sabato 8 giugno 2019

L'Italia s'è desta con l'elmo di una sovranità ritrovata. Anche se non mancheranno ostacoli

L’Italia con poche righe, approvate all’unanimità dal Parlamento nei giorni scorsi, si è riappropriata della sua sovranità senza chiedere permessi di impossibile realizzazione nella posizione subalterna subita a causa di troppi governi proni ai diktat sovranazionali della tecnocrazia apolide e privi di alcuna reazione alle scorrette alchimie franco-tedesche. Non mancheranno ostacoli; ma qui si parrà la coesione e la tenuta di un governo anomalo che, tuttavia, proprio in quest'ultima possibilità per il nostro Paese di non soccombere, potrebbe fare la differenza.

Vi spiego in breve cosa sono i minibot (ideati già da diversi anni dall'amico Claudio Borghi A, attuale presidente della Commissione bilancio alla Camera), sui quali sono anni che scrivo articoli e analisi. L'ultimo articolo è di pochi giorni fa su Libero (a firma mia e di P. Becchi).
  1. Sono Titoli di Stato di piccolo taglio espressi in euro (taglio da 1, 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro). Ma, a differenza dei BTP (che sono titoli del debito pubblico), i minibot non costituiscono altro debito perché sono senza scadenza e senza interessi. Hanno valore intrinseco, cioè con essi si possono pagare tasse e imposte;
  2. sono emessi dal Tesoro a pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, circa 70 miliardi di euro (salvo rinnovi);
  3. non hanno corso forzoso, quindi sono compatibili con i Trattati europei (non contrastano con gli artt. 127 e 128 Tfue). La loro accettazione nello scambio di beni e servizi tra privati avviene esclusivamente su base volontaria. E su base volontaria avviene anche l'accettazione di cittadini e imprese del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione da parte dello Stato;
Ciò detto, quando Draghi dice che costituiscono nuovo debito, dice una enorme schiocchezza. Punto.
Qualcuno contesta anche il fatto che non sarebbero accettati nelle transazioni. Altra vulgata senza fondamento. Il valore intrinseco ne rende conveniente l'accettazione (per ovvi motivi). Ma non solo. Se sulla stessa via ci sono tre panettieri ed uno solo di essi accetta i minibot, cosa faranno gli altri due dopo che vedranno i loro clienti andare via dai propri negozi?
Il resto lo capite da soli. (Giuseppe Palma)

venerdì 7 giugno 2019

Spolpare l’Italia: solo Salvini e Meloni contro il piano-Draghi

Solo Matteo Salvini e Giorgia Meloni potrebbero scongiurare l’avvento a Palazzo Chigi di Mario Draghi, invocato da Berlusconi per affondare il traballante governo gialloverde e recuperare così un ruolo politico ammiccando alla tecnocrazia europea. Lo afferma Gianfranco Carpeoro, che ha accesso a fonti riservate nell’ambito del circuito massonico internazionale.
Autore del saggio “Dalla massoneria al terrorismo”, che mette a fuoco la “sovragestione” che pilota i destini europei (con l’Italia il più delle volte nel ruolo di vittima), Carpeoro era stato il primo, alla vigilia delle europee, a lanciare l’allarme-Draghi: la supermassoneria reazionaria, in cui il presidente della Bce milita, sta aumentando la pressione su Super-Mario perché accetti di formare un governo “lacrime e sangue”, come quello di Monti. Le premesse ci sono tutte: l’alleanza gialloverde è al capolinea, e la   crisi economica – già seria, anche a causa del mancato ampliamento del deficit – è destinata ad aggravarsi in modo artificioso, attraverso la sapiente regia politica dello spread. La solita tenaglia finanziaria, preannunciata direttamente dai tecnocrati di Bruxelles: lo provano le fughe di notizie sulle “letterine” della Commissione Europea che prospettano una severa punizione per il nostro paese, costretto a tagli sanguinosi e al probabile aumento dell’Iva. 

mercoledì 29 maggio 2019

Una nuova Europa può nascere senza traumi

Rilancio volentieri il commento a caldo di Magdi che a mio parere ha centrato in pieno la questione.

I risultati alle europee sono stati straordinari per la Lega e Fratelli d’Italia.
Il PD ha fatto quello che nel gergo finanziario si chiama “il rimbalzo del gatto morto”, cioè dopo il tracollo alle politiche ha intercettato una piccola parte dei voti dei delusi dai 5 stelle che, dato che erano venuti dal PD al PD sono tornati, perché vengono da cittadini ancora “telelobotomizzati” dai media e giornaloni che dipingono Lega e Salvini come fascisti e disumani (mentre il vero fascismo è quello mediatico con il continuo martellamento di Fake News pro globalismo, liberismo e finanza speculativa imposto mediaticamnte come dogma teologico che macella intere fasce sociali in nome della competitività e del mercantilismo).
La sintesi di Magdi è perfetta perché, come ritengo anch’io, ora viene il difficile:

domenica 26 maggio 2019

I Mostri di oggi, i Draghi di domani

In una domenica di maggio travestito da novembre arrivò finalmente il giudizio di Dio, l’ordalia elettorale che dovrà decidere i sommersi e i salvati, o se preferite, i salvini e i dannati. Giorno importante dal punto di vista simbolico, prima che politico. Ma come è stato raccontato questo 26 maggio dai media e dai poteri storti? Come il giorno dei mostri. Euromostri da abbattere, detti sovranisti, presentati come un pericolo per l’umanità, per l’Europa e per i singoli paesi.

Ma per sostituirli come, con chi, con che cosa? Ecco, questo è il mistero glorioso di questa tornata elettorale. In Italia tutti sanno bene che non ci sono alternative praticabili in campo, nessuno degli avversari del Mostro a due teste ha la possibilità di vincere e poi di cambiare il governo del nostro paese. Sono forze che nella migliore delle ipotesi raccolgono la quinta parte dei votanti o che sono largamente al di sotto, e non ci sono cartelli di alleanze alternative.

domenica 19 maggio 2019

SeaWatch, Patronaggio ordina lo sbarco dei clandestini

Ѐ incredibile che l'Italia sia tenuta in scacco da navi private, come quelle delle ONG, che arbitrariamente fanno la spola nel Mediterraneo incentivando le partenze dalle coste africane di persone senza documenti e senza visto di cui non si conosce nulla, identità, status sanitario e penale. E forzano le autorità italiane con il ricatto morale umanitario e la claque della sinistra nostrana a farli sbarcare in violazione di ogni regola. Ѐ una macchinazione che potrebbe continuare all'infinito con costi incalcolabili e pertanto deve essere quanto prima bloccata.
Ma sarebbe ingeneroso far cadere su Salvini la responsabilità dell'ennesimo sbarco di migranti. Salvini non ha fatto altro che ribadire il suo tassativo divieto mentre altri esponenti del Governo, purtroppo, hanno fatto ripetute dichiarazioni di apertura. Ora chi ha permesso lo sbarco se ne assumerà le responsabilità di fronte agli italiani. La decisione è del procuratore di Agrigento (peraltro lo stesso che aveva incriminato Salvini per sequestro di persona). Di positivo c'è che sia il Comandante della nave che l'equipaggio ora sono indagati sia per la condotta della ONG Tedesca sia per traffico illegale di esseri umani e favoreggiamento dell'immigrazione. Il punto però è un'altro: in una precedente occasione, trascorso qualche giorno, è finito tutto in una bolla di sapone... Se ci fosse ancora il Governo di sinistra di ONG ne arriverebbero a decine e tornerebbe la politica che ha fatto si che il nostro Paese subisse l'invasione che sembrava inesorabile e invece può e deve essere governata. Per questo non resta che votare Giorgia Meloni o Matteo Salvini, altrimenti rischiamo, tra l'altro, di diventare un Califfato Islamico.

sabato 18 maggio 2019

Governo Lega-M5S, Marcello Veneziani analizza in un’intervista ad Affaritaliani.it la situazione della maggioranza

