lunedì 20 febbraio 2006

Un' Europa sempre più calabrache

Londra non batte ciglio di fronte a manifestazioni di migliaia di musulmani ai quali è consentito portare avanti la predicazione dell'odio e brandire cartelli inquietanti. Riporto una delle tante scritte minacciose: "preparatevi al vero olocausto".
E che dire delle moltitudini umane forsennate e invasate che pigliano d'assalto ambasciate anche di paesi rispettosi della loro religione? Non vorranno mica farci credere che è la loro permalosità e suscettibilità a renderli così isterici e dannati? Tuttavia mi stupisce che anche a fronte di queste palesi "dichiarazioni" di guerra (poiché assaltare ambasciate e devastarle nel linguaggio diplomatico significa questo) l'Ue non mostri la giusta fermezza. Anzi, si prepara a sborsare quattrini e non si mostra solidale con un paese fratello come la Danimarca. Ecco l'elenco delle sue codardie e viltà più recenti:
1) Ha già messo all'ordine del giorno una norma comunitaria per regolare il rapporto mass media-religioni.
2) Ha negato una seduta in Parlamento per il povero don Andrea Santoro, vittima dell'intolleranza religiosa islamica.
3) Ha avviato (tramite la Francia) trattative separate con Hamas e magari anche invio di denari prossimi venturi.
4) Gli hanno messo in fuga a colpi di mitraglie e armi da fuoco i suoi osservatori in MO, ma i denari li pretendono ugualmente. E l'Europa li darà.
Queste sono manovre di ordinaria viltà di un multiculturalismo a senso unico che non mi piace affatto.

1 commento:

Miriam ha detto...

Ho letto sul Corriere:
Bisognava aspettare che parlasse Benedetto XVI per sentire le parole ferme e chiare che i timorosi leader politici europei non sanno pronunciare. Il Papa ha deplorato la mancanza di rispetto per i simboli religiosi, ma ha anche dichiarato totalmente inaccettabile la violenza in nome della fede. Confrontate le parole del Papa con l’inerzia delle capitali europee di fronte alla selvaggia violenza scatenata nel mondo islamico col pretesto delle vignette satiriche. Sarebbe questa la «potenza civile», quella che, secondo certi involontari umoristi, avrebbe dovuto, niente meno, «bilanciare» la potenza americana, e imporre la propria autonoma influenza sui destini del mondo? Assalti alle ambasciate europee anche nei Paesi ove niente avviene se i tiranni non lo ordinano, l’uccisione di un sacerdote cattolico, i cristiani trucidati in Nigeria, gli assalti alle chiese in Pakistan, le manifestazioni antioccidentali dette «spontanee», organizzate da religiosi estremisti ovunque. E l’Europa sa solo balbettare «ci vuole il dialogo ».
[...]La vicenda italiana è parte di questa latitanza europea. Ha ben detto Magdi Allam sul Corriere di ieri: va bene che Calderoli venga licenziato ma non per ordine di Gheddafi.Ma sia da parte del premier che da parte del suo oppositore Prodi, abbiamo sentito parole di eccessiva comprensione per il tiranno di Tripoli. Somiglia alla sindrome di Stoccolma. La stessa che vediamo in azione nei tribunali che non riescono a colpire i jihadisti (e non si è capito se sono sbagliate le leggi o le prassi giudiziarie). La stessa che dopo l’11 settembre ha spinto tanti a prendersela con Oriana Fallaci piuttosto che con i fondamentalisti (la prima non fa paura, i secondi sì). La stessa che ci fa scandalizzare più per ogni pagliuzza nei nostri occhi che per le travi negli occhi loro. Tenere la schiena dritta quando altri ti scatenano addosso una guerra di civiltà che non avresti mai voluto combattere è difficile. Ma piegare la schiena significa la rovina sicura.