mercoledì 22 febbraio 2006

«Rispettare le religioni. No a reazioni violente»

Il Papa riceve l'Ambasciatore del Marocco È «necessario e urgente» che «le religioni e i loro simboli siano rispettati». Così come che «i credenti non siano l'oggetto di provocazioni che feriscono le loro iniziative e i loro sentimenti religiosi». Sono parole nette ed esplicite quelle con cui Benedetto XVI, rivolgendosi al nuovo ambasciatore del Marocco Ali Achour, ha condannato cause e conseguenze della crisi che sta attraversando nelle ultime settimane le relazioni tra Europa e Paesi islamici. Discorso che Papa Ratzinger, tuttavia, ha esteso in tutti suoi aspetti, sollevando la questione di un diritto alla libertà religiosa che deve essere ovunque rispettato: «...l'intolleranza e la violenza non possono mai giustificarsi come risposte alle offese, poiché esse non sono risposte compatibili con i principi sacri della religione; per questo non si può che deplorare le azioni di quanti approfittano deliberatamente dell'offesa causata ai sentimenti religiosi per fomentare atti violenti, tanto più che ciò avviene a fini estranei alla religione. Per i credenti come per tutti gli uomini di buona volontà, l'unica via che può condurre alla pace e alla fratellanza è quella del rispetto delle altrui convinzioni e pratiche religiose, affinché, in maniera reciproca in tutte le società, sia realmente assicurato a ciascuno l'esercizio della religione liberamente scelta.»
Finalmente un parlar chiaro, che traccia un cammino percorribile; ma quante 'buone volonta' vi si rispecchieranno?

1 commento:

Mic ha detto...

In realtà, oltre agli aspetti di radicalizzazione del fondamentalismo stigmatizzati dal Papa, stiamo assistendo ad un fenomeno ormai abbastanza evidente: l'Islam sta esportando le sue radici culturali per farle germogliare altrove, soprattutto in tutti i paesi dell'Europa, nessuno escluso.
Il dramma è che noi abbiamo difficoltà a farlo perfino in casa nostra.