“Stando alla temperatura dello scontro continuo e quotidiano, il governo Conte dovrebbe cadere subito dopo le elezioni europee. Stando però al quadro generale e alle convenienze è davvero difficile dirlo. Il problema non è solo l’atto della crisi ma anche e soprattutto che cosa succederà dopo. Uno scenario che potrebbe spaventare gli attori protagonisti, cioè M5S e Lega”.
Lo scrittore e politologo Marcello Veneziani analizza in un’intervista ad Affaritaliani.it la situazione della maggioranza, alla luce delle tensioni sempre più forti, e che cosa potrebbe accadere dopo il 26 maggio.
“Se cade questo governo – spiega Veneziani – non ci sono solo le elezioni anticipate, ma potrebbe anche esserci un esecutivo guidato ad esempio da Mario Draghi o da un’altra figura meno rilevante. L’establishment e le altre forze politiche diverse dalla Lega potrebbero cercare una soluzione, e ce ne sono tante, per cercare di far sbollire la passione degli italiani per Matteo Salvini. Anche solo un periodo limitato e per giustificati motivi, legati a qualche emergenza, non escludo affatto che i numeri si possano trovare in Parlamento. E non dimentichiamoci che il mandato di Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea scade a ottobre e lui resta una riserva della Repubblica che magari in futuro potrà puntare al Quirinale”.
Quanto alle elezioni di domenica 26 maggio, Veneziani ritiene che la Lega “possa raggiungere la quota del 30%. Non credo che il ciclo espansivo possa interrompersi in maniera brusca, anche se in questa fase il partito più attivo in campagna elettorale è quello dei magistrati. Il Carroccio fermerà un po’ la sua crescita, ma non credo proprio in un’inversione di trend”.
E la sfida per il secondo posto? “Penso che il M5S possa mantenere qualche punto in più rispetto al Pd, grazie anche alla boccata d’ossigeno che ha avuto dalla Magistratura e da questa aria di nuova Tangentopoli che si respira”. Secondo Veneziani “Forza Italia potrebbe raggiungere la quota simbolica del 10%, anche se mi aspetto un incremento soprattutto da parte di Fratelli d’Italia. La Meloni potrebbe sottrarre qualche voto alla Lega in nome di un sovranismo che non è stato toccato dall’attacco concentrico e giudiziario”, conclude. - Fonte

martedì 14 maggio 2019

Sinistra, Chiesa e poteri forti contro il popolo: tentativo di colpo di stato strisciante

E’ incredibile. Allucinante, terribilmente, maledettamente serio. Quello che sta accadendo in Italia a livello politico è un tentativo di colpo di stato strisciante messo insieme non dai fascisti, come suggeriscono e vorrebbero gli imbecilli verniciati di rosso, ma dalle élites intellettualoidi della sinistra radical chic choc. Esattamente come a metà anni Novanta i quotidiani – La Repubblica in primis – iniziarono un vero e proprio massacro di Silvio Berlusconi, altrettanto sta accadendo, oggi, e con molti più strumenti di allora, nei confronti di Matteo Salvini. Quest’ultimo è dipinto, da questi seguaci del Pensiero Unico Dominante, del politicamente corretto, come l’origine di tutti i mali al punto che mai come adesso un uomo politico è stato posto all’indice soltanto per aver cercato di difendere quella che è l’identità nazionale di questo disgraziato paese.

In questa mistificazione mediatica recita un ruolo preponderante il Vaticano, con papa Francesco e i suoi accoliti che sono apertamente scesi in campo per smantellare le decisioni adottate da un ministro di uno stato che, fino a prova contraria, dovrebbe essere indipendente dai poteri esterni ed interni. Pagare la corrente elettrica a gente che occupa un edificio abusivo non può essere una nota di merito altrimenti si finisce per giustificare tutto, persino la rivolta collettiva di chi niente ha contro chi riesce a sopravvivere. Sia la Chiesa sia la sinistra sono unite nel tentativo di far entrare nel nostro paese le moltitudini africane e asiatiche in cerca di un futuro migliore, senza che nessuna delle due si ponga alcun problema sulle possibilità che abbiamo di assorbirle e sulle conseguenze di questa sostituzione etnica.

giovedì 9 maggio 2019

“L’Occidente è vittima del suo senso di colpa”, intervista ad Alexandre Del Valle

Parla il politologo e saggista francese, già consulente di Nicolas Sarkozy e autore de “Il complesso occidentale, Piccolo trattato di decolpevolizzazione” (Paesi edizioni 2019). In cui spiega che “la minaccia più grande per la nostra società proviene dalla sua debolezza interna”
Professor Del Valle, cosa intende per “complesso occidentale”?

Intendo l’incapacità delle società e delle autorità dei Paesi occidentali di reagire di fronte alle minacce, in particolare quelle che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. Questa situazione, che oggi stiamo vivendo in tutta Europa, è il prodotto della convergenza tra diversi elementi, tra cui: la propaganda culturale dell’estrema sinistra, l’ideologia del consumo, l’influenza della nuova chiesa cattolica post-conciliare e la presenza dell’islam radicale.

domenica 5 maggio 2019

Qualche dato in più sulla minaccia dei 'corridoi umanitari' sponsorizzati anche da Bergoglio

Ѐ un crimine contro gli italiani e un tradimento del voto elettorale, se non si bloccano i ricongiungimenti familiari e i bizzarri ‘corridoi umanitari’. Il risultato è quello eloquentemente raffigurato dell'immagine a lato: nessuno sembra riflettere anche sul fatto che gli invasori afro-islamici travestiti da cosiddetti profughi sono tra l'altro poligami...  Di per sé il principio dei corridoi umanitari appare condivisibile; ma a destare ragionevole allarme è l'uso strumentale e indiscriminato che se ne profila, soprattutto avuto riguardo ai promotori e gestori. Dei corridoi umanitari recentemente sponsorizzati da Bergoglio abbiamo già parlato qui

[...] Già nello scorso mese di settembre, durante la conferenza internazionale della Comunità di Sant’Egidio a Bologna, fu lanciata la proposta di corridoi umanitari, così come era stato fatto per il Libano, poi ripresa negli scorsi giorni da “Mediterranean Hope”, il programma di corridoi umanitari promosso dalla Fcei, la Federazione delle Chiese evangeliche italiane. Anche il Coordinamento Italiano ONG Internazionali ha parlato di urgenza dell’apertura di corridoi umanitari, come l’Onu e l’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) e tutte le Ong impegnate in questo settore, che come hanno svelato numerose inchieste giornalistiche – a partire da quella a firma Gian Micalessin per “Il Giornale” del marzo 2017 – coltivano ottimi rapporti con George Soros, fondatore della rete “filantropica” dell’Open Society Foundations, che sin dal mese di settembre del 2016 annunciò dalle colonne del “Wall Street Journal” di voler investire “in start-up, aziende, iniziative di impatto sociale e imprese fondate da migranti e rifugiati” e poi confermò, proprio durante un suo intervento in una delle Commissioni delle Nazioni Unite, di finanziare le Ong che scorazzano per il Mare Mediterraneo in cerca di battelli che trasportano la merce umana dei migranti.

giovedì 2 maggio 2019

Le tendine AntiCristo e il Dio antifascista

Non mi sono ancora ripreso dal video di Alessandra Moretti, esponente telegenica del Pd, che giustifica la decisione del sindaco del Pd di Pieve di Cento, Sergio Maccagnani, di coprire con le tendine i simboli cristiani che appaiono in cimitero per non turbare la sensibilità di chi non è credente. Il progetto, spiega il sindaco, “prevede di montare un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto che consentiranno di coprir temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia, così da permettere la celebrazione di riti laici”. Pensavo fosse una fake, una gag, una caricatura fatta ai danni del pd, della sinistra e dei laici. Invece, l’esponente nazionale del Pd la riprende sul serio e con favore, nel programma televisivo di Paolo Del Debbio, sottolineando che si tratta di tendini “amovibili”. Non ci posso credere.

lunedì 29 aprile 2019

Miseria e Libertà

Non si è ancora spenta l’eco del 25 aprile, col monito di Mattarella di non barattare la libertà con l’ordine. Risuona nelle mie orecchie l’unica vera, sensata obiezione alle opinioni qui espresse sul 25 aprile: come ricordò l’antifascista Vittorio Foa al fascista Giorgio Pisanò, tu oggi sei libero di parlare perché vincemmo noi il 25 aprile. Ancor più vero sulla bocca di Vittorio Foa che fu un antifascista contro il regime imperante, finì in carcere, non fu un antifascista postumo, quando era facile e vantaggioso esserlo.

