure istituzionali, di fatto tagliando fuori l’associazione, quest’ultima ha dato fuoco alle polveri e non ci ha pensato due volte a sollevare una polemica pubblica annunciando che, volente il governo o nolente, loro ci sarebbero stati.

martedì 21 aprile 2020

Coronavirus, siete pronti all’app che vi traccerà come miseri schiavi?

Non per essere ripetitivi, ma per non cessare di approfondire.

Lampi del pensiero di Diego Fusaro/ l’hanno escogitata per il vostro bene i padroni della task force non eletta e composta da ultraliberisti
Non mi stancherò di ripetere che Orwell e Huxley erano dilettanti: la realtà li ha superati, facendo apparire quasi umane, troppo umane le loro distopie. Il “mondo nuovo”, brand new world, si sta plasmando. Il virus è solo l’alibi che la classe dominante sta usando, con profitto, per ridefinire il diagramma dei rapporti di forza: e per garantire che le plebi pauperizzate, precarizzate e umiliate non possano in alcun modo insorgere nei prossimi anni. L’immagine che usava Orwell per spiegare il rapporto tra sudditi e potere torna di una spaventevole attualità: immaginate uno stivale che calpesta con veemenza un volto umano… E, allora, vi domando: siete pronti alla app che vi traccerà come miseri schiavi? La stanno approntando e reclamizzando come una merce tra le tante che offre la cornucopia della civiltà reificata. È una app cool, davvero. L’hanno escogitata per il vostro bene i padroni della task force non eletta e composta da ultraliberisti. Ultraliberisti che, da sempre, altro non hanno in animo se non il vostro benessere. Si tratta – è bene saperlo – di padroni che ieri pensavano al profitto delle multinazionali sans frontières e che oggi, per magia, pensano al bene dell'Italia, dello Stato, delle classi più deboli. Osate dubitarne? La situazione è, a tratti, disarmante: uno stato di polizia, che – è successo a Torino e l’ha riferito “La Stampa” – fa 4000 euro di multa a un fattorino, la cui inespiabile colpa è di essere uscito di casa per lavorare.

lunedì 20 aprile 2020

Facciamo noi la fase due: via il virus dal video

Attenzione, attenzione il contagio si trasmette per televisione. Si chiama covideo ed è una derivazione diretta del virus che sta devastando il mondo. Non uccide, almeno non direttamente, ma produce patologie terribili che intaccano il cervello, il fegato, la bile, l’animo e il morale delle persone. Il contagio avviene per via oculare e auditiva, si trasmette su tutti i canali video quando ci sono programmi, dibattiti, servizi, tg dedicati al virus e contorni, ben oltre lo sfinimento del pubblico. Non sto scherzando, non è il momento di scherzare. Vi sto consigliando una terapia. Autarchica, senza bisogno di andare in farmacia, di farsela prescrivere da alcuno. Semplice ma efficace. È la nostra fase due, quella della fuga stando in casa, del distanziamento sociale dal televirus e dai suoi protagonisti, caratteristi e comparse.

Diciamoci la verità, anche se ci fa male

Allora ragazzi, sospendiamo per un attimo lo spettacolo presente e le polemiche connesse, proviamo a portarci avanti col programma e pensare a domani. Chi dovrà ricostruire il Paese, da dove ripartire, in che modo? Domande a cui, state certi, non sarò in grado di dare risposte e temo che nessuno lo sia. Ma domande che bisogna farsi per avvicinarsi al vero, per cominciare a pensare sul serio un agire costruttivo, scusate il bisticcio. Diciamoci la verità anche se fa male. Il punto di ripartenza, è evidente, non può essere il governo in carica per manifesta incapacità, fuffa e marasma. Non ha mezza strategia, è diviso sulla linea di fondo, se affidarsi all’UE e al Mes oppure no, non è in grado di delineare una strategia, di fare qualcosa sul serio. Fa solo teatrino e comunicazione. Allora a chi affidarsi, considerando che quel domani non è un vago avvenire ma vuol dire appena possibile, subito, a giorni?

giovedì 16 aprile 2020

Ecco chi si nasconde dietro la task force guidata da Colao

In questi giorni il Governo ha annunciato la nascita di una task force. Un comitato di esperti guidato da Vittorio Colao che avrà il compito di elaborare le misure necessarie per accompagnare l’Italia verso la cosiddetta fase 2 dell’emergenza pandemia.
La parola “misure necessarie” fa suonare in me un campanello d’allarme. Approfittando infatti dello stato di necessità spesso si costringono i popoli ad accettare misure che vanno contro i loro interessi, ma che in situazioni ordinarie non avrebbero accettato mai. È la cosiddetta strategia della “shock economy“, preconizzata dai padri fondatori di quel pensiero neoliberista che oggi sta infettando l’Unione Europea creando più danni di qualsiasi pandemia.
E da dove provengono i membri di questa task force? A capo troviamo Vittorio Colao vicepresidente della lobby europea “Round table of Industrialists“. Una lobby che in pochi conoscono. Si tratta di una organizzazione nata per tutelare gli esclusivi interessi delle grandi multinazionali.