sabato 30 settembre 2006

Islam violento, Europa codarda

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Di fronte alle richieste dei musulmani, in occidente si sceglie la rinuncia ad affermare i diritti umani, in nome della cultura, della pazienza, del buonismo, della multiculturalità… In realtà si sta perdendo la coscienza di cosa sia l’identità europea e il suo valore. Manca anche un minimo di fierezza. In genere, fra i francesi, gli italiani, i tedeschi, si diffonde un dubbio sull’identità europea, una reticenza, una vergogna.
Invece, proprio noi africani e asiatici riconosciamo in voi europei un fondo comune, che il papa stesso ha fatto emergere parlando dell’ellenismo, del cristianesimo, dell’illuminismo… Occorre riprendere coscienza dell’identità europea, che ha alla base il cristianesimo come collante, senza rigettare niente del Rinascimento e dell’illuminismo, ma purificando tutto (cristianesimo compreso). E occorre anche essere fieri di quest’identità.
L’Europa ha portato al mondo dei valori assolutamente unici: la persona umana, l’uguaglianza, i diritti umani, la libertà, la democrazia, l’ecologia, un rapporto non violento con la natura (anche sotto l’influsso dell’India)... Sono delle acquisizioni servite anche a Gandhi e ad altre culture mondiali.
Il discorso del papa a Regensburg era anche un suggerimento a far rinascere la coscienza europea ed aprirla a un dialogo universale. Mettendo in luce i due pilastri - la religione senza violenza e l’integrazione fra fede e ragione – Benedetto XVI ha lanciato un vero programma per il mondo del terzo millennio: riflettere tutti insieme sulla violenza e la non-violenza, in particolare nel suo rapporto alle religioni e ideologie; riflettere insieme sulla rilettura dei nostri testi sacri, per darne un’interpretazione degna di Dio e dell’Uomo; riflettere insieme sui progetti per una società più equa e più umana; sulla libertà, i suoi meriti e i suoi limiti; sulla secolarizzazione e la sana laicità; sulle culture e il multiculturalismo; etc. Ecco alcuni dei temi suggeriti dal Papa nel suo discorso di Regensburg, per un dialogo sincero e autentico.
[Tratto da un articolo di Samir Khalil Samir, 30 settembre 2006]

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Buonasera, sono incappato in questo post e non potevo non inserire un commento. La domanda è la seguente: mi spiega come concilia Illuminismo e Cristianesimo che sono antinomici?
Come concilia la costruzione dell'homo novus dei philosophes massoni con la Verità Cristiana?
Come concilia infine il dialogo come strumento di conciliazione, mentre è l'Amore a Cristo il punto di unione della nostra Civiltà e delle altre.
Si parla con giusta preoccupazione del Relativismo, ma qui ne vedo un'applicazione pratica nello stile materialista che Chiesa e Politica hanno oramai intrapreso.
Cordialmente
Paul Caruana
paul_caruana@yahoo.it

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Miriam ha detto...

Come concilia la costruzione dell'homo novus dei philosophes massoni con la Verità Cristiana?
Come concilia infine il dialogo come strumento di conciliazione, mentre è l'Amore a Cristo il punto di unione della nostra Civiltà e delle altre.


io non la concilio, assolutamente.
Quando parlo di dialogo, non parlo di omologazione, ma di civile convivenza, consapevole della mia identità cristiana, ma anche delle esigenze di reciprocità che ogni civile convivenza richiede.
Del resto le fedi non dialogano, a dialogare sono le culture

Anonimo ha detto...

Il semble que vous soyez un expert dans ce domaine, vos remarques sont tres interessantes, merci.

- Daniel