Però io vorrei capire che ne è adesso della libertà, com’è concepita e vissuta oggi dalla gente comune. Vorrei cioè provare su strada le declamazioni sulla libertà di Mattarella o nel nome di Foa. Provo a mettere la modalità silenzioso al chiasso sulla Resistenza e l’antifascismo e a concentrarmi sulla libertà presente e corrente. Ma cos’è oggi questo Valore assoluto, la Libertà, che non va barattato né con l’ordine né con nessun altro bene o principio? Come viene di fatto intesa e praticata la sullodata libertà dalla gente comune, dai ragazzi, dalle fabbriche d’opinione dei nostri giorni?

mercoledì 24 aprile 2019

Massacro in Sri Lanka: evitare di chiamare con il loro nome sia le vittime che i carnefici non ci salverà

Un nuovo gruppo jihadista, o più probabilmente nuovo solo nella sigla, legato o ispirato all’Isis, sarebbe il responsabile del massacro di Pasqua a Colombo, capitale dello Sri Lanka: quasi trecento morti ammazzati e centinaia di feriti in una serie coordinata di esplosioni che hanno devastato chiese e alberghi che ospitavano cristiani in preghiera e turisti. Niente di particolarmente sorprendente, purtroppo, bensì solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi contro i cristiani, una vera e propria guerra di religione, una jihad in corso da anni in tutti i continenti, dal Medio all’Estremo Oriente, dall’Africa al Sudamerica. Stavolta, complici le dimensioni dell’attacco e il numero di vittime, ma anche la penuria di notizie durante le festività pasquali, l’eccidio ha trovato spazio nelle headlines di grandi network e giornali.
È sintomatico dell’epoca in cui viviamo che per evitare di affrontare le scomode verità del nostro tempo si tenti di aggirarle, di ingannarle, semplicemente cancellando dal nostro vocabolario le parole che vi fanno riferimento e che le descrivono. Non poteva non accadere anche alla strage di cristiani nello Sri Lanka.

lunedì 22 aprile 2019

Siamo proprio sicuri che Mattarella sia imparziale?

Nei giorni scorsi è partito il fuoco di sbarramento sull’immigrazione, perché ora dobbiamo accogliere tutti gli immigrati libici dal momento che scappano dalla guerra, mettendo così in difficoltà la linea dura del ministro dell’Interno. Poi l’indagine della magistratura sul caso SeaWatch e due giorni fa l’inchiesta per corruzione riguardante Armando Siri. Il tutto nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni europee del 26 maggio. Le danze sono dunque iniziate sempre sotto la stessa musica. Salvini stava andando troppo forte e si è messo in moto l’intero establishment per fermarlo.
Ieri l’ultima mazzata, ma stavolta proveniente da un insospettabile. Si è scomodato addirittura il Presidente della Repubblica, che in una intervista rilasciata alla rivista francese Politique Internationale ha espresso il concetto che “il vento del sovranismo non minaccerà l’esistenza dell’Ue”. A noi non importa quale sia il pensiero di Mattarella sul sovranismo, bensì il fatto se possa o meno dire una cosa del genere.
Il Presidente della Repubblica esercita le sue funzioni quale organo super partes, cioè non può prendere una posizione che avvantaggi l’una o l’altra forza partitica, questa o quella dottrina politica. Ma con quella intervista ha preso posizione per una parte contro un’altra. Vediamo perché.
Le vicissitudini della politica sono tante e mutano al mutare della storia. Negli ultimi anni si è assistito al superamento delle categorie politiche di “destra” e “sinistra” che hanno lasciato il posto alle nuove categorie di “sovranismo” ed “europeismo” (come forma europea del globalismo). E’ un dato di fatto ormai sotto gli occhi di tutti e che non si può far finta di non vedere.
Ma se la politica muta, il ruolo del capo dello Stato – quantomeno in quello che riguarda la sua imparzialità rispetto alle forze in gioco – non può mutare, egli deve sempre restare arbitro al di sopra delle parti. Insomma, non può scendere in campo a sostegno (ieri) della destra o della sinistra, oggi dell’europeismo o del sovranismo.
Eppure, nel caso di Mattarella, sembra non essere così. E’come se, negli Anni Sessanta, Saragat avesse detto che il comunismo non prenderà mai piede in Italia. La sinistra parlamentare ne avrebbe chiesto immediatamente la messa in stato di accusa. Altri tempi, altri uomini, altre sensibilità costituzionali. Ma il dato di fatto saliente resta: il capo dello Stato non può assumere pubblicamente – ieri come oggi – posizioni politiche nette, soprattutto in campagna elettorale.
Il sovranismo è nuova dottrina politica di pace che mira al ritorno sulla scena politica internazionale degli Stati nazionali, senza per questo negare l’idea dell’Europa. Tanto la Lega quanto Fratelli d’Italia sono oggi partiti sovranisti. Attaccare così apertamente il sovranismo significa attaccare due forze politiche, proprio all’ inizio di una campagna elettorale che vede entrambe in forte crescita.
Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero del 20 aprile 2019.

sabato 20 aprile 2019

Parlare sempre di migranti per cancellare Dio anche a Pasqua

"Ma almeno nella Settimana Santa potrebbero parlarci di Gesù Cristo? O chiediamo troppo al Vaticano e a Bergoglio? Non so se oltretevere ci siano ancora cattolici (a parte Benedetto XVI e pochi altri), ma in fin dei conti la ragion d’essere della Chiesa è solo questa e la gente comune ha un desiderio infinito di ascoltare uomini di Dio che parlano di Gesù, del senso della vita e dell’eternità.
Per discettare di clima e ambiente c’è già Greta Thunberg con i suoi seguaci, non c’è bisogno di Bergoglio che, se ci credesse, metterebbe in guardia dalle fiamme dell’Inferno più che dal riscaldamento globale.
Possibile che nella Chiesa sia stata completamente spazzata via la Passione di Cristo che si consegna al massacro per amore nostro, che “si svenerà per voi” come recita un antico canto polifonico, e che risorge, sconfiggendo il male e la morte, aprendo così agli uomini la vita eterna? Quante volte sentite Bergoglio parlare di resurrezione, di eternità, di Inferno, Purgatorio e Paradiso? 

lunedì 15 aprile 2019

Basta con i sensi di colpa per gli immigrati e l'islam

Due interessanti articoli su un nuovo libro uscito in questi giorni: ‘ Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, per la Paesi Edizioni, scritto dal politologo e saggista francese Alexandre Del Valle (prefazione di Marcello Vaneziani), che contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno ad un malsano senso di colpa dell’Occidente.  Presentazione a Roma: info

Basta con la vergogna di essere quel che siamo, figli della nostra storia e della nostra civiltà

Una linea critica, decisamente minoritaria in campo intellettuale, che approfondisce il tema del senso di colpa europeo, secondo una visione originale e nuova: dopo il successo ottenuto in Francia (L’Artilleur editore) esce anche in Italia, per Paesi Edizioni, ‘Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, il libro del politologo e saggista francese Alexandre Del Valle che contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno al senso di colpa dell’Occidente, trovando per la strada compagni di peso quali Alain Fienkelkraut, Pascal Bruckner, Marcello Pera, Magdi C. Allam, Giovanni Sartori e Oriana Fallaci.
Secondo l’autore il senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo è una malattia mortale, di essenza masochista, che può colpire tutti quelli che non hanno gli anticorpi. Per smontarlo Alexandre Del Valle usa nel libro ragionamenti fondati che contrastano quel complesso occidentale che riesce a colpevolizzare più la vittima che il carnefice.

venerdì 5 aprile 2019

Su Verona anche la menzogna clericale

Della marea di odio e menzogna che i media laicisti e i vari partiti e organizzazioni progressiste hanno volentieri rovesciato sul Congresso mondiale delle Famiglie di Verona si è già detto: un’operazione violenta e scorretta con pochi precedenti. Ma in questi giorni ciò che ha colpito forse ancor di più è la menzogna clericale: di quei giornali e di quei personaggi che, ritenendosi gli unici titolati a parlare in nome del mondo cattolico, non hanno esitato a sparare ad alzo zero sul Congresso di Verona. Non parliamo qui di legittime critiche o di appunti che si possono tranquillamente fare a questo o a quell’aspetto dell’organizzazione. Parlo proprio della menzogna scientemente diffusa per infangare un’iniziativa autonoma del laicato. Lo avevano già fatto con i Family Day, lo hanno ripetuto in dosi massicce per una iniziativa che non intendeva neanche avere la portata e l’ambizione di quei grandi raduni romani.

mercoledì 3 aprile 2019

La supercazzola di governo regala l’oro del popolo ai banchieri

Decide Conte. Come dire affidiamo a Dracula la gestione del sangue raccolto dall’Avis. Sia il gatto a stabilire la fine del topo. Il dirottatore la destinazione del volo.
La maggioranza gialloverde ne sta combinando un’altra e delle più gravi. Sta definitivamente regalando l’oro del popolo ad una banca in mano ai privati nota come Bankitalia e riconoscibile dai guanti bianchi che non lasciano impronte.

Mozione di Fratelli d’Italia
Tutto rischia di accadere domani al Senato. Nelle settimane scorse Fratelli d’Italia ha incalzato il premier sulla questione, trascinandolo a rispondere in Parlamento sulla proprietà dell’oro detenuto per la maggior parte nei forzieri di Bankitalia. A precisa domanda, Conte ha risposto che quel tesoro fa parte del patrimonio attivo della banca. Come a dire: lo Stato non può più accamparne la proprietà, è stato scippato ai cittadini italiani, saranno i banchieri a decidere che farne.

C'è una brutta aria in giro per l'Italia. Ma Mattarella tace...

C'è una brutta aria in giro per l'Italia. Vauro e Santoro istigano ad uccidere un ministro della Repubblica italiana, ma dal Quirinale non esce nemmeno un rimbrottino a certa stampa pericolosa. La Cirinnà considera come fascista il concetto "Dio, Patria e Famiglia", che aveva già stroncato in termini volgari, ma ignora che fu Giuseppe Mazzini a coniarlo. Le femministe urlano sconcezze, bestemmiano, usano simboli satanici; alcuni omosessuali sfilano vestiti da pagliacci e si attaccano addosso gadget fallici, per gridare che sono contro la famiglia tradizionale.
Nel coacervo di violenza e criminalità diffusa, la stampa minimizza il dilagante incremento dei clandestini vaganti e i giudici usano particolare clemenza con spacciatori e stupratori. Un sudanese naturalizzato italiano, al quale è dato un posto di lavoro di responsabilità nonostante pesanti precedenti penali, rischia di compiere una strage e diventa un italiano che agisce per colpa di Salvini, mentre tra i ragazzini, che si sono salvati per essere stati pronti e coraggiosi con un gioco di squadra, vengono scientemente ignorati gli italiani per enfatizzare il coraggio di due nordafricani e cogliere il pretesto per ritirar fuori l'aberrazione dello ius soli. Un extracomunitario (pardon, un nuovo italiano … depresso da Salvini) uccide un giovane torinese perché italiano e sorridente. Se fai jogging rischi di essere violentata. Il Gruppo L'Espresso continua la sua campagna allarmistica denunciando la recrudescenza del fascismo in ambito governativo. Bergoglio non riceve Salvini se non cambia linea politica sui migranti, aprendo i porti e accogliendo l'Africa intera.
C'è una brutta aria in giro per l'Italia. Fabio Fazio coi soldi pubblici sulla tv di Stato fa campagna elettorale per il PD, ospita senza contraddittorio Macron che ci insulta, Juncker che ci bacchetta per le misure economiche che, a suo dire, son sbagliate. Presentatori, cantanti, opinionisti, tuttologi, attori, attrici, in coro contro Lega-M5S, che accusano di ogni nefandezza.
Viviamo tempi difficili, in cui una marmaglia antiumana, presa da febbre dissolutiva, tenta in ogni modo di soppiantare il governo eletto dal popolo. Forze interne e straniere operano affinché tutto tracolli. Qui non sto a difendere un governo di destra contro i comunisti. Altro c'è in ballo. La nostra libertà e autonomia è messa in discussione. In atto c'è un golpe bianco, strisciante, avvolgente. Chi è l'insospettabile regista?
Non crediate che certe energie ctonie si muovano per far vincere quattro coglioni del Partito democratico, servi dell'UE. Vogliono uccidere l'Italia.
(estrapolato da Fb da un post di Weltanschauung Italia).

domenica 31 marzo 2019

Ius soli, altolà di Meloni a Conte: «Il governo sta cedendo alle pressioni della sinistra»

Precedenti sullo Ius soli qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.

”Il governo cede nuovamente alle pressioni della sinistra e non chiarisce ai cittadini la propria posizione su un tema importante. Io non ho dubbi: no allo ius soli e no alla cittadinanza per automatismo”. È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. A innescare la polemica è stato il premier Conte con una inopinata apertura alla revisione della legge sulla cittadinanza. Lo ius soli ”non è nel contratto di governo, ma io auspico che si avvii in sede parlamentare una riflessione serena, dove si può valutare anche una prospettiva di nascita sul territorio italiano, ma che deve essere collegata a un percorso di integrazione serio”. ”Occorre un percorso di integrazione – conclude – affinché un ‘neonato’ possa aver vissuto, conosciuto e condiviso a nostri valori comuni”.

Di Maio tenta di sdrammatizzare, ma…
Interviene anche Luigi Di Maio per sdrammatizzare, ma ormai Conte il guaio lìha combinato.  “Non comprendo tutto questo trambusto dietro le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Conte ha specificato che lo Ius Soli non è nell’agenda di governo. E lo ribadisco: non è nell’agenda del governo e non sarà dunque una misura che questo governo discuterà, anche perché c’è già una normativa in Italia che regola la cittadinanzaLa riflessione auspicata dal Presidente -riguarda una sua sensibilità. Legittima, per carità, ma personale”. cerca di calmare le acque, il vicepremier, ma l’apartura di Conte  resta. A futura menoria?

Lollobrigida: «Conti pensi piuttosto ai problemi degli italiani»
Le parole del vicepremier erano stato subito criticate dal capogruppo di FdI alla Camera, Freancesco Lollobrigida. ”Molto grave che il presidente Conte apra allo ius soli augurandosi che il tema arrivi in Parlamento”.  ”È evidente -insiste Lollobrigida-  che se lo ius soli dovesse arrivare in Aula si aprirebbe uno scontro parlamentare, dagli esiti incerti, che non farebbe altro che alimenterebbe un clima già esacerbato dentro e fuori dal Palazzo. Invece di occuparsi degli immigrati Conte farebbe meglio, contratto o non contratto, a pensare ai diritti e ai problemi degli italiani. Quegli stessi italiani che il 4 marzo 2018 hanno chiaramente detto no anche allo ius soli”. - Fonte

sabato 30 marzo 2019

Dal terrorismo islamista al terrorismo intellettuale. I due flagelli che minacciano le democrazie occidentali

Il terrorismo visto dall'Italia.  In occasione dell'uscita del suo libro "Sbirri, maledetti eroi. Sorie di coraggio delle forze dell'ordine" pubblicato nelle Edizioni "paesi", Alexandre Del Valle s'intrattiene con Stefano Piazza sulla situazione italiana in tema di terrorismo
Da mesi l'Italia non è solo un laboratorio di populismo e una nuova forma di governo anti-sistema destra-sinistra, incarnata dalla strana alleanza della Lega di Matteo Salvini e del Movimento a 5 stelle di Luigi di Maio, ma anche un paese con una grande esperienza sui fenomeni terroristici e sulla sicurezza pubblica che potrebbe essere d'ispirazione per altri. Ricordiamo, tuttavia, che tra le principali democrazie occidentali, l'Italia rimane il paese, l'unico paese, a non aver (ancora) subito attacchi terroristici islamici. Il «Bel Paese» ha sicuramente conosciuto gli «anni di piombo», ma lungi dal renderlo più vulnerabile, questa «esperienza» traumatica di terrorismo di estrema sinistra unita alla lotta contro la mafia ha permesso alla polizia per acquisire un'esperienza di intelligence unica in tema di sicurezza interna, di lotta al terrorismo e anti-sovversione. Alexandre del Valle affronta queste questioni con uno dei migliori esperti italo-svizzeri sulla sicurezza e sulle reti islamo-terroriste in Europa: Stefano Piazza, incontrato a margine di un simposio sulla sicurezza organizzato nell'Italia settentrionale in occasione dell'uscita del suo ultimo lavoro, con prefazione del ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini: Sbirri, Maledetti, Eroi (Edizioni Paesi).

venerdì 29 marzo 2019

Il velo islamico è sottomissione, non tradizione né cultura

La vergognosa condanna in Iran a 33 anni di carcere e 148 frustate dell’avvocatessa iraniana Nasrin Sotoudeh, ha destato l’indignazione della Comunità internazionale (considerata la condanna già emessa in precedenza, di anni di carcere Nasrin ne dovrà scontare 38!).
Una delle ragioni per cui Nasrin è stata condannata, è il suo ruolo di rappresentante legale delle donne che, in questo ultimo anno, hanno lanciato una protesta pubblica contro il velo obbligatorio. Donne che sono state arrestate e condannate anche a pene di oltre venti anni di carcere.

giovedì 28 marzo 2019

Giorgia Meloni, il documento segreto della Ue per farvi invadere dagli immigrati: l'ultimo sfregio all'Italia

Nonostante il governo italiano non abbia ancora aderito alle regole del Global compact sull'immigrazione volute dalle Nazioni unite, da Bruxelles hanno trovato il modo per costringere l'Italia a doverlo applicare. La trappola è stata svelata da Giorgia Meloni che ha reso noto un documento "segreto" della Commissione Ue [leggibile qui] "che spiega la strategia da adottare per rendere obbligatorio il Global compact for  migration per tutti gli Stati a prescindere dalla loro volontà".
Quella di Bruxelles, ancora una volta, è secondo la Meloni "una gravissima ingerenza sulla sovranità degli Stati nazionali che rende carta straccia la democrazia in Europa". Il Parlamento italiano si era già espresso sul Global compact, e sulla spinta del gruppo di Fratelli d'Italia aveva ri gettato la proposta: "Così come hanno fatto altri Stati europei, ma gli euroburocrati non si rassegnano e tramano per favorire l'immigrazione di massa in Europa. Siamo alla follia: alle elezioni Europee - aggiunge la Meloni - manderemo a casa questi signori per proteggere i nostri confini e la nostra identità e la nostra sovranità" - Fonte

* * *
Il contenuto del documento. Redatto in 53 paragrafi, dal burocrate di origini italiane, Lucio Gussetti, che è Director and Principal Legal Adviser for Foreign and Security Policy and External Relations European Commission, è sostanzialmente un parere legale che tende a dimostrare che il Global Compact for Migration è vincolante per l’Unione Europea sulla base di principi contenuti nei trattati. Questo tipo di pareri, in inglese, “opinion” sono solitamente prodotti dal Servizio Giuridico della Commissione UE, non per autonoma iniziativa, ma su richiesta di qualcuno ai piani alti della Commissione. Pertanto, si evince una volontà politica che mira a far rientrare dalla porta sul retro il Patto Globale per le migrazioni, attraverso una “legislazione nascosta”.

martedì 26 marzo 2019

Londra accoglie i rifugiati siriani, ma solo se sono musulmani

La condotta discriminatoria osservata dal personale degli uffici-immigrazione è stata duramente censurata dai deputati tory nazionalisti
Le autorità del Regno Unito sono state in questi giorni accusate dai media di coltivare “pregiudizi anticristiani”.
I funzionari del ministero dell’Interno di Londra sono stati infatti biasimati dagli organi di informazione per avere recentemente praticato “discriminazioni” ai danni di diversi richiedenti asilo aderenti al cristianesimo. Tale condotta, osservata dai responsabili degli uffici incaricati di accordare agli stranieri lo status di rifugiati, è stata denunciata al quotidiano online The Independent da un profugo iraniano ventiseienne, rimasto anonimo.

Il soggetto straniero, giunto poco tempo fa in Gran Bretagna per richiedere asilo politico, ha svelato ai giornalisti di essere stato allora vittima e testimone di atteggiamenti “inqualificabili” da parte dei funzionari di Sua Maestà. Costui afferma infatti che il ministero dell’Interno avrebbe rigettato la sua istanza di protezione internazionale esclusivamente a causa della propria religione di appartenenza, quella cristiana.

lunedì 25 marzo 2019

Massa: “la religione dei pigri”

È giusto seminare anche se non si vedrà il frutto? La massa è la religione dei pigri e degli ignavi: vale la pena di offrirgli una prospettiva diversa sul reale, nuovi modi di vedere le cose, basati sul senso critico personale?
di Francesco Lamendola 
 
Succede sempre più spesso, ed è tipico delle fasi storiche di estrema confusione e di estrema decadenza. La gran parte delle persone non è disposta ad ascoltare una voce fuori dal coro, a prendere in esame la possibilità, anche solo in via d’ipotesi, che le cose stiano in maniera diversa da come appaiono, cioè da come vengono presentate dal Pensiero Unico, mediante la stampa, le televisioni, il cinema, e anche, duole dirlo, ma è il principale canale d'indottrinamento, dalla scuola. Non sono disposte, il che è molto più forte del non sono interessate. Se qualcuno prova a suggerire una visione diversa della realtà, se qualcuno prova a insinuare un dubbio sulla superficie piatta e uniforme del Politicamente Corretto, la reazione che scatta, sempre più di frequente, è d’insofferenza, di fastidio, di vera e propria antipatia.
In altre parole, la massa non tollera di essere avvertita, messa in guardia, posta di fronte a una nuova prospettiva: non ne vuole sentir parlare, ribatte stizzita snocciolando tutti gli argomenti uditi dalla televisione e dai giornali, con tono apodittico, di sfida: guarda con ostilità a chi osa socchiudere uno spiraglio sulla cappa asfissiante del totalitarismo ideologico in cui siamo immersi.

domenica 24 marzo 2019

Commissione UE vuole rendere obbligatorio il global compact

Sul global compact vedi precedenti qui - qui - qui.
E qui l''indice dei principali articoli sull'immigrazionismo.

Clamoroso! La Commissione Europea sta tentando di rendere obbligatorio il Global Compact per l’immigrazione per tutti gli Stati membri, anche quelli che si sono dichiarati contrari. Sono i Ministri degli Esteri di Austria e Ungheria a lanciare l’allarme. I burocrati pro-invasione hanno subdolamente predisposto un documento che rende vincolante il Patto Onu che vuole dichiarare l’immigrazione un diritto fondamentale dell’essere umano. Niente scherzi! Fratelli d’Italia, nel prossimo Parlamento Europeo, chiederà esattamente l’opposto e cioè che l’intera Unione Europea si tiri fuori dal Global Compact che favorisce l’immigrazione senza limiti. Il 26 maggio alle Elezioni Europee si voterà anche per questo. (Giorgia Meloni - Fonte)

sabato 23 marzo 2019

Riccardo e Niccolò, anche loro protagonisti del salvataggio del bus cancellato dai media perché italiano (Video)

Due ragazzini italiani, Niccolò e Riccardo, cancellati dai media.

C’è anche un ragazzino italiano di 12 anni, Niccolò Bonetti, che si è offerto come ostaggio nella vicenda dello scuolabus sequestrato ed incendiato da un terrorista umanitario senegalese.
«Ma non mi sento un eroe, ho fatto solo la cosa giusta», ha detto a «Un giorno da pecora» su Rai Radio 1, nella puntata che andrà in onda venerdì alle 13.30.
«Il terrorista, io lo chiamo così (l’autista senegalese Ousseynou Sy, ndr) ha chiesto di avere qualcuno vicino a lui, e ha iniziato a spargere benzina. Poi è andato a prendere un ostaggio e ne ha chiesto un altro: se nessuno si fosse presentato minacciava di fare esplodere l’autobus. In un momento di panico, coi miei compagni agitati – ha raccontato lo studente – ho deciso di andare lì ed offrirmi volontario».

venerdì 22 marzo 2019

Deliri sinistrorsi. "Sono fatti che vanno compresi"...

Leggete cosa emerge dall'immagine a lato. L'unica cosa da comprendere e che dobbiamo difenderci

RAI TV 3, programma del mattino delle ore 10,00, nello studio ci sono diversi giornalisti e politici come si conviene nelle abituali trasmissioni televisive a fine "condizionamento mentale" degli spettatori. Oggetto della discussione è la mancata strage di ieri di San Donato Milanese, dove per vero miracolo divino e la bravura e capacità delle forze dell'ordine non si è compiuta.
Tutti dicono la loro, c'è chi inveisce contro un'immaginaria integrazione, c'è chi invece propende al solito distinguo e giustificazione del gesto satanico adducendo motivazioni dettate più che da una illogica ideologia che da una logica reale e veritiera. Ovviamente" lo schifo inenarrabile" e a livelli insopportabile, non si può giustificare in nessun modo il sequestro di 51 bambini inermi e poi desiderare di arderli vivi con della benzina... tutto ciò è pazzesco...lo si fa quando si commettono dei genocidi e solo per un miracolo che non sia visto un rogo di 51 bimbi con fiamme ammesse.
Ed ora si arriva all'incredibile, in studio è presente l'ex ministro della salute del governo PD di Prodi, Livia Turco, lei, serafica, saccente, arrogante come al solito, a richiesta della conduttrice ad esprimere un parere in merito al mancato attentato risponde così : "è terribile ma sono fatti che vanno compresi ". Come vanno compresi…ma che diavolo ha detto ? 

giovedì 21 marzo 2019

San Donato, "avremo 1.000 di questi casi in Italia. Ѐ colpa dei buonisti"

Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo: "Il primo commento che mi viene in mente è che l'integrazione etnica tra culture, religioni e tradizioni diverse non è così scontata come i buonisti, i globalisti e gli immigrazionisti vogliono farci credere. Per cui, è vero che gli uomini sono tutti uguali in termini di diritti, di potenzialità e di rispetto dell'umano ma sono diversi per tradizione, cultura, valori, appartenenza e modo di essere. Pensare di amalgamare forzatamente zone del mondo in cui codici etici sembrano venire dal neolitico superiore, come nell'Africa sub-sahariana, o dall'Alto Medio Evo come nel caso dei Paesi islamici, non è assolutamente facile, né scontato e probabilmente è anche molto ingiusto".
La propaganda cosiddetta buonista, accogliente e globalista, che continua a ritenere che il solo principio di difendere la patria e le frontiere sia una forma di criminalità para-fascista, finirà per alimentare fenomeni di questa natura portati alle estreme conseguenze. C'è una sorta di guerra tribale e questo caso di San Donato è il primo segno. Coloro che hanno puntato il dito contro questo governo e in generale contro chiunque riaffermi i valori della sovranità e dell'autodeterminazione dei popoli e della democrazia, quindi il diritto degli italiani di vivere a casa propria senza vivere in un assedio, porteranno la responsabilità di 1.000 di queste situazioni. Ѐ la punta di un iceberg e il primo segno di un malessere e di una malattia che oggi ci troviamo a testimoniare. Si tratta di un grosso problema visto che un milione di africani e di magrebini senza lavoro sono in Italia e comportano non soltanto l'alimentazione di un'immensa criminalità, di cui la Mafia nigeriana è l'espressione più drammatica, ma anche questa sorta di revanscismo rivendicazionista di matrice africana e afro-islamica. Siamo all'inizio di un percorso che si configura come drammatico".

martedì 19 marzo 2019

Arriva la benedizione del vescovo: "È bene che il governo partecipi"

Il prelato di Carpi: «È la Costituzione stessa a parlare di matrimonio»
Monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, è una delle voci della Chiesa italiana più attente ai temi della vita e della famiglia.
Quando si trattò di tentare di salvare Alfie Evans, il bimbo al quale l'ospedale di Liverpool voleva staccare la spina perché il piccolo non avrebbe avuto speranze di guarire, monsignor Cavina fu incaricato da papa Francesco di tenere i rapporti tra la famiglia Evans e l'ospedale Bambin Gesù di Roma.

Sul Congresso mondiale delle famiglie si è creata una forte polemica politica. Lei ritiene opportuna la presenza di rappresentanti del governo all'appuntamento?

«Non vedo il problema se dei rappresentanti del governo partecipano a un congresso dove si parla di matrimonio e famiglia. Peraltro la nostra Costituzione all'articolo 29 stabilisce che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Non conosco nel dettaglio il programma dell'incontro di Verona, ma si tratta di un appuntamento internazionale giunto alla tredicesima edizione e che si svolge in Italia. Chi ha un ruolo di rappresentanza istituzionale deve prendere parte al dibattito sul bene comune che mette a tema vita, famiglia ed educazione».

lunedì 18 marzo 2019

Fiumi di odio e menzogne sul Congresso di Verona

Diceva la buonanima di Winston Churchill "se nessuno ti odia non ti sei mai battuto per nessuna causa". Da qui si deduce il secondo assioma: battiti per una causa solo se sei in grado di resistere all’odio, e battiti per una causa importante da cui dipendono la felicità e la vita di migliaia di persone solo se sei in grado di resistere a fiumi di odio. In questo momento fiumi di odio si stanno riversando sul Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona da venerdì 29 a domenica 31 marzo.

Non è vero che vogliamo inchiodare le donne alla maternità. Scusate, ma per curiosità, come sarebbe possibile? Vogliamo che le donne abbiano la possibilità di diventare madri, che possano avere un numero di mesi decente di astensione dal lavoro, almeno dodici, che possano avere un solido aiuto economico. Scusate, ma una giovane donna di venticinque anni disoccupata ha la libertà di abortire, garantita da tutti inclusi i sindacati, ma ha la libertà di diventare madre? Questa libertà non ha valore? Siamo certe che ogni donna possa essere chirurgo o amministratore delegato: vogliamo solo avvertirla che la potenza arcaica e totale della maternità è 1000 volte più grande dell’essere chirurgo o amministratore delegato, vogliamo dirglielo prima che sia troppo tardi.

La Grande Bufala dei cambiamenti climatici causati totalmente dell'uomo

Le elezioni europee si avvicinano e i partiti del Sistema delle lobby, della grande finanza, delle menzogne liberal, immigrazionisti, antirazzisti, omosessualisti non sono messi bene. Ecco allora la riesumazione di una vecchia "arma di distrazione di massa": l'ecologia.
Contemporaneamente in tutta Europa (non suona un po' sospetto?) scendono in piazza "fanciulli chiassosi tipo Greta e i suoi seguaci gretini [...] ignoranti come travi" scrive oggi Vittorio Feltri. Tirano la volata, elettoralmente, alle "nuove sinistre", ai verdi, vogliono far dimenticare l'emigrazione selvaggia (che in altri paesi d'Europa continua), la Grande Sostituzione dei Popoli, l'inverno demografico, la dittatura sogghignante dell'Unione Europea, la distruzione della famiglia, la verità naturale che esistono solo gli uomini e le donne (il resto è perversione o malattia) e così via.

venerdì 15 marzo 2019

"Così potete avere il reddito". In rete l'esultanza islamica

Sul web video in arabo per il sussidio. Il leader Piccardo: "Va a 241mila famiglie, non male...". E parte l'assalto
In 9 ore lo hanno già visualizzato oltre 5.500 persone: il video dev'essere davvero ben fatto e il curatore indica dettagliatamente la documentazione necessaria a chiedere il sussidio, riportando accuratamente i link ai quali reperire «il protocollo» e tutte le informazioni necessarie. Su Youtube, un altro video di istruzioni, pubblicato il 15 gennaio, ha già ottenuto 45mila click e una serie di commenti soddisfatti: «Grazie mille per le informazioni», per esempio. Nella schermata campeggia il sorriso inconfondibile del ministro del Lavoro e vice premier, Luigi Di Maio, sovrastato da una scritta rossa in arabo e da una bianca in campo nero, in italiano: «Il reddito di cittadinanza di 780 euro».

giovedì 14 marzo 2019

Congresso Mondiale delle Famiglie, parla il vicepresidente Coghe: «Il cambiamento dell’Europa passa da qui».

Assieme a Toni Brandi, sarà il principale “anfitrione” del Congresso Mondiale delle Famiglie, in programma a Verona, dal 29 al 31 marzo 2019. Jacopo Coghe, 34 anni, presidente di Generazione Famiglia, ha assunto alcuni mesi fa l’incarico di vicepresidente del Congresso Mondiale. Generazione Famiglia e Pro Vita onlus, hanno stretto un’alleanza che, alla lunga, potrebbe rivelarsi vincente, perché sostenuta dal basso, dalla gente comune. Nel frattempo, però, c’è molto da lavorare e sullo sfondo c’è il passaggio cruciale delle elezioni europee. «Un’Europa che non scommette sulla famiglia non ha alcun futuro», afferma Coghe, che, a colloquio con Scenari economici, si è espresso a chiare lettere su cosa c’è in gioco.

Manca meno di un mese allo svolgimento del Congresso Mondiale delle Famiglie, a che punto sono i preparativi?

«La lista dei partecipanti è ormai definitiva, siamo davvero in dirittura d’arrivo. Sia Generazione Famiglia che Pro Vita hanno accumulato un bagaglio di esperienze importanti negli ultimi 4-5 anni: tante battaglie per la famiglia e per la vita ci hanno portato a marciare fianco a fianco in numerose occasioni. Perché allora non unire le forze? La vera carta vincente del nostro Congresso, però, sarà l’alleanza che stingeremo con le famiglie che incontreremo a Verona. I partecipanti e gli uditori contano almeno quanto gli esperti che saliranno sul palco. L’organizzazione del Congresso non è un club elitario che vuole orientare il popolo. Noi, al contrario, raccogliamo le istanze della gente e, per l’appunto, delle famiglie, con le qualivogliamo cooperare. Famiglie che, da troppi anni, si sentono abbandonate, che faticano più che in passato a mantenere il loro ruolo di timone e motore della società. Siamo sicuri che la tre giorni di Verona rappresenterà una gigantesca iniezione di speranza per noi e per loro. Ci sarà da lavorare duro ma il sold out di prenotazioni al Congresso è un chiaro segno che siamo partiti col piede giusto».

mercoledì 13 marzo 2019

L'Italia vende i porti ai cinesi, l'economista Sapelli: "Strategia studiata dai comunisti per invaderci"

L'articolo risale al 2017 ma non ha perso di attualità. Ѐ di questi giorni la bomba-Cina che rischia di esplodere sul governo a causa della "via della Seta", il memorandum sullo sviluppo infrastrutturale euro-asiatico di cui il premier Conte e il vice Di Maio appaiono grandi sostenitori, nonostante le ripercussioni con le inquietudini degli USA e della UE. Al momento non risultano le dovute cautele che possono esser introdotte in una giusta e proficua relazione con un partner ineludibile come la Cina senza correre il rischio di consegnare ad esso l'economia italiana, tra infrastrutture, porti e scalate finanziarie ai gioielli di casa nostra. Dunque è bene tener desta l'attenzione e soprattutto sperare che restino vigili gli allegati leghisti. Intanto appare rassicurante la dichiarazione di Salvini: « Via della seta con la Cina? Non abbiamo pregiudizi, ma molta prudenza. Siamo favorevoli al sostegno e all’apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture. Non vorremmo - ha aggiunto Salvini - diventare una colonia. Laddove, e si è visto, la Cina ha effettuato investimenti, ha aperto il suo mercato nel Paese che lo ha ospitato. Pertanto - ha concluso il vicepremier - molta prudenza ».

I cinesi vogliono i porti italiani. Ci avevano già provato due anni fa con Taranto ma, a causa anche delle consuete incrostazioni burocratiche, si erano spostati sul Pireo. Però non hanno dimenticato l’Italia acquistando il 40% della piattaforma logistica di Vado Ligure.
Ora vogliono andare avanti perchè, nonostante siano passati otto secoli e nel frattempo Cristoforo Colombo abbia scoperto che la terra è rotonda, il collegamento migliore fra la Cina e l’Europa resta quello tracciato da Marco Polo. Non a caso Pechino ha varato un progetto gigantesco da 113 miliardi di dollari e l’ha chiamato Via della Seta: una via di terra e l’altra per mare. «Ma il collegamento di terra - dice Giulio Sapelli economista e docente alla Statale di Milano - è un progetto fragile. Deve attraversare troppe frontiere. Più efficiente la rotta marittima».

Macron ha preso uno sputo in faccia. Da Berlino

“Insuccessi”  del governo italiano? Dilettantismo? Grossolani errori in politica estera?  Figure di m…?  I nostri media ne stano parlano nelle stesse ore in  cui , se c’è  una figura di m.  da registrare, è  quella di Macron. Ha appena ricevuto uno sputo in faccia dalla vice-Merkel,  e quasi certamente futura cancelliera,   la signora  Annegret Kramp-Karrenbauer  (d’ora in poi AKK).

Il 5 marzo, Macron ha reso pubblica una napoleonica Lettera agli Europei [qui] dove ha lanciato “un appello  urgente” per una Europa più forte e unita .  Contro i “populisti”. Qui i punti salienti:

Ebbene:   la signora AKK, in una lettera sul Welt am Sontag, ha risposto picche a tutte le richieste  del piccolo Eliogabalo dell’Eliseo. Egli proponeva passi avanti verso gli Stati Uniti d’Europa, la centralizzazione più spinta. Lei risponde:

martedì 12 marzo 2019

Cancellano la memoria per cancellare la nostra civiltà – Antonio de Felip

Il violento attacco in corso contro la nostra civiltà europea, greco-romana e cristiana da parte delle forze liberal, decostruzioniste, sostenute e incarnate dall’alleanza tra alta finanzia e una feroce ideologia della “correttezza politica” procede, con tappe progressive, su diversi fronti tra loro collegati: l’immigrazione/invasione che mira alla Grande Sostituzione dei Popoli; la distruzione sistematica della famiglia e della morale naturale attraverso il denatalismo, l’abortismo, l’omosessualismo e l’ideologia gender; il sovvertimento dottrinario e morale della Chiesa dal concilio in poi; la corruzione del linguaggio e l’introduzione di parole-truffa (come “razzismo”, “antirazzismo”, “omofobia” e molte altre ancora) imposte per impedire il libero pensiero (perché “si pensa con le parole”).

Ma tutto ciò non è sufficiente per l’obiettivo di distruzione finale della nostra civiltà. Per costruire una società-mondo fatta da consumatori-schiavi resi meticci, standardizzati nei pensieri, nei desideri e nelle azioni, dimentichi di ogni valore tradizionale e identitario, per la riuscita del più gigantesco e malvagio progetto di ingegneria sociale mai ideato, occorre distruggere sistematicamente, se necessario anche con la violenza e leggi liberticide, ogni retaggio culturale, storico, civile, obliterando la memoria e l’identità dei popoli.

domenica 10 marzo 2019

Parla il padre degli euroscettici: “Ecco come andranno le europee”

Parlare di Europa con Václav Klaus significa confrontarsi con chi il continente l’ha visto diviso, frammentato, depredato dalle ideologie del Novecento e infine riunito sotto quella bandiera blu a stelle che ha criticato fin dal primo momento. Da quando, cioè, ha iniziato a gettare il seme dell’euroscetticismo, sia da primo ministro cecoslovacco che da presidente della Repubblica Ceca (dal 2003 al 2013). Il suo potrebbe essere definito un pensiero proto-sovranista, anche se come profilo accademico si mostra da sempre come un liberale convinto. Semplicemente, nel modo più politicamente scorretto possibile, sostiene che per salvare l’Europa come entità sia necessario smantellare l’Unione europea come sovrastruttura e passare ad una libera cooperazione tra i paesi che attualmente ne fanno parte, preservando la libertà di movimento senza abolire i confini. Gli Occhi della guerra lo hanno incontrato in occasione della sua visita a Roma, ospite con il suo libro Comprendere l’immigrazione (Giubilei Regnani) del convegno Europa Sovranista organizzato il 9 marzo dal think tank Nazione Futura.

Presidente Klaus, superata la dicotomia destra/sinistra, le prossime elezioni europee saranno quelle del popolo contro le élite?
“Sebbene la divisione fondamentale della politica di oggi abbia una dimensione verticale non credo che categorie come destra e sinistra siano superate. E non lo saranno nemmeno in futuro. Cambiano solo forma”.

venerdì 8 marzo 2019

Paura del futuro - Marcello Veneziani

Quarant’anni fa, di questi tempi, finiva la storia, finiva la modernità e cessava di battere il novecento, come l’avevamo conosciuto fino allora. Il nome che indicava questo congedo o questo collasso, diventò presto virale: postmodernità. Si intitolava La condizione postmoderna il libro-segnaepoca di Jean-Francois Lyotard, uscito nel 1979 che aprì le danze e la fuga dalla storia e dall’ideologia del progresso. Il postmoderno non designava solo una concezione artistica, ma segnava la liquidazione del secolo furioso, delle ideologie e dei grandi racconti, la fine dello spirito pubblico, il ritorno del privato che allora si chiamò Riflusso, che oggi ha solo un significato gastro-esofageo. Nel postmoderno tornava sotto false spoglie l’antico, come un nonno travestito da nipote, era il cortocircuito della storia, il comunismo si faceva catarroso per poi mostrare il segno della sua disfatta, il terrorismo politico finiva la sua stagione aurea che poi concise con gli anni di piombo. Era ormai sepolto il Novecento di due guerre mondiali, grandi rivoluzioni e guerre civili, irruzione delle masse e genocidi. “Con la storia mi accendo la pipa” annunciava Roland Barthes. Poi fu Gianni Vattimo a certificare nel pensiero “la fine della modernità”.

giovedì 7 marzo 2019

... A totale carico del servizio sanitario

In che mondo viviamo? 
“Il Ministro della Sanità autorizza la somministrazione, a carico del servizio sanitario nazionale, del farmaco che blocca la pubertà nei bambini. Il Governo del cambiamento. Di sesso”.
Se non vi ribellate nemmeno a “questo”, italiani, tutto è inutile. Fonte

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mercoledì 6 marzo 2019

Gli insulti a Matteo Salvini

L’aggressione verbale che sta subendo Matteo Salvini da quasi un anno è senza precedenti nella storia della Repubblica. A mia memoria ricorda – pur con le dovute differenze - solo un altro livello di aggressione: quello che nel 1978 costrinse Giovanni Leone, allora Presidente della Repubblica, alle dimissioni, in base ad accuse che poi si rivelarono del tutto infondate.
Considerando che le aggressioni – finora solo verbali – riguardano anche, in maniera indiretta, milioni di persone che l’hanno votato, ritengo che Salvini abbia il dovere di rispondere, anche sul piano giudiziario. Non si può limitare ad “accoglierle” con frasi del tipo “tiro diritto” o “non hanno argomenti”.

martedì 5 marzo 2019

E se fossimo all’alba della disintegrazione europea? Francesco Saraceno legge “Gli ultimi giorni dell’Unione” di Ivan Krastev

Gli ultimi giorni dell'unione non sono gli ultimi giorni dell'Europa; ma della tecnocrazia mondialista che se ne è impadronita...

Il collasso dell’Unione Europea, sempre ritenuto inimmaginabile, è non solo possibile, ma quasi inevitabile. Il progetto di integrazione continentale ha il fiato corto, stretto tra il lento sbiadirsi dell’originario progetto di pace uscito dalla Seconda guerra mondiale, la fine della centralità geopolitica portata dal crollo dell’Unione Sovietica e la mancanza di un progetto politico per l’avvenire. Il detonatore che potrebbe segnare l’inizio della fine sarà la crisi dei rifugiati, che rappresenta un’autentica minaccia per l’identità europea, e non fa altro che alimentare il populismo di ritorno, che a sua volta minaccia i compromessi politici consolidati dell’Europa, il cosmopolitismo culturale, l’impegno per valori universali come i diritti umani e la solidarietà sociale. Una società già provata da disuguaglianze crescenti, e definitivamente destrutturata da dieci anni di crisi e di mala gestione della politica economica, ha infine abbracciato gli egoismi nazionali che i cantori dell’Unione credevano definitivamente sepolti, ripiegandosi su sé stessa.

lunedì 4 marzo 2019

Meloni ai conservatori di Trump: “Questa Ue distrugge la nostra identità, il patriottismo degli Usa è un modello”

La soddisfazione di rappresentare nel mondo Fratelli d’Italia, l’unica forza politica italiana invitata ad intervenire al Cpac 2019, la Conservative Political Action Conference di Washington. L’orgoglio di parlare dopo il presidente americano Donald Trump, davanti a una platea numerosa e attenta. La consapevolezza di essere riusciti a spiegare, agli americani, le difficoltà di un’Europa frammentata e dominata dalle lobby a cui sta facendo finalmente opposizione un sovranismo identitario ed economico che ha nel “patriottismo” americano una fonte di ispirazione.
C’è tutto questo nella notte americana vissuta da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, intervenuta ieri sera alla convention del Cpac, con un lungo intervento (che riportiamo integralmente di seguito) nel quale la Meloni ha toccato i temi di politica estera di stretta attualità, schierandosi al fianco degli Usa sul Venezuela, ma parlando anche di economia, di Stati Uniti d’Europa, di alleanze conservatrici sfociate nel recente summit di Roma dell’Acre, di potentati politici che schiacciano i paesi, di emigrazione da controllare, di tutela della differenza ma anche delle identità. “In Venezuela ma anche in Europa ci troviamo a combattere una diversa battaglia per la libertà, meno eclatante ma ugualmente vitale per i nostri popoli. Mi riferisco alla deriva antidemocratica che sta vivendo l’Unione Europea”.

domenica 3 marzo 2019

E la Meloni porta Fratelli d'Italia sul palco di Trump

La leader alla convention dei conservatori a parlare di Europa e sovranismo
Prima l'adesione a The Movement, il movimento transnazionale sovranista fondato da Steve Bannon (a settembre ospite di Atreju), poi a febbraio Fdi entra anche nell'Acre, Alleanza dei conservatori e dei riformisti in Europa.
E ora la presidente di FdI, Giorgia Meloni, completa l'internazionalizzazione in chiave sovranista intervenendo, a Washington, alla convention dei repubblicani, e parlando dallo stesso palco del presidente americano Donald Trump.
FdI, spiega la Meloni, «è stata invitata per parlare di sovranità, di Europa, di democrazia, di lotta contro il pensiero unico». E la partecipazione alla Conservative political action conference, per la presidente, unica italiana presente alla convention, è «il segno di quanto stia crescendo il percorso di Fratelli d'Italia e quanto sia visto con interesse anche a livello internazionale».
La leader di FdI è salita sul palco nel primo pomeriggio, quando in Italia erano quasi le 21, e ha trasmesso il suo intervento in streaming sulla sua pagina Facebook, parlando della democrazia in Italia e in Venezuela e, quanto alla nazione sudamericana, non risparmiando un paio di stoccate al contingente M5s all'interno del governo gialloverde. Reo di non aver permesso all'esecutivo italiano di prendere una posizione netta contro Maduro e a sostegno di Guaidò. «Ma purtroppo - ha spiegato alla platea di conservatori a stelle e strisce la Meloni - tuttora il governo italiano, ostaggio di alcuni suoi membri ideologicamente di sinistra, si dichiara neutrale nella questione venezuelana: un atteggiamento grave e inaccettabile».
Anche alla Ue, comunque, la Meloni ha riservato qualche colpo nel suo intervento. Denunciando la «deriva antidemocratica» che starebbe vivendo il Vecchio continente, una crisi che, parola della Meloni, è «crisi di democrazia e di sovranità popolare», stante il trasferimento del potere decisionale - e dunque, appunto, della sovranità - ai burocrati europei, privi di legittimazione democratica.
Nella seconda parte del suo intervento, poi, la leader di FdI se l'è presa con la «dittatura soft del politicamente corretto, del pensiero debole, del relativismo culturale»: «Tutto ciò che ci definisce è sotto attacco. Ci vogliono senza Patria, senza identità nazionale, in un mondo senza confini. Non americani, italiani o giapponesi, ma soltanto miliardi di consumatori indistinti». Infine, vista la location, arriva un riferimento alla «difesa sempre legittima». Un concetto non scontato per l'Italia, «dove abbiano norme molto più restrittive delle vostre sul rilascio delle armi». - Fonte